Conferenza stampa 2 agosto 2012

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vice-Presidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 2 Agosto 2012

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Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il Vice-Presidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto alla nostra conferenza stampa. Passiamo ora a riferire sui risultati della riunione odierna del Consiglio direttivo, cui ha partecipato anche il vicepresidente della Commissione, Mr Rehn.

Sulla base delle nostre analisi economica e monetaria, abbiamo deciso di mantenere i tassi di riferimento (key ECB interest rates) invariati, dopo la diminuzione di 25 punti base nel mese di luglio. Come abbiamo detto un mese fa, l’inflazione dovrebbe ridursi ulteriormente nel corso del 2012 ed essere di nuovo sotto il 2% nel 2013. In coerenza con questo quadro, il ritmo dell’espansione monetaria di fondo resta contenuto. Le aspettative di inflazione per l’economia dell’area euro continuano a essere saldamente ancorate in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. Allo stesso tempo, la crescita economica nell’area euro resta debole, con le tensioni in atto nei mercati finanziari e la accentuata incertezza che pesano sulla fiducia e il sentiment. Una ulteriore intensificazione delle tensioni nei mercati finanziari ha il potenziale di compromettere verso il basso l’equilibrio dei rischi sia per la crescita che per l’inflazione.

Il Consiglio direttivo ha ampiamente discusso le possibili strategie per affrontare il grave malfunzionamento nel processo di formazione dei prezzi sui mercati obbligazionari dei paesi dell’area euro. Nei prezzi dei titoli di Stato in diversi paesi si osservano premi al rischio eccezionalmente elevati e la frammentazione finanziaria ostacola il funzionamento efficace della politica monetaria. I premi al rischio legati alla paura della reversibilità dell’euro sono inaccettabili, e vanno essere affrontati alle fondamenta. L’euro è irreversibile.

Al fine di creare le condizioni fondamentali perchè tali premi scompaiano, i responsabili politici della zona euro devono proseguire con grande determinazione nel consolidamento fiscale, nelle riforme strutturali e nel rafforzamento delle istituzioni europee. Poiché l’attuazione richiede tempo e mercati finanziari spesso si regolarizzano solo dopo che i successi diventano chiaramente visibili, i governi devono stare pronti ad attivare l’EFSF / ESM sul mercato obbligazionario, quando si verifichino circostanze eccezionali sui mercati finanziari e rischi per la stabilità finanziaria – con una condizionalità rigorosa ed efficace in linea con le linee guida stabilite.

L’adesione dei governi ai loro impegni e il rispetto da parte del EFSF / ESM del loro ruolo sono condizioni necessarie. Il Consiglio direttivo della BCE, nell’ambito del suo mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine e nel rispetto della sua indipendenza nel determinare la politica monetaria, può effettuare operazioni dirette sul mercato aperto (outright open market operations) di dimensioni adeguate a raggiungere il suo obiettivo. In questo contesto saranno affrontate anche le preoccupazioni degli investitori privati ​​circa i privilegi (seniority). Inoltre, il Consiglio direttivo può prendere in considerazione ulteriori misure non-standard di politica monetaria necessarie per riparare la trasmissione della politica monetaria. Nelle prossime settimane, progetteremo nei dettagli le modalità appropriate per tali misure.

Permettetemi ora di spiegare la nostra valutazione in maggior dettaglio, a partire dall’analisi economica. Su base trimestrale, la crescita del PIL dell’area euro è rimasta invariata nel primo trimestre del 2012, dopo un calo dello 0,3% nel trimestre precedente. Gli indicatori economici segnalano attività economica debole nel secondo trimestre del 2012 e all’inizio del terzo trimestre, in un contesto di accentuata incertezza. Guardando oltre il breve termine, ci aspettiamo che l’economia dell’area euro recuperi solo molto gradualmente, con la dinamica di crescita ulteriormente smorzata da una serie di fattori. In particolare ci si attende che le tensioni in alcuni mercati del debito sovrano dell’area euro e il loro impatto sulle condizioni di finanziamento, il processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario e l’alta disoccupazione pesino sulla dinamica di fondo della crescita, che è anche influenzata dal rallentamento globale in corso.

I rischi per le prospettive economiche per l’area euro continuano ad essere orientati verso il basso. Essi riguardano, in particolare, le tensioni nei vari mercati finanziari dell’area euro e le loro possibili conseguenze per l’economia reale dell’area euro. Rischi al ribasso riguardano anche eventuali nuovi aumenti dei prezzi dell’energia nel medio termine.

L’inflazione HICP della zona euro è stata del 2,4% nel mese di luglio 2012, secondo la stima flash di Eurostat, invariata rispetto al mese precedente. Sulla base degli attuali prezzi dei futures del petrolio, l’inflazione dovrebbe ridursi ulteriormente nel corso del 2012 ed essere di nuovo sotto il 2% nel 2013. Nell’orizzonte temporale rilevante per la nostra politica, in un contesto di modesta crescita nella zona euro e con aspettative di inflazione ben ancorate nel lungo termine, le sottostanti pressioni sui prezzi dovrebbero rimanere moderate.

I rischi per le prospettive sui prezzi continuano ad essere sostanzialmente bilanciati nel medio termine. Rischi al rialzo riguardano ulteriori aumenti delle imposte indirette, per l’esigenza di risanare i conti, e prezzi dell’energia superiori a quelli previsti nel medio termine. I principali rischi al ribasso riguardano l’impatto di una crescita più debole del previsto nella zona euro, in particolare derivante da un’ulteriore intensificazione delle tensioni nei mercati finanziari. Tale intensificazione ha il potenziale di compromettere l’equilibrio dei rischi al ribasso.

