Draghi e il Group of Thirty: decisione del mediatore europeo

Fonti: Comunicato stampa, Decisione del caso
Collegamenti rilevanti: Group of 30, Corporate Europe Observatory, BCE

Comunicato n.3/2013, 4 febbraio 2013

L’appartenenza di Mario Draghi al Gruppo dei Trenta non minaccia l’indipendenza della BCE

Il Mediatore europeo (European Ombudsman), P. Nikiforos Diamandouros, ha respinto una denuncia secondo cui l’indipendenza, la reputazione e l’integrità della Banca centrale europea (BCE) sono compromesse dalla appartenenza del suo presidente al Gruppo dei Trenta (Group of Thirty). Questo a seguito di una denuncia da parte di Corporate Europe Observatory, una ONG, che ha sostenuto che il Gruppo dei Trenta è un “veicolo di lobbying” per promuovere interessi finanziari privati e ha esortato la BCE a chiedere a Mario Draghi di lasciare il gruppo. Dopo aver analizzato gli appartenenti, i finanziamenti e i fini del Gruppo dei Trenta, il Mediatore ha giudicato l’adesione del Presidente della BCE compatibile con il suo ruolo. Ha anche suggerito che, ai fini della trasparenza, il sito web della BCE pubblicizzi l’adesione del Presidente al Gruppo.

I membri del Gruppo di Trenta sono troppo diversi per costituire un gruppo di interesse.

Il Gruppo dei Trenta è composto da rappresentanti di alto livello di banche centrali, enti pubblici internazionali finanziari, banche private e società di investimento, così come da politici e accademici. Il suo presidente è l’ex presidente della BCE Jean-Claude Trichet. Il gruppo discute gli sviluppi di importanti questioni internazionali economiche, finanziarie e politiche e pubblica relazioni.

Nel mese di giugno 2012, Corporate Europe Observatory (CEO) si è rivolto al Mediatore sostenendo che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è incompatibile con l’indipendenza, l’integrità e la reputazione della BCE stessa. Secondo CEO il Gruppo dei Trenta promuove gli interessi del settore finanziario privato e offre ai banchieri privati ​​la possibilità di fare pressioni sui rappresentanti del settore pubblico, come ad esempio il presidente della BCE.

La BCE nel suo parere ha sostenuto che il Gruppo dei Trenta non è una lobby o gruppo di interesse, ma piuttosto un forum per lo scambio di opinioni. Secondo la BCE, non solo è accettabile, ma è anche indispensabile per il presidente della BCE avere incontri periodici con i rappresentanti dei settori pubblico e privato.

Il Mediatore ha rilevato che gli appartenenti, i finanziamenti e gli obiettivi del Gruppo dei Trenta sono troppo diversificati perchè possa essere considerato come un gruppo di interesse: meno di un terzo degli attuali membri del Gruppo provengono dal settore privato (gli altri membri vengono dal settore pubblico e dal mondo accademico); il Gruppo riceve finanziamenti da una vasta gamma di fonti pubbliche quanto private, le fonti; inoltre gli argomenti di cui si occupa, come pure e i relatori che sceglie, sono anch’essi molto diversi. A parere del Mediatore, il Gruppo dei Trenta costituisce un forum di discussione.

Il Mediatore, pur avendo giudicato non esserci cattiva amministrazione nell’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta, ha tuttavia osservato che, avendo inizialmente la BCE dato risposte inadeguate al denunciante, quest’ultimo era giustificato nel sollevare le sue preoccupazioni sulla questione. Il Mediatore consiglia, inoltre, alla BCE di migliorare la sua trasparenza menzionando l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta sul suo sito web. Inoltre, tenendo conto delle accentuate responsabilità della BCE e della sua visibilità pubblica, ha incoraggiato la Banca Centrale ad adottare le misure adeguate per aumentare ulteriormente la qualità della sua  comunicazione con il pubblico.

Causa: 1339/2012/FOR

Aperta il 24 luglio 2012 – Decisione: 1 Febbraio 2013

  • Istituzione interessata: Banca centrale europea
  • Ambito legale: Questioni generali, istituzionali e finanziarie
  • Tipo di presunta cattiva amministrazione – (i) violazione di, o (ii) violazione degli obblighi in materia di: imparzialità, indipendenza e obiettività [articoli 8 e 9 ECGAB]
  • Argomento: questioni di ordine istituzionale e politico

Argomenti seguenti:

Antefatto, oggetto, indagine

1. Il denunciante, Corporate Europe Observatory (CEO) [1], ha contattato la Banca centrale europea (BCE) nel 2011 e 2012 in relazione alla partecipazione del presidente della BCE al “Gruppo dei Trenta” [2]. Alla luce di questi contatti, il denunciante ha ritenuto che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta avesse compromesso l’indipendenza della BCE. Ha esortato la BCE a chiedere il suo Presidente di lasciare il Gruppo dei Trenta. Non soddisfatto dalle risposte ottenute dalla BCE, il denunciante si è rivolto al Mediatore. Dopo aver esaminato gli argomenti addotti dal denunciante, e le risposte fornitegli dalla BCE, il Mediatore ha avviato un’indagine e ha chiesto alla BCE di sottoporre il proprio parere al Mediatore.

2. Il denunciante sostiene che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è incompatibile con l’indipendenza, l’integrità e la reputazione della BCE. Il denunciante ha asserito che la BCE dovrebbe chiedere il suo Presidente di recedere dal Gruppo dei Trenta.

3. La denuncia è stata presentata al Mediatore europeo il 27 giugno 2012. Il Mediatore ha avviato un’indagine il 24 luglio 2012. La BCE ha presentato il proprio parere in data 30 agosto 2012. Il denunciante ha presentato le sue osservazioni il 29 settembre 2012.

A. Denuncia

L’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è incompatibile con la reputazione di indipendenza e l’integrità della BCE

Argomenti presentati dal denunciante

4. Il denunciante sostiene che il Gruppo dei Trenta è un “veicolo di lobbying”, volto a promuovere interessi finanziari privati. Sostiene che l’obiettivo del Gruppo dei Trenta è di influenzare il dibattito sulla regolamentazione del settore finanziario in tutto il mondo, fornendo raccomandazioni di azione alle comunità del settore privato ​​e pubblico che prendono decisioni in merito. Conclude, pertanto, che l’adesione al Gruppo dei Trenta è incompatibile con la carica di Presidente della BCE.

5. Secondo il denunciante, il Gruppo dei Trenta costituisce un’importante interfaccia tra banche private e banche centrali, e che tale situazione consente ad alcune delle più grandi banche private del mondo di esercitare un’influenza sui top manager delle più importanti banche centrali del mondo, tra cui la BCE. Il denunciante sottolinea che tra i membri del Gruppo dei Trenta ci sono dirigenti e consulenti provenienti da importanti organismi finanziari privati, come la Morgan Stanley, JP Morgan Chase e BNP Paribas.

6. Aggiunge che il Gruppo dei Trenta ha sostenuto gli obiettivi delle “lobby bancarie” su varie questioni.

7. Sostiene poi che le attività del Gruppo dei Trenta e l’appartenenza al Gruppo non sono trasparenti. Non c’è modo, sostiene il ricorrente, per il pubblico di conoscere i dettagli del coinvolgimento del presidente della BCE nel Gruppo dei Trenta, dal momento che le riunioni del Gruppo dei Trenta sono riservate.

8. Il denunciante sostiene che qualsiasi presidente della BCE deve garantire che lui / lei non è sotto l’influenza di una lobby finanziaria, e non è collegato a un qualsiasi forum o processo che possa mettere a repentaglio il suo / la sua indipendenza o determinare un conflitto di interessi. Aggiunge che è responsabilità della BCE garantire che il suo presidente sia indipendente e non gravato da un conflitto di interessi.

9. Il denunciante osserva che i requisiti di indipendenza e di assenza di conflitto di interessi, sono indicati in:

  • Codice di condotta per i membri del Consiglio direttivo (il “Codice di Autodisciplina”);
  • Il Codice supplementare di criteri deontologici per i membri del Comitato esecutivo;
  • Le norme sul personale della BCE, che contengono il quadro etico.

10. Aggiunge che il requisito che la BCE resti indipendente è sancito dall’articolo 130 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che recita come segue: “Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai Trattati e dallo Statuto del [3] ESCB e della BCE, né la Banca centrale europea, né una banca centrale nazionale, né un membro di loro organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni da istituzioni, organi o organismi dell’Unione, da governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Istituzioni, organi, uffici o agenzie dell’Unione e i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti. ” (Il corsivo è aggiunto)

11. Il denunciante sostiene che, se questo articolo ha un senso, devono essere applicate misure di salvaguardia, ivi comprese le garanzie relative ai rapporti con i rappresentanti delle banche private.

12. Il denunciante aggiunge che l’art 3.5 del Codice di condotta stabilisce che le relazioni dei membri del Consiglio direttivo con i gruppi di interesse si devono basare su un approccio compatibile con la loro indipendenza in qualità di membri del Consiglio direttivo e con il principio di integrità. Il denunciante continua notando che la BCE ha nominato un Ethics Officer per far rispettare il Codice di condotta. Tuttavia, la BCE ha informato il denunciante che la partecipazione del presidente della BCE al Gruppo dei Trenta non comporta alcun parere dell’Ethics Officer, né alcuna consultazione del Consiglio direttivo. La BCE ha aggiunto che la partecipazione del presidente della BCE nel Gruppo dei Trenta è compatibile con il Codice di condotta, dato che “il dialogo e lo scambio di opinioni con terzi è compatibile con le funzioni di membro del Consiglio direttivo e col principio di indipendenza di cui all’articolo 130 TFUE “. Il denunciante conclude che la BCE non ha fornito un’analisi del Gruppo dei Trenta, o del ruolo che presidente della BCE vi svolge.

