Conferenza stampa 5 luglio 2012

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vice-Presidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 5 Luglio 2012

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Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il Vice-Presidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto alla nostra conferenza stampa. Passiamo ora a riferire sui risultati della riunione odierna del Consiglio direttivo, a cui ha preso parte anche il vicepresidente della Commissione, Mr Rehn.

Sulla base delle nostre analisi economica e monetaria, abbiamo deciso di tagliare i tassi di riferimento della BCE (key ECB interest rates) di 25 punti base. Le spinte inflazionistiche nell’orizzonte temporale rilevante per la nostra politica sono state smorzate ulteriormente perché si sono materializzati alcuni dei rischi al ribasso già identificati in precedenza per le prospettive di crescita dell’area euro. Coerentemente con questo quadro, il ritmo dell’espansione monetaria di fondo resta contenuto. Le aspettative di inflazione per l’economia dell’area euro continuano a essere saldamente ancorate in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. Allo stesso tempo, la crescita economica nella zona euro continua a rimanere debole, con una accentuata incertezza che pesa sulla fiducia e il sentiment.

Abbiamo implementato misure standard e non-standard di politica monetaria. Questa combinazione di misure ha sostenuto la trasmissione della nostra politica monetaria. Tutte le nostre misure non-standard di politica monetaria sono di natura temporanea e manteniamo la nostra piena capacità di garantire la stabilità dei prezzi a medio termine agendo con tempestività e fermezza. Vorrei anche ricordarvi la decisione presa dal Consiglio direttivo in data 22 giugno 2012 in merito a ulteriori misure per aumentare la disponibilità di garanzie per le controparti.

Permettetemi ora di spiegare le nostre valutazioni in maggior dettaglio, a partire dall’analisi economica. Su base trimestrale, la crescita del PIL reale dell’area euro è rimasta invariata nel primo trimestre del 2012, dopo un calo dello 0,3% nel trimestre precedente. Gli indicatori per il secondo trimestre del 2012 segnalano un nuovo indebolimento della crescita economica e accentuata incertezza. Guardando oltre il breve termine ci aspettiamo che l’economia dell’area euro abbia una graduale ripresa, anche se la spinta è smorzata da una serie di fattori. In particolare, le tensioni in alcuni mercati del debito sovrano dell’area euro e il loro impatto sulle condizioni del credito, il processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario e l’alta disoccupazione dovrebbero pesare sulla dinamica di crescita sottostante.

I rischi per le prospettive economiche per l’area dell’euro continuano ad essere orientati verso il basso. Riguardano, in particolare, un nuovo aumento delle tensioni in alcuni mercati finanziari dell’area euro e le loro possibili conseguenze per l’economia reale. Rischi al ribasso riguardano anche eventuali nuovi aumenti dei prezzi dell’energia nel medio termine.

L’inflazione dell’eurozona misurata sullo HICP è stata del 2,4% nel mese di giugno 2012, secondo la stima flash di Eurostat, invariata rispetto al mese precedente. Sulla base degli attuali prezzi dei futures del petrolio, l’inflazione dovrebbe ridursi ulteriormente nel corso del 2012 e andare di nuovo sotto il 2% nel 2013. Nell’orizzonte temporale rilevante, in un contesto di modesta crescita e con aspettative di inflazione ben ancorate nel lungo termine, le pressioni sui prezzi alla base dovrebbe rimanere moderate.

Tenuto conto delle decisioni di oggi, rischi per le prospettive di evoluzione dei prezzi continuano ad essere sostanzialmente bilanciati nel medio termine. I principali rischi al ribasso riguardano l’impattodi una crescita più debole del previsto. I rischi al rialzo riguardano ulteriori aumenti delle imposte indirette, data l’esigenza di risanare i conti, e prezzi energetici superiori al previsto, nel medio termine.

Passando all’analisi monetaria, il ritmo dell’espansione monetaria di fondo è rimasto contenuto, con sviluppi a breve termine che mostrano una certa volatilità. L’aumento del tasso di crescita sui dodici mesi di M3 al 2,9% a maggio, rispetto al 2,5% nel mese di aprile e vicino al 3,0% osservato nel mese di marzo, ha rispecchiato principalmente l’inversione dei flussi in uscita nel mese di aprile da depositi overnight appartenenti agli intermediari finanziari non monetari (in particolare fondi di investimento). Oltre a una maggiore preferenza per i depositi con scadenze più brevi, questi fattori hanno influto sugli sviluppi di M1, con il tasso di crescita che è passato dal 1,8% di aprile al 3,3% di maggio.

Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato (corretti per cessioni e cartolarizzazioni), è sceso al 0,4% a maggio (dal 0,8% di aprile). I tassi di crescita annuali per i prestiti a società non finanziarie e famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni), sono diminuiti in maggio, al 0,2% e 1,3% rispettivamente, con flussi creditizi mensili negativi alle società non finanziarie. In larga misura, la mediocre crescita dei prestiti rispecchia l’attuale situazione congiunturale, l’accentuata avversione al rischio, e l’adeguamento in corso nei bilanci di famiglie e imprese, tutti fattori che pesano sulla domanda di credito.