Passando all’analisi monetaria, il ritmo dell’espansione monetaria di fondo è rimasto contenuto. Il tasso di crescita sui dodici mesi di M3 è stato pari al 3,2% nel giugno 2012, di poco superiore al 3,1% rilevato nel mese precedente e vicino al tasso osservato alla fine del primo trimestre. Nel complesso, gli afflussi in moneta in senso ampio nel secondo trimestre sono stati deboli. La crescita annuale di M1 è ulteriormente aumentata al 3,5% nel mese di giugno, in linea con la maggiore preferenza degli investitori per strumenti liquidi, in un contesto di bassi tassi di interesse e di alta incertezza.

Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato (corretti per cessioni e cartolarizzazioni), è sceso al 0,3% nel mese di giugno (dal 0,5% di maggio). Mentre rimborsi netti di prestiti alle società non finanziarie e alle famiglie (sia corretti per cessioni e cartolarizzazioni) sono stati osservati nel mese di giugno, i tassi di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie e alle famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) sono diminuiti ulteriormente nel mese di giugno, a -0,3% e 1,1% rispettivamente. In larga misura, la crescita sottotono dei prestiti rispecchia l’attuale situazione congiunturale, l’accentuata avversione al rischio e l’adeguamento in corso nei bilanci delle famiglie e delle imprese, tutti fattori che pesano sulla domanda di credito. Un contributo considerevole della debolezza dei fattori della domanda sulla crescita dei prestiti delle MFI è confermata dalla indagine sul credito bancario della zona euro per il secondo trimestre del 2012. L’indagine mostra anche che l’inasprimento netto degli standard di credito delle banche a livello di area euro è stato sostanzialmente stabile nel secondo trimestre del 2012, rispetto al trimestre precedente, per i prestiti alle imprese e alle famiglie.

In prospettiva, è essenziale che le banche continuino a rafforzare la loro capacità di recupero ove necessario. La solidità dei bilanci bancari sarà un fattore chiave nel facilitare un appropriato apporto di credito per l’economia e la normalizzazione di tutti i canali di finanziamento.

In sintesi, l’analisi economica indica che l’andamento dei prezzi dovrebbe restare in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine. Un controllo incrociato con i segnali dall’analisi monetaria conferma questo quadro.

Significativi progressi sono stati realizzati con il risanamento di bilancio negli ultimi anni, ulteriori misure decisive e urgenti devono essere prese per migliorare la competitività. Dal 2009 al 2011, i paesi della zona euro, in media, hanno ridotto il disavanzo in rapporto al PIL di 2,3 punti percentuali, e il disavanzo primario ha un miglioramento di circa 2 ½ punti percentuali. Il risanamento dei conti pubblici nell’area euro sta continuando nel 2012, ed è davvero fondamentale che gli sforzi siano mantenuti per ripristinare situazioni di bilancio solide. Allo stesso tempo, le riforme strutturali sono essenziali quanto gli sforzi di risanamento di bilancio e le misure per riparare il settore finanziario. Alcuni progressi sono stati compiuti anche in questo ambito. Per esempio, i costi unitari del lavoro e gli sviluppi delle partite correnti hanno iniziato a subire un processo di correzione nella maggior parte dei paesi fortemente colpiti dalla crisi. Tuttavia, ulteriori misure di riforma devono essere attuate rapidamente e con decisione. Riforme del mercato dei prodotti per promuovere la competitività e creazione di mercati del lavoro efficienti e flessibili sono il presupposto per superare gli squilibri attuali e ottenere una crescita robusta e sostenibile. Ora è essenziale che gli Stati membri applichino con determinazione le raccomandazioni specifiche per il loro paese.

Siamo ora a vostra disposizione per le domande.

Domande e risposte

1 – Mi chiedo se avete discusso una possibile riduzione dei tassi di interesse e anche una riduzione dei tassi di interesse sui depositi, e se avete una posizione sui tassi negativi.

Draghi – Abbiamo discusso eventuali riduzioni dei tassi di interesse, ma il Consiglio direttivo nella sua interezza ha deciso che questo non era il momento, e questo è tutto. Sui tassi negativi sui depositi – siccome molti di voi potrebbero fare questa domanda – dirò solo che per noi queste sono in gran parte acque inesplorate.

2 – Prima di tutto, quando si dice che la questione della seniority sarà affrontata – presumibilmente perché negli acquisti di obbligazioni è controproducente se non è affrontata in anticipo – la vedremo affrontata prima degli acquisti di bond, o è un’assunzione sbagliata?
E la seconda domanda: c’è stato un gran parlare nei giorni scorsi a proposito di un grande piano, l’approccio su due fronti, per stabilizzare i mercati obbligazionari; tra le altre cose, una delle idee rilanciate anche oggi sulla Süddeutsche Zeitung è che ci potrebbe essere un acquisto di obbligazioni da parte della BCE sul mercato secondario, in combinazione con l’acquisto sul mercato primario da parte dell’ESM, o dell’EFSF, il che è un po’ strano perché l’EFSF, naturalmente, non può comprare titoli di Spagna e Italia in questo momento. Puoi darci un’ idea di quanto c’è di vero in questa storia – o è una delle fiabe che i mercati e i giornalisti amano così tanto?

