Conferenza stampa 8 novembre 2012

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vice-Presidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 8 Novembre 2012

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Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il Vice-Presidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto alla nostra conferenza stampa. Passiamo ora riferire sui risultati della riunione odierna del Consiglio direttivo.

Sulla base delle nostre analisi economiche e monetarie, abbiamo deciso di mantenere i tassi di riferimento (key ECB interest rates) invariati. A causa degli alti prezzi dell’energia e dell’aumento delle imposte indirette in alcuni paesi dell’area dell’euro, il tasso di inflazione dovrebbe mantenersi al di sopra del 2% per il resto del 2012. E’ atteso che scenda al di sotto di tale livello nel corso del prossimo anno e che rimanga in linea con la stabilità dei prezzi nell’orizzonte temporale rilevante per la nostra politica monetaria. Coerentemente con questo quadro, il ritmo dell’espansione monetaria di fondo continua ad essere sottotono. Le aspettative di inflazione per l’area euro restano saldamente ancorate in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione sotto, ma prossimi, al 2% nel medio periodo. L’attività economica nell’area dell’euro dovrebbe rimanere debole, anche se continua ad essere supportata dalla nostra politica monetaria e la fiducia dei mercati finanziari è visibilmente migliorata in seguito alle decisioni sulle Outright Monetary Transactions (OMTs). Allo stesso tempo, il necessario processo di aggiustamento dei bilanci in gran parte dei settori, finanziario e non finanziario, nonché l’alta incertezza continuano a pesare sulle prospettive economiche. E’ essenziale che i governi sostengano la fiducia attuando con forza le misure necessarie per ridurre gli squilibri fiscali e strutturali e procedano alla ristrutturazione del settore finanziario.

Il Consiglio direttivo resta fermamente impegnato a preservare l’unicità della sua politica monetaria e a garantire la corretta trasmissione dei suoi indirizzi all’economia reale in tutta l’area dell’euro. Come abbiamo detto, siamo pronti a intraprendere le OMTs, che aiuteranno ad evitare scenari estremi, riducendo in tal modo la preoccupazione che si materializzino forze distruttive.

Permettetemi ora di spiegare la nostra valutazione in maggior dettaglio, a partire dall’analisi economica. Il PIL reale dell’area dell’euro si è contratto dello 0,2%, rispetto al trimestre precedente, nel secondo trimestre del 2012, a seguito di una crescita piatta nel trimestre precedente. Per quanto riguarda la seconda metà del 2012, gli indicatori disponibili continuano a segnalare una attività debole. Mentre i dati della produzione industriale hanno mostrato una certa resilienza in luglio/agosto, l’indagine più recente per l’economia nel suo complesso, che si estende al quarto trimestre, non segnala miglioramenti verso la fine dell’anno.

Guardando al prossimo anno, la spinta alla crescita dovrebbe rimanere debole. Continua ad essere supportata dalle nostre misure di politica monetaria, standard e non standard, ma il necessario processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario e una ripresa globale non uniforme continuerà a frenare il ritmo della ripresa. I rischi per le prospettive economiche per l’area dell’euro restano orientati verso il basso.

L’inflazione HICP per la zona euro è stata del 2,5% nel mese di ottobre 2012, secondo la stima flash di Eurostat, contro il 2,6% nel mese di settembre e agosto. Sulla base degli attuali prezzi dei futures del petrolio, l’inflazione potrebbe rimanere a livelli elevati, per poi scendere al di sotto del 2% di nuovo nel corso del prossimo anno. Durante l’orizzonte temporale rilevante per la nostra politica monetaria, in un contesto di modesta crescita nella zona euro e di aspettative di inflazione nel lungo termine ben ancorate, le sottostanti pressioni sui prezzi dovrebbero rimanere moderate. Gli attuali livelli di inflazione dovrebbero quindi rimanere transitori. Continueremo a monitorare da vicino gli ulteriori sviluppi di costi, salari e dei prezzi.

I rischi per le prospettive sui prezzi continuano ad essere sostanzialmente bilanciati nel medio termine. I rischi al rialzo riguardano ulteriori aumenti delle imposte indirette, data l’esigenza di risanare i conti. I principali rischi al ribasso riguardano l’impatto di una crescita nella zona euro più debole del previsto, in caso di una rinnovata intensificazione delle tensioni sui mercati finanziari, ed i suoi effetti sulle componenti interne dell’inflazione.

Passando all’analisi monetaria, il ritmo di fondo dell’espansione monetaria continua ad essere sottotono. Nel mese di settembre il tasso di crescita sui dodici mesi di M3 è sceso al 2,7%, dal 2,8% di agosto. Deflussi mensili da M3 riflettono in una certa misura lo storno delle riallocazioni di portafoglio nelle componenti più liquide di M3. Di conseguenza, il tasso di crescita di M1 è sceso al 5,0% nel mese di settembre, dal 5,2% di agosto. Allo stesso tempo, abbiamo osservato un rafforzamento della base di depositi delle banche in alcuni paesi sotto stress, nel contesto di un miglioramento del clima di fiducia degli investitori nella zona euro.

Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato (corretti per cessioni e cartolarizzazioni), è ulteriormente diminuito a -0,4% nel mese di settembre, dal -0,2% di agosto. Questo sviluppo è dovuto principalmente ad ulteriori rimborsi netti dei prestiti alle società non finanziarie, che hanno portato ad un tasso annuo di declino in questi prestiti di -1,2%, rispetto al -0,5% nel mese di agosto. La crescita annua dei prestiti delle IFM alle famiglie è rimasto invariato al 0,9% nel mese di settembre. In larga misura, la dinamica sottotono dei prestiti riflette le prospettive deboli per il PIL, una accentuata avversione al rischio e l’adeguamento in corso nei bilanci delle famiglie e delle imprese, i quali pesano sulla domanda di credito. Allo stesso tempo, in un certo numero di paesi dell’area dell’euro, la segmentazione dei mercati finanziari e dei vincoli di capitale per le banche limita l’offerta di credito. I recenti risultati dell’indagine sul credito bancario per il terzo trimestre del 2012 confermano questa valutazione.

La solidità dei bilanci bancari sarà un fattore chiave nel facilitare una appropriata provvista di credito per l’economia e la normalizzazione di tutti i canali di finanziamento, contribuendo in tal modo ad una trasmissione della politica monetaria adeguata alle condizioni di finanziamento dei settori non finanziari nei singoli paesi della zona euro. È pertanto essenziale che la resilienza delle banche continui ad essere rafforzata laddove necessario.

In sintesi, l’analisi economica indica che l’andamento dei prezzi dovrebbe restare in linea con la stabilità nel medio termine. Un controllo incrociato con i segnali dall’analisi monetaria conferma questo quadro.

Altre aree di politica economica devono dare un contributo sostanziale per garantire una ulteriore stabilizzazione dei mercati finanziari e un miglioramento delle prospettive di crescita. Le riforme strutturali sono fondamentali per stimolare il potenziale di crescita dei paesi dell’area dell’euro e per accrescere l’occupazione. L’azione politica è anche necessaria per aumentare la capacità di adeguamento delle economie dell’area dell’euro, al fine di completare il processo in corso di soluzione degli squilibri esistenti. Progresso visibile è stato fatto nella correzione dei costi unitari del lavoro e gli squilibri delle partite correnti. Tuttavia, ulteriori misure per migliorare la flessibilità del mercato del lavoro e la mobilità del lavoro in tutta l’area dell’euro sono giustificati. Tali misure strutturali dovrebbero integrare e sostenere il consolidamento fiscale e la sostenibilità del debito. Per quanto riguarda le politiche di bilancio, ci sono prove evidenti che gli sforzi di consolidamento nei paesi della zona euro stanno dando buoni frutti. E’ cruciale che gli sforzi siano mantenuti per ripristinare solide posizioni di bilancio, in linea con gli impegni assunti nell’ambito del Patto di stabilità e crescita e con le raccomandazioni del  semestre europeo 2012. La piena conformità con il quadro fiscale e di governance EU, compresa la rapida attuazione del Fiscal compact, invierà un segnale forte ai mercati e rafforzerà la fiducia nella solidità delle finanze pubbliche.

Il Consiglio direttivo prende atto delle conclusioni del Consiglio europeo sul completamento dell’Unione economica e monetaria, adottata il 18 ottobre 2012. Nel contesto di misure volte a conseguire un quadro finanziario integrato, saluta con favore in particolare l’obiettivo di concordare il quadro legislativo per un Single Supervisory Mechanism (SSM) entro il 1o gennaio 2013, nella prospettiva di rendere operativo il SSM nel corso del 2013.

Siamo a vostra disposizione per domande.

Domande e risposte

1 – Dato quello che ha appena detto circa le condizioni dell’economia, e quello che ha detto nel suo discorso di ieri, si aspetta che le sue proiezioni per l’economia siano riviste verso il basso il mese prossimo, e avete discusso un taglio dei tassi di interesse?
Inoltre, tenuto conto dell’indagine sul credito alle PMI (Piccole e Medie Imprese – Small and Medium Enterprises, SME) della scorsa settimana, considera la possibilità di un altro LTRO o, eventualmente, l’acquisto di obbligazioni societarie o aziendali ABS?

Draghi – Sicuramente monitoreremo gli sviluppi dell’economia dell’area dell’euro e questi sviluppi saranno presi in considerazione nelle proiezioni di dicembre. Certo le prospettive sono in fase di revisione, come sapete, la Commissione europea ha pubblicato le sue previsioni, e c’è la foto di una economia più debole, come ho avuto modo di dire ieri. Quindi tutto questo è destinato a essere preso in considerazione nelle proiezioni di dicembre.
Sui tassi di interesse, discutiamo sempre su tutti i nostri strumenti di politica monetaria, ma, come ho appena detto, il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati. Non abbiamo parlato di ciò che faremo l’anno prossimo in termini di politica monetaria.