In prospettiva, è essenziale per le banche continuare a rafforzare la loro capacità di recupero dove è necessario. La solidità dei bilanci bancari sarà un fattore chiave nel facilitare una appropriata provvista di credito per l’economia e la normalizzazione di tutti i canali di finanziamento.

In sintesi, tenendo conto delle decisioni di oggi, l’analisi economica indica che l’andamento dei prezzi dovrebbe restare in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine. Un controllo incrociato con i segnali dall’analisi monetaria conferma questo quadro.

Vorrei ora fare alcune osservazioni relative ad altre politiche. Accogliamo con favore le conclusioni del Consiglio europeo del 29 giugno 2012, per agire per affrontare le tensioni sui mercati finanziari, ripristinare la fiducia e rilanciare la crescita. Siamo d’accordo che l’Unione economica e monetaria ha bisogno di essere collocata su una base più solida per il futuro e che la crescita sostenibile, il risanamento delle finanze pubbliche e le riforme strutturali per stimolare la competitività rimangono le principali priorità economiche. Accogliamo con favore la decisione di elaborare una tabella di marcia specifica e con scadenze precise per il raggiungimento di una vera Unione economica e monetaria. Accogliamo con favore anche l’iniziativa del Summit verso un single supervisory mechanism, la possibilità – con condizioni adeguate – di ricapitalizzare direttamente le banche, e l’uso degli attuali strumenti degli EFSF / ESM in modo flessibile ed efficiente, al fine di stabilizzare i mercati. Infine, la BCE è pronta a servire come agente per l’EFSF / ESM nella conduzione della operazioni sul mercato.

Siamo ora a vostra disposizione per le domande.

Domande e risposte

1 – Mr Draghi, due domande. Prima di tutto sul tasso di deposito: avete tagliato il tasso di deposito a zero. Quanto esasperato è per il fatto che le banche continuano a non utilizzare i soldi che state pompando nel mercato in misura sufficiente per prestarseli l’un l’altra o per prestarli all’economia, perché chiaramente in alcuni paesi siamo ancora in zona credit crunch?
E in secondo luogo, in termini di altre misure non-standard, ci sono molte voci sul mercato che potremmo vedere altri LTROs lo so, lo so, non ha intenzione di dirci nulla a riguardo ma quanto temporaneo è il temporaneo per alcune delle misure che abbiamo visto?

Draghi – Mi spiace, non posso rispondere alla seconda domanda, perché abbiamo sempre detto che le nostre misure non-standard sono temporanee e non vogliamo impegnarci anticipatamente (pre-commit) per quanto riguarda le decisioni future.
Sulla prima domanda, ne abbiamo discusso ormai diverse volte. La risposta è che abbiamo bisogno di tempo per vederlo. La dimensione e la complessità di questi due LTROs sono tali che non possiamo aspettarci di vedere effetti immediati, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione degli LTROs in più alti flussi di credito. Ma certamente ora sono passati un paio di mesi e vediamo che i flussi di credito sono in realtà deboli e rimangono deboli. Diverse osservazioni: una è che, come ho detto più volte, ci sono almeno tre serie di motivi per cui le banche non prestano. Uno è l’avversione al rischio, un altro è la mancanza di capitale, e il terzo è la mancanza di fondi. Noi abbiamo rimosso solo il terzo, non gli altri due. La seconda ragione è che questa mancanza di trasmissione tra gli LTROs e un  miglioramento dei flussi di credito non è la stessa in tutti i paesi. Ci sono paesi come la Francia, dove i flussi di credito in realtà continuano ad essere moderatamente sostenuti, e ci sono altri paesi in cui i flussi di credito sono in realtà in diminuzione, il che ci porta a pensare che il meccanismo di trasmissione è legato anche a fattori nazionali. Hanno a che fare con il modo in cui le banche si fanno prestiti, con contratti speciali, con le disposizioni contrattuali dei diversi paesi. Ma c’è una terza considerazione, e cioè che il credito è oggi guidato prevalentemente dalla domanda, e se la domanda è debole, non c’è da aspettarsi una forte crescita del credito.

2 – Mr. Draghi, il mese scorso ci ha detto che i segnali dei prezzi non erano particolarmente efficaci nel contesto attuale. Puoi dirci qualcosa su ciò che è cambiato e del dibattito in seno al Consiglio direttivo su questo?
E la mia seconda domanda è: anche la Cina ha tagliato i tassi di oggi e abbiamo avuto un ulteriore stimolo da parte della Banca d’Inghilterra. Ci stiamo chiedendo, sa, quanto coordinamento c’è stato. C’è stato qualche tipo di contatto tra voi e la Banca popolare cinese e la Banca d’Inghilterra?