Draghi – Le rileggo il relativo passaggio del mio intervento introduttivo, perché in fondo questo risponde alla sua domanda. Dice: “L’adesione dei governi ai loro impegni”, vale a dire le riforme fiscali, le riforme strutturali e così via “, e l’adempimento da parte dell’EFSF / ESM del loro ruolo, sono condizioni necessarie” perchè siano compiute azioni da parte della BCE. Quindi, la prima cosa è che i governi devono andare all’EFSF, perché, come ho detto più volte, la BCE non può sostituire i governi, o non può sostituire l’azione che altre istituzioni devono prendere sul fonte fiscale. “Il Consiglio direttivo, nell’ambito del suo mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine e nel rispetto della sua indipendenza nel determinare la politica monetaria” – il che significa che andare all’EFSF è una condizione necessaria, ma non sufficiente, perché la politica monetaria è indipendente – “può effettuare operazioni dirette sul mercato aperto di dimensioni adeguate per raggiungere il suo obiettivo. In questo contesto saranno affrontate le preoccupazioni degli investitori privati ​​circa la seniority”. Questo risponde alla sua domanda. Aggiungo che “nelle prossime settimane, progetteremo le modalità adeguate per tali misure”. Così, molti dei dettagli saranno elaborati dalle commissioni competenti in seno alla BCE.

3 – Ho alcune domande sulle obbligazioni che potreste acquistare. Continuerete a sterilizzare tutti questi titoli? E anche, lei ha detto che si dovrebbe acquistare quanto è necessario per raggiungere l’obiettivo. Pubblicherete in realtà questo obiettivo? Intedete annunciare un limite superiore?
La mia seconda domanda è: pensa che questo sarà sufficiente o pensa che potrebbe essere saggio trovare un modo legale per concedere all’ESM di accedere alle operazioni di liquidità della BCE? Forse, un ultima domanda …

Draghi – Ha già fatto quattro domande in una domanda. Lasciatemi dire che questo concept, cioè le linee guida che abbiamo dato alle commissioni interne della BCE per la progettazione, si differenzia dal programma precedente (di acquisto di bond, SMP) – perché questo è fondamentalmente l’oggetto della sua prima domanda. Qui abbiamo una condizionalità esplicita, è condizione necessaria l’adesione da parte dei governi, e da parte dei leader della zona euro, agli impegni assunti (nel programma EFSF/ESM). In secondo luogo, c’è piena trasparenza sui paesi verso cui gli acquisti verrebbero realizzati, e sui valori. In terzo luogo – e questa è una cosa che non ho detto nella relazione introduttiva – questo sforzo sarà incentrato sulla parte più breve della curva dei rendimenti, il che introdurrà disciplina anche sulla parte lunga della curva, ma lo sforzo in quanto tale si concentrerà sulla parte più corta. Si tratta di uno sforzo che, direi, è molto diverso dal precedente Securities Market Programme (SMP) e ricade ad angolo retto nel nostro mandato. Sarà essenzialmente effettuato nel mercato secondario. E, come ho detto, non viola in alcun modo il divieto di finanziamento monetario. Rientra perfettamente tra gli strumenti di politica monetaria. Per quanto riguarda il resto delle questioni che ha sollevato, il Monetary Policy Committee, il Market Operations Committee e il Risk Management Committee lavoreranno tutti insieme e produrranno i dettagli necessari affinchè il Consiglio direttivo della BCE possa poi prendere una decisione esplicita formale.
Poi ha fatto una domanda sulla licenza bancaria dell’ESM. Devo dire che sono un po’ sorpreso dalla quantità di attenzione che questo annuncio ha ricevuto di recente in termini di copertura della stampa e di opinione pubblica. Dopo tutto, ho detto almeno due volte che il design attuale dell’ESM non glielo consente (di accedere alla liquidità della BCE). Non sta a noi a rilasciare una licenza bancaria – si tratta di una questione che riguarda i governi. Che cosa sta a noi decidere è se l’ESM – anche con licenza bancaria – può effettivamente essere una controparte ammissibile al finanziamento della BCE. E ho detto almeno due volte – in una conferenza stampa, e in altre occasioni – che l’attuale configurazione dell’ESM non consente di riconoscerlo come controparte adeguata. E c’è su questo un parere legale della BCE, rilasciato nel lontano marzo 2011, che, tra l’altro, è stato pubblicato se non mi sbaglio. Può sempre guardare in quel documento. Questa è la posizione della BCE in merito.

4 – Solo una domanda sulla Spagna. Vorrei sapere se il Consiglio ha discusso i recenti sviluppi in Spagna e forse ha apprezzato i progressi compiuti in Spagna con le sue nuove misure di austerità.
E un’altra domanda è se l’attuale situazione in Spagna va bene alla BCE o se la possibilità di chiedere ulteriori aiuti è stata effettivamente discussa, e se sarebbe accolta con favore dalla BCE.

Draghi – Non abbiamo discusso la situazione di paesi specifici. E’ vero che penso che la Spagna, come altri paesi, ha fatto notevoli progressi su diversi fronti, tra cui il consolidamento fiscale. Spetta ai paesi interessati di decidere se hanno bisogno e se vogliono l’aiuto dell’EFSF.

