Conferenza stampa 7 febbraio 2013

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vice-Presidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 7 Febbraio 2013

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Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il Vice-Presidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto alla nostra conferenza stampa. Passiamo ora a riferire sui risultati della riunione odierna del Consiglio direttivo.

Sulla base della nostra analisi economica e monetaria, abbiamo deciso di mantenere i tassi di riferimento (key ECB interest rates) invariati. Il tasso d’inflazione HICP è ulteriormente diminuito, come anticipato, e si prevede che scenda al di sotto del 2% nei prossimi mesi. Nell’orizzonte temporale rilevante per la nostra politica monetaria, le pressioni inflazionistiche dovrebbero rimanere contenute. Il ritmo dell’espansione monetaria di fondo continua ad essere sottotono. Le aspettative di inflazione a medio-lungo termine per l’area euro restano saldamente ancorate, in linea con il nostro obiettivo di mantenere il tasso di inflazione sotto ma prossimo al 2%. Nel complesso, questo permette alla nostra politica monetaria di restare accomodante. Nell’area euro, nella prima parte del 2013, dovrebbe prevalere una condizione di debolezza. In particolare, continueranno a pesare sull’attività economica gli aggiustamenti di bilancio indispensabili nei settori pubblico e privato. Più avanti nel corso del 2013 l’attività economica dovrebbe riprendersi gradualmente, supportata dalla nostra politica monetaria accomodante, dal miglioramento della fiducia dei mercati finanziari e dalla ridotta frammentazione, e anche da un rafforzamento della domanda globale. Al fine di sostenere la fiducia, è essenziale che i governi riducano ulteriormente gli squilibri di bilancio e strutturali e procedano nella ristrutturazione del settore finanziario.

Per quanto riguarda la situazione di liquidità delle banche, le nostre controparti hanno finora rimborsato 140.600.000.000 dei  489.200.000.000 euro ottenuti nel primo dei due LTRO (Longer-Term Refinancing Operations) a tre anni del dicembre 2011 e del marzo 2012. Ciò riflette il miglioramento della fiducia dei mercati finanziari. I rimborsi sono previsti nelle modalità degli LTRO triennali e sono a discrezione delle controparti, che devono opportunamente valutare la loro situazione di finanziamento, la loro capacità di fornire nuovi prestiti per l’economia e la loro resistenza agli shock. Seguiremo da vicino le condizioni del mercato monetario e il loro potenziale impatto sull’orientamento della politica monetaria, che rimarrà accomodante,  in modalità di completa aggiudicazione (full allotment) nella fornitura di liquidità.

Permettetemi ora di spiegare la nostra valutazione in maggior dettaglio, a partire dall’analisi economica. Nel terzo trimestre del 2012 il PIL reale dell’area euro è diminuito dello 0,1%, rispetto al trimestre precedente, dopo una contrazione dello 0,2% nel secondo trimestre. I dati disponibili continuano a segnalare un ulteriore indebolimento dell’attività nel quarto trimestre e all’inizio del 2013. Questa debolezza riflette sia l’impatto negativo sulla spesa interna della bassa fiducia di consumatori e investitori, che la scarsa domanda esterna. Tuttavia, il sentiment dei mercati finanziari è migliorato e gli indicatori più recenti confermano i segnali, che già avevamo rilevato, di una stabilizzazione della fiducia delle imprese e dei consumatori, anche se a livelli bassi. Più avanti nel 2013 dovrebbe iniziare una graduale ripresa con la domanda interna supportata dalla nostra politica monetaria accomodante, dal miglioramento della fiducia dei mercati finanziari e dalla ridotta frammentazione, e dalla crescita delle esportazioni che beneficiano di un rafforzamento della domanda globale.

I rischi per le prospettive economiche dell’area euro continuano ad essere orientati verso il basso. Si riferiscono alla possibilità di una domanda interna e di esportazioni più deboli del previsto, alla lentezza delle riforme strutturali nell’area euro, nonché alle questioni geopolitiche e agli squilibri nei principali paesi industrializzati, che potrebbero avere un impatto sia sull’evoluzione dei prezzi delle materie prime che sui mercati finanziari globali. Questi fattori sono in grado di smorzare il costante miglioramento della fiducia e quindi di ritardare la ripresa.