13. Il denunciante continua sottolineando che il Codice supplementare, che affronta il problema degli inviti a incontri, afferma all’articolo 3 che i membri del Board dovrebbero osservare particolare prudenza in materia di “inviti individuali”. Il Codice supplementare prevede che i membri del Board dovrebbero consultare l’Ethics Officer in caso di dubbio. Il denunciante afferma che il Presidente della BCE non ha, a quanto pare, chiesto alcuna consultazione.

14. Il denunciante ritiene inoltre importante aggiungere che il Presidente della BCE un tempo ha lavorato per Goldman Sachs (una banca d’affari).

15. Infine, il denunciante osserva che mentre la BCE è a conoscenza della appartenenza del suo presidente del Gruppo dei Trenta, non divulga tale informazione al pubblico nel curriculum del Presidente sul suo sito web.

Parere della BCE

16. Nel suo parere presentato al Mediatore, la BCE argomenta che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è pienamente compatibile con l’indipendenza, l’integrità e la reputazione della BCE e, soprattutto, non comporta alcun conflitto di interessi. La BCE ha sintetizzato la sua posizione come segue. In primo luogo, ha sostenuto, il Gruppo dei Trenta non è una “lobby” o un “gruppo di interesse”. Piuttosto, secondo la BCE, il Gruppo dei Trenta è un forum per lo scambio di opinioni sulle questioni globali economiche e finanziarie. In secondo luogo, la BCE ha sostenuto che è essenziale per il presidente della BCE avere incontri periodici e scambi di opinioni con rappresentanti ad alto livello dei settori pubblico e privato. Tali contatti sono indispensabili per la corretta esecuzione del mandato della BCE, in quanto forniscono una fonte molto preziosa di informazioni di prima mano sugli sviluppi del contesto economico e finanziario globale in cui la BCE opera. Quindi consentono alla BCE di sviluppare una visione consapevole di tale ambiente. Tali contatti inoltre forniscono alla BCE un canale per comunicare le sue misure di politica monetaria. In terzo luogo, sostiene che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è del tutto in linea con i rigorosi standard etici applicabili ai membri degli organi decisionali della BCE. Alla luce delle tre ragioni sopra indicate, la BCE ha concluso che le accuse del denunciante sono infondate.

17. La BCE spiega poi la sua posizione in dettaglio. Descrive quella che considera la natura del Gruppo dei Trenta. Fornisce una spiegazione dettagliata del ruolo e della funzione del Gruppo dei Trenta, del suo scopo e della appartenenza ad esso.

18. In primo luogo, quanto a scopo, struttura e governance, la BCE afferma che il Gruppo dei Trenta è un organismo internazionale privato ben noto, senza scopo di lucro, fondato nel 1978, che si propone di approfondire la comprensione di questioni economiche e finanziarie internazionali, esplorare le ripercussioni internazionali delle decisioni adottate nei settori pubblico e privato, ed esaminare le possibili opzioni per gli operatori di mercato e i decisori politici. E’ composto da rappresentanti ad alto livello dei settori pubblico e privato, tra cui diversi attuali o ex governatori di banche centrali, nonché del mondo accademico. Il gruppo è attualmente presieduto da Jean-Claude Trichet (ex Presidente della BCE). L’elenco completo dei membri del Gruppo dei Trenta è reso pubblico sul sito web del Gruppo dei Trenta.

19. Formalmente, il Gruppo dei Trenta è un comitato di un soggetto giuridico denominato “The Consultative Group on International Economic and Monetary Affairs, Incorporated” (Gruppo consultivo per gli affari economici e monetari), registrato negli Stati Uniti come ente senza scopo di lucro, esente da tasse. Le decisioni ordinarie che riguardano l’attività del Gruppo dei Trenta sono prese dal Direttore esecutivo, in consultazione con gli Officers del Gruppo dei Trenta, a seconda dei casi. Le decisioni in materia di leadership, appartenenza, e politica sono adottate dal Board of Trustees. Attualmente, i Trustee sono il Presidente e gli Officers del Gruppo dei Trenta. Tutte le questioni importanti che riguardano la composizione e le politiche del Gruppo dei Trenta sono riviste in riunioni biennali plenarie del gruppo. Il gruppo è sostenuto da varie fonti: banche, società non bancarie, banche centrali, individui e, per progetti specifici, fondazioni. L’attuale elenco di collaboratori è presentato in un allegato alla Relazione annuale del Gruppo dei Trenta [4].

20. La BCE continua notando che il Gruppo dei Trenta pubblica relazioni disponibili al pubblico e organizza regolari incontri e seminari che raggiungono un pubblico più ampio. I suoi eventi principali sono le due Riunioni plenarie annuali e i Seminari bancari internazionali. La maggior parte dei membri assiste alle sedute plenarie. Alle discussioni nelle riunioni plenarie partecipa anche un piccolo numero di ospiti illustri. Alcuni argomenti sono oggetto di regolare attenzione da parte Gruppo dei Trenta. Di solito c’è una discussione delle prospettive economiche internazionali da 12 a 24 mesi. Anche l’evoluzione dei mercati finanziari, in particolare in fasi di incertezza, è diventata un punto focale. Nel 2010 e 2011 i dibattiti in Seduta plenaria erano focalizzati sulla ricostruzione delle economie a seguito della crisi finanziaria. Le riunioni plenarie hanno discusso le cause e le conseguenze della crisi, le lezioni da imparare, le sfide rimanenti, e l’impatto delle riforme finanziarie e normative sul settore bancario. Le riunioni plenarie hanno toccato anche gli sviluppi nelle economie di mercato emergenti, i problemi che si presentano al sistema monetario internazionale, i rischi geo-politici, e altri temi pertinenti di attualità. I Seminari bancari internazionali si svolgono contemporaneamente agli incontri annuali del FMI e della Banca Mondiale. Questi seminari sono frequentati sia dai membri cha da non-membri, tra cui, tra l’altro, molti governatori di banche centrali, ministri delle finanze e presidenti del settore finanziario. Ogni seminario dispone di presentazioni da parte di rappresentanti ad alto livello dei settori pubblico e privato ​​in tutto il mondo. Le informazioni rilevanti sulle attività del Gruppo dei trenta, tra cui gli argomenti trattati, così come i relatori ai seminari e i partecipanti alle riunioni plenarie, possono essere trovati nella Relazione annuale del Gruppo dei Trenta [5].

21. E’ chiaro da quanto sopra, sostiene la BCE, che il Gruppo dei Trenta non è una lobby o un gruppo di interesse con lo scopo di influenzare un qualsiasi processo decisionale per difendere interessi privati. E’, piuttosto, un forum di riflessione e dibattito, illuminante e schietto, su temi rilevanti per il mondo economico e finanziario, con l’obiettivo di approfondire la comprensione delle questioni economiche e finanziarie internazionali.

22. La BCE prosegue sottolineando che il Presidente della BCE non è né un Trustee né un Officer del Gruppo dei Trenta (come descritto sopra, punto 19).

23. La BCE afferma inoltre che, in qualità di membro del Gruppo dei Trenta, il presidente della BCE può decidere, su invito e senza remunerazione, di partecipare a manifestazioni organizzate dal Gruppo. Questi eventi permettono uno scambio di opinioni sui temi economici e finanziari globali. Informazioni relative a questi eventi, come ad esempio i partecipanti e le presentazioni delle riunioni plenarie, i seminari e i gruppi di studio, sono rese disponibili al pubblico sul sito web del Gruppo dei Trenta. Tali dialoghi forniscono, afferma la BCE, un’occasione utile non solo per comprendere meglio le opinioni e le percezioni di decisori politici internazionali, operatori di mercato e docenti universitari, ma anche per spiegare le misure di politica monataria della BCE a un pubblico più ampio. Per garantire la corretta esecuzione del mandato della BCE, i responsabili delle politiche monetarie della BCE devono essere informati e capire l’evoluzione del contesto economico e finanziario globale. Per il presidente della BCE non è quindi in contrasto con il suo ruolo istituzionale incontrare rappresentanti di quell'”ambiente circostante”, sia pubblico che privato, per i dialogare e scambiare opinioni. Nello stesso spirito, la stessa BCE (co)-organizza ogni anno numerose conferenze che riuniscono persone provenienti dal settore pubblico e privato, così come dal mondo accademico. Ciò dimostra che l’adesione del Presidente della BCE del Gruppo dei Trenta non è incompatibile con l’indipendenza della Banca centrale europea, ma, al contrario, rientra perfettamente in ciò che la sua posizione richiede. La BCE afferma anche che il suo Presidente, quando prende parte a tali scambi di opinioni o dibattiti, è vincolato dal principio di indipendenza e dal dovere del segreto professionale.

24. La BCE sostiene che l’adesione del suo Presidente al Gruppo dei Trenta non solleva conflitto di interessi. Né crea l’apparenza di un conflitto di interessi, né viola le regole del quadro etico della BCE. I membri degli organi decisionali della BCE sono vincolati da un quadro etico che specifica gli standard di integrità e di condotta. Queste norme tengono conto della particolare responsabilità dei membri degli organi decisionali della BCE nel mantenere l’integrità e la reputazione della BCE e del SEBC (Sistema delle Banche centrali europee) nel suo complesso. Essi in particolare contengono norme in materia di partecipazione a conferenze, ricevimenti ed eventi culturali e sul conflitto di interessi e norme sulla loro divulgazione, che sono in linea con le norme stabilite dalla raccomandazione del Consiglio d’Europa sui codici di condotta per funzionari pubblici e con la Raccomandazione dell’OCSE sugli orientamenti per gestire i conflitti di interesse nel servizio pubblico. In primo luogo, come già spiegato, è necessario per la corretta esecuzione del mandato della BCE che il Presidente della BCE abbia regolari scambi di opinioni con i rappresentanti del contesto economico e finanziario globale in cui la BCE opera. In secondo luogo, come già detto, il Gruppo dei Trenta non è un gruppo di interesse ai sensi dell’articolo 3.7 del Codice di condotta per i membri del Consiglio direttivo, ma un forum di discussione non-partigiano. In terzo luogo, l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta non fornisce “alcun potenziale vantaggio per lui stesso, la sua famiglia, i suoi parenti o la sua cerchia di amici e conoscenti”. Tale adesione quindi, per definizione, non può dar luogo ad alcun interesse privato o personale, e ancor meno a qualsiasi conflitto di interesse, o alla apparenza di conflitto di interesse.