Draghi – Sulla prima questione: in un’economia altamente frammentata, come è la zona euro, certamente le variazioni dei prezzi hanno un effetto più limitato rispetto ai cambiamenti quantitativi selettivi. Tuttavia, in questo caso, l’abbassamento del tasso a breve e l’abbassamento contemporaneo del tasso sui depositi ha diversi effetti. Uno è l’effetto immediato sul prezzo dei 1.000.000.000.000 € già assegnati in LTROs. Il secondo è un abbassamento del prezzo della emergency liquidity assistance. Il terzo effetto ha più a che fare con le aspettative generate dall’aver portato il tasso sui depositi presso la deposit facility a zero. Le aspettative di un ulteriore allentamento della politica monetaria nel caso in cui considerazioni di stabilità dei prezzi lo giustificassero, da soli hanno un effetto positivo, un effetto di stimolo. Ma c’è una quarta ragione, e cioè che quando lo stavamo discutendo di un mese fa, non si può dire che avessimo la stessa immagine per l’intera zona euro come abbiamo oggi. Ora vediamo un indebolimento della crescita sostanzialmente in tutta l’area euro, compresi i paesi che non lo stavano sperimentando prima. Quindi, in un certo senso, possiamo dire che questa misura si rivolge a tutta la zona euro, non si rivolge a paesi specifici. Queste sono le ragioni principali, e il motivo per cui questo segnale ha un effetto più potente di quanto è stato precedentemente considerato il caso. Ovviamente, è stato accompagnato da una riduzione del tasso sui depositi presso la banca.
Sulla domanda sul coordinamento: no, non c’è stato un coordinamento che andasse al di là del normale scambio di opinioni sullo stato del ciclo economico, sullo stato dell’economia e sullo stato della domanda globale.

3 – Nel mese di giugno, quando le vostre ultime previsioni economiche sono state rilasciate, c’era un avvertimento che alcuni dei dati più recenti che riflettono una minore crescita, ed eventualmente una minore inflazione, non erano stati inclusi in quelle. Mi chiedo se tali previsioni economiche sono state aggiornate, almeno internamente, per riflettere la crescita più bassa e il possibile diverso percorso dell’ inflazione, e in particolare, se l’inflazione HICP per il prossimo anno, che si trovava a un punto medio del 1,6%, è stata eventualmente ridotta e se questo per lei segnala che un possibile rischio di deflazione stia già emergendo?

Draghi – Quello che abbiamo detto è fondamentalmente che i rischi al ribasso si stanno materializzando nelle prospettive economiche, e che questo rallenterebbe il comportamento dei prezzi nel breve e medio termine. Ora vediamo che l’obiettivo di avere un tasso di inflazione per l’area euro vicino ma inferiore al 2% sarà raggiunto nel 2013, o forse anche prima di allora, ma non chiedetemi la data esatta, il giorno e l’ora in cui questo accadrà. Quindi, in questo momento siamo abbastanza sicuri nel dire quello che ho detto nella dichiarazione introduttiva, vale a dire che, sulla base dei prezzi del petrolio attuali e futuri, l’inflazione dovrebbe ridursi ulteriormente nel corso del 2012 e tornare al di sotto del 2% nel 2013. Ora, cerchiamo di definire la deflazione. La deflazione è un calo prolungato e generalizzato del livello dei prezzi, così lungo e così forte e così generalizzato che potrebbe disancorare le aspettative inflazionistiche. Deve essere generalizzato in tutti i paesi e tutti i prodotti e settori. E noi non vediamo nessun segno di questo, in alcun paese. Ma qualcosa da tenere a mente per il futuro è che dobbiamo sempre stare attenti a distinguere i movimenti del livello dei prezzi e il tasso di inflazione dai movimenti di aggiustamento relativo dei prezzi. Possiamo vedere alcuni prezzi in calo, ma è in realtà parte di un buon riequilibrio della situazione all’interno della zona euro.

4 – Lei ha giustamente sottolineato che abbiamo avuto una divergenza nella zona euro in termini di prestiti bancari. C’è qualcosa che si può fare per evitare la crisi del credito che sembra emergere in posti come l’Italia e la Spagna?
E la seconda domanda è sull’EFSF e l’ESM. Sappiamo che se si arriva ad una situazione in cui la Spagna ha bisogno di aiuto extra, sarà probabilmente coperto, ma cosa accade se anche l’Italia avrà bisogno di aiuto?

Draghi – E cosa accade se tutti ne hanno bisogno? E’ una grossa questione.
Sulla prima questione, in generale, l’idea che la BCE possa convogliare fondi attraverso il canale dei prestiti bancari ad una specifica categoria di imprese o famiglie è sbagliato quanto l’idea che la BCE debba assicurarsi che le banche non comprino titoli di stato, altrimenti sarebbe finanziamento monetario. “Sbagliato” è forse un termine troppo forte, ma certamente entrambe le idee sono molto, molto difficili da attuare, ci imporrebbero di fare in modo che le banche facciano certe cose o non facciano certe cose. Dobbiamo ricordare che le loro decisioni sono fondamentalmente decisioni imprenditoriali. Quello che potevamo fare e ciò che abbiamo fatto rispetto a questo è ampliare le regole di ammissibilità delle garanzie (collaterale), in modo da attrarre il maggior numero di banche, tra cui le banche di dimensioni medio / piccole che a nostro avviso sono le più vicine alle piccole e medie imprese (Small and Medium Enterprices, SMEs). Ma abbiamo fatto anche un’altra cosa, di recente, in occasione dell’ultima riunione del Consiglio direttivo. Abbiamo ampliato l’ammissibilità del collaterale, in modo che le banche possano utilizzare gli asset bancari che creano nella erogazione di prestiti all’economia reale come garanzia nei prestiti che ricevono dalla BCE. Così stanno usando non solo titoli di stato, ma anche crediti e titoli garantiti da attività di un rating più basso, il che significa che per le banche in un certo senso, ora è molto utile prestare all’economia reale, perché in questo modo generano anche garanzie che possono usare per finanziare se stesse. E vogliamo fare questo per mantenere il rischio per il bilancio della BCE – e l’ho detto molte volte – molto, molto basso.
Per quanto riguarda la seconda domanda, non ho una risposta sull’ESM.