Secondo la stima flash di Eurostat, il tasso di inflazione HICP nell’area è stato del 2,0% a gennaio 2013, in calo dal 2,2% di novembre e dicembre e dal 2,5% di ottobre. Sulla base degli attuali prezzi dei future per il petrolio, si prevede che i tassi di inflazione scendano al di sotto del 2% nei prossimi mesi. Nell’arco temporale rilevante per la nostra politica monetaria, in un contesto di attività economica debole nell’area euro e con le aspettative di inflazione a lungo termine ben ancorate, le pressioni sui prezzi dovrebbero rimanere contenute.

I rischi per le prospettive sui prezzi continuano ad essere sostanzialmente bilanciati nel medio periodo, con rischi al rialzo per effetto dell’aumento dei prezzi amministrati e delle imposte indirette, e dei prezzi del petrolio, e rischi al ribasso derivanti da una attività economica più debole e, più di recente, dall’apprezzamento del tasso di cambio dell’euro.

Passando all’analisi monetaria, il ritmo dell’espansione monetaria di fondo continua ad essere sottotono. Il tasso di crescita sui dodici mesi di M3 è diminuito al 3,3% nel dicembre 2012, dal 3,8% di novembre. Passaggi dai depositi overnight verso i depositi a breve termine hanno portato ad una diminuzione del tasso di crescita di M1, che è sceso al 6,2% nel mese di dicembre, dal 6,7% nel mese di novembre, e i flussi in uscita derivanti da strumenti negoziabili hanno appesantito la crescita complessiva di M3. Nel mese di dicembre ha avuto luogo un ulteriore rafforzamento della base dei depositi delle MFI in un certo numero di paesi in difficoltà, in combinazione con ulteriori afflussi di capitali verso l’area dell’euro, fenomeni che hanno entrambi continuato a ridurre la frammentazione.

Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato (corretti per cessioni e cartolarizzazioni), è rimasto negativo nel mese di dicembre. Questo riflette principalmente il perdurare di una crescita negativa dei prestiti alle società non finanziarie, che era -1,3% in dicembre, dopo -1,5% nel mese di novembre. Tuttavia, la crescita annua dei prestiti delle MFI alle famiglie è rimasto sostanzialmente invariato allo 0,7% nel mese di dicembre. In larga misura, la dinamica sottotono dei prestiti rispecchia l’attuale fase del ciclo economico, l’accentuato rischio di credito e l’adeguamento in corso nei bilanci dei settori finanziario e non finanziario. In linea con questi sviluppi, l’indagine sul credito bancario per il quarto trimestre del 2012 conferma la debolezza della domanda di credito e il perdurare dell’effetto di considerazioni relative al rischio di credito sull’inasprimento dei criteri di credito. Allo stesso tempo, l’indagine conferma l’impatto positivo delle misure dell’Eurosistema sul finanziamento complessivo e sulla situazione di liquidità delle banche. In particolare, le banche hanno segnalato miglioramenti in tutte le categorie di finanziamento nel quarto trimestre.

Al fine di garantire la trasmissione della politica monetaria in modo adeguato alle condizioni di finanziamento dei paesi dell’area euro, è essenziale continuare a rafforzare la resilienza delle banche ove necessario. Passi decisi verso la creazione di un quadro finanziario integrato aiuteranno a raggiungere questo obiettivo. Il futuro supervisore unico (Single Supervisory Mechanism, SSM) è uno dei principali pilastri. Si tratta di un passo fondamentale verso la re-integrazione del sistema bancario.

In sintesi, l’analisi economica indica che l’andamento dei prezzi dovrebbe restare in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine. Un controllo incrociato con i segnali provenienti dall’analisi monetaria conferma questo quadro.

Per quanto riguarda le altre politiche, le riforme strutturali e il risanamento dei conti pubblici possono completarsi a vicenda, migliorando in tal modo le prospettive per la creazione di posti di lavoro, la crescita economica e la sostenibilità del debito. Iniziative politiche prese nei mesi passati stanno dando i loro frutti, sia in termini di attenuazione degli attuali squilibri di bilancio e che di riduzione dei disavanzi delle partite correnti. In particolare, in diversi paesi con esigenze particolari di aggiustamento, una crescita contenuta dei costi unitari del lavoro (unit labour costs) segnala una maggiore competitività dei prezzi e le esportazioni stanno migliorando. I governi,  basandosi sui progressi compiuti nel risanamento del bilancio e nel rafforzamento della concorrenza nei mercati dei prodotti, dovrebbero proseguire con le riforme del mercato del lavoro. Ciò aumenterebbe il potenziale di crescita, ridurrebbe l’elevata disoccupazione strutturale e migliorerebbe la capacità di aggiustamento dei paesi dell’area dell’euro.

