Conferenza stampa 4 ottobre 2012

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vice-Presidente della BCE,
Brdo pri Kranju, 4 ottobre 2012

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Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il Vice-Presidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto alla nostra conferenza stampa. Vorrei ringraziare il Governatore Kranjec per la sua gentile ospitalità ed esprimere la nostra speciale gratitudine al suo staff per l’eccellente organizzazione della riunione odierna del Consiglio direttivo. Passiamo ora riferire sui risultati della riunione di oggi.

Sulla base delle nostre analisi economica e monetaria, abbiamo deciso di mantenere i tassi di riferimento (key ECB interest rates) invariati. A causa degli alti prezzi dell’energia e dell’aumento delle imposte indirette in alcuni paesi dell’area dell’euro, i tassi di inflazione dovrebbero rimanere sopra il 2% per tutto il 2012, ma poi scendere nuovamente al di sotto di tale livello nel corso del prossimo anno e rimanere in linea con la stabilità dei prezzi nell’orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria. Coerentemente con questo quadro, il sottostante ritmo dell’espansione monetaria resta contenuto. Le aspettative di inflazione per l’area dell’euro continuano a essere saldamente ancorate in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. La crescita economica nell’area dell’euro dovrebbe rimanere debole, con le tensioni in atto in alcuni mercati finanziari dell’area dell’euro e l’incertezza ancora elevata che pesano sulla fiducia e il sentiment. Le nostre decisioni sulle Outright Monetary Transactions (OMTs) hanno contribuito ad alleviare queste tensioni nelle ultime settimane, riducendo in tal modo le preoccupazioni sul materializzarsi di scenari distruttivi. Ora è fondamentale che i governi continuino ad attuare le misure necessarie per ridurre gli squilibri fiscali e strutturali e per procedere con misure di ristrutturazione del settore finanziario.

Il Consiglio direttivo resta fermamente impegnato a preservare l’unicità della sua politica monetaria e a garantire la corretta trasmissione degli impulsi all’economia reale in tutta l’area dell’euro. Le OMTs ci consentiranno di fornire, in condizioni adeguate, un back-stop pienamente efficace per evitare scenari distruttivi con sfide potenzialmente gravi per la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro. Ripeto ancora una volta quello che ho detto nei mesi scorsi: agiamo rigorosamente all’interno del nostro mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine; agiamo in modo indipendente nel determinare la politica monetaria; e l’euro è irreversibile.

Siamo pronti a intraprendere OMTS, una volta che tutti i prerequisiti siano in atto. Come abbiamo detto il mese scorso, il Consiglio direttivo valuterà l’uso delle OMTs nella misura in cui esse siano giustificate dal punto di vista della politica monetaria, fino a quando il programma di condizionalità è pienamente rispettato. Usciremo dalle OMTs una volta che i loro obiettivi sono stati raggiunti o in caso di mancato rispetto del programma. Le OMTs non avranno luogo, mentre un dato programma è in fase di revisione e riprenderanno dopo il periodo in esame, una volta che il rispetto del programma è assicurato.

Permettetemi ora di spiegare la nostra valutazione in maggior dettaglio, a partire dall’analisi economica. Il PIL reale dell’area dell’euro ha avuto una contrazione dello 0,2%, rispetto al trimestre precedente, nel secondo trimestre del 2012, a seguito di una crescita piatta nel trimestre precedente. Gli indicatori economici, in particolare i risultati di sondaggi, confermano che l’attività economica continua a restare debole nel terzo trimestre del 2012, in un contesto caratterizzato da elevata incertezza. Ci aspettiamo che l’economia dell’area dell’euro rimanga debole nel breve termine e che recuperari solo molto gradualmente in seguito. La dinamica di crescita è supportata dalle nostre misure di politica monetaria, standard e non, ma dovrebbe rimanere frenata dal necessario processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non-finanziario, dalla presenza di alta disoccupazione e da una ripresa globale non uniforme.

I rischi per le prospettive economiche per l’area dell’euro continuano ad essere orientati verso il basso. Esse riguardano, in particolare, le tensioni in atto in diversi mercati finanziari dell’area dell’euro e la ricaduta potenziale sull’economia reale dell’area euro. Questi rischi vanno contenuti da un’azione efficace da parte di tutti i responsabili politici della zona euro.

L’inflazione HICP annuale della zona euro è stata del 2,7% nel mese di settembre 2012, secondo la stima flash di Eurostat, contro il 2,6% del mese precedente. Questo è più alto del previsto e riflette principalmente i passati aumenti delle imposte indirette e dei prezzi dell’energia denominati in euro. Sulla base degli attuali prezzi dei futures del petrolio, l’inflazione potrebbe rimanere a livelli elevati, per poi scendere di nuovo sotto il 2% nel corso del prossimo anno. Nel corso nell’orizzonte temporale rilevante, in un contesto di modesta crescita nella zona euro e di aspettative di inflazione ben ancorate nel lungo termine, le sottostanti pressioni sui prezzi dovrebbe rimanere moderate. Gli attuali livelli di inflazione dovrebbero rimanere quindi transitori e non dar luogo a effetti di secondo grado. Continueremo a monitorare da vicino gli ulteriori sviluppi di costi, salari e prezzi.