2 – La BCE è soddisfatta del grado di sollievo che il semplice annuncio delle OMTs ha già portato ai mercati? E nel contesto attuale sarebbe teoricamente contento di non comprare nemmeno un bond, o pensa che il resto dell’area dell’euro trarrebbe vantaggio da una richiesta di salvataggio da parte della Spagna, dandovi l’opportunità di mostrare la vostra determinazione e quindi di eliminare le distorsioni del meccanismo di trasmissione?
La mia seconda domanda è sui tassi di interesse. Ha detto che non avete preso una decisione sul futuro del tasso di rifinanziamento principale. Il membro del Consiglio direttivo Ewald Nowotny ha detto che, un tasso di deposito negativo, se si decide di tagliare i tassi di interesse, dal suo punto di vista non è una prospettiva realistica. E ‘una valutazione che è condivisa in seno al Consiglio direttivo? Grazie mille.

Draghi – Non abbiamo discusso di questioni relative alla sua seconda domanda.
Sulla prima questione, certamente abbiamo preso nota del fatto che dopo l’annuncio delle OMT c’è stata una serie di miglioramenti nei mercati, che mi limiterò a elencare rapidamente. Prima di tutto, abbiamo un ritorno dei flussi dal resto del mondo, in particolare dai fondi del mercato monetario degli Stati Uniti, che era 16% nel mese di settembre, mese su mese, per il terzo mese consecutivo, dopo l’annuncio. Quindi, anche se nel complesso continua ad essere una piccola esposizione rispetto alle banche dell’area dell’euro e rispetto a quello che era all’inizio dello scorso anno, sta andando in su. Inoltre, questa forma di prestito si è spostata notevolmente da prestiti garantiti a non garantiti. Solo il 30% è stato assicurato, e questa è la cifra più bassa dal mese di marzo. E questo è un segno positivo. Un altro segno positivo è che ci sono stati alcuni limitati rinnovi di collocamenti obbligazionari in dollari US da parte delle istituzioni della zona euro. Vi è stato un moderato pick-up in emissioni societarie. Come ho avuto modo di parlare in altre occasioni, ci sono stati alcune emissioni di obbligazioni sovrane di Irlanda e Portogallo. I piani di finanziamento dei due stati sovrani di grandi dimensioni come l’Italia e la Spagna sono quasi completati, se non completati. E la quota di partecipazioni estere di queste obbligazioni emesse da Spagna e Italia è aumentata, che è un’altra cosa che non avevamo visto per un po’. Infine, la cifra dei saldi TARGET2, che è un altro segno di come gli squilibri nell’area dell’euro stanno evolvendo, è rimasta stazionaria ormai da due o tre mesi, che è anche un altro buon segno. Quindi tutto questo è incoraggiante, e di per sé questo è stato sicuramente equivalente ad una ulteriore espansione della politica monetaria, perché le condizioni dei mercati finanziari sono molto più facili oggi di quanto non fossero due o tre mesi fa.
Sulla richiesta spagnola, mi rifiuto di fare alcun commento. E ‘interamente nelle mani dei governi decidere su questo. Le condizioni delle OMTs sono chiare e siamo pronti ad agire. OMTs sono, come sapete, un back-stop pienamente efficace che è stato ideato per eliminare il rischio di colpi di coda (tail risk) per l’area dell’euro, e siamo pronti ad agire.

3 – Devo farle di nuovo pressing sulla Spagna, purtroppo, perché i rendimenti dei titoli spagnoli sono saliti di nuovo – lei sta annuendo – più il signor Rajoy esita. Lei desidera che la Spagna chieda aiuto?
E la mia seconda domanda è: Lei ritiene le condizioni di finanziamento adeguate in tutta l’area dell’euro in questo momento, o gli attuali spread italiano e spagnolo contengono ancora un rischio da ridenominazione? Grazie.

Draghi – Lei continua a pressare, ma io continuerò a rispondere nello stesso modo. Sta interamente alla  Spagna, e al governo spagnolo, prendere questa decisione. Non spetta alla BCE. Come ho detto molte, molte volte, la BCE ha prodotto le OMTs. Le OMTs sono un meccanismo di back-stop pienamente efficace. Un dispositivo per eliminare il tail risk, senza – al tempo stesso – eliminare gli incentivi alla disciplina di bilancio, e per mantenere la stabilità dei prezzi. Tale meccanismo è pronto. E le condizioni di accesso a tale meccanismo sono anche molto, molto chiare. Per il resto, la palla è ora completamente nella parte di campo dei governi, non in quella della BCE.
Per quanto riguarda le condizioni di finanziamento, credo che, invece di concentrarsi sui livelli di spread e tassi di interesse, si dovrebbe guardare piuttosto alla frammentazione dell’area dell’euro. Quindi, quando parliamo di condizioni di finanziamento, ad esempio a finanziamento per le piccole e medie imprese (PMI), come è stato chiesto nella domanda precedente, quando ci viene chiesto se siamo soddisfatti delle condizioni di finanziamento, la risposta è: no, non siamo affatto soddisfatti. Stiamo osservando una frammentazione dell’area dell’euro, una ri-nazionalizzazione dei sistemi bancari, differenze nel costo della raccolta che vanno oltre i fondamentali. Pertanto, la nostra priorità è ora quella di riparare i canali di trasmissione monetaria di politica, in modo che la nostra politica monetaria sia effettivamente trasmessa, sia in grado di assicurare la stabilità dei prezzi.