Siamo ora a vostra disposizione per le domande.

Domande e risposte

1 – Due domande, Mr Draghi. Ci sono stati report nei media nell’ultima ora secondo cui la BCE ha raggiunto un accordo sulla Anglo Irish Bank. Mi chiedevo se volesse confermare e se ci può  fornire i dettagli dell’accordo.
La seconda domanda è sull’euro. Mi chiedo quanto lei sia preoccupato per il recente apprezzamento della moneta e che rischio rappresenta per la ripresa economica che lei prevede. E, connesso a questo, ho notato che ha cambiato espressione sulla ripresa. Ha detto che la attende “più tardi nel 2013”, mentre in precedenza aveva detto “nel secondo semestre”, quindi mi chiedo se “più tardi”, significa prima della seconda metà o verso la fine del 2013.

Draghi – Mi sta chiedendo “a che ora?” Dire a che ora è troppo difficile, non posso rispondere.
Ma sull’Irlanda, vorrei dire questo: non c’era una decisione da prendere. Il Consiglio direttivo all’unanimità ha preso atto dell’operazione irlandese e vi rinvio al Governo irlandese e alla Banca centrale irlandese per i dettagli di questa operazione, che è stata progettata e intrapresa dal Governo irlandese e dalla Banca centrale irlandese. Oggi posso solo dire che abbiamo preso atto di questo. Abbiamo tutti preso atto di questo.
Sul tasso di cambio, la prima cosa è che la rivalutazione è, in un certo senso, un segno del ritorno di fiducia nei confronti dell’euro. Ma al netto del ritorno di fiducia, i tassi di cambio dovrebbero riflettere i fondamentali e, in generale, sia il tasso di cambio nominale che quello reale effettivi sono pari o intorno alle loro medie di lungo periodo. Tuttavia, come ho detto l’ultima volta, il tasso di cambio non è un obiettivo della nostra politica monetaria, ma è importante per la crescita e la stabilità dei prezzi, e noi sicuramente osserveremo se l’apprezzamento è sostenuto e se modifica la nostra valutazione dei rischi sulla stabilità dei prezzi. In ogni caso, il mese prossimo avremo le nuove proiezioni. Nel frattempo, manterremo la nostra politica monetaria accomodante e seguiremo da vicino gli sviluppi del mercato monetario.

2 – Sulla questione di Anglo Irish Bank, lei ha detto che i dettagli dovrebbero essere chiesti al Governo irlandese, ma questo era parte di una attenta coreografia elaborata con il Governo irlandese? Ieri sera il Parlamento irlandese che ha affrettato la legge, e  il Presidente irlandese che è volato indietro a firmare la legge. Era questa una coreografia preparata con la BCE?
E in secondo luogo, sono state tutte le dichiarazioni del governo irlandese, tra cui quelle del Primo ministro irlandese, degli ultimi due o tre mesi, utili a raggiungere tutto ciò che abbiamo raggiunto oggi? Io non ho ancora chiaro cosa abbiamo raggiunto.

Draghi – Beh, lei ha perfettamente ragione a non avere le cose in chiaro. Noi abbiamo preso atto di un’azione che è stata intrapresa dal governo. E non parlerei di “coreografia”. Sono stati interventi del Governo irlandese e della Banca centrale irlandese. E noi abbiamo preso atto di questi interventi.

3 – Due domande, come al solito. La prima in merito al rimborso degli LTRO. Qual è il suo giudizio – la sua valutazione? E’ una normalizzazione della situazione di liquidità delle banche? Lo vede come un segno positivo? A che punto pensa che siamo arrivati sulla via della normalizzazione?
L’altra domanda, sempre sull’euro, temo. Ci sono state richieste da parte di Monsieur Hollande – non esattamente con queste parole, ma circa con queste parole – per una “politica più proattiva sul tasso di cambio” della BCE. Cosa ha da dire in merito?