I rischi per le prospettive sui prezzi continuano ad essere sostanzialmente bilanciati nel medio termine. Rischi al rialzo riguardano ulteriori aumenti delle imposte indirette dovute all’esigenza di risanare i conti. I principali rischi al ribasso riguardano l’impatto di una crescita nella zona euro più debole di quella prevista, in caso di rinnovata intensificazione delle tensioni sui mercati finanziari, ed i suoi effetti sulle componenti interne dell’inflazione. Se non contenuta da un’azione efficace da parte di tutti i responsabili politici della zona euro, tale intensificazione ha il potenziale di compromettere l’equilibrio dei rischi al ribasso.

Passando all’analisi monetaria, i dati recenti confermano il ritmo sottotono dell’espansione monetaria di fondo. Nel mese di agosto il tasso di crescita sui dodici mesi di M3 è diminuito al 2,9%, dal 3,6% di luglio. Anche se questo calo è dovuto principalmente a un effetto base, afflussi mensili sono stati relativamente contenuti. Al contrario, forti afflussi mensili in depositi a vista hanno contribuito a un ulteriore aumento del tasso di crescita di M1 al 5,1% nel mese di agosto, rispetto al 4,5% nel mese di luglio. Tale incremento riflette una presistente alta preferenza per la liquidità, in un contesto di tassi di interesse bassi e alta incertezza.

Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è sceso nel mese di agosto a -0,2% (dal 0,1% di luglio), con un decremento del tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie per -0,5%, dal -0,2% di luglio. Per contro, la crescita sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie è rimasta invariata, al 1,0%, nel mese di agosto. In larga misura, la dinamica sottotono dei prestiti riflette le prospettive deboli per il PIL, una accentuata avversione al rischio e l’adeguamento in corso nei bilanci delle famiglie e delle imprese, tutti fattori che pesano sulla domanda di credito. Allo stesso tempo, in un certo numero di paesi dell’area dell’euro, la segmentazione dei mercati finanziari e dei vincoli di capitale per le banche limitano l’offerta di credito.

La solidità dei bilanci bancari sarà un fattore chiave nel facilitare sia un apposito fondo di credito per l’economia e la normalizzazione di tutti i canali di finanziamento, contribuendo in tal modo ad una trasmissione della politica monetaria adeguata alle condizioni di finanziamento dei settori non finanziari nei diversi paesi dell’area dell’euro. È pertanto essenziale che la resilienza delle banche continui ad essere rafforzata laddove necessario.

In sintesi, l’analisi economica indica che l’andamento dei prezzi dovrebbe restare in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine. Un controllo incrociato con i segnali provenienti dall’analisi monetaria conferma questo quadro.

Altre aree di politica economica devono dare un contributo sostanziale per garantire una ulteriore stabilizzazione dei mercati finanziari e un miglioramento delle prospettive di crescita. Per quanto riguarda le politiche di bilancio, i paesi della zona euro stanno procedendo con il consolidamento. E’ cruciale che gli sforzi per ripristinare solide posizioni di bilancio siano mantenuti, in linea con gli impegni assunti nell’ambito del Patto di stabilità e crescita e con le raccomandazioni del semestre europeo 2012. Una rapida attuazione del fiscal compact svolgerà anche un ruolo importante nel rafforzare la fiducia nella solidità delle finanze pubbliche. Allo stesso tempo, le riforme strutturali sono essenziali quanto gli sforzi di risanamento del bilancio e le misure per migliorare il funzionamento del settore finanziario. Nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi, notevoli progressi sono stati compiuti nella correzione del costo unitario del lavoro e negli sviluppi delle partite correnti. Decisivo riforme dei mercati dei prodotti e del lavoro miglioreranno ulteriormente la competitività di questi paesi e la loro capacità di risanarsi.