… lei ha sempre detto che può riparare il meccanismo di trasmissione se le OMTs vengono attivate, ma ​​senza la richiesta della Spagna…

… No, no. Le OMTs aiuteranno a riparare il meccanismo di trasmissione, ma ci sono molte altre ragioni per cui il meccanismo di trasmissione non funziona. Prima di tutto la mancanza di adeguate politiche economiche, che sono ora in fase di aggiustamento. Ma non dimentichiamo come siamo venuti a trovarci in questa situazione. Sappiamo che c’è stata una situazione caratterizzata da un cattivo equilibrio, in cui – fino a tre mesi fa – abbiamo avuto aspettative che si auto-alimentavano. Allo stesso tempo, i paesi interessati si sono trovati in questo cattivo equilibrio a causa di politiche sbagliate del passato, oppure a causa della mancanza di politiche. Così alle origini della frammentazione dei mercati finanziari nell’area dell’euro fondamentalmente si trovano errori politici, e questi devono essere corretti.

4 – Mr Draghi, il Primo Ministro spagnolo, Mr Rajoy, ha detto che una delle ragioni per cui sta prendendo tempo sulla richiesta di un piano di salvataggio europeo è perché vuole l’assicurazione che l’intervento della BCE ridurrà effettivamente i costi finanziari del suo paese. Puoi dare a Mr Rajoy questa certezza oggi?

Draghi – No. Credo di aver risposto a questa domanda in precedenza. Primo, vi è una dichiarazione generale. Il modo in cui sono state progettate le OMTs prevede, come abbiamo discusso molte volte, che, come condizione necessaria, il paese debba firmare con un programma ESM, e che sarebbe stato attivamente ricercato e sarebbe il benvenuto un ruolo del FMI. Ma questa è la condizione necessaria – non è anche la condizione sufficiente. Così, il Consiglio direttivo prenderà la sua decisione finale in totale indipendenza. E quindi non si può dare alcuna garanzia ex ante. Perché dobbiamo fare la nostra valutazione di politica monetaria, dobbiamo fare una valutazione dello stato attuale di frammentazione dei mercati finanziari. Quindi, penso che non ci sia alcuna contropartita automatica. Sappiamo che il meccanismo è un back-stop pienamente efficace, ed è pronto. Ma sta ai paesi fare tutti i passi giusti per assicurare che questo meccanismo possa essere attivato.

La mia seconda domanda è sulla Grecia. Ieri sera, la Grecia è riuscita ad approvare un altro pacchetto di austerità. E’ sufficiente e la BCE è ora disposta a contribuire a rendere l’onere del debito della Grecia più sostenibile, e se sì, cosa può fare?

La BCE e il Consiglio direttivo ha certamente salutato con favore l’esito del voto di ieri. Si tratta di un passo molto importante a cui il governo greco e i cittadini greci si sono sottoposti. Rappresenta davvero un progresso, soprattutto se si confronta la situazione con quello che era qualche mese fa. Un altro voto è previsto sul bilancio di domenica. I governi discuteranno la situazione greca alla riunione dell’Eurogruppo la prossima settimana. La BCE garantisce la stabilità dei prezzi e vuole riparare i canali di trasmissione della politica monetaria, ma non può intraprendere finanziamento monetario.

5 – La prossima settimana la Grecia dovrà rifinanziare 5 miliardi di euro di buoni del Tesoro e questo rischia di essere fatto di nuovo attraverso la concessione di liquidità di emergenza (emergency liquidity assistance). Quanto ancora la BCE tollererà questo tipo di comportamento e potrebbe anche spiegare, per favore, perché la liquidità di emergenza non è una forma di finanziamento monetario?
In secondo luogo, lei vede indizi che questo tipo di finanziamento è adottato sempre più altrove, per esempio a Cipro? E’ preoccupato per questo, soprattutto alla luce delle politiche di bilancio molto strette?

Draghi – Consideriamo questo tipo di finanziamento come temporaneo. Non consideriamo la liquidità di emergenza come finanziamento monetario, è considerato uno dei nostri strumenti.
Seguiamo da vicino gli sviluppi a Cipro, ma sta in ultima analisi al governo rispondere per questa situazione, non alla BCE.

6 – La mia prima domanda è sulle aspettative di inflazione. Dopo che le OMTs sono state annunciate nel mese di settembre, abbiamo visto un aumento molto forte dei prezzi dell’oro, con 3 miliardi di euro che sono andati in oro ETF e ETCs proprio in quel mese. E’ un segno di speculazione o di un aumento delle aspettative di inflazione?
La mia seconda domanda riguarda i costi unitari del lavoro. Lei ha detto che sono stati compiuti progressi visibili nella correzione dei costi unitari del lavoro. La maggior parte degli economisti dice che i costi unitari del lavoro non sono un buon modo per misurare la competitività, perché hai questa produttività da disoccupazione. Dicono che si dovrebbe guardare ai deflatori del PIL perché là non si vede proprio alcun gran progresso compiuto. Hanno ragione o torto?