5 – Mr Draghi, sulle misure che ha annunciato, ha il pieno sostegno del Consiglio direttivo, in particolare mi interessa la posizione della Bundesbank e di Mr Weidmann. Lei ha detto che le dimensioni saranno adeguate. Mi può dire se questo significa che gli acquisti saranno illimitati, o se in realtà avete un limite in mente? Tornando alla sterilizzazione: solo una chiarificazione, non ho capito bene che state considerando di non sterilizzare gli acquisti?
E poi ho una domanda sull’ESM: lei insiste che nel suo disegno attuale l’ESM non può essere una banca e accedere alle operazioni di rifinanziamento della BCE. Ma lei prevede uno scenario in cui l’ESM viene trasformato in un’istituzione che rispetta i requisiti, e sto pensando alla EIB in particolare?

Draghi – Inizio dall’ultima domanda. Come ho detto “nel progetto attuale”, cioè  quello che abbiamo oggi. Quello che abbiamo oggi è un parere legale da parte della BCE che dice no, non è adatto come controparte.
Per quanto riguarda la sterilizzazione, non si deve presumere che non intendiamo sterilizzare o che intendiamo sterilizzare. Dovete capire, queste operazioni sono complesse e riguardano i mercati in una varietà di modi. Così le commissioni competenti dovranno lavorare e dirci esattamente che cosa è opportuno e cosa non è opportuno, quindi è troppo presto per dire se saranno sterilizzati o meno. Siate certi che agiremo all’interno del nostro mandato, che è quello di preservare la stabilità dei prezzi nel medio termine per l’area euro. Questo deve essere sempre tenuto presente.
Terzo punto, per quanto riguarda se sarà illimitato o limitato: non lo sappiamo. In sostanza, la dichiarazione introduttiva – e sono davvero grato al Consiglio direttivo per questo – approva le osservazioni che ho fatto a Londra, circa le dimensioni di queste misure, che devono essere adeguate a raggiungere i loro obiettivi.
In quarto luogo, il sostegno sul fare – di nuovo, per usare le stesse parole usate a Londra – tutto ciò che occorre per preservare l’euro come moneta stabile, è stato unanime. Ma, è chiaro ed è noto che Mr Weidmann e la Bundesbank – anche se siamo qui a titolo personale e non lo dobbiamo mai dimenticare – hanno delle riserve circa programmi che prevedono acquisto di titoli. Quindi, l’idea è che ora abbiamo prodotto delle linee guida e il Monetary Policy Committee, il Risk Management Committee e il Market Operations Committee lavoreranno su queste linee guida e poi prenderemo una decisione definitiva in cui i voti saranno contati. Finora questa è la situazione. Credo che questa sia una rappresentazione corretta della nostra discussione di oggi.

6 – I mercati non sembrano essere molto impressionati. Così, quando ha detto la scorsa settimana, che avreste fatto tutto ciò ….

Draghi – Il mercato è impressionato o è stato impressionato, o non è impressionato o sta venendo impressionato – non ho capito la sua domanda …

… non sembra essere molto impressionato.

Oh, non sembra essere molto impressionato …

… quindi, quando ha detto la settimana scorsa che avrebbe fatto di tutto per salvare l’euro, che cosa aveva esattamente in mente?
E lei ha menzionato in precedenza che avete discusso altre opzioni, potrebbe forse dirci cos’altro avete discusso?

“Tutto il necessario” (whatever it takes) significa due cose: l’elenco delle misure, tutte le misure necessarie, e la loro dimensione, che dovrebbe essere sufficiente per raggiungere i loro obiettivi. E così i vari comitati ora passeranno in rassegna le varie opzioni di misure monetarie non-standard. E poi ci incontreremo e decideremo cosa fare. Ma nessun paese ha ancora chiesto l’intervento dell’EFSF, per cui la domanda “sei pronto ad agire adesso?” … anche se fossimo pronti ad agire adesso, non ci sarebbero i presupposti per farlo. Quello che abbiamo espresso ora sono delle linee guida forti su misure forti, e tutti i dettagli saranno completati nelle prossime settimane.

… E le opzioni? Le altre opzioni, per favore!

Le altre opzioni, non c’è bisogno di essere precisi, ma se si va indietro ai vari LTROs che abbiamo condotto, vi è anche una discussione sul sistema delle garanzie (collateral framework), che è prevista nel mese di settembre. C’è una lista di varie opzioni, che può trovare nelle nostre conferenze stampa precedenti o nel bollettino della BCE; saranno studiate, esplorate, recensite ed eventualmente utilizzate, se necessario, per una decisione formale.

7 – Ho solo una domanda, ma lunga e mi scuso in anticipo. Lo scandalo LIBOR ha provocato una levata di scudi per separare le banche. I contribuenti non vogliono pagare un centesimo in più per salvare le banche che non solo giocano, ma anche vincono le scommesse. In Gran Bretagna, vi è una vera e propria fazione che chiede la separazione completa delle banche, compresa la Banca Centrale, e negli Stati Uniti ci sono già più di 80 membri del Congresso che hanno firmato un progetto di legge per la reintroduzione della proposta Glass-Steagall, e anche ministro delle finanze tedesco Schäuble ha detto questa settimana che non si opporrebbe a tale riforma. Ora, dal momento che lei, Mr Draghi, è personalmente associato a una legislazione che in Italia eliminò il vecchio regime di separazione bancaria, come si dice “col senno di poi”, con la saggezza dei fatti, si sente di unirsi a Sandy Weill, l’architetto dell’abrogazione del Glass-Steagall Act negli Stati Uniti, nel dire: abbiamo fatto un errore, e dovremmo tornare alla piena separazione tra banche commerciali e banche d’investimento?