Infine, è indispensabile portare avanti la costruzione istituzionale europea. La BCE accoglie favorevolmente la proposta della Commissione del 12 settembre 2012 per un single supervisory mechanism (SSM) che coinvolge la BCE, da definire attraverso un regolamento del Consiglio sulla base dell’articolo 127 (6), del Trattato. Il Consiglio direttivo ritiene che l’SSM sia uno dei pilastri fondamentali di una unione finanziaria e uno dei principali elementi costitutivi per una vera Unione economica e monetaria. Pubblicheremo formalmente un parere legale in cui terremo conto, in particolare, i seguenti principi: una netta e robusta separazione tra le decisioni della sorveglianza e la  politica monetaria; canali appropriati di responsabilità; un decentramento dei compiti all’interno del SSM; un efficace quadro di vigilanza che assicuri un controllo coerente del sistema bancario dell’area dell’euro; e la piena compatibilità con il quadro del Mercato unico, compreso il ruolo e le prerogative dell’Autorità bancaria europea (EBA). Poiché la proposta della Commissione stabilisce un calendario ambizioso di transizione verso il SSM, la BCE ha avviato i lavori preparatori in modo da essere in grado di attuare le disposizioni del regolamento del Consiglio non appena questo entra in vigore.

Siamo a vostra disposizione per le domande.

Domande e risposte

1 – Due brevi domande, Mr Draghi. La prima: lei ha citato i rischi al ribasso per l’economia di nuovo. Ci sono state discussioni oggi su un possibile taglio dei tassi nei mesi a venire? E la seconda sulla Spagna: trova i rendimenti dei titoli spagnoli appropriati al momento o sono ancora un ostacolo alla trasmissione della politica monetaria?

Draghi – Sulla prima domanda la risposta è no e sulla seconda questione, non voglio commentare.
Ma lasciatemi dire una cosa che ho dimenticato; Marko risponderà alle domande sulla Slovenia oggi, quindi sulla Slovenia dovete chiedere a lui.

2 – Mr Draghi, la decisione di lasciare i tassi invariati è stata unanime? Questa è la prima domanda. E la seconda è: che cosa ne pensate di pubblicare i verbali molto prima di 30 anni dopo le rispettive riunioni?

Draghi – Sulla prima domanda, direi che non c’è stata nessuna discussione. Quindi sui tassi di interesse è stata una decisione unanime. Sulla seconda questione, ci sono state dichiarazioni, di diversi membri del Consiglio direttivo e mie, aperte su questo punto; ma è un processo complesso e stiamo pensando a come procedere. Ci sono pro e contro. Tenete a mente che la BCE è già un’istituzione molto trasparente; basta pensare a questa conferenza stampa ogni mese. Ci sono anche audizioni in Parlamento, interviste, discorsi … Io penso che ci sono alcuni vantaggi, per quanto riguarda la comunicazione, ad avere una maggiore trasparenza. Allo stesso tempo, dobbiamo valutare e soppesare cosa questo comporta nel nostro specifico contesto europeo, che è diverso da quello degli Stati Uniti e nel Regno Unito.

3 – Mr Draghi, il mese scorso, quando ha annunciato le OMTs, lei ha detto che le cose erano ormai di fatto nelle mani dei governi. Quanto è preoccupato dal modo in cui i governi hanno risposto? Alcuni ministri delle Finanze hanno suggerito che l’ESM non potrebbe coprire i debiti bancari ereditati (legacy bank debts) per esempio, e la Spagna non ha ancora fatto domanda per un piano di salvataggio. E la mia seconda domanda è sulla Grecia:cosa ne penserebbe la BCE di riscadenzare i rimborsi dei titoli greci? Sarebbe qualificato come finanziamento monetario?

Draghi – Sulla seconda domanda, la risposta è sì, sarebbe qualificato come finanziamento monetario. Abbiamo detto più volte che qualsiasi ristrutturazione volontaria delle nostre partecipazioni sarebbe finanziamento monetario.
Sulla prima questione, direi che oggi siamo pronti con le nostre OMTs. Abbiamo un meccanismo di back-stop pienamente efficace pronto, una volta che tutti i prerequisiti sono a loro volta pronti. I governi hanno compiuto notevoli progressi su diversi fronti, sia in quelli che io chiamo “paesi vulnerabili” e nei paesi che sono sotto un programma completo FMI. Si può effettivamente vedere questo progresso su tutta la linea che va dal consolidamento fiscale, alle riforme strutturali e anche al riparare alcuni dei difetti del settore bancario. Quindi, a questo punto, sta davvero ai governi decidere quello che vogliono fare. Il meccanismo è pronto. Quanto alla sua domanda sull’ESM: dovremo valutare esattamente cosa significa, e io non voglio pregiudicare la discussione tecnica che avrà luogo. Ma dobbiamo ricordare che questo non è un problema della BCE, è una questione che riguarda i governi interessati; si tratta di denaro dei governi, denaro dei contribuenti. Quindi, dovranno discutere e prendere posizione su che cosa si intende esattamente per legacy assets.