25. Alla luce di quanto sopra, la BCE afferma di confidare che le informazioni precedenti sul Gruppo dei Trenta costituiscano prova sufficiente del fatto che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta non presenta conflitto di interesse, nè apparente nè effettivo, e non ne compromette l’indipendenza.

Osservazioni del denunciante

26. Il denunciante ha formulato le seguenti osservazioni in relazione al parere della BCE.

27. Per quanto riguarda la composizione del Gruppo dei Trenta, il denunciante osserva che, mentre la BCE sostiene che il Gruppo dei Trenta “non è una lobby o un gruppo di interesse, ma un forum per lo scambio di opinioni sulle questioni economiche e finanziarie globali”, riconosce che il Gruppo dei Trenta è composto da rappresentanti ad alto livello dei settori pubblico e privato e del mondo accademico. Dei 32 membri attuali regolari, 12 lavorano per le istituzioni finanziarie private. Altri membri, afferma, sono passati attraverso la “porta girevole”, lavorando per il settore privato e poi per il settore pubblico, o viceversa.

28. Il denunciante sottolinea inoltre che le decisioni importanti per quanto riguarda la leadership, l’appartenenza e gli orientamenti del Gruppo dei Trenta sono adottate dal Board of Trustees e dagli “officers” del Gruppo dei Trenta. All’interno di questo gruppo selezionato, cinque degli otto membri lavorano per il settore finanziario privato.

29. Per quanto riguarda il finanziamento del Gruppo dei Trenta, il denunciante osserva che, mentre il parere della BCE menziona la questione, non riesce ad affrontare la ragione per cui questo potrebbe costituire un problema. Anche se gli importi dati al Gruppo dei Trenta non sono pubblicati, 45 dei 79 contribuenti del Gruppo dei Trenta sono società finanziarie e lobby bancarie. Il denunciante ritiene che il fatto che il Gruppo dei Trenta dipenda per il finanziamento di queste fonti dimostra che il Gruppo dei Trenta è un’iniziativa promossa dal settore finanziario privato.

30. Per quanto riguarda le attività del Gruppo dei Trenta, il denunciante osserva che il Gruppo dei Trenta produce importanti studi attraverso gruppi di lavoro presieduti da un comitato direttivo. Il denunciante sostiene questi studi producono political advise.

31. Negli ultimi quattro anni, il Gruppo dei Trenta ha pubblicato quattro studi principali su questioni chiave in materia di regolamentazione finanziaria internazionale, vale a dire:
– “La struttura di vigilanza finanziaria” (2008) di Paul Volcker (Gruppo dei Trenta), Roger Ferguson (TIAA-CREF), Jacob Frenkel (AIG), Richard Debs (Morgan Stanley), Geoffrey Bell (Geoffrey Bell & co.), Arminio Fraga Neto-(Gavea Investimentos), E. Gerald Corrigan (Goldman Sachs), Gerd Häusler (Lazard International), Andrew Crockett (JPMorgan Chase), John Heimann (Istituto per la stabilità finanziaria), Jacques de Larosière (BNP Paribas), Stuart Mackintosh (Gruppo dei Trenta).
– “La riforma del Fondo monetario internazionale” (2009). Presidente: Jacob Frenkel (AIG). Membri effettivi: Stanley Fischer (Banca di Israele), Arminio Fraga Neto (Gavesa Investimentos), Peter B. Kenen (professore), Guillermo Ortiz (Banco de México), Stuart Mackintosh (Gruppo dei Trenta).
– “Riforma finanziaria: un quadro di riferimento per la stabilità finanziaria” (2009) di Paul Volcker (Gruppo dei Trenta), Arminio Fraga Neto (Gavesa Investimentos), Tommaso Padoa-Schioppa (Promontory Financial Group), Stephen Thieke (RiskMetrics)
– “Migliorare la stabilità finanziaria e la resilienza” (2010). Chair: Roger Ferguson (TIAA-CREF), membri: tutti i soci del Gruppo dei Trenta
Il denunciante pone l’accento sul fatto che alcuni membri hanno approvato la maggior parte di questi studi in qualità di “rappresentanti” del settore privato.

32. Il denunciante pone poi una domanda per quanto riguarda il ruolo dei banchieri centrali nel Gruppo dei Trenta. Possono, chiede il ricorrente, in realtà essere associati a ciò che è “political advice”, firmato da alcune delle più grandi società finanziarie in tutto il mondo?

33. Nel contesto di cui sopra, il denunciante rileva, prominenti banchieri centrali mettono il loro nome su studi chiave prodotti dal Gruppo dei Trenta “a titolo personale” (in their individual capacities). Ad esempio, quando il Gruppo dei Trenta ha pubblicato la sua relazione sul Fondo Monetario Internazionale nel 2009, l’allora presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, ha firmato lo studio a titolo individuale. Secondo il denunciante, essere Presidente della BCE è incompatibile con l’approvazione di “documenti politici” che sono per lo più scritti da rappresentanti di grandi società finanziarie, anche se lo studio contiene un disclaimer formale. In pratica, gran parte della stampa non annota le riserve espresse dai banchieri centrali. Quando il rapporto sul Fondo Monetario Internazionale è stato pubblicato, è stato chiaramente accolto dalla stampa come una pubblicazione del “Gruppo dei Trenta”, e in quanto tale come un documento supportato da tutti i membri del Gruppo dei Trenta.

34. Il denunciante sostiene che, nei principali dibattiti politici in materia di regolamentazione finanziaria degli ultimi due decenni, compresi i dibattiti sulla compensazione e il regolamento di titoli, sui derivati over-the-counter, e sull’uso della valutazione del rischio nella regolamentazione bancaria internazionale, il Group of Thirty ha avuto una politica di sostegno alla auto-regolamentazione e all’auto-controllo.

35. A titolo di esempio, il denunciante afferma che il Gruppo dei Trenta ha pubblicato un importante rapporto, scritto da rappresentanti di JPMorgan, BNP Paribas, Morgan Stanley e dell’associazione dei trader di derivati ISDA, respingendo il controllo o la regolamentazione pubblica, e sostenendo un sistema di auto-regolamentazione nel settore dei derivati. Il denunciante afferma che la Relazione del Gruppo dei Trenta, che ha fornito gli argomenti sul perché i governi non dovrebbero regolamentare il settore, è stato promosso come il rapporto definitivo sui derivati. Il denunciante aggiunge che, se un certo scetticismo è stato espresso nel dibattito interno al Gruppo dei Trenta (Paul Volcker (Federal Reserve) e Brian Quinn (Bank of England) erano cauti circa la mancanza di considerazione del rischio sistemico), un compromesso è stato trovato all’interno del gruppo. Molti membri del Gruppo dei trenta ha poi fatto uno sforzo concertato per rendere le proposte realtà. JPMorgan ha messo il suo modello di valutazione del rischio liberamente a disposizione, in una mossa a sorpresa per indicare un forte impegno del settore privato per la gestione interna del rischio; e lobbisti del settore privato, come la American Bankers Association, ha abbracciato le proposte del Gruppo dei Trenta. Il Rapporto del Gruppo dei Trenta ha assunto una importanza ancora maggiore quando diverse agenzie di regolamentazione degli Stati Uniti hanno iniziato ad usarlo come fonte autorevole. Dopo un paio di anni, lamenta il denunciante, l’approccio improntato alla auto-regolamentazione e all’auto-controllo del Gruppo dei Trenta aveva vinto sui suoi critici.

36. Il denunciante afferma che l’influenza del Gruppo dei Trenta sulla regolamentazione bancaria è, per molti versi, simile alla sua influenza sulla regolamentazione dei derivati. Secondo il denunciante, il Gruppo dei Trenta imposta i termini del dibattito su come affrontare il rischio sistemico nel quadro della regolamentazione bancaria internazionale. Secondo il denunciante, il Gruppo dei Trenta ha proposto che per valutare il rischio siano da usare l’auto-regolamentazione e l’auto-controllo. Secondo il denunciante, il lavoro del Gruppo dei Trenta ha aiutato il settore privato a trovare un terreno comune nel dibattito sui cosiddetti accordi di Basilea II. A differenza del processo di over-the-counter, la battaglia per la valutazione del rischio interno non è stata una battaglia politica aperta, ma ha avuto luogo nel quadro dei negoziati internazionali, con poco dibattito pubblico. Tuttavia, nella misura in cui ci fu un dibattito pubblico, il Gruppo dei Trenta vi ha svolto un ruolo.

37. Secondo il denunciante, questi due esempi dimostrano che il Gruppo dei Trenta è molto più di un think-tank. Ha, sostiene il denunciante, mostrato una preferenza politica per auto-regolamentazione e auto-controllo, e ha lavorato per farne la norma nella governance economica mondiale. Il denunciante, in effetti, ritiene che il parere della BCE propone un quadro che si basa su informazioni parziali / incomplete sulla natura stessa del Gruppo dei Trenta. Secondo il denunciante, la BCE tende a rappresentare il gruppo come un organismo neutrale in cui uomini saggi si scambiano teorie astratte. Secondo il denunciante, questo non è vero. Piuttosto, secondo il denunciante, il Gruppo dei Trenta è un club con l’ambizione di inquadrare il dibattito sulla regolamentazione finanziaria a livello mondiale, al fine di influenzarne i risultati.