Draghi – Se lei stesse davvero confrontando mele con mele, direi di sì, ma sta mescolando pere con mele. La normativa a cui fa riferimento non aveva nulla a che fare con l’attuale discussione. Noi in Italia all’epoca non avevamo banche di investimento da fondere con le banche commerciali. La sola separazione che  avevamo era tra banche che potevano fare solo prestiti a breve termine e banche che potevano fare prestiti solo a lungo termine. Il più grande avanzamento che abbiamo fatto nei primi anni ’90 è stato fondamentalmente di dire alle banche che potevano fare entrambi. Quindi il problema (della separazione tra banche commerciali e banche di investimento) non è stato nemmeno preso in considerazione in quel momento. L’unica banca d’investimento che avevamo all’epoca, Mediobanca, è rimasta quello che era: una banca d’investimento. Quindi il problema non si era presentato.

8 – La mia prima domanda riguarda come misurerete il grado in cui il premio riflette i rischi di convertibilità? Si tratta per esempio di un certo numero di punti percentuali nei differenziali che riflettono questi rischi o si tratta di qualcosa di meno significativo?
La mia seconda domanda è: gli altri membri del Consiglio direttivo erano al corrente in anticipo del fatto che lei avrebbe fatto le osservazioni che ha fatto la settimana scorsa sul prendere tutte le misure necessarie?

Draghi – Piuttosto che rispondervi su come si misura il premio per il rischio, che è un compito affidato alle nostre commissioni interne, lasciate che vi dica che la nostra più grande preoccupazione è la frammentazione dei mercati finanziari piuttosto che stabilire esattamente una cifra. Lasciatemi fare un elenco dei vari sintomi della frammentazione del mercato finanziario che abbiamo esaminato oggi nella nostra discussione del Consiglio direttivo. Se si guarda a mercati monetari, la quota dei prestiti sul mercato del denaro transfrontaliero è diminuita: era del 60% fino alla metà del 2011 e ora è al 40% e viceversa per la quota dei prestiti domestici del mercato monetario. I depositi interbancari non nazionali sono al livello più basso dall’inizio del 2008 in diversi paesi. La crescente concentrazione del ricorso alle operazioni di finanziamento dell’Eurosistema in alcuni paesi è un ulteriore esempio di questa frammentazione. Quando si guarda il tipo di garanzie che le banche presentano per il loro finanziamento presso la BCE, c’è sicuramente un aumento significativo di garanzie nazionali. C’è una quota elevata di uso di garanzie domestiche – parzialità domestica o home bias – da parte degli investitori, che in un certo senso riflette anche l’uso come garanzia di attività di mercato auto-originate. La quota di utilizzo di garanzie transfrontaliere (cross-border) all’interno della zona euro è pari a circa il 20% oggi rispetto al 50% del 2006. C’è una grande divergenza dei tassi generali di pronti contro termine di garanzia tra periferia e centro dell’area euro che è iniziata alla fine del 2011. E potrei continuare con altri segni di frammentazione monetaria sul finanziamento bancario, sui mercati dei titoli di Stato, e così via. Tutte le analisi sono a vostra disposizione, se siete interessati. Questo è ciò che dobbiamo superare, dobbiamo riparare e dobbiamo cambiare.
Per quanto riguarda le mie osservazioni a Londra, non c’è una sola parola di quelle osservazioni che non sia stata discussa nelle riunioni precedenti del Consiglio direttivo. Quindi non c’era una parola in quelle osservazioni che abbia sorpreso i miei colleghi.

9 – All’incontro della BCE del mese scorso lei ha detto che non c’era stata discussione di misure non-standard, e ora ci sta svelando questi obiettivi e intenzioni. Che cosa è successo nell’ultimo mese? La crisi ha avuto i suoi alti e bassi negli ultimi due anni. C’è stato qualcosa di specifico che è accaduto nel mese scorso che vi ha spaventati?
E in secondo luogo, la BCE potrebbe considerare l’acquisto di attività del settore privato, a parte le obbligazioni coperte, forse prestiti obbligazionari o dei titoli bancari non garantiti? Questo non è uno degli strumenti utilizzati in passato, ma sono tra le opzioni che vi verranno considerate nelle prossime settimane?

Draghi – Non c’è stato un evento specifico che ci ha condotto alla discussione che abbiamo avuto oggi. C’era stato solo un senso di peggioramento della crisi e di peggioramento delle conseguenze della frammentazione dei mercati finanziari nell’area euro. Non vorrei indicare un singolo episodio ma certamente una cosa, proprio volendo indicarla, è stato l’aumento improvviso della parte più corta della curva dei rendimenti per diversi paesi della zona euro, che per le persone che conoscono i mercati di solito è inquietante. Quello era un segno, ma non vorrei indicare solo quel sintomo, perché c’erano altri sintomi di frammentazione del mercato che peggioravano la situazione. Quindi non è in realtà una reazione ad una cosa specifica che, come lei ha detto ci possa aver terrorizzato, anche perché di solito non agiamo in base a terrore, ma in base a normale, fredda analisi dei fatti. Quale era la sua altra domanda?

.. Il settore privato …

… Non ho motivo di essere specifico per quanto riguarda ulteriori misure non-standard perché l’altra parte delle linee guida è che le commissioni competenti dovrebbero esaminare le altre misure possibili.