5 – Abbiamo appena avuto una domanda sulla vigilanza bancaria EU. In primo luogo, lei vede una unione bancaria pan-europea come un sistema per le sole istituzioni finanziarie sistemicamente importanti o per tutte le banche?
E in secondo luogo, la BCE farebbe lei stessa la supervisione o la esternalizzerebbe (outsource) ad un corpo separato?

Draghi – Direi che è troppo presto per rispondere a queste domande, dato che il Consiglio europeo ha avuto luogo solo pochi giorni fa. Tuttavia, mi permetta di darle alcuni messaggi di tipo generale, anche se molto importante.
In primo luogo, con la sua decisione di introdurre un controllo unificato delle banche della zona euro, il Consiglio europeo ha fatto un passo molto importante verso la creazione di una “unione del mercato finanziario”, piuttosto che una unione bancaria. Inoltre, i leader hanno impegnato un notevole capitale politico in questa decisione. Ci aspettiamo che la proposta della Commissione europea – dopo tutto, è competenza della Commissione – in consultazione con il Parlamento europeo e la BCE, sarà forte come l’impegno che i leader hanno dato nel prendere questa decisione. E siamo fiduciosi che sarà così.
In secondo luogo, qualunque possa essere la proposta, deve essere tale che la BCE può svolgere i compiti che le sono assegnati in modo efficace, rigorosa e indipendente, senza rischi per la sua reputazione.
In terzo luogo, tutti i nuovi compiti in materia di vigilanza, dovrebbero essere rigorosamente separati dai compiti di politica monetaria. Non ci dovrebbe essere contaminazione tra le due aree e di certo troveremo il modo per assicurarci che questo sia il caso.
In quarto luogo, la BCE dovrebbe rimanere indipendenti nello svolgimento di questi compiti.
In quinto luogo, è essenziale che noi lavoriamo insieme con le autorità di vigilanza nazionali. Io stesso sono stato un supervisore per sei anni quando ero governatore della Banca d’Italia, dove la vigilanza è una delle aree di competenza della banca. Quindi, so fin troppo bene che le conoscenze, le capacità, la competenza, la storia e le tradizioni sono a livello nazionale, e abbiamo intenzione di fare pieno uso di questa situazione fortunata.
Infine, vi è un problema che è, in un certo senso più ampio: i nuovi compiti comporteranno un maggiore livello di accountability (rendiconto delle ragioni) democratica. Il Consiglio direttivo ha iniziato a discutere di questo oggi, e siamo praticamente tutti d’accordo su tutti i principi che ho appena citato, in particolare sull’ultimo. Siamo pronti a soddisfare più elevati standard di accountability democratica, in base a quanto ci verrà chiesto dai cittadini europei e in particolare da quelli della zona euro.

6 – Vorrei tornare alla domanda sul ESM. Lei ha detto prima che si è compiaciuto del fatto che fosse più flessibile ed efficiente: pensa che sia abbastanza grande per i compiti che gli si chiede di coprire, dalla ricapitalizzazione delle banche all’acquisto di obbligazioni sul mercato secondario?
E in relazione a questo, è girta un’idea per un paio di anni che la BCE potrebbe forse avere un ruolo nell’aumentare la potenza di fuoco del ESM, dandogli  licenza bancaria, per esempio. Voi siete aperti a questo o lo escludete come uno dei trucchi legali per eludere lo spirito del Trattato, da cui avete messo in guardia in passato?

Draghi – Quanto grande è ‘abbastanza grande’? Noi sappiamo quello che abbiamo e quindi dobbiamo farlo bastare! E, francamente, penso che, in questo momento, ESM e EFSF con le nuove modalità sono abbastanza grandi per far fronte alle contingenze che si possono prevedere ora.
Per quanto riguarda la BCE, ho detto a più riprese che stiamo certamente sostenendo l’economia dell’area euro col raggiungimento del nostro obiettivo della stabilità dei prezzi nel medio termine, e vogliamo agire entro i limiti del nostro mandato. Io non credo che ci sia nulla da guadagnare chiedendo a una istituzione di agire al di fuori dei limiti del suo mandato, distruggendo in tal modo la sua credibilità.

7 – Due domande in relazione ai risultati del Summit della zona euro la scorsa settimana. C’era un riferimento specifico al salvataggio delle banche irlandesi nel comunicato. Mi chiedo qual è secondo lei il significato di quel di riferimento?
E quando si dice che ci sarà un esame della situazione nelle banche irlandesi, quale sarebbe, a suo parere, il risultato ottimale di quell’esame?