38. In sintesi, secondo il denunciante, il Gruppo dei Trenta presenta tutte le caratteristiche di un “gruppo di pressione” (lobby group): è finanziato da ​​società finanziarie private, è in gran parte dominato dai rappresentanti delle stesse società (i suoi personaggi pubblici sono per lo più persone che rappresentano società finanziarie), il suo obiettivo è di formulare politiche e di influenzare la regolamentazione finanziaria, e storicamente è noto per aver preso posizioni vicine alle posizioni delle società finanziarie. Afferma che potrebbe anche essere considerato un “gruppo di interesse” o “club d’elite”. Secondo il denunciante, non è certo un “think tank neutrale”.

39. Il denunciante sostiene che, se la BCE avesse fornito una descrizione delle attività del Presidente nel Gruppo dei Trenta, questo avrebbe potuto far luce sulla questione, in un modo impossibile per chi cerchih le informazioni a disposizione del pubblico (assumendo che la BCE abbia accesso o possa ottenere l’accesso a tali informazioni dettagliate). Tuttavia, il denunciante afferma che l’informazione la BCE fornisce al Mediatore nel suo parere ha un valore limitato. Il denunciante sottolinea che gli incontri del Gruppo dei Trenta sono chiusi al pubblico. Di conseguenza, nel dominio pubblico si possono trovare poche informazioni sul funzionamento interno del gruppo. Tuttavia, l’opinione della BCE non dà ulteriori dettagli per quanto riguarda ciò che si verifica nei seminari e negli incontri del Gruppo dei Trenta.

40. Il denunciante osserva che la BCE considera il suo Presidente vincolato al principio di indipendenza e al dovere del segreto professionale quando partecipa a incontri e seminari del Gruppo dei Trenta. Questa affermazione è impossibile da confermare, in quanto le informazioni sulle procedure interne del Gruppo dei Trenta non sono disponibili.

41. Il denunciante riconosce la necessità per il Presidente della BCE di rimanere informato e di essere in contatto con altri banchieri centrali e discutere questioni di rilievo per banche e istituti finanziari. Tuttavia, la scelta dell’ambiente e delle circostanze per un tale scambio di opinioni è molto importante. Il fatto che la BCE organizza conferenze e seminari non altera il significato della appartenenza al Gruppo dei Trenta.

42. Il denunciante osserva che, in una lettera precedente, la BCE ha dichiarato che “la partecipazione di Mr. Draghi al Gruppo dei Trenta è svolta a titolo personale, su invito”. Rileva che non vi è alcuna menzione di questo nel parere della BCE, il che suggerisce che essere un membro del Gruppo dei Trenta è “indispensabile per la corretta esecuzione del mandato della BCE”.

43. Per quanto riguarda le regole etiche, il denunciante nota che il Mediatore ha chiesto alla BCE di prendere in considerazione due distinte linee guida etiche internazionali. Tenendo questo in mente, il denunciante osserva che il parere della BCE è molto breve, e fa solo tre commenti: Il primo commento è: “E’ necessario per la corretta esecuzione del mandato della BCE che il Presidente della BCE abbia regolari scambi di vedute con i rappresentanti dell’ambiente economico e finanziario globale in cui la BCE opera”. In questo contesto, la BCE fa riferimento all’articolo 3.4 del Codice di condotta per i membri del Consiglio direttivo in cui si legge: “Si può, tuttavia, accettare inviti a conferenze, ricevimenti o eventi culturali e altri eventi connessi, inclusa un’appropriata ospitalità, se la loro partecipazione alla manifestazione è compatibile con l’esercizio delle loro funzioni in quanto membri del Consiglio direttivo. A tale riguardo, essi possono accettare il rimborso da parte degli organizzatori di spese di viaggio e alloggio in misura della durata del loro impegno, tranne quando gli organizzatori sono istituzioni sotto la loro supervisione. In particolare, i membri del Consiglio direttivo dovrebbero osservare particolare prudenza rispetto ad inviti individuali. Tali norme dovrebbero essere applicate parimenti ai loro coniugi o partner, qualora l’invito sia esteso anche a loro e la loro partecipazione è conforme alla prassi accettata a livello internazionale”. La BCE fa riferimento anche all’articolo 3 del Codice supplementare di criteri deontologici per i membri del Comitato esecutivo della BCE. In questo articolo su ‘Accettazione degli inviti’, si legge: “I membri del Comitato esecutivo, tenendo a mente il loro obbligo di rispettare il principio di indipendenza e di evitare conflitti di interessi, possono accettare inviti a conferenze, ricevimenti o eventi culturali e altri eventi connessi, tra cui un’ospitalità adeguata, se la loro partecipazione all’evento è compatibile con l’adempimento dei loro obblighi ovvero è nell’interesse della BCE. A tale riguardo, essi possono accettare il pagamento da parte degli organizzatori di costi di viaggio e alloggio commisurati alla durata del loro impegno. In particolare, i membri del Comitato esecutivo possono accettare inviti ad eventi con ampio numero di partecipanti, mentre dovrebbero osservare particolare prudenza rispetto ad inviti individuali. Tutti i contributi che possono essere accettati dai membri del Board per relazioni e discorsi tenuti nella loro veste ufficiale devono essere utilizzati dalla BCE per scopi benefici”. Il denunciante afferma che, mentre i due articoli sottolineano che i membri del Board della BCE possono accettare inviti, ciò non implica che la partecipazione al Gruppo dei Trenta è compatibile con i doveri del Presidente o con l’interesse della BCE, e non implica che sia stata presa la dovuta cautela per quanto riguarda il principio di indipendenza e la necessità di evitare conflitti di interesse. A questo proposito, il ricorrente sostiene che la BCE non ha mai valutato attentamente il Gruppo dei Trenta.

44. Il denunciante afferma che un conflitto di interessi può benissimo essere basato su “fedeltà presunta” a un’organizzazione.

45. Il denunciante rileva inoltre che, nonostante la presente denuncia al Mediatore, e la copertura molto vasta a mezzo stampa, l’adesione del Presidente della BCE del Gruppo dei Trenta non è ancora indicato nel suo curriculum vitae sul sito Internet della BCE.

46. Per concludere, il denunciante afferma che è assolutamente indispensabile che la leadership della BCE in generale, e il Presidente in particolare, non possano essere nemmeno sospettati di essere sotto l’influenza indebita di lobby finanziarie. Il denunciante ritiene che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è un motivo di allarme. Ritiene che i principi fondamentali dei Trattati UE, nonché le regole etiche, non sono stati presi sul serio dalla BCE. L’indipendenza della BCE può essere messa in discussione se, per esempio, questioni di politica monetaria sono risolte in un ambiente come il Gruppo dei Trenta. La reputazione della BCE può essere danneggiato se, ad esempio, dei portavoce del Gruppo dei Trenta direttamente o indirettamente suggeriscono che il Presidente della BCE sostiene le proposte favorite dal settore privato. Il denunciante aggiunge che un rischio di conflitto di interessi (apparente o potenziale) – concetto che fa parte del principio generale che garantisce l’indipendenza – può esserci se, ad esempio, il Presidente assume una posizione che viene interpretata come fedeltà ad una organizzazione come il Gruppo dei Trenta, o se il Presidente dovesse sostenere politiche particolarmente favorevoli per le imprese rappresentate nell’organizzazione. Il denunciante non ritiene che il parere della BCE sia in alcun modo una risposta alle preoccupazioni sollevate nella sua denuncia. Inoltre, il denunciante ritiene che il parere della Banca centrale europea confermi il timore che la BCE non abbia preso la cosa sul serio in ogni punto, prima e dopo che il denunciante ha presentato la denuncia. Non c’è traccia, sottolinea, che la questione sia stata trattata dall’Ethics Officer. Questo porta il denunciante a sottolineare che, oltre alla richiesta che il Presidente lasci il Gruppo dei Trenta, vi è la necessità di migliorare drasticamente le procedure interne della BCE.

Valutazione del Mediatore

47. L’articolo 130 del TFUE [6] e lo statuto della BCE [7] richiedono ai membri dei organi decisionali della BCE di agire in modo indipendente. Il Mediatore osserva che tale obbligo ha due scopi. In primo luogo, aiuta a garantire che i membri si sforzino di svolgere i compiti e a raggiungere gli obiettivi della BCE in modo corretto e completo, contribuendo in tal modo l’efficacia della BCE. In secondo luogo, l’obbligo per i membri degli organi decisionali della BCE di agire indipendentemente aiuta anche a garantire la legittimità della BCE agli occhi dei cittadini europei.

48. Oltre al loro obbligo di agire in modo indipendente, i membri degli organi decisionali della BCE devono anche evitare conflitti di interessi. Il Mediatore sottolinea che la legittimità della BCE e dell’UE agli occhi dei cittadini dipende non solo dall’evitare i conflitti di interesse reali, ma anche i conflitti di interesse apparenti [8].

49. Il Mediatore ha inteso che per il denunciante il Gruppo dei Trenta è un ‘”gruppo di interesse” che rappresenta interessi finanziari privati ​​e una “lobby” che promuove tali interessi finanziari privati. Il denunciante suggerisce anche che, se il Gruppo dei Trenta non è una lobby in sé, offre comunque agli interessi privati ​​una piattaforma per influenzare i decisori di vertice delle maggiori banche centrali del mondo, compresa la BCE. Il denunciante conclude quindi che l’adesione del Gruppo dei Trenta è incompatibile con il ruolo di Presidente della BCE e con il suo obbligo di rimanere indipendente.