10 – La decisione sugli acquisti dei titoli che la BCE può far scattare non mi è davvero chiara. È stata una decisione unanime o no?

Draghi – Non è stata una decisione. Si tratta di linee guida. Linee guida che danno un indirizzo alle commissioni nella progettazione – come dice la dichiarazione – di modalità adeguate per tali misure di politica monetaria. Il voto è stato, come ho detto, all’unanimità con una riserva, con una posizione che si riservata. Ho risposto a questa domanda prima.

… Date le linee guida, lei …

Il testo dice “può intraprendere”. Si vede che è molto importante leggere con attenzione queste parole. Dice: “il Consiglio direttivo può intraprendere outright open market operations di dimensioni …”. Quindi il Consiglio direttivo, secondo le condizioni necessarie e sufficienti e nel contesto della sua indipendenza totale nelle operazioni di politica monetaria, può decidere di fare certe cose, se queste condizioni sono soddisfatte. Questo quadro è stato approvato da tutti i membri del Consiglio direttivo con una sola eccezione.

… La mia seconda domanda riguarda i titoli. Credo che dei titoli greci andaranno in maturazione questo mese. Potrebbe forse aggiornarci su quello che ha detto a febbraio, che la BCE è pronta ad abbandonare i profitti sui titoli? Lei ha detto a febbraio che la BCE potrebbe abbandonare i profitti sui titoli senza violare il divieto di finanziamento monetario agli Stati membri e distribuendoli alle banche centrali in percentuale del loro capitale. Gli Stati membri potrebbero allora forse usare questo denaro per i propri bisogni o potrebbero sostenere la Grecia o qualcosa del genere. Che cosa ci può dire oggi in prospettiva della scadenza dei titoli greci?

… La decisione che abbiamo preso è stata di destinare tali utili per la distribuzione alle banche centrali nazionali, al fine di favorire la ridistribuzione ai loro governi nazionali, che potrebbero servirsene per la Grecia. Quella era la sequenza. Lei ha chiesto di obbligazioni future in scadenza, ma dobbiamo attendere i risultati della visita della Troika in Grecia.

11 – Una interpretazione popolare delle sue osservazioni londinesi  è stata: “Mr Draghi si è ormai rassegnato a correre dove i politici hanno paura di mettere il piede” – è sbagliata la loro interpretazione?
E in secondo luogo, sulla questione del debito delle banche irlandesi, una rivista tedesca ha parafrasato le sue osservazioni fatte durante una cena, in cui lei ha detto che non si può sempre rispondere a queste domande – riferendosi al debito bancario irlandese – attraverso una discussione puramente legale. Senza chiederle di rompere la discrezione su una discussione a cena, come ritiene che una questione come quella del debito delle banche irlandesi possa essere risolta con soddisfazione di tutti, se non in termini puramente legali?

Draghi – Beh, mi dispiace dirlo, queste parole non erano vere. Il resoconto non era corretto. E penso che abbiamo inviato o siamo in procinto di inviare una risposta scritta all’indirizzo di quella rivista, perché non era corretta.
Per quanto riguarda la sua seconda domanda, è una bella frase, ma non mi è chiara. Stiamo andando oltre il nostro mandato? No, la risposta è no. Se si legge la trascrizione del mio intervento a Londra, si trovano le parole “all’interno del nostro mandato” (within our mandate) almeno tre, quattro, anche cinque volte. Agiremo all’interno del nostro mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio periodo. Ma certamente, è all’interno del nostro mandato fare tutto ciò che è in nostro potere per preservare l’euro come una moneta stabile.

12 – oggi, un importante quotidiano tedesco aveva il titolo: “I paesi dell’Europa meridionale sperano in Draghi, quelli del Nord Europa hanno paura di lui”. Non mi aspetto che lei commenti un titolo, naturalmente, ma dato che ci sono queste riserve, mi domando se è preoccupato che questa sia la percezione pubblica e se questo possa diventare un problema in futuro.

Draghi – Francamente, il Consiglio direttivo nel suo insieme dovrebbe fare la cosa giusta. Se questo ispira speranza o paura ha più a che fare con la psicoanalisi che con economia. Ciò che detta le deliberazioni del Consiglio direttivo è una analisi a mente fredda dei fatti.

13: il primo ministro Monti è in tour in Europa in questo momento con un messaggio abbastanza coerente e diretto, cioè in sostanza che la zona euro deve fare qualcosa per ridurre il costo del debito italiano. Sarebbe giusto concludere da ciò che lei ha detto che, in realtà, né la BCE né alcuno dei due fondi di salvataggio può operare sui mercati obbligazionari a quel fine, a meno che Mr Monti faccia richiesta di un programma e accetti la  condizionalità che è tradizionalmente connessa a questi programmi?

Draghi – Sì, penso che lei abbia detto bene. Credo che questo sia esattamente il modo giusto per leggerlo. Nel mio intervento ho detto che “l’adesione dei governi ai loro impegni e il rispetto da parte del EFSF / ESM del loro ruolo sono condizioni necessarie. Il Consiglio direttivo, nell’ambito del suo mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine e nel rispetto della sua indipendenza nel determinare la politica monetaria, può effettuare outright open market operations di dimensioni adeguate per raggiungere il suo obiettivo”, e così via. Quindi è proprio il modo giusto per leggerlo.