4 – Tornando alle OMTs, lei ha detto che ci sono passi che devono essere fatti prima che la BCE le attivi, che è nelle mani dei governi. Ritiene che questo indebolisca l’efficacia delle OMTs, perché vi rendete parte del processo politico, che può richiedere molto tempo ed essere complicato?
E la mia seconda domanda è sul continuo aumento della disoccupazione giovanile in Europa e sulle proteste anti-austerità. Quanto la preoccupa la disoccupazione, la disoccupazione giovanile e sta l’austerità peggiorando il problema? Grazie.

Draghi – La prima domanda riguarda la condizionalità. Consideriamo la condizionalità come parte essenziale della attivazione delle OMTs. Ho chiarito questo punto fin dall’inizio. La condizionalità avrà in effetti più ruoli. Prima di tutto riduce l’azzardo morale (moral hazard) da parte dei governi. Il secondo ruolo che avrà è di proteggere l’indipendenza della BCE: senza condizionalità ci sarebbe certamente quella che viene detta dominanza fiscale (fiscal dominance). Con la condizionalità l’indipendenza della BCE è protetta. Ma c’è anche una terza angolazione: potete guardare alla  condizionalità come un modo per creare un rafforzamento del credito sulle obbligazioni del paese oggetto della condizionalità. Quindi, è un incentivo a perseguire le giuste politiche economiche, che ha benefici per tutte le parti interessate. Ora, ci saranno, giustamente, alcuni processi politici, ma guardate questo da un altro angolo. Voi sapete che una delle condizioni è la firma di un Memorandum d’intesa con l’Eurogruppo. Una volta che c’è questo, c’è l’unanimità: c’è tutta l’Europa che sostiene politicamente questo programma. Di per sé, questo è un ingrediente estremamente forte nel programma.
La seconda domanda riguardava la disoccupazione giovanile. Condividiamo completamente le preoccupazioni per la situazione. E, è un dato di fatto, in discorsi indipendenti diversi membri del Consiglio direttivo hanno sollevato il problema della disoccupazione e si sono particolarmente focalizzati sui giovani, sulla parte giovane della popolazione. Si tratta di un incredibile spreco di risorse e dovrà essere affrontato e può essere affrontato riformando in modo appropriato il mercato del lavoro, in modo da diminuire la natura duale che i mercati del lavoro hanno assunto, direi negli ultimi sette-dieci anni, in alcuni paesi europei. La sfida, ovviamente, sta nell’affrontare la natura duale del mercato del lavoro, pur mantenendone la flessibilità complessiva.

5 – sarebbe un taglio dei tassi persino non concepibile al momento, dato che il meccanismo di trasmissione è rotto e ci potrebbe non essere giustificazione per fare tagli fino a quando le OMTs non sono state applicate, o fino a che non si è registrato un calo sostenibile e significativo dei rendimenti dei titoli dei paesi che hanno i mercati obbligazionari in difficoltà? Oppure questa sarebbe una enfatizzazione eccessiva del suo modo di vedere a proposito della rottura del meccanismo di trasmissione? E la mia seconda domanda. Siamo in Slovenia, nel posto in cui George W. Bush ha avuto il suo primo vertice con Vladimir Putin, dopo il quale Bush ha detto di aver guardato negli occhi di Putin e di aver potuto vedere la sua anima e di aver capito che era un uomo con cui si potevano fare affari. Mi chiedevo se c’è stato un tale momento oggi tra lei e Mr Weidmann?

… vorrei sapere da lei chi è Putin e chi è George W. Bush?

… lascio a lei.

… Sulla prima questione, in un certo senso si tratta di un problema di natura ipotetica. Ma può essere affrontato dicendo che le misure non-standard di politica monetaria sono progettate e attuate quando quelle standard non sono pienamente efficaci. In caso contrario, resteremmo semplicemente  sulle misure di politica standard. Quindi, in un certo senso, questo risponde alla sua domanda.

… Si può continuare ad usare le misure standard nello stesso tempo in cui si è costretti a implementare quelle non-standard?

Draghi – Bene, dobbiamo vedere se siamo in grado di riparare i canali di trasmissione della politica monetaria. Non facciamo speculazioni su future modifiche dei tassi di interesse. Credo che il Consiglio direttivo ha valutato che il livello dei prezzi e il tasso di variazione dei prezzi è in linea con la stabilità dei prezzi a medio termine, secondo la nostra definizione. Quindi, questa è la valutazione che abbiamo fatto per il tasso di interesse e, come ho detto, non c’è stata nessuna discussione.
Per rispondere alla tua seconda domanda, mentre non voglio commentare su singole persone, naturalmente, posso dire che il dibattito è stato molto costruttivo su tutta la linea.

6 – Mr Draghi, lei continua a incoraggiare le banche a mettere in ordine i loro bilanci. Pensa che dovrebbero essere in grado di utilizzare i fondi ESM per questo, anche per i loro problemi esistenti?  E la mia seconda domanda riguarda la Spagna: pensa che le Linee di credito precauzionali siano sufficienti per risolvere i problemi finanziari spagnoli?