50. Dopo aver analizzato attentamente tutti gli argomenti addotti dal denunciante, il Mediatore ha inteso che il denunciante fonda la sua tesi che il Gruppo dei Trenta è un gruppo di interesse e un organismo di lobbying sui seguenti tre motivi principali:
(i) la composizione del gruppo dei Trenta, in particolare il fatto che alcuni membri del Gruppo dei Trenta attualmente lavorano, o hanno lavorato, per banche private e società di investimento, (ii) i finanziamenti del Gruppo dei Trenta, che secondo il denunciante provengono principalmente da banche private e società di investimento, e (iii) gli obiettivi del Gruppo dei Trenta, che secondo il denunciante sono di favorire interessi privati ​​e si riflettono sulle questioni dibattute e sulle relazioni prodotte dal Gruppo dei Trenta nel settore della politica economica e finanziaria.

51. La BCE sostiene che il Gruppo dei Trenta è un forum per lo scambio di opinioni sulle questioni economiche e finanziarie globali, con l’obiettivo di approfondire la comprensione di questioni internazionali economiche e finanziarie. Essa sostiene che il Gruppo dei Trenta non è una “lobby” o un “gruppo di interesse”, con lo scopo di influenzare un qualsiasi processo decisionale in modo da difendere interessi privati.

52. Un “gruppo di interesse” è, secondo il Mediatore, un gruppo di persone fisiche o giuridiche che condividono un interesse comune su questioni sostanziali e che cercano di promuovere l’interesse comune attraverso vari mezzi. Una “lobby” può essere intesa come un gruppo di interesse che si propone di promuovere i propri interessi comuni influenzando direttamente terzi, compresi i funzionari pubblici.

53. Il Mediatore qui di seguito esaminerà gli argomenti del denunciante riguardanti il ​​finanziamento, la composizione e gli obiettivi del Gruppo dei Trenta. Nel fare ciò, il Mediatore terrà conto non solo delle osservazioni del denunciante e della BCE, ma anche le informazioni rese disponibili nel sito del Gruppo dei Trenta.

Composizione del Gruppo dei Trenta

54. Il Mediatore rileva che il Gruppo dei Trenta è composto da: eminenti accademici specializzati nel campo dell’economia e della finanza; politici di alto livello con esperienza in materia di economia e finanza; membri (attuali ed ex) di alto livello di banche centrali e di organizzazioni finanziarie internazionali; e figure di alto livello provenienti da banche private e società d’investimento. La composizione attuale del Gruppo dei Trenta è la seguente [9]:

  • Paul A. Volcker (Ex presidente del Federal Reserve System)
  • Jacob A. Frenkel (Presidente, JPMorgan Chase International)
  • Jean-Claude Trichet (Ex presidente della BCE; Governatore onorario, Banque de France)
  • Geoffrey L. Bell (Segretario esecutivo del Gruppo dei Trenta, presidente, Geoffrey Bell e Associati, ex consigliere, Banca del Venezuela)
  • Leszek Balcerowicz (Professore, Warsaw School of Economics, già Presidente, Banca di Polonia)
  • Mark J. Carney (Governatore e Presidente, Banca del Canada, Presidente, Financial Stability Board, Consiglio di Amministrazione, BIS)
  • Jaime Caruana (Direttore Generale, Banca dei Regolamenti Internazionali, ex governatore, il Banco de España)
  • Domingo Cavallo (Presidente e Amministratore Delegato, DFC Associates, LLC, ex Ministro dell’Economia, Argentina)
  • E. Gerald Corrigan (Amministratore Delegato, Goldman Sachs Group, Inc., già Presidente, Federal Reserve Bank di New York)
  • Guillermo de la Dehesa Romero (Direttore, Grupo Santander, ex vice-direttore, il Banco de España)
  • Mario Draghi (Presidente della BCE)
  • William C. Dudley (Presidente della Federal Reserve Bank di New York, ex socio e Amministratore Delegato, Goldman Sachs)
  • Martin Feldstein (Professore di Economia, Università di Harvard)
  • Roger W. Ferguson, Jr. (Presidente e Amministratore Delegato, TIAA-CREF, ex presidente, Swiss Re l’America Holding Corporation)
  • Stanley Fischer (Governatore della Banca d’Israele, ex Amministratore Delegato In primo luogo, il Fondo Monetario Internazionale)
  • Arminio Fraga Neto (Socio Fondatore, Gavea Investimentos, ex governatore, il Banco Central do Brasil)
  • Gerd Häusler (CEO, Bayerische Landesbank, ex Amministratore Delegato e membro del Comitato Consultivo, Lazard e Società)
  • Philipp Hildebrand (Senior Visiting Fellow, Scuola Blavatnik di governo, Oxford University, ex presidente del consiglio di amministrazione, la Banca nazionale svizzera)
  • Mervyn King (Governatore, Bank of England)
  • Paul Krugman (Professore di Economia, Università di Princeton)
  • Guillermo Ortiz (Presidente e Presidente, Grupo Financiero Banorte, ex governatore, il Banco de Mexico, Presidente del Consiglio, Banca dei regolamenti internazionali)
  • Raghuram G. Rajan (Professore di Economia, Chicago Booth School of Business, Consigliere economico del Primo Ministro dell’India)
  • Kenneth Rogoff (Professore di Public Policy and Economics, Harvard, ex capo economista, Fondo Monetario Internazionale)
  • Tharman Shanmugaratnam (Vice Primo Ministro e Ministro delle finanze e della manodopera, Singapore, Presidente, Autorità Monetaria di Singapore)
  • Masaaki Shirakawa (Governatore, Banca del Giappone, già docente, Kyoto University School of Government)
  • Lawrence Summers (Professore all’Università di Harvard, ex direttore del Consiglio Economico Nazionale, ex presidente, l’Università di Harvard, l’ex segretario al Tesoro Usa)
  • Signore Adair Turner (Presidente, Financial Services Authority, membro della Camera dei Lord, Regno Unito)
  • David Walker (Senior Advisor, Morgan Stanley International, Inc., ex presidente del Consiglio Securities and Investments)
  • Axel A. Weber (Presidente, UBS)
  • Yutaka Yamaguchi (Ex Vice Governatore, Banca del Giappone)
  • Ernesto Zedillo (Direttore, Centro di Yale per lo studio della globalizzazione, Yale University, ex presidente del Messico)
  • Zhou Xiaochuan (Governatore della Banca popolare cinese, già Presidente, Construction Bank cinese, Ministro ex assistente del Commercio)
  • Abdlatif Al-Hamad (Senior Member) (Presidente, Fondo Arabo per lo Sviluppo Economico, ex Ministro delle Finanze e della Pianificazione, Kuwait).

55. La lista mostra che più della metà dei 38 membri sono officers (attuali o ex) di alto rango di istituzioni pubbliche, in particolare di banche centrali, autorità di vigilanza finanziaria ed enti pubblici finanziari internazionali, mentre meno di un terzo lavorano attualmente per le imprese private.

56. Alla luce della grande diversità dei membri del Gruppo dei Trenta, il Mediatore ritiene che non sia possibile concludere, dalla sua sola composizione, che il Gruppo dei Trenta sia una lobby o un gruppo di interesse che condivide un “interesse comune” che potrebbe compromettere l’indipendenza della BCE.

Fonti di finanziamento del Gruppo dei Trenta

57. Il denunciante sostiene che le modalità di finanziamento del Gruppo dei Trenta dimostrano che il gruppo è una iniziativa promossa dal settore finanziario privato. Il denunciante pone l’accento sul fatto che 45 dei 79 contribuenti finanziari del Gruppo sono società finanziarie e lobby bancarie.

58. Il Mediatore ha esaminato la relazione annuale del Gruppo dei Trenta (a disposizione sul sito web del Gruppo) e osserva quanto segue: il gruppo è supportato da banche, società non bancarie, banche centrali, individui, e, per progetti specifici, da fondazioni. Il fatturato totale è stato di USD 646.965 nell’esercizio 2010 e USD 618.509 nell’esercizio 2011. Di queste entrate, USD 619.547 provengono da contributi nel 2010 e USD 597.501 provengono da contributi nel 2011. Ottiene anche modeste cifre dalla vendita delle copie cartacee dei documenti di studio che produce (le copie elettroniche sono disponibili gratuitamente sul sito web del Gruppo dei Trenta [10]).

59. I contributori del Gruppo dei Trenta nel corso degli esercizi 2010 e 2011 sono stati i seguenti:
Absa Group Ltd
AIG, Inc.
Arab Fund for Economic and Social Development
Asociación Española de Banca
Austrian National Bank
Banca d’Italia
Banco Central de Chile
Banco de Galacia
Banco de Portugal
Banco Mercantil
Banco Sabadell
Banco Santander
Bank Hapoalim
Bank Leumi le-Israel BM
Bank of East Asia, Ltd.
Bank of Nova Scotia
Bank of Tokyo Mitsubishi UFJ
BANKIA
Banque Centrale du Luxembourg
Banque de France
Barclays
BMCE Bank
BM&F Bovespa
BNP Paribas
Brevan Howard
Brown Brothers Harriman & Co.
Caxton Associates
Central Bank and Financial Services Authority of Ireland
Central Bank of Barbados
Central Bank of Malta
Central Bank of Jordan
CIB Bank Ltd
Citicorp
Commonwealth Bank of Australia
Credit Suisse
Danmarks National Bank
Debs Foundation
Deutsche Bank AG
Dubai Financial Services Authority
Roger Ferguson
Gavea Investimentos
Goldman Sachs and Co.
Gulf International Bank
Toyoo Gyohten
Hong Kong Monetary Authority
HSBC Holdings Plc.
Indian Banks’ Association
Itau Unibanco
Japan Credit Rating Agency
JPMorgan Chase International
Kaufman Foundation
LCH Clearnet Group Limited
Mizuho Financial Group Inc
Monetary Authority of Singapore
Moore Capital Management
Morgan Stanley & Co., International
National Bank of Hungary
Olayan Group
Open Society Foundation
People’s Bank of China
Reserve Bank of Australia
Reserve Bank of India
Peter Roth
Royal Bank of Scotland
Thomas Russo
Sella Holding Banca
Singapore Government Investment Corporation
Soros Fund Management
Standard & Poor’s
Sullivan and Cromwell
Sveriges Riksbank
Swiss National Bank
Swiss Re
TEMASEK
The Challenger Foundation
Tudor Investment
UBS
UniCredito Italiano
Whitehead Foundation