14 – Forse non l’ho notato io, ma potrebbe dire qualcosa sul calendario? Ha detto che avrebbe dato un’indicazione, ma quando potremo vedere i risultati?
E una seconda domanda sull’inflazione: lei ha ripetuto la sua valutazione che l’inflazione scenderà nel 2013. Nelle ultime settimane, abbiamo visto alcuni cambiamenti del prezzo del petrolio, che sta andando su di nuovo, i prezzi delle materie prime sono in aumento, l’euro si sta indebolendo, il che a sua volta spinge verso l’alto i prezzi delle importazioni. Stiamo assistendo ad un aumento dei salari in Germania. Quanto grande è la probabilità che la BCE si sbaglierà ancora una volta su questa questione?
E se posso porre una domanda al Vice-Presidente: penso sia stato un giornale italiano a riferire oggi che lei è scettico sugli acquisti di titoli da parte della BCE. Forse può commentare su questo?

Draghi – Bene, alla prima domanda è, in un certo senso, facile rispondere. Il momento è quando i governi avranno effettivamente soddisfatto le condizioni necessarie, vale a dire intrapreso riforme fiscali e strutturali e fatto ricorso  al EFSF con la connessa condizionalità. A quel punto, noi possiamo agire, se necessario, lungo le linee che ho illustrato oggi.
Sul secondo punto, a proposito dell’inflazione, in realtà è in diminuzione, come ho detto l’ultima volta e ripeto ora. In una certa misura, è in diminuzione più velocemente del previsto. Ma ci sono alcuni rischi sia al rialzo che al ribasso. I rischi al rialzo riguardano i prezzi dei prodotti alimentari, che non sembrano essere un rischio importante oggi per l’inflazione nell’area euro per la ragione che, prima di tutto, gli aumenti sono stati finora shock una tantum. In secondo luogo, gran parte del cibo consumato nella zona euro è prodotto dalla zona euro e quindi i prezzi dei prodotti alimentari dipendono molto dai prezzi agricoli. In un certo senso, non vi è alcun collegamento diretto tra ciò che avviene a livello dei prezzi mondiali e dei prodotti agricoli. Pertanto, le conseguenze inflazionistiche dei prezzi dei prodotti alimentari non sono, in questo momento almeno, viste come probabili o significative. Poi c’è l’energia. I prezzi dell’energia e il deprezzamento dell’euro sono avanzati, ma non vediamo alcun cambiamento in quello che è diventato il nostro scenario di base, vale a dire una inflazione intorno al 2% entro la fine di quest’anno e forse al di sotto del 2% l’anno prossimo o ancor prima dell’anno prossimo. Ma voglio sottolineare in relazione a questo che la BCE rimane il guardiano della stabilità dei prezzi. E questo rimane il nostro mandato.

Constâncio – Per quanto riguarda la sua domanda sugli acquisti di titoli, non so da dove quella voce possa essere sorta. Non ho mai parlato della questione al di fuori dei nostri incontri, e non ho intenzione di farlo nemmeno ora. Mi limito a sottolineare che, come il presidente ha accennato prima, la cosa oggi è stata approvata all’unanimità, con una sola eccezione, e non ero io!

15 – La prima domanda è: avete in mente di presentare il vostro piano ai i capi di Stato prima di discuterlo in seno al Consiglio direttivo o dopo averne discusso (e con questo intendo oggi)?
La seconda domanda riguarda la sua dichiarazione che avete come obiettivo il segmento a breve della curva dei rendimenti. Dal momento che si potrebbe supporre che, se sceglieste come target l’estremità lunga, questo potrebbe alleviare le pressioni a lungo termine per i paesi cui vi rivolgete, perché lo state facendo (di mirare solo la curva a breve)?

Draghi – La risposta alla prima domanda è no, non si prevede alcuna presentazione delle nostre discussioni di politica monetaria ai capi di Stato. Non è stato pensato e non è in discussione, non solo perché siamo orgogliosi della nostra indipendenza, ma anche perché loro potrebbero non volerlo nemmeno sapere. Ma il punto è che noi siamo indipendenti e non prevediamo presentare le nostre misure di politica monetaria ai Capi di Stato.
Per quanto riguarda la seconda domanda, sul perché ci stiamo concentrando sul segmento a breve della curva dei rendimenti, la ragione principale è che questo ricade all’interno della gamma dei classici strumenti di politica monetaria. Più è corto lo spettro, più è vicino a quello delle operazioni del mercato monetario. Nel contesto degli LTROs, le scadenze si possono estendere a tre anni, naturalmente, ma nelle normali operazioni scadenze come quelle su cui operiamo in questo momento possono andare da sei mesi a nove mesi a un anno. Pertanto, da questo punto di vista, abbiamo voluto aderire alla politica monetaria classica. Oggi vi ho dato una panoramica generale e ho anche sottolineato la filosofia alla base di queste linee guida, ma per quanto riguarda i dettagli e aspetti più analitici, come ho detto prima, dovremo aspettare che le commissioni competenti svolgano il loro lavoro.

16 – Mr Draghi, ho la vaga sensazione che lei stia un po’ facendo marcia indietro oggi, rispetto alle sue parole a Londra. Dopo il suo discorso a Londra, c’è stata una tempesta in tutta Europa, nei media e nei mercati. Ci sono state critiche da parte del Consiglio direttivo della BCE oggi sulla tempistica delle sue parole a Londra? Perché oggi lei ha detto che ci vorranno alcune settimane prima che le commissioni abbiano completato i dettagli. Era necessario fare quel discorso in quel momento a Londra?