Draghi – Sulla prima domanda: quando ho detto che ci sono stati progressi significativi, ho incluso la messa in ordine dei bilanci bancari. La dichiarazione rilasciata dal presidente dell’Autorità bancaria europea (EBA) ieri, quando ha presentato le cifre sulla ricapitalizzazione che ha avuto luogo fino ad ora, è stato rassicurante in tal senso. Quindi, il gap di capitalizzazione che era piuttosto grande fino a due anni fa, è stato ridotto in modo significativo da parte delle banche dell’area dell’euro / europee.
Sulla Spagna: è un caso in cui sono stati fatti significativi i progressi. Sfide significative rimangono davanti, ma i progressi compiuti sul fronte del consolidamento fiscale, delle riforme strutturali (con l’annuncio di un programma di riforme molto grande), e sul fronte del settore bancario, con la conclusione dello stress test, è davvero notevole se si pensa a quante misure sono state annunciate, legiferate e realizzate in un così breve periodo di tempo.

7 – Mr Draghi, un seguito alla precedente domanda. Questo significa che sarebbe sufficiente per la Spagna continuare il suo processo di riforma perchè la BCE inizi a comprare obbligazioni o la Spagna dovrebbe effettivamente impegnarsi a riforme molto più severe affinché lei intervenga?
E la mia seconda domanda sarebbe: circa un anno fa, lei ha detto in una conferenza stampa come questa che ci sarebbero state periodiche verifiche sul fatto che lei sia in ​​sintonia con la tradizione della Bundesbank o ne stia deviando. Mi chiedevo quale è la sua valutazione oggi, se è in sintonia, o quanto ne è vicino?

Draghi – Sul secondo punto, posso rispondere subito che se la tradizione della Bundesbank è stata il  garantire la stabilità dei prezzi, la BCE è pienamente in sintonia con quella tradizione.
Sulla prima questione, vi è una tendenza a identificare la condizionalità con condizioni dure, come lei ha detto. Le condizioni non hanno necessariamente bisogno di essere punitive. In realtà, molte delle condizioni riguardano le riforme strutturali, che hanno costi sociali, ma anche grandi benefici sociali. E se le riforme sono ben progettate, questi ultimi saranno superiori ai primi. Quindi, se questo sia sufficiente spetta al governo spagnolo deciderlo. Sta agli altri governi dell’area dell’euro decidere se i programmi sono sufficienti – su quali sono le condizioni, si sa che è necessario presentare la richiesta di un programma EFSF/ESM. Cercheremo attivamente il coinvolgimento del FMI nel processo. Detto questo, ora abbiamo un meccanismo in atto, che è un back-stop pienamente efficace, se tale richiesta arriva e se la valutazione del Consiglio direttivo sui canali di trasmissione della politica monetaria consente di agire.

8 – Mi chiedevo se potesse spiegare il suo pensiero per quanto riguarda il Portogallo, perché il Portogallo pare aver soddisfatto i prerequisiti per mettere in funzione le OMTs. Quindi, perché la Banca centrale europea non ha acquistato debito portoghese sul mercato secondario?
E poi un altra domanda, perché siamo in Slovenia: il governo sloveno sta andando avanti con l’istituzione di un ente che si assume i crediti in sofferenza da parte delle banche fornendo loro in cambio titoli di Stato. Saranno questi i titoli di Stato ammissibili come garanzia (eligible as collateral) se le banche li presentano?

Draghi – Il Portogallo è un esempio dei progressi significativi che ho accennato prima, dello stato di avanzamento molto, molto significativo che è stato raggiunto. Inoltre, la situazione generale, politicamente parlando, è una situazione forte. Ovviamente, anche noi condividiamo pienamente le preoccupazioni che sono state espresse in merito alla difficile situazione sociale, ma l’agenda delle riforme è saldamente in posizione. Le OMTs non si applicano ai paesi che sono sotto un programma di adeguamento fino al suo completamento – e questo è ciò che credo di aver detto l’ultima volta – fino a che non è stato ottenuto il pieno accesso al mercato. E questo è perché le OMTs non sono un sostituto per la mancanza di accesso al mercato primario. Tra l’altro, su questo fronte, tra i diversi pezzi di notizie positive che abbiamo avuto in questi ultimi giorni, ne abbiamo avuto uno sul Portogallo, vale a dire che, ieri, per la prima volta, è stato emessa una obbligazione a tre anni, il che non rappresenta un completo accesso al mercato, ma segna l’inizio di un accesso al mercato totale. Quindi è in realtà una notizia rassicurante.