60. Il Gruppo dei Trenta ha ricevuto prestazioni in natura (ad esempio, alloggio, strutture per riunioni …) nel corso del 2010 e del 2011 da:
Fondo Arabo per lo Sviluppo Economico e Sociale
Bank Al Maghrib
Davis Polk & Wardwell, LLP
Federal Reserve Bank di New York
Inter-American Development Bank
JPMorgan Chase
Morgan Stanley
Banchieri marocchini ‘Associazione
Presidenza della Confederazione Svizzera
Svizzera dei banchieri ‘Associazione
Banca nazionale svizzera
Tapestry Networks
TIAA-CREF

61. Il Mediatore ricorda anzitutto la grande diversità dei finanziatori del Gruppo dei Trenta. I contributori di fondi e i contributori in natura sono: banche private e società di assicurazione, società di investimenti, fondazioni senza scopo di lucro, singoli privati ​​ed enti pubblici, come ad esempio le banche centrali ed enti pubblici finanziari internazionali.

62. Degli 88 contributori (tra finanziamenti e contributi in natura), poco più della metà sono banche private o associazioni bancarie, assicurative o società di investimento. Tuttavia è significativo il fatto che quasi un terzo sono enti pubblici [11], tra cui molte Banche centrali nazionali degli Stati membri dell’Unione europea. Il Mediatore trova non convincente il sospetto che organismi così tanto diversi del settore pubblico, tra cui alcune Banche centrali nazionali dell’Unione europea, considerino giustificato contribuire al Gruppo dei Trenta se questo fosse in realtà “una iniziativa promossa da parti private del settore finanziario, al fine di perseguire i loro interessi”.

63. Alla luce di quanto sopra, il Mediatore ritiene che il modo in cui il Gruppo dei Trenta viene finanziato non supporta la tesi del ricorrente secondo cui il Gruppo dei Trenta è un’iniziativa promossa da parti private del settore finanziario, al fine di perseguire i loro interessi.

Finalità del Gruppo dei Trenta

64. Il denunciante sostiene che gli obiettivi del Gruppo dei Trenta si riflettono sulle questioni che dibatte e sulle relazioni che produce nel settore della politica economica e finanziaria. Esso descrive anche i rapporti del Gruppo come “partigiani”. Secondo il denunciante, il Gruppo dei Trenta ha l’obiettivo di favorire interessi privati.

65. Secondo il parere della BCE al Mediatore, le riunioni plenarie del Gruppo dei Trenta includono una discussione delle prospettive economiche internazionali per i successivi 12 – 24 mesi, e anche l’evoluzione dei mercati finanziari è diventata un punto focale. Nel 2010 e 2011 i dibattiti in seduta plenaria si sono focalizzati su: il risanamento delle economie a seguito della crisi finanziaria, le cause e le conseguenze della crisi, le lezioni da imparare, le sfide rimanenti, e l’impatto delle riforme finanziarie e normative sul settore bancario. Le riunioni plenarie hanno toccato anche gli sviluppi nelle economie di mercato emergenti, i problemi che si presentano al sistema monetario internazionale e i rischi geo-politici.

66. Il Mediatore ha esaminato attentamente le informazioni a disposizione del pubblico sul sito web del Gruppo dei Trenta [12]. Tali informazioni confermano che tali questioni erano effettivamente l’oggetto delle riunioni plenarie di cui sopra. Secondo il Mediatore tali questioni sono manifestamente rilevanti per il lavoro della BCE ed è ragionevole che la BCE consideri opportuno impegnarsi in un dibattito su questi temi.

67. Inoltre, una rassegna dei relatori delle sessioni plenarie che hanno avuto luogo nel 2010 e 2011 evidenzia che le opinioni espresse in merito alle questioni di cui sopra erano molto diverse. Dei 17 relatori della Seduta plenaria del Gruppo dei Trenta organizzata dalla Banca Al Maghrib e dal Fondo Arabo per lo Sviluppo Economico e Sociale del 27-29 maggio 2010, 11 lavoravano per enti pubblici [13], 4 per enti finanziari privati [14] e 2 erano accademici [15]. Dei 19 relatori della Seduta plenaria del Gruppo dei Trenta organizzata dalla Federal Reserve Bank di New York il 02-04 dicembre 2010, 11 lavorano per enti pubblici [16], 6 per ​​enti finanziari privati [17] e 2 erano accademici [18]. Dei 19 relatori della Seduta plenaria del Gruppo dei Trenta ospitata dalla Banca nazionale svizzera il 26-28 maggio 2011, 12 lavoravano per enti pubblici [19], 4 per ​​enti finanziari privati [20] e 3 erano accademici [21].

68. La BCE ha indicato che il Gruppo dei Trenta detiene anche “Seminari bancari internazionali”. Il Mediatore ha attentamente esaminato i programmi dei Seminari bancari internazionali per il 2009 e il 2010, che pubblicamente sono disponibili nella relazione annuale del Gruppo dei Trenta.

69. Il Seminario bancario internazionale ospitato dalla Banca Centrale della Turchia il 5 ottobre 2009 aveva la seguente agenda e relatori:
Argomento 1: Germogli verdi: quanto vigorosi e sostenibili?
– Prospettiva globale, John Lipsky, Primo Vice Direttore Generale, Fondo Monetario Internazionale
– Europa, Jean-Claude Trichet, (allora) presidente della Banca centrale europea
– Giappone, Masaaki Shirakawa Governatore, Banca del Giappone
– Turchia, Durmu Yilmaz, il governatore della Banca centrale di Turchia
Argomento 2: Coordinamento internazionale delle politiche finanziarie e normative
– Prospettiva, Mervyn King, Governatore della Banca d’Inghilterra
– Prospettiva, Sheila C. Bair, presidente, Federal Deposit Insurance Corporation
– Prospettiva, Mario Draghi, (allora) Governatore, Banca D’Italia, (allora) Presidente, Financial Stability Board
– Prospettiva, Jaime Caruana, Direttore Generale, Banca dei Regolamenti Internazionali
Argomento 3: Le preoccupazioni dei mercati emergenti
– Prospettiva, Duvvuri Subbarao, Governatore, Reserve Bank of India
– Prospettiva, Henrique de Campos Meirelles, Governatore della Banca del Brasile.

70. Il Seminario bancario internazionale ospitato dalla Inter-American Development Bank il 10 ottobre 2010 aveva la seguente agenda e relatori:
Argomento 1. Global Economic Prospects: Still Storms Ahead?
– Ben S. Bernanke, presidente, Federal Reserve System
– Jean-Claude Trichet, (allora) presidente della Banca centrale europea
– Mervyn King, Governatore della Banca d’Inghilterra
Argomento 2: Motori alternativi di crescita economica
– Zhou Xiaochuan, Governatore della Banca popolare cinese
– Montek Ahluwalia, vice commissario di pianificazione, India
– Luis Alberto Moreno, Presidente, Inter-American Development Bank
– Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale
Argomento 3: Riforma finanziaria: Are We There Yet?
– Paul A. Volcker, presidente, Economic Recovery Advisory Consiglio
– Mario Draghi, (allora) Governatore, Banca D’Italia, (allora) Presidente, Financial Stability Board
– Philipp Hildebrand, presidente della Banca nazionale svizzera.

71. Secondo il Mediatore le questioni discusse in entrambi i Seminari bancari internazionali di cui sopra sono manifestamente rilevanti per il lavoro della BCE e la BCE poteva ragionevolmente considerare come opportuno che il suo Presidente si impegnasse in un dibattito su questi temi. Inoltre, una rassegna dei relatori a questi Seminari bancari internazionali indica che i punti di vista assunti in merito alle questioni di cui sopra erano molto diversi. Per quanto riguarda il seminario del 2009, il Mediatore prende atto del fatto che dei 9 relatori, 8 lavoravano per enti pubblici e solo 1 lavorava per un ente finanziario privato. Per quanto riguarda il seminario del 2010, il Mediatore osserva che tutti i 10 oratori lavoravano per enti pubblici.

72. Secondo il Mediatore gli ordini del giorno e la diversità dei relatori durante le Riunioni plenarie e i Seminari del Gruppo dei Trenta portano alla conclusione che il Gruppo in quanto tale va definito come un forum di discussione, piuttosto che un gruppo di interesse o una lobby col fine di promuovere interessi privati.

73. Alla luce delle conclusioni ai punti 56, 63 e 72 di cui sopra, il Mediatore non ritiene che gli argomenti del denunciante in merito alla natura del Gruppo dei Trenta possano essere sostenuti.

74. Il denunciante presenta inoltre argomenti relativi al rischio che il Presidente della BCE, e quindi la BCE, possano essere identificati con i rapporti pubblicati dal Gruppo dei Trenta, e che ciò comprometta l’indipendenza della BCE.

75. Il Mediatore osserva che le relazioni sono prodotte da singoli membri del Gruppo dei Trenta, e pubblicate a loro nome, o prodotte da gruppi di lavoro. Ogni rapporto prodotto da un singolo contiene la seguente dichiarazione: “Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’autore e non rappresentano necessariamente il punto di vista del Gruppo dei Trenta”. Ogni relazione elaborata da un gruppo di lavoro contiene la seguente dichiarazione: “Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle del gruppo di lavoro sulla [titolo oggetto della relazione] e non necessariamente rappresentano le opinioni di tutti i singoli membri del Gruppo dei Trenta”. Pertanto, non è richiesto che gli altri membri del Gruppo dei Trenta sottoscrivano il punto di vista di un particolare individuo o di un gruppo di lavoro. Come tali, le relazioni di altri individui, o di gruppi di lavoro a cui il Presidente della BCE non ha partecipato, non limitano in alcun modo l’indipendenza del presidente della BCE.