Draghi – l’aumento dei prezzi dell’oro è esattamente tale. Perché questo dovrebbe dipendere dalle OMTs è un mistero per me. Osserviamo costantemente le aspettative di inflazione su diversi orizzonti temporali, e non importa a quale orizzonte si guardi, continuiamo a vedere che sono saldamente ancorate. Chiedere se il prezzo di uno specifico bene faccia prevedere un aumento del tasso di inflazione è sempre una domanda molto rischiosa. Vedi i prezzi degli assets andare su e giù, e dedurre da un aumento del prezzo di un bene che l’inflazione salirà, e che l’inflazione salirà a causa delle OMTs, che non hanno creato ancora alcuna liquidità, è davvero correre molto veloce.
Per quanto riguarda il miglioramento del costo del lavoro, sì, c’è stato un miglioramento dei costi unitari del lavoro in diversi paesi. Questo può essere certamente in parte la conseguenza di un aumento della produttività, che, come gli economisti da lei citati correttamente dicono, potrebbe essere ciclica. Tuttavia, si osserva un miglioramento dei saldi di conto corrente di questi paesi. Lei ha anche ragione quando dice che, nonostante le variazioni nei costi unitari del lavoro in alcuni paesi, non osserviamo cambiamenti comparabili nel deflatore del PIL, il che può dipendere da altre ragioni. Per esempio, in un paese i costi unitari del lavoro sono caduti, ma non vi è stata alcuna variazione del deflatore del PIL o del tasso di inflazione HICP perché i prezzi dell’energia restano molto elevati. Altre ragioni hanno a che fare con l’inerzia che le componenti di valore aggiunto mostrano nell’adeguarsi alla nuova situazione.

7 – Ho una domanda completamente diversa, relativa alle regole del framework del collaterale. Voglio solo sapere come esattamente si vuole agire affinché le banche centrali nazionali non possano di nuovo piegare le regole del framework per adattarle alle loro esigenze. Cosa intende fare per assicurare che la credibilità della BCE come risk manager non sia compromessa?

Draghi – Permettetemi innanzitutto di fare una precisazione, in quanto c’è stato un sacco di stampa su questo punto nell’ultima settimana. Il primo chiarimento è puramente sui fatti: l’importo nominale del collaterale inviato non era di 80 miliardi di euro, ma di 10 miliardi di euro. La seconda precisazione è che tutto questo non ha avuto alcun impatto sul nostro credito. Quindi nessuno ha ricevuto più di quello che avrebbe dovuto ricevere a causa di questo errore – perché è stato un errore. L’impatto è pari a zero, ma prendiamo questo errore molto sul serio. E così il Consiglio direttivo ha incaricato lo Eurosystem Audit Committee, che è presieduto dal Governatore Liikanen, di valutare l’attuazione del framework del collaterale nell’Eurosistema e avremo una valutazione iniziale su questo nel nostro prossimo incontro del Consiglio direttivo e poi discuteremo se sono necessarie ulteriori analisi o ulteriori azioni e vi terrò aggiornati su questo.

8 – Mi piacerebbe tornare alle prospettive economiche. Lei ha detto di recente che ci sono alcuni rischi di deflazione in alcuni paesi europei. Lei ha parlato di disoccupazione deplorevolmente elevata. Perché non taglia i tassi, perché non sta considerando una sorta di quantitative easing? Non è un ruolo appropriato per la politica monetaria?
E la mia seconda domanda, di nuovo sulla questione Grecia. Lei ha detto che non avrebbe fatto nulla che fosse finanziamento monetario, ma ci sono cose che può fare senza oltrepassare quella linea? In particolare, può vendere i suoi titoli al costo alla Grecia o all’ESM? Potrebbe in qualche modo reindirizzare i vostri profitti di nuovo alla Grecia? Ha opzioni o sta solo dicendo ai governi che (la BCE) non può avere alcun ruolo in questo?

Draghi – Bene, lasciatemi prima sottolineare che non ho mai menzionato la deflazione. La deflazione è un calo generalizzato del livello dei prezzi in tutti i settori ed è capace di auto-sostenersi. E finora non abbiamo visto segni di deflazione, né a livello dell’area dell’euro, né a livello nazionale. Dobbiamo anche essere molto attenti a non mescolare quello che è un normale adeguamento dei prezzi a causa del ripristino della competitività in alcuni di questi paesi. Essi dovranno necessariamente passare attraverso un ri-aggiustamento dei prezzi. Non dobbiamo confondere questo riaggiustamento dei prezzi, che è in realtà benvenuto, con la deflazione. In sostanza, vediamo il comportamento dei prezzi in linea con i nostri obiettivi di medio termine. Quindi, vediamo la stabilità dei prezzi nel medio termine. Consideri anche che la politica monetaria è già molto accomodante, consideri il livello molto basso dei tassi di interesse e che i tassi di interesse reali sono negativi in ​​gran parte della zona euro, e consideri il numero di misure che abbiamo preso in un solo anno: vari tagli dei tassi di interesse, dimezzamento del coefficiente di riserva, due LTROs per un importo lordo di 1.000 miliardi di euro e così via. Ne abbiamo parlato insieme molte volte, quindi non mi ripeterò. E poi abbiamo avuto l’annuncio OMT, che da solo ha prodotto un allentamento delle condizioni dei mercati finanziari. Ma sicuramente continueremo a monitorare l’attività economica e siamo pronti ad agire. Come ho detto prima, siamo pronti ad agire con le OMTs una volta che i requisiti sono soddisfati, ma siamo anche pronti ad agire con il resto dei nostri strumenti standard di politica monetaria.
Sulla Grecia, non possiamo certo fare finanziamento monetario. Lo ripeto. Sugli utili delle partecipazioni SMP, lo abbiamo già deciso al momento del primo PSI perché ciò che accade è che questi utili naturalmente vanno alle banche centrali che fanno parte dell’Eurosistema. E poi le banche centrali, nella loro indipendenza o in base alla loro legislazione, trasferiranno tali utili ai governi e poi spetta ai governi decidere se vogliono ri-usare questi profitti per la Grecia. E i governi in realtà si sono già impegnati a farlo in quel momento.