Kranjec – Sulla Slovenia, ha ragione. Il Parlamento ha adottato una legge su un’agenzia che cercherà di ritagliare via i bad assets dalle banche. Ma le modalità precise per l’ammissibilità di tali obbligazioni come garanzia non sono state ancora decise, quindi non sono in grado di dirvi se sarebbero accettabili o meno. Posso solo dirvi che il pool di garanzie che è disponibile per le banche slovene al momento è sufficiente e che questa non è una questione urgente. Mi pare di capire che sarà elaborata in fasi successive di questa legge.

9 – Ha visto qualche segno che il puro annuncio del framework delle OMTs abbia provocato un allentamento delle condizioni del credito nei paesi deboli? E la mia seconda domanda è: avete discusso quale sarebbe una buona misura per decidere quando un livello di frammentazione finanziaria è accettabile e quando è inaccettabile?

Draghi – Sulla prima domanda, la risposta è sì.

… Scusi: le cifre di oggi, le cifre di agosto, mostrano che, soprattutto in Spagna, le cose stanno peggiorando.

… C’è stato un sostanziale significativo miglioramento in tutti i mercati finanziari e poi c’è stata  una correzione. Se prendiamo un’istantanea ora rispetto all’inizio di agosto vediamo che i vari differenziali di interesse sono ancora ad un livello di molto inferiore a dove si trovavano nel mese di luglio. Vediamo qualche confortante notizia, come ho detto prima, sul Portogallo, che ha emesso il suo primo bond a tre anni. La seconda buona notizia riguarda in realtà la Spagna, che ha completato quasi il 90% del suo programma di finanziamenti per il debito sovrano. Ci sono state consistenti emissioni da pare di società e banche da allora e – cosa cara ai nostri occhi e che guardiamo sempre: gli equilibri  (o squilibri) Target2 si sono stabilizzati. Tutto sommato, l’effetto è stato positivo. Ci sono stati consistenti flussi in entrata di depositi bancari in Italia. Il ricorso della Spagna al finanziamento della banca centrale è sceso nell’ultimo mese. Non male, ma allo stesso tempo dobbiamo anche esprimere una nota di cautela. Prima di tutto, la volatilità è ancora relativamente elevata e, in secondo luogo, i governi dovranno perseverare nella loro azione di riforma su tutti i fronti: risanamento di bilancio, riforme strutturali, il settore bancario e più in generale il settore dei mercati finanziari.
Che cosa è un livello accettabile di frammentazione? Beh, è ​​difficile da dire. Ma certamente quando si vedono due filiali della stessa azienda situate in due paesi diversi che pagano tassi di interesse completamente diversi per i loro prestiti, quando si vede esattamente lo stesso mutuatario, per esempio una giovane coppia che vuole acquistare un appartamento, che paga un tasso di interesse completamente diverso sui mutui, inizi a chiederti: forse qui c’è un problema. Poi ti guardi intorno e vedi che i flussi di credito sono normali in una parte della zona euro, non esistono in un’altra parte, sono in caduta precipitosa in un’altra parte. Quando vedi che c’è un diffuso razionamento del credito in alcune parti della zona euro, quando vedi che esiste una correlazione molto strana tra i movimenti dei tassi di cambio e dei tassi di interesse, vale a dire che il tasso di cambio si apprezza quando i tassi di interesse scendono, e viceversa. Quando vedi che il bid-ask spread rivela una profonda mancanza di liquidità in alcuni mercati, quando vedi che i livelli di volatilità sono elevati in modo anomalo e quando vedi che c’è una improvvisa inversione della curva dei rendimenti, che poi scompare subito dopo un annuncio, allora dici che hai un livello forse inaccettabile di frammentazione nell’area dell’euro. Ma il livello di frammentazione diventa veramente inaccettabile quando è l’unicità della politica monetaria nell’area dell’euro a essere messa in discussione. Perché a quel punto noi non possiamo più raggiungere il nostro obiettivo primario, vale a dire il mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio termine in tutta l’area dell’euro.

10 – Vorrei tornare alla questione delle bad banks. La BCE aveva alcuni dubbi per quanto riguarda l’istituzione di tale agenzia o banca e vorrei chiederle, Mr Draghi, se questa osservazione vale ancora o supporta questa, diciamo, soluzione per la Slovenia? E la seconda domanda è, quali sono i suoi consigli per la Slovenia in materia di risanamento dei conti pubblici? Pensa che la Slovenia ha bisogno di un piano di salvataggio?

Draghi – Penso che Marko risponderà meglio a entrambe le domande, ma in generale vorrei dire che siamo d’accordo con la valutazione generale del Fondo monetario internazionale.