76. Mentre l’attuale Presidente della BCE non sembra aver partecipato alla produzione di alcuna relazione del Gruppo dei Trenta dopo la sua nomina a membro della BCE, il suo predecessore lo ha fatto. Come sottolinea il denunciante (v. punto 34 supra), la relazione pubblicata nel mese di ottobre 2009, relativa alla riforma del Fondo monetario internazionale è stata prodotta da un gruppo di lavoro di cui era membro Jean-Claude Trichet, l’allora presidente della BCE [22]. Inoltre, il parere della BCE afferma esplicitamente (v. supra, punto 23), che il presidente della BCE potrebbe partecipare a gruppi di studio in futuro.

77. Il Mediatore osserva che è prassi del Gruppo dei Trenta, riportare nei Report che i membri partecipano “a titolo individuale” (in their individual capacities), e che le opinioni espresse non riflettono necessariamente quelle delle istituzioni a cui i membri sono affiliati. Secondo il Mediatore, la BCE non può ragionevolmente aspettarsi che i cittadini e le altre parti interessate considerino tale dichiarazione come credibile se l’oggetto di una relazione riguarda i settori di competenza della BCE [23]. Secondo il Mediatore tutte le dichiarazioni da parte dei membri degli organi decisionali della BCE in materie di responsabilità della BCE, e tutte le azioni da parte dei membri di organi decisionali della BCE relativi ad aree di responsabilità della BCE, avranno un impatto, agli occhi dei cittadini europei, e di altre parti interessate, su come la BCE viene percepita, anche se l’autore della dichiarazione o della linea di azione dichiara di agire a titolo privato.

78. Il Mediatore non ha alcun motivo di dubitare che, nel considerare l’eventuale partecipazione dei membri dei suoi organi decisionali a gruppi di studio e la possibile firma di rapporti pubblicati da parte del Gruppo dei Trenta, o qualsiasi altro ente, la BCE terrà debitamente conto della necessità di garantire, non solo che i suoi interessi istituzionali siano protetti, ma che lo sia anche l’interesse essenziale dell’Unione europea nel suo insieme a che la BCE sia percepita, agli occhi dei cittadini, come in soggetto che agisce legittimamente.

79. Il denunciante esprime inoltre la preoccupazione che la mera partecipazione del Presidente della BCE a dibattiti e seminari del Gruppo dei Trenta lo esponga ad influenza indebita da parte di singoli interessi del settore privato. Il denunciante sembra suggerire, in sintesi, che, anche se il Gruppo dei Trenta non è una lobby in sé, dà agli interessi privati ​​una piattaforma per fare pressioni sui vertici decisionali delle banche centrali più importanti del mondo, compresa la BCE.

80. La BCE sostiene che, in generale, è essenziale per il presidente della BCE tenere riunioni regolari e scambiare opinioni con rappresentanti di alto livello del settore pubblico e privato, in quanto tali riunioni e scambi forniscono una fonte di grande valore di informazioni di prima mano sugli sviluppi del contesto economico globale e finanziario in cui la BCE opera e consentono di sviluppare una visione consapevole di tale ambiente. Tali incontri forniscono anche alla BCE un canale per comunicare le sue misure di politica monetaria.

81. Secondo il Mediatore è legittimo che i membri degli organi decisionali della BCE si impegnino in un appropriato dibattito pubblico e privato su temi di rilevanza per il lavoro della BCE. Impegnarsi in un dibattito consente alla BCE di spiegare e giustificare le proprie azioni ai soggetti interessati, compresi i cittadini. Tale dibattito aiuta anche la BCE a raccogliere e comprendere informazioni e punti di vista sulle questioni economiche e finanziarie di rilevanza per il suo lavoro, e ciò le permette di svolgere meglio il suo ruolo e di raggiungere i suoi obiettivi. Pertanto, in linea di principio, è corretto, e anzi necessario, che i membri dei organi decisionali della BCE prendano parte a sedi appropriate di discussione.

82. Il Mediatore osserva che l’articolo 11 del trattato sull’Unione europea prevede che:
“1. Le istituzioni, con mezzi appropriati, danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell’Unione.
2. Le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile. “(Corsivo aggiunto)
Secondo il Mediatore, l’obbligo di mantenere un dialogo “aperto” con la società civile implica anche che il dialogo dovrebbe essere equilibrato, offrendo a diversi interlocutori una occasione per discutere di questioni rilevanti per il lavoro della BCE. Questo non implica però che i membri degli organi decisionali della BCE debbano entrare in contatto solo con gruppi della società civile che comprendono, al loro interno, l’intera diversità di opinioni su questioni rilevanti per il lavoro della BCE. In effetti, è improbabile che tali gruppi onnicomprensivi esistano. Piuttosto, significa che dovrebbero essere fatti sforzi per discutere il lavoro della BCE in sedi diverse, oltre a discutere il lavoro della BCE nel contesto di entità quali il Gruppo dei Trenta. Il Mediatore osserva che la BCE riconosce questo principio e che lo applica organizzando diversi seminari su questioni relative alla propria attività.

83. Il Mediatore concorda con il denunciante che è probabile che alcuni membri del Gruppo dei Trenta cerchino, quando partecipano a dibattiti e seminari, di promuovere gli interessi delle organizzazioni per cui lavorano [24]. Il Mediatore osserva, tuttavia, che è caratteristica implicita di ogni dibattito in cui il Presidente della BCE sia impegnato, che gli interlocutori cerchino di convincerlo della validità del loro punto di vista. E viceversa. In effetti, non ci sarebbe niente di inappropriato se il Presidente della BCE, quando partecipa ad attività del Gruppo dei Trenta, promuovesse gli interessi della BCE e dell’UE, spiegando il punto di vista della BCE (tenendo in debito conto la necessità del segreto professionale [25]) su questioni relative al suo ruolo, e cercando di convincere gli altri decisori e soggetti interessati della fondatezza delle opinioni della BCE e di ottenere informazioni utili per la BCE. Nulla suggerisce che tale dibattito comprometterebbe l’indipendenza e l’integrità della BCE o del suo Presidente. Nell’assumere questo punto di vista, il Mediatore tiene in debito conto la diversità dei membri del Gruppo dei Trenta e l’oggetto delle sessioni plenarie e dei seminari recenti (cfr. punti da 65 a 73).

84. Il denunciante sostiene inoltre che tali dibattiti non sono trasparenti, nel senso che sono a “porte chiuse” e che il loro contenuto non è pubblico. Sostiene, inoltre, che la BCE non ha reso pubblica l’appartenenza del suo presidente al Gruppo dei Trenta.

85. Il Mediatore sottolinea che la trasparenza gioca un ruolo fondamentale nel promuovere la fiducia tra i cittadini sul buon funzionamento dell’Unione europea e delle sue istituzioni. In particolare, la trasparenza gioca un ruolo importante nel promuovere la fiducia dei cittadini sul fatto che i decisori agiscono in modo indipendente e senza conflitti di interesse che possano falsare il loro giudizio.

86. Il Mediatore è del parere che, quando il Presidente della BCE partecipa a una riunione, lo scopo della riunione, le identità degli altri partecipanti, e gli argomenti discussi dovrebbero di norma essere considerate come informazioni pubbliche, a meno che non esista un motivo legittimo di riservatezza, come ad esempio la necessità di tutelare l’interesse pubblico in tema di politica finanziaria, monetaria o economica della UE o di uno Stato membro [26]. Il Mediatore osserva a questo proposito che il sito web del Gruppo dei Trenta sembra contenere almeno le informazioni di base di questo tipo.

87. Il Mediatore osserva inoltre che l’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea comprende il diritto di scrivere alle istituzioni e di avere una risposta. Così i cittadini hanno la possibilità di chiedere alla BCE informazioni aggiuntive su qualsiasi specifico meeting del Gruppo dei Trenta a cui il Presidente della BCE partecipa.

88. Il Mediatore osserva inoltre che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta non è mai stato un segreto, visto che è stato pubblicato sul sito internet del Gruppo. Tuttavia, il Mediatore è del parere che sarebbe conforme al principio di trasparenza che la BCE rendesse pubblico, sul proprio sito web, il fatto che il suo presidente è membro del Gruppo dei Trenta. Inoltre, non sembra esserci ragione, a prima vista, perché questo non possa essere fatto inserendo l’informazione nel CV del Presidente (la versione corrente del suo curriculum informa i cittadini non solo della formazione del Presidente e della carriera precedente – compreso il suo lavoro a Goldman Sachs – ma anche del fatto che egli è un membro del Board of Trustees del Princeton Institute for Advanced Study [27]). Il Mediatore farà un’ulteriore osservazione di conseguenza.

89. Il denunciante richiama inoltre l’attenzione sul fatto che i Criteri supplementari del Code of Ethics per i membri del Board della BCE affermano che i membri del Board dovrebbero consultare l’Ethics Officer in caso di dubbio su inviti a partecipare ad eventi di terze parti. Il denunciante critica il fatto che il Presidente della BCE non ha, a quanto pare, effettuato alcuna consultazione per la sua appartenenza al Gruppo dei Trenta. Il Mediatore sottolinea l’importanza di rispettare pienamente le regole etiche della BCE. Sottolinea che, se un membro di organi decisionali della BCE dubita che la sua partecipazione a un evento o a una organizzazione possa porre in dubbio la sua indipendenza e integrità e l’indipendenza e l’integrità della BCE, lui o lei dovrebbe consultarsi con l’Ethics Officer. Tuttavia, nel caso di specie, alla luce degli elementi di cui sopra, il Mediatore ritiene che il presidente della BCE non ha motivo di ritenere che la sua appartenenza al Gruppo dei Trenta possa compromettere la sua indipendenza e l’integrità, o l’indipendenza e l’integrità della BCE.