Draghi – Ha letto il discorso? Se lo avesse letto avrebbe visto che non vi è alcun riferimento a un programma di acquisto di titoli. E non c’è stata nessuna critica alla riunione del Consiglio direttivo. Non posso influenzare ciò che i media scrivono, come lei ben sa. E certamente non vuole che sia io a dirle cosa scrivere. Legga il discorso. Il discorso non dice nulla su tempi, programmi di acquisto di titoli, tempi più brevi – non c’è niente di tutto questo. Certo, il tono era forte in quel discorso. La posizione di fondo era un’affermazione che l’area euro è un luogo forte nel mondo e che l’euro è una moneta forte, e che è irreversibile. Questa è la sostanza, il senso del mio intervento a Londra. E, naturalmente, tutto ciò che facciamo sarà all’interno del nostro mandato, ma faremo tutto ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi. Questo è stato chiaramente affermato a Londra, e ha avuto alcune conseguenze perché, dopo tutto, le persone hanno letto ciò che volevano. Oggi non stiamo facendo marcia indietro, affatto. C’è stata una approvazione da parte del Consiglio direttivo del discorso, e certamente del tono del discorso, e troverete questo sostegno nella dichiarazione introduttiva. Vedete che in realtà viene usata una formulazione simile per certe cose.

17 – A proposito del tempo, il governo deve muoversi per primo? Deve attivare l’EFSF o l’ESM sul mercato obbligazionario e solo allora la BCE può operare?
In secondo luogo, qual è il vero significato dell’affermazione che l’euro è irreversibile?

Draghi – Il primo punto è molto importante perché vogliamo ripristinare i canali di trasmissione della politica monetaria e vediamo chiaramente un rischio, intendo il premio convertibilità in alcuni tassi di interesse. Ma il Consiglio direttivo sa che la politica monetaria non sarebbe sufficiente per raggiungere tali obiettivi se non c’è anche l’azione dei governi. Se ci sono squilibri sostanziali e costanti delle bilance commerciali, dei disavanzi fiscali, dei prezzi e della competitività, la politica monetaria non può riempire questo vuoto derivante dalla mancanza di azione politica. Questo è il motivo per cui la condizionalità è essenziale. Ma la controparte in tale condizionalità sarà l’EFSF. L’azione dei governi a livello dell’area euro è altrettanto essenziale per la riparazione dei canali di trasmissione della politica monetaria, quanto una azione appropriata da parte nostra. Questa è la ragione della condizionalità.
Per quanto riguarda il secondo punto, irreversibilità significa che l’euro non è reversibile. Non si può tornare indietro alla lira o alla dracma o a qualsiasi altra valuta. E’ insensato scommettere contro l’euro. E’ insensato andare short sull’euro. Questo era il messaggio. E’ insensato perché l’euro rimarrà, ed è irreversibile.

18 – Penso che lei ha detto che sarà affrontata la questione della seniority. Sto cercando di pensare a come lo possiate fare senza avere perdite sui titoli greci che già avete. Mi sbaglio su questo? C’è qualche altra alternativa?
E in secondo luogo, penso che lei ha detto che rivelerete le dimensioni ed i paesi degli acquisti di titoli. Rivelerete forse anche gli acquisti già fatti e potrebbe magari darci qualche importo già ora?

Draghi – Non sono sicuro di aver capito l’ultima parte: abbiamo già rivelato quanto abbiamo comprato con il Securities Markets Programme (SMP). Per quanto riguarda gli acquisti di titoli, quando tutto sarà stabilito, ci sarà una informativa completa. Questo, penso, è la migliore opzione politica. Ma dobbiamo prima avere tutti i pezzi a posto sul tavolo.
Per quanto riguarda la prima domanda, leggerò dalla dichiarazione di nuovo. Dice: “… può effettuare outright open market operations di dimensioni adeguate a raggiungere il suo obiettivo. In questo contesto, saranno affrontate le preoccupazioni degli investitori privati ​​circa la seniority. ”

19 – Signor Presidente, devo tornare alle sue osservazioni a Londra la settimana scorsa. Sono un po’ sorpreso. Se ho capito bene, sta sostenendo che i mercati e i media hanno mal interpretato le sue osservazioni lì, almeno in una certa misura. Mi sorprende che lei dica questo perché, se aveva intenzione di fare queste osservazioni a Londra – non da un’altra parte, ma proprio a Londra – non doveva aspettarsi che i mercati interpretassero le sue osservazioni esattamente nel modo in cui hanno fatto, e non sarebbe stato forse più opportuno quindi essere un po’ più cauto lì?

Draghi – No, non lo sarebbe stato. A dire il vero, a me quelle osservazioni piacciono molto. E, come lei sa, sono uscite molto bene. E non sono state male interpretate. I mercati semplicemente hanno fatto le loro operazioni in base alle loro aspettative dopo queste osservazioni. Questo è quello che è successo. E queste aspettative sono quello che sono. E oggi abbiamo avuto un incontro, abbiamo discusso, e abbiamo dato delle linee guida che probabilmente si concretizzeranno in certe decisioni che saranno prese. Quindi, assolutamente no. Sono davvero molto contento di quelle osservazioni.


Fonti: Video, Versione inglese

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2 risposte a “Conferenza stampa 2 agosto 2012

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