Kranjec – Solo per dire poche frasi. La BCE ha effettuato una valutazione della legge che è stata adottata e abbiamo inteso il suo punto di vista nel senso che l’agenzia, il governo e la banca centrale dovrebbero cooperare strettamente per decidere come rendere il settore bancario più resistente.
Per quanto riguarda la seconda questione, sul piano di salvataggio, penso che sia troppo presto per dire qualcosa. Tutti gli indicatori macroeconomici al momento segnalano che se un paese adotta decise misure di stabilizzazione nel risanamento di bilancio, nei mercati del lavoro, nelle riforme delle pensioni e, naturalmente, nel settore bancario, non avrà bisogno di fare domanda per un programma, ma alla fine, come il presidente ha anche detto, in molti paesi, questa è in primo luogo una decisione politica. La banca centrale non può operare in un ambiente intrinsecamente instabile da un punto di vista macroeconomico.

11 – Come membro della stampa slovena, la mia domanda è abbastanza simile. La decisione relativa al programma OMTs ha contribuito enormemente a calmare la situazione dei mercati. Tuttavia, i rendimenti dei titoli di Stato sloveni rimangono piuttosto alti e superano i rendimenti dei titoli di stato spagnoli. Quali ritiene siano i fattori che potrebbero calmare la situazione, che è molto preoccupante per i cittadini sloveni?

Kranjec – Gli spread che ha notato nei mercati, a nostro avviso non riflettono i fondamentali. Si dovrebbe prendere in considerazione che i mercati dei capitali in Slovenia sono molto leggeri, le transazioni sono rare e non si possono giudicare i fondamentali sottostanti da due o tre operazioni. Siamo convinti che, con l’adozione delle misure di stabilizzazione che ho menzionato prima, gli spread dovrebbero scendere e capisco – e si può verificare – che gli spread sono scesi. Con l’adozione di ulteriori misure, credo che gli spread scenderanno come hanno fatto in altri paesi dell’area dell’euro.

12 – Due domande. La prima: quanto è preoccupato del fatto che, se il programma OMTs entra effettivamente in azione, potrebbe riorganizzare la curva dei rendimenti e snaturare la curva dei rendimenti, e invertirne lo spettro? La seconda è sulle OMTs per sé: se le OMTs sono una misura puramente monetaria per riparare le disfunzioni di un mercato frammentato, come si possono  porre precondizioni politiche? Non è un po’ come se i vigili del fuoco mi dicessero “Posso aprire  l’acqua solo se mi dimostri che hai un programma di miglioramento del tetto”?

Draghi – Sul primo punto, ci sarà sicuramente da monitorare la risposta strategica degli emittenti al nostro programma. Le OMTs non mirano a indurre una risposta strategica a favore di emissioni per termini brevi. Quindi questo sarà monitorato. Tra l’altro, credo, e questa è la mia percezione puramente personale, che tutti i paesi che possono avere bisogno di OMTs hanno ormai raggiunto, dopo molti anni di un processo difficile, molto difficile, scadenze ragionevoli, durate ragionevoli nel  loro stock di debito pubblico. E’ molto improbabile che cambieranno le durate a favore di emissioni a  breve termine. In primo luogo, perché hanno accesso al mercato. Non è che non hanno accesso al mercato. Questi paesi hanno accesso al mercato. Quindi non vi è alcuna vera ragione di cambiare la durata, e si sa che non ci sono solo vantaggi se si modifica la durata, si hanno anche alcuni svantaggi gravi. Quindi, tutto sommato, penso che sia improbabile. In ogni caso la BCE seguirà da vicino questa possibile risposta strategica da parte degli emittenti.
Per quanto riguarda il secondo punto, credo che sia proprio il contrario. Penso che ho detto qualcosa su questo l’ultima volta che abbiamo avuto questa conferenza stampa. Quando le OMTs sono state progettate, abbiamo avuto la percezione e la prova che c’erano rischi di coda nell’area dell’euro, vale a dire l’esistenza di un cattivo equilibrio per alcuni paesi in determinati mercati. Ciò significa che le aspettative erano auto-perpetuantesi e, alla fine, avrebbero creato scenari dirompenti. Allora è opportuno per il policy-maker, che in questo caso è la BCE, intervenire con un programma. Allo stesso tempo, non dobbiamo dimenticare come questi paesi si sono venuti a trovare in un cattivo equilibrio, vale a dire tramite cattive politiche, o in alcuni casi totale assenza di politiche per un lungo periodo di tempo, mentre il resto del mondo stava cambiando completamente. Quindi la prima conclusione è che la politica monetaria non avrebbe alcun effetto se le altre politiche non fossero cambiate. Ecco perché è così importante la condizionalità. Alla fine, come ho detto all’inizio, è ciò che rende la politica monetaria efficace ed è ciò che protegge l’indipendenza della BCE. Quindi non comprerei l’esempio che ha fatto, penso che sia davvero una parte integrante delle OMTs.