Draghi – l’Irlanda è il paese dell’area euro che, grazie a sforzi straordinari, ha eseguito il programma mantenendosi on track – tanto che l’Irlanda è tornata sui mercati oggi, se non sbaglio. Questo è molto prima di quanto chiunque avrebbe potuto aspettare fino a due o tre mesi fa. Anche se questo potrebbe non essere ancora parte di un regolare programma esteso per un lungo periodo di tempo, credo che questo successo dovrebbe essere adeguatamente celebrato, ed è una testimonianza della determinazione del governo irlandese e della capacità del popolo irlandese di “assumersi la proprietà” di questo programma e fare i sacrifici necessari. Penso che questo sia molto importante. In realtà, è così importante che un evento come questo potrebbe essere uno dei fattori che stanno rendendo il contesto finanziario attuale un po’ meno teso di quanto non fosse un mese fa. Credo che questo dovrebbe essere preso in considerazione.

8 – Lei ha detto che può solo agire entro i limiti del suo mandato. C’è spazio per modificare il mandato?
In secondo luogo, lei ha citato il controllo democratico come uno dei principi di questa nuova unione dei mercati finanziari. Può farci qualche esempio? Immagina poteri di controllo in più per il Parlamento europeo? Che cosa intende per più “accountability democratica”?

Draghi – Sul primo punto, il mandato è il perseguimento della stabilità dei prezzi a medio termine con aspettative di inflazione ben ancorate. Questo è il mandato e useremo qualsiasi strumento all’interno di tale mandato.
Sul secondo punto, ho detto che siamo pronti e siamo ben consapevoli che si tratta di un requisito essenziale che è concomitante con maggiori poteri – tanto più dato che la nostra è una istituzione non elettiva. Siamo in attesa che la Commissione europea, l’Eurogruppo, il Parlamento europeo, e i cittadini dei paesi dell’area euro ci dicano come possiamo soddisfare il loro desiderio di averci democraticamente responsabili con standard ancora più elevati rispetto al passato.

9 – Una domanda sulla decisione di politica monetaria. È stata una  decisione unanime o c’erano persone che chiedevano di mantenere i tassi al 1,0% o di abbassarli ulteriormente allo 0,5%? E c’è stata discussione sull’ulteriore allentamento del sistema delle garanzie – come ad esempio l’esenzione dei titoli di Stato da qualsiasi requisito di rating?
Sull’unione bancaria, ha evitato la domanda su quali banche dovrebbero essere soggette alla vigilanza bancaria. Penso che sia una questione molto importante. Sembra che ci sia un disaccordo in seno al Consiglio direttivo: Mr. Noyer ha sostenuto che debba valere per tutte le banche, mentre Mr. Nowotny ha detto solo alcune – le banche sistemiche. Qual è la sua opinione? Ha senso avere un supervisore responsabile solo per alcune banche, in cui le banche come Bankia, o altre che possono essere fuori del range delle banche sistemiche, non possono essere soggette alla vigilanza unica?

Draghi – La decisione è stata unanime su tutti i punti. Questo di per sé credo dimostra la forza di questa decisione.
Sulla seconda domanda, siamo solo all’inizio. Abbiamo discusso di questo nuovo concetto per due giorni soltanto. Con un nuovo concetto – come costruire questo meccanismo di controllo nei paesi della zona euro – è naturale che la gente discuta diversi punti di vista. Ma non ci sono opinioni molto divergenti in seno al Consiglio direttivo.
Per quanto riguarda i principi di cui ho parlato prima, il Consiglio direttivo è assolutamente unito. Non vi è alcun disaccordo. Certo, è naturale chiedere se essa si applichi solo alle istituzioni finanziarie di importanza sistemica a livello globale o a tutti gli istituti finanziari di importanza sistemica – siamo ben consapevoli che ci sono le banche nazionali che sono di rilevanza sistemica. In alternativa, per ridurre al minimo le situazioni distorsive della concorrenza tra le banche, dovremmo estenderla a tutte le banche? Queste sono domande naturali. Ci sono pro e contro per ognuna di queste opzioni, e ora stiamo lavorando tutti insieme per cercare di trovare il perimetro giusto. Ma non dobbiamo dimenticare che in ultima analisi, ogni proposta verrà dalla Commissione, con la consultazione della BCE e del Parlamento europeo.

10 – Mr. Draghi, ho solo una domanda. Lo stesso giorno tre banche centrali hanno tagliato i tassi di interesse. Così alcuni esperti hanno detto che la situazione è ancora peggiore di quando la crisi è iniziata nel 2007 e nel 2008. La mia domanda è: cosa ne pensa di questo?

Draghi – Assolutamente no. Beh, più grave di 2007/2008, prenderei il 2009 come punto più basso della recessione e penso che non siamo affatto a quel punto. Abbiamo una situazione per l’area euro con crescita che fondamentalmente si aggira intorno allo zero. Ci aspettano ancora una graduale, lenta ripresa verso la fine dell’anno. E così, in un certo senso, lo scenario di base della BCE non è cambiato, anche se i rischi verso il basso di quello scenario di base ora si stanno concretizzando. Ora vi devo stoppare perché so quale sarà la prossima domanda: da dove viene questa ripresa? Lei ha già fatto la sua domanda, quindi non la farà adesso, ma sono sicuro che uno dei suoi colleghi certamente la farà! La risposta è, fondamentalmente, che non dobbiamo dimenticare che i tassi nominali sono molto, molto bassi, i tassi reali sono negativi e certamente l’aspettativa di una ripresa verso la fine dell’anno – anche se in sordina, anche se lenta, anche se molto graduale e così via – si basa su un miglioramento del sentiment generale, l’abbattimento nella crisi del debito sovrano e un clima un po’ migliore nei mercati finanziari. Inoltre non escluderei, non dico un “rafforzamento”, ma una situazione della domanda estera globale che dovrebbe stabilizzarsi piuttosto che cadere. Questi sono i presupposti su cui si basa la nostra aspettativa di questa lenta, graduale ripresa dalla fine dell’anno.