… Quindi la BCE ha già fatto la sua parte sulla Grecia?

… La BCE come lei dice, nel complesso, ha già fatto.

9 – Una domanda ancora relativa agli utili SMP. Sto solo cercando di fare una stima corretta della portata di tale utile, assumendo che abbiate 60 miliardi nel vostro bilancio, acquistato al 75% del suo valore nominale, e con gli interessi del 5% in cinque anni, vorrebbe dire 30 miliardi di euro di profitti. E’ una stima equa del profitto dei titoli detenuti dal SMP?

Draghi – Mi dispiace molto ma non sono in grado di rispondere a questa domanda. Posso fornire una risposta più tardi.

… a condizione che venga rimborsato in pieno. Si tratta di una stima equa?

… non ho una risposta ora.

10 – Due domande. Prima di tutto, di nuovo sull’inflazione. Lei ha detto oggi che i rischi sono  bilanciati al rialzo e al ribasso. Penso che quando parlava a porte chiuse ai deputati tedeschi, ha detto l’altro giorno, almeno nel testo del discorso che è stato rilasciato, che non vi era, se non altro, un rischio di ribasso. Potrebbe chiarire, qual è? C’è equilibrio o c’è un rischio verso il basso?
La seconda domanda è sugli LTROs. I suoi vicini nella torre poco più là in Commerzbank hanno detto, questa mattina, che hanno intenzione di restituire il finanziamento LTRO alla fine dell’anno, non appena possibile, in fondo. Questo è essenzialmente perché non sembrano essere in grado di trovare qualcosa di utile da farci, gli costa 0,75% e sono parcheggiati con l’Eurosistema a 0%. E’ un segnale preoccupante? Dovrebbero queste banche trovare aziende a cui prestare quei soldi, o si sente rilassato per una restituzione rapida di tutti questi prestiti LTRO?

Draghi – Sull’inflazione, credo di aver sempre detto, almeno nel recente passato, che i rischi sono sostanzialmente bilanciati in quanto, da un lato, hai rischi al ribasso che provengono dal basso livello di attività economica e alto tasso di disoccupazione. D’altro lato hai i rischi al rialzo che provengono dai prezzi dell’energia e dall’uso diffuso delle imposte indirette, in particolare dell’IVA (VAT), da parte dei paesi che hanno bisogno di consolidare i propri bilanci. Quindi, le due cose, in linea di massima, si bilanciano e questa è la valutazione che manterrei ancora oggi.
Sugli LTRO: no, non è necessariamente una cosa preoccupante. A dire il vero, in un certo senso, è la migliore risposta a tutti coloro che dicevano “state inondando il mondo di liquidità”, ora, si vede che questo non sta accadendo. Si vede che, in realtà, il denaro sta tornando, e il bilancio della BCE si ridurrà in modo corrispondente. Non ci sono state conseguenze sull’inflazione da quando abbiamo deciso gli LTRO, in gennaio/dicembre dello scorso anno. Che le banche restituiscano gli LTRO perché non prestano a causa di avversione al rischio, o perché la domanda di credito è debole, io non sono in grado di dirlo oggi. Ma, certamente, queste devono essere le due ragioni: o hanno paura di prestare – e qui stiamo parlando di banche che non hanno vincoli di capitale, naturalmente – così, partendo dal presupposto che non ci sono vincoli di capitale, le banche non si prestano o perché l’avversione al rischio è troppo alta o perché non c’è domanda. Questo potrebbe essere un segno di uno dei due fattori. La cosa importante con gli LTRO è che, ancora una volta, abbiamo rimosso i tail risk provenienti dalla mancanza di liquidità, che si sarebbe verificata nel primo trimestre di quest’anno. L’obiettivo è stato raggiunto.

11 – Posso provare a montare in sella al “cavallo OMT” dall’altra parte? Ha detto che l’OMT era lì per evitare scenari estremi, rischi estremi. Potrebbe prevedere uno scenario, uno scenario estremo, in cui le OMTs dovrebbero essere attivate senza la condizionalità in atto, o senza parti della condizionalità in atto, perché, come ho detto, lo scenario sarebbe troppo estremo?
L’altra cosa è, dopo il discorso di ieri, e anche dopo le dichiarazioni di oggi, i mercati stanno pensando che avremo un taglio dei tassi la prossima volta. Direbbe che i mercati si stanno grossolanamente sbagliando?

Draghi – Bene, sulla seconda questione, come sapete, non posso commentare.
Sulla prima questione, lei mi chiede: ci potrebbero essere OMTs senza condizioni? La risposta è no.