Draghi – Bene, vorrei innanzi tutto rispondere alla prima domanda, che è in un certo senso più ampia. Lasciatemi passare in rassegna alcuni fatti chiave che offrono un quadro della situazione dei mercati finanziari e anche dell’economia reale. Guardando indietro agli ultimi sei mesi, abbiamo certamente avuto un significativo miglioramento sul lato finanziario dell’economia. Lei ha parlato del finanziamento delle banche: il finanziamento delle banche il mese scorso è stato del 65% sopra al livello registrato nello stesso mese dello scorso anno. Gli Stati stanno procedendo con i loro piani di finanziamento: anche in questo caso, giusto per darvi un’idea, il 55% del totale delle emissioni sovrane del mese scorso è venuto da paesi non-core, mentre lo scorso anno il 93% delle emissioni totali di fondi sovrani provenivano solo da paesi core. Aggiungo che sia il Portogallo che l’Irlanda hanno usato i segmenti a medio/lungo termine dei mercati obbligazionari. Questo non solo dimostra un ritorno di fiducia nei confronti dell’euro, ma conferma anche i progressi che questi paesi hanno fatto nelle loro politiche economiche. I saldi Target2 continuano a migliorare. Inoltre, il rimborso dell’LTRO è un segno di fiducia. Dice semplicemente che molte banche hanno fatto accesso all’LTRO per motivi precauzionali perché avevano, un anno fa, dubbi sulla situazione della liquidità, sulle prospettive di finanziamento. E ora sono meno incerte rispetto a un anno fa. Quindi, anche questo è un segno positivo. Vorrei aggiungere un aspetto importante, tuttavia  non posso scendere molto nei dettagli, però. Quando stimiamo il rimborso del secondo LTRO, siamo abbastanza convinti che la liquidità in eccesso sarà ben più di 200 miliardi di euro, a conferma della politica monetaria accomodante. Vediamo anche segnali continui di una minore frammentazione nella zona euro. Vediamo un’attività transfrontaliera in crescita da parte di altri paesi dell’area euro verso i paesi non-core, ma anche dal di fuori della zona euro verso paesi sia core che non-core. Questo è chiaramente dimostrato dalla crescita della posizione netta sull’estero dell’area euro, che è salita. Quindi, tutto sommato, questo indica che i mercati finanziari sono certamente più liquidi rispetto a un anno fa. Vorrei anche aggiungere che i finanziamenti aziendali  i finanziamenti aziendali non bancari hanno anch’essi un buon momento. Le emissioni delle società sono in effetti piuttosto significative. Un altro dettaglio, su cui io raramente faccio commenti, è il costo della protezione contro l’inflazione e contro la deflazione: è diminuito. Il che significa che non solo le aspettative di inflazione sono saldamente ancorate, ma che lo sono su entrambi i lati. Quindi, la stabilità dei prezzi è oggi  almeno questo è ciò che i mercati ci dicono  più probabile di quanto non fosse prima. Le eccedenze delle partite correnti dei paesi sotto stress continuano ad aumentare  e anche questo è un segno positivo  e i costi unitari del lavoro nella maggior parte dei paesi sotto stress continuano a diminuire.
Ora, vi ho dato un elenco di cose positive, ma la situazione rimane fragile. E vediamo che questa fragilità è segnalata dai flussi di credito che, come ho appena detto nella relazione introduttiva, sono rimasti deboli. Inoltre, se si guardano le emissioni obbligazionarie si vede chiaramente che, mentre le grandi aziende che possono emettere obbligazioni lo fanno, e si finanziano attraverso i mercati dei capitali, le piccole e medie imprese, che devono finanziarsi attraverso il mercato bancario  tramite le banche  sono effettivamente in difficoltà a trovare credito. Per loro, il credito è, e rimane, scarso. C’è anche un altro fenomeno che stiamo esaminando, cioè è la situazione delle grandi banche rispetto alle piccole banche. Sembra che le banche di piccole dimensioni siano più restrittive nel concedere credito delle grandi banche. Quindi, tutto sommato, i costi del credito e la sua disponibilità rimangono difficili. Questo è l’ambiente che circonda il rimborso dell’LTRO che ha appena avuto luogo.

… e l’altra mia domanda  sul tasso di cambio?