11 – Lei ha menzionato l’Irlanda. Posso chiederle del Portogallo? Come sapete, l’ultima missione della troika in Portogallo ha identificato alcuni rischi crescenti in materia di esecuzione del bilancio di quest’anno a causa dell’impatto della recessione. Dato l’obiettivo generale di ritornare ai mercati il ​​prossimo anno, come nel caso dell’Irlanda, non pensa che il governo, le autorità in Portogallo devono essere pronti a prendere tutte le misure necessarie per raggiungere l’obiettivo dato? Oppure vedete un rischio che, in questa fase, ulteriori tagli siano controproducenti per l’economia e anche per l’obiettivo?

Draghi – Vítor, a lei la parola.

Constâncio – Le conclusioni della revisione sono stati che il programma è ancora on track in Portogallo. Sono stati evienziati alcuni rischi, ma la conclusione è stata positiva. Positiva anche l’analisi del FMI. Quindi dobbiamo aspettare e vedere come l’economia andrà nel prossimo futuro. Ma certamente tutte le condizioni sembrano essere presenti per la conformità con il programma che è, ovviamente, un obiettivo molto importante. Il paese è stato valutato in generale oggi sui mercati internazionali come sulla strada giusta e che dovrebbe continuare così.

12 – Che impatto si aspetta dal taglio dei tassi di essere? Voglio dire, le banche prestano di più all’economia o prestano ad un prezzo inferiore? O è solo che hanno un margine più elevato?
E la seconda domanda è: non vede ancora alcuna carenza di garanzie nel sistema bancario?

Draghi – Sulla seconda domanda, la situazione delle garanzie cambia da paese a paese e quindi oggi ci sono molti paesi che hanno un sacco di fondi e quindi hanno meno bisogno di garanzie. E ci sono alcune specifiche situazioni locali in cui i paesi sono a corto di fondi e hanno bisogno di più garanzie. Preferirei non fare nomi, ma lo potere facilmente scoprire da voi stessi.

Ma sarebbe interessante sentire il suo punto di vista, quali paesi …

Potete vedere dove ci sono i ceppi, i ceppi di finanziamento, in Europa; io sto pensando di un paese in particolare, dove si può immaginare che hanno bisogno di garanzie. Vedete, in una zona euro che funzioni normalmente quando una banca è a corto di fondi, semplicemente prende in prestito da altre banche. Ma in una situazione molto frammentata, quando una banca è a corto di fondi, può solo andare dalla BCE. E se la banca è solvente, la BCE è pronta a fornire tutta la liquidità di cui ha bisogno. Il che è importante. Non dobbiamo dimenticare che – ho detto questo molte volte fin dall’inizio – la BCE sta fornendo liquidità e non mancherà di tenere tutte le linee di liquidità aperte per le banche solvibili. Naturalmente, le garanzie che danno devono essere accettabili e non dovrebbero aumentare il rischio nel bilancio della BCE. E questo è ciò che abbiamo fatto finora. Ha dubbi, ma questo è quello che abbiamo fatto finora. Avevamo annunciato questa decisione il 22 giugno, e non ci pre-impegnamo, ma al tempo stesso riteniamo che il sistema delle garanzie dovrà essere rivisto, però non è qualcosa che possiamo fare rapidamente perché è molto complicato, ma come ho detto più volte dovremmo nuovamente elaborare un quadro per l’ammissibilità delle garanzie ben ragionato, ben organizzato.
Sulla prima questione, si potrebbe porre questa domanda ogni volta che si cambiano i tassi di interesse: qual è la situazione? E’ chiaro che quando la domanda è debole, la trasmissione di questi segnali di prezzo all’economia complessiva è attutita. Se ci fosse una forte domanda, passarebbero subito ai tassi sui prestiti bancari. Ma se la domanda di credito è bassa, osserveremo gli effetti. Ma è certamente un segnale, è un incoraggiamento, dovrebbe indurre gli imprenditori a pensare che le loro decisioni di investimento, trade-off, sono ora in condizioni migliori. Questo ceteris paribus. Naturalmente, se il rischio è alto, allora questo sarà meno efficace. Se è basso, sarà più efficace. Ma questa è una domanda che in realtà ci si dovrebbe porre ogni volta che vengono modificati i tassi di interesse. E purtroppo la risposta è che molto dipende dalla domanda di credito.

13 – Ho due domande. Avete tagliato il tasso sui depositi allo 0,00%. Ci può parlare dei rischi di cui avete discusso in merito a questo? Come potete essere sicuri che non state spargendo le sementi per la prossima bolla?
La mia seconda domanda è: data tutta la discussione sulla BCE che assume la vigilanza bancaria, cosa avrebbe fatto la BCE per evitare i tentativi di manipolare il tasso LIBOR / EURIBOR?