13 – E’ contento della situazione attuale in cui la Spagna – e anche la Germania – ha dubbi circa il salvataggio? O si aspettava una reazione più rapida dal punto di vista politico?
E in secondo luogo, pensa che la Spagna ha la possibilità di risolvere la sua crisi senza aiuti europei?

Draghi – Purtroppo, non posso fare commenti su nessuna delle domande, perché dare avvio a questo processo è una decisione che è interamente nelle mani dei governi. Come ho già detto più e più volte, penso che attraverso il programma OMT, la BCE ha fatto tutto quanto possibile e che potrebbe sicuramente creare un ambiente favorevole alle riforme perchè andrebbe ad eliminare quello che chiamiamo il rischio ridenominazione (redenomination risk). Quindi, potrebbe eliminare i rischi di coda (tail risks), ma in ultima analisi, l’iniziativa è nelle mani dei governi.

14 – Lei ha parlato più volte dei rischi e ora del rischio di ridenominazione. I rendimenti si sono calmati dal suo annuncio nel mese di luglio e poi per i vostri ulteriori annunci. Quanto di questi rischi è stato rimosso e pensa che sia solo un effetto temporaneo che si rovescerà nel caso in cui il programma OMT non venga applicato? E in secondo luogo, avendo reso le OMTs dipendenti da una richiesta e dato che i governi sembrano estremamente riluttanti a fare tale richiesta, e dato che il meccanismo di trasmissione della politica monetaria è ancora rotto, ha pensato a qualche altra soluzione che si possa applicare in questa eventualità?

Draghi – Bene, la seconda questione: per il momento, no. Penso che abbiamo la sensazione che si tratti di una decisione molto importante, che ha molte dimensioni. Abbiamo dovuto far fronte a tutte queste, ed è ormai in atto. Siamo pronti e abbiamo un meccanismo di back-stop pienamente efficace pronto. Ora è davvero nelle mani dei governi e, come ho detto più volte, la BCE non può sostituire l’azione dei governi.
Per quanto riguarda la questione se il livello dei tassi di interesse riflette rischi ridenominazione, come ho detto prima, stiamo prendendo in considerazione una serie di indicatori, uno dei quali è il tasso di interesse e poi stiamo anche valutando quelli che ho menzionato, vale a dire gli spread bid-ask , la liquidità, la forma delle curve dei rendimenti e la volatilità. Quindi ci sono una serie di indicatori che certamente informeranno la nostra valutazione politica monetaria.

15 – Per quanto riguarda la ricapitalizzazione delle banche attraverso l’ESM, vedete qualche possibile via d’uscita e, se sì, qual è? E in secondo luogo, i mercati stanno già discutendo il punto in cui voi interverreste sui mercati in caso che la Spagna o in un altro paese chiedesse aiuto. Avete un obiettivo particolare o range di riferimento?

Draghi – Sulla seconda domanda, la risposta è no. Come ho appena detto, siamo di fronte a una serie di indicatori. E vedremo li tutti, perché dobbiamo di eseguire una valutazione della politica monetaria. Qual è il grado di cattivo funzionamento dei canali di trasmissione della politica monetaria? Questa è la domanda a cui dobbiamo rispondere.
Sulla prima questione, come ho detto prima, è davvero molto nelle mani dei governi. Hanno preso l’iniziativa di un anno e mezzo fa per creare l’ESM. Ora che sta per entrare in vigore, ci sono alcune limitazioni che vengono poste sul tavolo. Ci sarà una discussione politica e, francamente, non sarebbe giusto da parte della BCE pregiudicare l’esito di questa discussione, né di esprimere opinioni su di essa.

16 – Vorrei farle una domanda sulla vigilanza delle banche: come pensate di garantire che i due compiti da svolgere da parte della BCE saranno separati? In Germania, almeno, ci sono ancora persone importanti che hanno molte preoccupazioni su questo potenziale conflitto di interesse. Jens Weidmann ha recentemente sollevato queste preoccupazioni in una intervista, quindi quale sarebbe la vostra risposta?

Draghi – Penso che ci siano preoccupazioni molto importanti che stiamo affrontando tramite una corretta organizzazione interna. La proposta non ci lascia molte opzioni su questo. Credo che uno dei principi che ho indicato fin dall’inizio di questa discussione è che, se alla fine la BCE sarà coinvolta nel meccanismo di vigilanza, dobbiamo essere sicuri di avere una organizzazione che di fatto assicura la separazione della politica monetaria dalla supervisione. E questo può essere fatto delegando completamente il compito al Supervisory Board. Fortunatamente, la proposta della Commissione prevede la possibilità per il Consiglio direttivo deleghi tutti i compiti di vigilanza al Supervisory Board. Quindi, la gestione e mezzi organizzativi interni ci sono. Io credo che si possa fare.


Fonti: Video della conferenza stampa, Trascrizione

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