12 – Mr Draghi, ho una domanda relativa alla zona euro e agli Stati Uniti, dove abbiamo appena avuto le elezioni. Sotto la pressione dei mercati in Europa, il processo di riforma si è avviato due anni fa, in Italia e in Spagna. Negli Stati Uniti si è detto che le riforme non potevano iniziare. Ci stiamo tutti chiedendo se inizieranno ora. Cosa ne pensa, ai suoi occhi, ha l’Europa il potenziale per stare al passo con gli Stati Uniti? Pensa che l’Europa può avere una rimonta, una sorta di rimonta, in un prossimo futuro?

Draghi – Quello che posso dire è che sia la zona euro nel suo complesso che i singoli paesi che formano l’area dell’euro – e non avrei fatto questa affermazione di un anno fa, tra l’altro – hanno dei fondamentali  che sono molto più equilibrati rispetto agli Stati Uniti, ma anche rispetto ad altri paesi: il Giappone e il Regno Unito. L’area dell’euro ha un saldo di conto corrente che è sostanzialmente in equilibrio – zero – che, sia come debito societario che come indebitamento delle famiglie, è relativamente basso in tutta l’area dell’euro; i tassi di risparmio sono alti; e come dicevo prima, i costi per unità di lavoro sono in discesa. Il consolidamento fiscale che ha avuto luogo in tutta l’area dell’euro è stupefacente. Quando guardiamo le altre parti del mondo, non è affatto così stupefacente. Così, i livelli di deficit-PIL viaggiano verso il basso ovunque (nella zona euro), anche nei paesi che hanno i più alti. Quindi, tutto questo fondamentalmente agevola nella zona euro un recupero, che dovrebbe essere, o probabilmente sta per essere, lento, graduale, ma anche solido, guardando proprio a questi fondamentali. Allora, ciò che dobbiamo superare ora è la frammentazione, che è la grande sfida che abbiamo di fronte e credo che abbiamo fatto, collettivamente, progressi significativi su tale rotta.

13 – Mr Draghi, lei ha detto prima che la politica monetaria è molto accomodante in questo momento e ha citato il gruppo di misure prese durante l’anno passato. E’ questo il momento, o non è questo assolutamente il momento, di pensare quando abbandonare questa strategia? Si prepara per questo, forse nella sua mente, o è qualcosa a cui non sta pensando affatto in questo momento?
In secondo luogo, attraverso il meccanismo di supervisione a cui lei dà il benvenuto, la BCE presto darà un parere giuridico formale, ma potrebbe darci la sua opinione ora, se ne ha una, sulla informazione che Parigi e Berlino sono a favore di una donna per presiedere questa autorità.

Draghi – Sulla prima questione: guardiamo la stabilità dei prezzi e decideremo la nostra strategia e la tempistica della nostra uscita a seconda di come vediamo la stabilità dei prezzi nel medio termine. Finora, non vediamo alcuna ragione per cambiare la nostra politica monetaria, guardando la stabilità dei prezzi nel medio termine.
Sul secondo punto: le considerazioni di genere sono vicine ai nostri cuori e alle nostre menti. Questo vale sia per il Comitato esecutivo che per me personalmente. Siamo consapevoli che il Parlamento europeo, con il quale abbiamo sempre avuto ottimi rapporti, ha preoccupazioni valide su questo, e il nostro cuore e la nostra mente sono veramente aperti rispetto a questo. Questo ha a che fare con la mia risposta al suo punto a proposito del meccanismo di supervisione e di chi potrebbe presiederlo. Le questioni di genere sono molto importanti e, di fatto, la BCE è stata molto attiva su questo. Lasciatemi ripassare alcune delle cose che abbiamo fatto, al fine di mostrarvi come tutti noi ci interessiamo a questo. Siamo stati molto attivi per quanto riguarda il nostro tasso di assunzioni e stiamo facendo abbastanza bene a livello di personale. Non stiamo facendo bene a livello di management, quindi dobbiamo migliorare in questo senso. Tuttavia, abbiamo avviato una serie di azioni che credo porterà qualche frutto qui. Sappiamo che dobbiamo migliorare a livello di management.

14 – Ha detto che la frammentazione finanziaria originaria è stata un errore politico e che sono necessarie riforme strutturali. E’ soddisfatto del percorso di riforma e della velocità di riforma che vede in Spagna e in Italia, o ci si può aspettare riforme maggiori e più velocemente?

Draghi – Penso che questa sia una domanda importante. Nel rispondere, le chiedo di assumere una prospettiva non a medio termine, ma a breve termine. Confronti la situazione attuale con come stavano le cose anche meno di un anno fa, e la conclusione è inevitabile: i progressi sono stati sostanziali. E’ il lavoro terminato? Per niente. C’è molto di più da fare, ovviamente sul percorso di risanamento fiscale, ma – e questo è sempre più importante col passare del tempo – anche sulle riforme strutturali.

… Ma sta accadendo abbastanza velocemente?

… Ancora una volta, dipende dal punto di vista, perché se si confronta la velocità attuale della riforma con la velocità delle riforme in quei paesi nei cinque anni precedenti, si deve dire che è molto veloce. Ma se mi chiede se sarà mai abbastanza veloce, la metterò in questo modo: il più veloce è, prima le condizioni del mercato finanziario in Europa torneranno alla normalità.