Draghi – Sulla questione delle bolle, una delle ragioni per l’adozione della decisione che abbiamo preso oggi, è che non vediamo proprio eventuali rischi per le aspettative di inflazione, su entrambi i lati, di certo non al rialzo nel breve o medio termine. E questo ha molto a che fare con l’indebolimento dell’economia generale, ma anche col comportamento dei prezzi del petrolio, in quanto dobbiamo considerare che potrebbe andare diversamente in entrambe le direzioni. Quindi, abbiamo dovuto tenerne conto. Ma il resto dell’economia non sembra incline a generare pressioni al rialzo sull’inflazione.
Per quanto riguarda il LIBOR, credo che ci sia un’indagine in corso in questo momento. Mostra che questo processo, che era considerato fair (corretto, onesto) e fondamentale per il funzionamento dei mercati finanziari, non era fair. Ritengo pertanto che molte azioni andrebbero intraprese per migliorare la governance di questo meccanismo ad entrambi i livelli. Sia al livello in cui vengono fornite le cifre, sia al livello a cui viene elaborato il benchmark. E’ evidente che la governance a questi due livelli era debole – se non colpevole. E, francamente, non so che cosa la BCE avrebbe fatto, ma spero che avrebbe fatto meglio.

14 – Ho due domande. Oltre alla decisione sul tasso di interesse, ci sono state altre opzioni discusse, come altre misure non convenzionali, come un nuovo LTRO?
E un’altra domanda: Una recente indagine ha rivelato che il personale della BCE si sente sovraccarico a causa dei molti anni di crisi. Soprattutto ora che alla BCE vengono attribuiti nuovi compiti, come la vigilanza bancaria, lei condivide le preoccupazioni del personale della BCE che ci può essere un rischio operativo alla BCE? Intende la BCE assumere più personale, e in che misura?

Draghi – Sulla prima questione, non abbiamo discusso altre misure non-standard. E in modo abbastanza inusuale per me, vi dirò anche perché non le abbiamo discusse – perché dobbiamo avere misure non-standard efficaci, e devono essere efficaci in un settore che è frammentato. Quindi, è per questo: non è ovvio che ci siano misure che possono essere efficaci in una zona altamente frammentata. Anche se, come ho detto, il sentiment del mercato sembra migliorare leggermente. Per esempio, uno dei vantaggi che rimangono degli LTROs è, credo, che non abbiamo visto segni di flussi in uscita dalla zona euro. E questo è in realtà molto importante. Credo che uno dei motivi per cui il Summit è stato un tale successo è che i leader hanno dimostrato che si tratta di una unione monetaria che è destinata a durare. Essi hanno dimostrato il loro impegno a fare in modo che abbia successo. Hanno iniziato a individuare un punto di arrivo – un obiettivo. Hanno iniziato, attraverso la relazione Van Rompuy, a stendere un patto al fine di raggiungere questo obiettivo e a identificare le condizioni che dovevano essere soddisfatte al fine di intraprendere questo viaggio insieme. Penso che questo è il motivo per il Summit è stato visto in modo positivo dai mercati e da tutti.
Sul secondo punto, permettetemi di dire che siamo tutti – e io particolarmente – colpiti dallo straordinario impegno che il nostro personale mostra ogni giorno nell’intraprendere attività che sono diventate sempre più numerose, difficili e psicologicamente impegnative. Quindi, direi che non è una sorpresa che si vedano oberati di lavoro, e la nostra valutazione è esattamente la stessa. La BCE ha adottato alcune misure per alleviare lo stress e il Comitato esecutivo ha discusso una proposta per aumentare le risorse della BCE – in modo molto contenuto – per intraprendere alcuni dei nuovi compiti che sono state dati alla BCE nel corso degli ultimi due o tre anni.

15 – Mi chiedo se ha una timeline in mente per quando la BCE sarà pronta ad assumere questa vigilanza unificata bancaria, visto che si è parlato della proposta della Commissione per la fine dell’anno, ma anche in considerazione il fatto che è abbastanza essenziale che sia fatta in fretta, perchè  il prestito diretto dall’ESM alle banche dipende da questo. Mi chiedo ha in mente una data in cui la cosa sia pienamente operativa?
La mia altra domanda è: qual è la vostra interpretazione dell’acquisto di bond da parte di EFSF / ESM? Alcuni leader hanno detto che questo nuovo meccanismo “anti-spread” funzionerà in modo efficace, vale a dire piegherà gli spread dei paesi in difficoltà, mentre altri leader hanno detto che nulla è realmente cambiato dagli accordi che sono stati raggiunti lo scorso anno. Mi chiedo quale sia il vostro punto di vista su questo.