90. Prima di concludere, il Mediatore sottolinea che la crisi finanziaria ha notevolmente aumentato la visibilità pubblica della BCE e le aspettative del pubblico sul suo ruolo. Inoltre, il Mediatore rileva che responsabilità ulteriori stanno per essere affidata alla BCE in futuro, in particolare per la vigilanza sulle banche. Questi sviluppi sognificano che non solo la BCE, ma l’UE nel suo insieme, ha un interesse vitale a garantire che la BCE aumenti ulteriormente la qualità della sua comunicazione con il pubblico. Il Mediatore farà un’ulteriore osservazione a questo riguardo.

91. Nel suo parere al Mediatore sulla presente denuncia, la BCE ha fornito una spiegazione dettagliata sulla natura del Gruppo dei Trenta e sul perché ritiene opportuno che il suo Presidente ne sia membro. Al contrario, quando il denunciante ha per la prima volta contattato la BCE, la sua risposta è stata vaga e difensiva. Il Mediatore ritiene, pertanto, che il denunciante fosse perfettamente giustificato nel non accettare la prima risposta della BCE e che, anzi, abbia svolto un servizio pubblico rivolgendosi al Mediatore e dando in tal modo alla BCE una seconda opportunità per chiarire la questione.

92. Quanto all’affermazione del denunciante secondo cui l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è incompatibile con l’indipendenza, la reputazione e l’integrità della BCE, il Mediatore ritiene, per le ragioni sopra esposte, che l’accusa non è giustificata. Non vi è, pertanto, alcuna base per il Mediatore di prendere posizione sulla richiesta del denunciante. Il Mediatore chiude così l’indagine con la constatazione che non c’è stata cattiva amministrazione.

B. Conclusione

Sulla base della sua indagine in merito a questa denuncia, il Mediatore chiude con la seguente conclusione:
L’accusa che l’adesione del Presidente della BCE al Gruppo dei Trenta è incompatibile con l’indipendenza, l’integrità e la reputazione della BCE non è giustificata. Il Mediatore non riscontra pertanto cattiva amministrazione da parte della BCE a questo proposito.
Il denunciante e la BCE saranno informati di tale decisione.

Ulteriori commenti

1. Il Mediatore suggerisce che la BCE includere nel proprio sito internet le informazioni che il suo presidente è un membro del Gruppo dei Trenta. Questo può essere fatto aggiungendo le informazioni CV del Presidente.
2. Alla luce delle sue maggiori responsabilità e visibilità pubblica, il Mediatore incoraggia la BCE ad adottare misure per aumentare ulteriormente la qualità della comunicazione con il pubblico.

P. Nikiforos Diamandouros
Strasburgo il 1 Febbraio 2013

Note

[1] Il sito web di CEO descrive CEO come “un gruppo di lavoro che ricerca e fa campagne per esporre e sfidare l’accesso privilegiato e l’influenza di cui godono le aziende e i loro gruppi di pressione nelle politiche UE”.
[2] Il sito web del “Gruppo dei Trenta” è www.group30.org
[3] Sistema europeo di banche centrali.
[4] www.group30.org/images/PDF/ReportPDFs/G30AnnualReport20102011.pdf
[5] www.group30.org/images/PDF/ReportPDFs/G30AnnualReport20102011.pdf
[6] L’articolo 130 del TFUE recita: “Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea, né una banca centrale nazionale, né un membro dei loro organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, organi, uffici o agenzie, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo … ”
[7] L’articolo 7 dello statuto della BCE è intitolato “Indipendenza”. Esso afferma che: “Ai sensi dell’articolo 130 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dal presente statuto, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, organi o organismi dell’Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo … ”
[8] Un apparente conflitto di interessi si può dire che esista quando sembra che gli interessi privati ​​di un pubblico ufficiale possano influenzare indebitamente l’esercizio delle sue funzioni, anche se questo non avviene effettivamente.
[9] Controllato sul sito web del Gruppo dei 30, il 3 dicembre 2012. Sembra che ci siano 37 “membri attuali” e un “membro anziano” del “Gruppo dei 30”.
[10] Nel 2011, il Gruppo dei Trenta ha deciso che tutte le copie elettroniche delle sue pubblicazioni saranno distribuiti gratuitamente. Il Gruppo dei Trenta afferma la “missione” del Gruppo dei Trenta è aiutata da questo approccio: la lettura del materiale del Gruppo dei Trenta aumenterà a causa di questo cambiamento di politica.
[11] 28 degli 88 contributori sono enti pubblici.
[12] Cfr. www.group30.org/images/PDF/ReportPDFs/G30AnnualReport20102011.pdf
[13] Lorenzo Bini Smaghi, Banca centrale europea, Philipp Hildebrand, Banca nazionale svizzera, Guillermo Ortiz, Banca dei Regolamenti Internazionali, Zhu Min, del Fondo Monetario Internazionale; Abdlatif Al-Hamad, Fondo arabo per lo sviluppo economico e sociale, Stanley Fischer, Banca di Israele; Ibrahim S. Dabdoub, Banca Nazionale del Kuwait; Montek Ahluwalia, Governo dell’India, Jaime Caruana, Banca dei Regolamenti Internazionali, e William C. Dudley, Federal Reserve Bank di New York.
[14] Sir David Walker, Morgan Stanley International, Jacques de Larosière, BNP Paribas, Arminio Fraga Neto, Gavea Investimentos, e William R. Rhodes, Citigroup.
[15] Paul Krugman, Princeton University e Toyoo Gyohten, Istituto Affari Internazionali monetari.
[16] W. Lawrence Summers, Casa Bianca Consiglio Economico Nazionale, Janet Yellen, consiglio dei governatori della Federal Reserve, Masaaki Shirakawa, Banca del Giappone, Christian Noyer, Banca di Francia; Zhou Xiaochuan, la Banca Popolare Cinese, José de Gregorio, Banca Centrale del Cile, Mark Carney, Bank of Canada, Philipp Hildebrand, Banca nazionale svizzera, Paul Tucker, Banca d’Inghilterra, William C. Dudley, Federal Reserve Bank di New York; e Lord Adair Turner, Financial Services Authority.
[17] Tommaso Padoa-Schioppa, Promontorio Europa E. Gerald Corrigan, Goldman Sachs Group, Inc.
Arminio Fraga Neto, Gavea Investimentos Jacques de Larosière, BNP Paribas, Roger W. Ferguson, Jr., TIAA-CREF e Jacob Frenkel, Gruppo dei Trenta.
[18] Kenneth Rogoff, Harvard University e Ernesto Zedillo, Centro di Yale per lo studio della globalizzazione.
[19] Micheline Calmy-Rey, Confederazione Svizzera, Mervyn King, Banca d’Inghilterra, Christian Noyer, Banque de France; Tharman Shanmugaratnam, Ministero delle Finanze, Singapore, Zhou Xiaochuan, la Banca Popolare Cinese, Jean-Claude Trichet, (allora) Presidente, Banca centrale europea, Klaus Regling, European Financial Stability Facility, Abdlatif Al-Hamad, Fondo arabo per lo sviluppo economico e sociale, Stanley Fischer, Banca di Israele, William C. Dudley, Federal Reserve Bank di New York, Jaime Caruana, Bank dei regolamenti internazionali, e Gerd Häusler, Federal Reserve Bank di New York.
[20] Guillermo Ortiz, Grupo Financiero Banorte, Jacques de Larosière, BNP Paribas, William R. Rhodes, William R. Rhodes Global Advisors e Arminio Fraga, Gavea Investimentos
[21] Martin Feldstein, Harvard University, Eugene Rogan, Oxford University e Toyoo Gyohten, Istituto Affari Internazionali monetari.
[22] Cfr. http://www.group30.org/images/PDF/GRP30_IMF09_RPT_FNL-NEW.pdf Jean-Claude Trichet è stato un osservatore nel gruppo di lavoro per la relazione.
[23] Il Mediatore osserva a questo proposito che le responsabilità della BCE non includono, ad esempio, la riforma del Fondo monetario internazionale.
[24] Mentre il ricorrente pone l’accento in particolare sul ruolo del settore privato del Gruppo dei Trenta, il Mediatore rileva che l’articolo 130 del TFUE esige che i membri degli organi decisionali della BCE garantiscano la loro indipendenza da qualsiasi terza parte, compresi altri enti pubblici. In quanto tale, è altrettanto importante che il Presidente della BCE non si trovi in una situazione tale da essere indebitamente influenzato da rappresentanti di altre istituzioni finanziarie pubbliche.
[25] Cfr. l’articolo 37 dello statuto della BCE, dal titolo “Il segreto professionale”, in cui si afferma che “I membri degli organi decisionali e il personale della BCE e delle banche centrali nazionali sono tenuti, anche dopo la cessazione delle loro funzioni, a non divulgare le informazioni che per loro natura siano protette dal segreto professionale.”
[26] Cfr., per analogia, l’articolo 4.1 (a), del regolamento 1049/2001 che stabilisce che le istituzioni rifiutano l’accesso a un documento la cui divulgazione arrechi pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico in ordine alla politica finanziaria, monetaria o economica della Comunità o di uno Stato membro.
[27] Cfr. http://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/decisions/html/cvdraghi.en.html (controllata in data 11 dicembre 2012).


Fonti: Comunicato stampa, Decisione della causa
Collegamenti rilevanti: Group of 30, Corporate Europe Observatory, BCE

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...