… io prendo il suo punto di vista, perché ha detto che il problema principale era la mancanza di riforme strutturali e che lei non può risolvere il problema – spetta ai paesi a farlo. Quindi, dal suo punto di vista, è la velocità delle riforme sufficiente affinché le condizioni finanziarie tornino alla normalità?

Non importa quale velocità ci piacerebbe vedere, in definitiva sono i cittadini di questi paesi a decidere la velocità. Dovrebbero sapere che queste riforme strutturali devono essere fatte. Sono inevitabili e necessarie. Alla fine, la creazione di prosperità, la crescita e il lavoro verranno fuori da queste. Il ritmo attuale delle riforme è una combinazione di molti fattori, ma, in primo luogo, le realtà politiche di questi paesi. Come ho detto, prima questo processo è portato in avanti, più rapidamente l’area dell’euro tornerà alla normalità, perché – e non dobbiamo dimenticare questo – le condizioni finanziarie nell’area dell’euro hanno iniziato a peggiorare dopo la crisi finanziaria, ma perché hanno trovato in atto in molti paesi politiche molto insoddisfacenti.

Elisabeth Ardaillon-Porier, direttore della comunicazione, annuncia che il Presidente ora farà un annuncio per quanto riguarda le banconote e poi verrà mostrato un video.

Draghi – Ma prima di farlo, voglio solo tornare sulla parziale risposta ho dato sulla diversità di genere, perché penso che in realtà è molto importante che io dedichi un po’ di tempo a questo. Come ho detto, stiamo facendo molto bene a livello personale, ma dobbiamo migliorare a livello di management. Al fine di raggiungere questo obiettivo, abbiamo lanciato una serie di iniziative per incoraggiare il personale femminile a perseguire le funzioni di management, e per sostenerle in questo. Queste iniziative comprendono mentoring, la diversity task force avvalendosi di consulenti esterni, la valorizzazione della diversità nei pannelli di assunzione e strutture per la custodia dei bambini. Come ho detto prima, la mia impressione è che queste iniziative stanno dando buoni frutti.

Ora, venendo alle banconote, fatemi leggere la dichiarazione.

Sono lieto di poter annunciare che la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali dell’Eurosistema stanno per introdurre una seconda serie di banconote in euro, chiamata la serie “Europa”, includerà un ritratto di Europa – una figura della mitologia greca e l’origine del nome del nostro continente – in filigrana e l’ologramma. Le nuove banconote saranno introdotte gradualmente nel corso di diversi anni, a partire dala banconota da 5 euro nel maggio 2013.

La serie Europa ha beneficiato di avanzamenti nella tecnologia delle banconote (verificatisi) dopo che la prima serie è stata introdotta più di dieci anni fa. Le sue caratteristiche di sicurezza sono state migliorate, il che contribuirà a rendere le banconote ancora più sicure. Tre nuove funzionalità – la filigrana ritratto, il ritratto ologramma e il numero di smeraldo – vengono presentate oggi.

La prima serie inizialmente continuerà a circolare parallelamente alle nuove banconote, ma sarà gradualmente ritirata e, infine, cesserà di avere corso legale. La data in cui ciò si verificherà sarà annunciata con largo anticipo. Tuttavia, le banconote della prima serie manterranno il loro valore a tempo indeterminato e potranno essere cambiate presso le banche centrali nazionali dell’Eurosistema in qualsiasi momento.

La BCE rivelerà i dettagli della nuova banconota da 5 euro in due fasi a partire da oggi, con tre delle nuove caratteristiche di sicurezza che contiene. Questo permetterà al pubblico di iniziare a familiarizzare con queste tre nuove funzionalità di sicurezza. Inoltre, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa serie, l’Eurosistema condurrà una campagna di informazione in tutta l’area dell’euro nel 2013. Vorrei anche cogliere l’occasione per ringraziare tutto lo staff dell’Eurosistema che è stato coinvolto nei preparativi per le nuove banconote. E ora ho il piacere di presentare un breve filmato che mostra tre delle nuove caratteristiche di sicurezza integrate nelle nuove banconote da 5 euro.

Filmato

Draghi – Qual è il senso di questo film? Signor Vice-presidente, si prega di rispondere alla domanda.

Constâncio – io me lo sto domandando come te, perché ho appena visto il film per la prima volta. In effetti, lo scopo è mostrare le tre nuove funzionalità di protezione che abbiamo deciso di rivelare oggi. Vorrei cogliere l’occasione per dire che il 10 gennaio 2013 sarà rivelato tutto il nuovo biglietto da cinque euro, ad un evento nel museo archeologico qui a Francoforte. Mostreremo anche il vaso greco di 2000 anni fa che appartiene al Musée du Louvre – il vaso da cui il ritratto di Europa è stato tratto. Quindi, ci sarà una esibizione e tutte le altre funzionalità di protezione della nota saranno rivelate in pieno. Oggi, si tratta solo di tre caratteristiche, ed è quello che è stato mostrato nel film: l’ologramma, la filigrana e il numero cinque che cambia colore.


Fonti: Video della conferenza stampa, Trascrizione

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