Draghi – Sul primo punto, non abbiamo una data, perché, come ho detto, la proposta finale è una proposta della Commissione elaborata di concerto con la BCE e il Parlamento europeo. Sono certo che ciò avverrà il più rapidamente possibile. Non vorrei drammatizzare troppo la necessità di fare le cose in fretta. E’ meglio fare le cose bene. E’ stato detto che la proposta di vigilanza e l’eventuale accordo dovrebbe venire molto presto perché ciò consente all’ESM di ricapitalizzare le banche direttamente. Così, le due cose sono collegate tra loro. Ma cosa succede se la proposta non è ancora pronta? Beh, il debito pubblico di un singolo paese aumenterà temporaneamente, perché prenderà in prestito dal EFSF. Ma tutti sappiamo che questo avverrà con l’aspettativa di un calo in seguito, una volta che il meccanismo di controllo è a posto. Quindi è un blip temporaneo del debito pubblico, che può essere facilmente assorbito dai mercati. Noi tutti vogliamo avere tutto “ben fatto” e “ora”. Ma se dovessi scegliere, preferirei concentrarmi sul “ben fatto”, perché, se è ben fatto, si può poi far fronte a qualsiasi altra cosa si verifichi e sappiamo che un ritardo di due o tre mesi non causerà un dramma.
Su EFSF / ESM, l’accordo al Summit europeo è stato che gli acquisti sui mercati saranno effettuati in modo flessibile ed efficace. Questo era l’accordo. Non dobbiamo dimenticare, e alcune delle dichiarazioni tendono a dimenticarlo, che tutto – la ricapitalizzazione dell’ESM, l’entrata di EFSF o ESM sul mercato primario o secondario – è soggetto a condizionalità. Non vi è nulla senza condizionalità. La condizionalità è ciò che dà credibilità a queste misure.

16 – La riforma del lavoro è stata approvata in Italia. Ha qualche commento su questo? Ne è contento?
E in secondo luogo, riducendo i tassi di deposito a zero, pensa che questo potrebbe accelerare la restituzione degli LTROs da parte delle banche  in alcuni paesi, non in altri  entro un anno, invece che in tre anni?

Draghi – Bene, sulla prima domanda, non ho commenti.
Quanto al secondo punto, è difficile prevedere come le banche potrebbero comportarsi. Francamente non mi aspetto che il comportamento delle banche cambi radicalmente in alcun modo. Le banche potrebbero avere un incentivo a restituire prima quello che avevano messo in deposito, se fossero sicure, per la maggior parte degli scenari, di non aver bisogno della liquidità presto. Allo stesso tempo, è chiaro che attualmente è un po’ più costoso per loro. Ma non dimentichiamo che stanno anche pagando meno l’esposizione sull’LTRO: quindi, ottengono meno sul deposito, ma pagano di meno sul lato opposto. Come questo influenzerà le loro decisioni o le loro convenienze è molto difficile da prevedere.

17 – Il Consiglio direttivo è preoccupato per l’impatto dei rendimenti negativi per le obbligazioni e simili, in particolare per i soggetti non bancari? E non ritiene il Consiglio direttivo che un tasso di deposito negativo potrebbe essere rischioso e, se sì, vuol dire il Consiglio direttivo esclude tassi negativi?

Draghi – Non ne abbiamo parlato e, come al solito, non ci impegniamo su ulteriori misure.

18 – La mia prima domanda parafrasa probabilmente quello che la mia collega ha appena chiesto. In linea di principio, potrebbe considerare di operare con tassi di deposito negativi?
E la mia seconda domanda è questa: lei ha ripetutamente affermato che il credito è principalmente trainato dalla domanda negli ultimi mesi. Questo significa che la BCE sta operando vicino, o sotto, al livello di trappola della liquidità?

Draghi – No, non credo che ci troviamo in questa situazione. E, francamente, sull’altra parte della sua domanda e della domanda della collega, direi che, a questo punto nel tempo, non stiamo facendo elaborazioni sulle varie situazioni non-standard in cui ci possiamo trovare. Quindi, in questo momento non stiamo pensando a questo.

19 – C’è qualche preoccupazione nel Consiglio direttivo che la BCE sia ora a corto di opzioni e che, se non c’è il miglioramento previsto o sperato, ci sarà bisogno di rivolgersi ad qualche altra misura non convenzionale?

Draghi – No, non c’è questo sentimento che siamo a corto di opzioni. Abbiamo ancora tutta la nostra artiglieria pronta a contenere il rischio di inflazione, al fine di perseguire l’obiettivo della stabilità dei prezzi. Permettetemi di dire una cosa: quando dico perseguire l’obiettivo della stabilità dei prezzi, voglio dire su entrambi i lati o in entrambe le direzioni. Come dicevo, abbiamo ancora tutti i nostri strumenti per continuare a perseguire i nostri obiettivi all’interno del nostro mandato e, come ho detto prima, non credo di voler elaborare ulteriori misure non-standard a questo punto nel tempo.

20 – Sto ricevendo un certo numero di email da parte di gente del mercato che desidera alcuni chiarimenti su un commento che ha fatto in precedenza quando parlava dell’effetto di questo taglio dei tassi. Lei ha parlato del terzo effetto, vale a dire che c’erano aspettative di un ulteriore allentamento della politica monetaria nel caso che le considerazioni sulla stabilità dei prezzi fossero giustificate e che questo di per sé ha un effetto positivo, un effetto di stimolo. Così, queste persone vogliono sapere o stanno discutendo se lei sta tenendo le opzioni aperte per tagliare ulteriormente i tassi o introdurre quantitative easing o che altro. Come ho detto, ci sarà sempre quel tipo di dibattito, ma potrebbe chiarire esattamente che cosa intendeva con questo in modo che la gente sappia.

Draghi – La gente sta leggendo troppo in questo. Si può tradurre quello che ho detto in questo: ogni volta che la banca persegue l’obiettivo della stabilità dei prezzi a medio termine questo di per sé ha un effetto positivo sull’economia.

Fonti: Video, Versione inglese

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