… sul Presidente Hollande. Dovremmo sempre ricordare che la BCE è indipendente. Abbiamo sentito in tutto il mondo, questi discorsi per far salire e scendere le valute. La prova ultima dell’efficacia di queste strategie sarà cosa i mercati fanno di queste affermazioni.

4 – Mr. Draghi, lei ha incluso una nuova sezione nella dichiarazione introduttiva che collega le condizioni del mercato monetario al suo orientamento di politica monetaria. Ne possiamo concludere che siete pronti a contrastare ogni possibile aumento dei tassi di mercato, a seguito di un drenaggio di liquidità, con un possibile taglio del tasso di rifinanziamento principale?
In concomitanza con questo, fino ad ora la BCE è sembrata abbastanza indifferente all’impatto che un prosciugamento della liquidità potrebbe avere sui tassi di mercato a breve termine. A quale livello di liquidità in eccesso si aspetta che si manifesti una pressione significativa sui tassi di mercato?
E, domanda finale, collegata: lei ha detto che avrebbe continuato con la procedura di assegnazione a tasso fisso e piena aggiudicazione (fixed rate full allotment procedure). Sapevamo che dovrebbe essere così fino a metà anno, ma ci sono indicazioni che si continuerà oltre la scadenza attuale?

Draghi – Per la prima e la terza domanda: nessun impegno (we do not pre-commit), ma, come ho detto, la nostra politica monetaria è accomodante, i nostri tassi di interesse overnight sono prossimi allo zero. Quindi, ci sono molti segni che siamo in modalità di piena aggiudicazione e pronti ad offrire liquidità al sistema bancario in base alle sue esigenze.
Sulla seconda domanda, ho già detto che, secondo le nostre stime, anche dopo il rimborso del secondo LTRO, la liquidità in eccesso dovrebbe restare ben al di sopra dei 200 miliardi di euro. In terzo luogo, non darei troppo peso al recente aumento del tasso EONIA, perché può essere dovuto a una serie di fattori, alcuni dei quali sono strutturali, e dipendono da quali banche hanno rimborsato l’LTRO. Quindi, un cambiamento nella composizione delle banche nell’EONIA ha effetti sui livelli dello stesso EONIA. Ma ci sono anche altri fattori come la volatilità. Tuttavia, ho detto molte volte che la nostra politica monetaria rimane accomodante.
Ho detto 200 (miliardi di euro), poiché c’è, infatti, una sorta di correlazione (con l’EONIA), ma bisogna stare molto attenti a non rimanere fissati su una cifra, perché ci sono tanti altri fattori. Se si va indietro per trovare se c’è una relazione uno-a-uno tra 200 e un certo livello di EONIA, la risposta è che certamente cambia nel corso del tempo a causa di molti altri fattori: volatilità, mercati finanziari e altri tipi di eventi.

5 – Un’altra domanda sull’Irlanda. L’azione di cui il Consiglio direttivo all’unanimità ha preso atto: è questo uno swap della promissory note per un titolo di Stato e, se sì, la BCE accetterebbe questo titolo di Stato come garanzia?
La seconda domanda è sul Monte dei Paschi. Alcune persone hanno detto che lei ha spazzato sotto il tappeto i problemi del Monte dei Paschi perché uno scandalo bancario, o un crollo della banca, nel 2011 avrebbe rovinato le sue probabilità di diventare presidente della BCE. Cosa può dire su questo?

Draghi – Permettetemi innanzitutto di rispondere alla domanda sull’Irlanda. Ho detto che abbiamo preso atto. Non vogliamo entrare nei dettagli dello swap, è interamente opera del Governo irlandese e della Central Bank of Ireland. Come ho detto, abbiamo all’unanimità preso atto di questa azione.
Sull’altro punto: avete, da circa una settimana e mezzo, un resoconto dettagliato di tutta la storia sul sito della Banca d’Italia, dove si può vedere che la Banca d’Italia ha fatto tutto ciò che doveva fare, in modo adeguato e per tempo. Se avete dei dubbi al riguardo, avete anche il team del FMI, che è stato in Italia per una valutazione del settore finanziario. In tale contesto, il FMI ha dichiarato pubblicamente che il loro parere preliminare è “che la Banca d’Italia è intervenuta in modo tempestivo e adeguato, entro i limiti del quadro giuridico, per risolvere i problemi a MPS. La vigilanza è stata stretta e l’azione di vigilanza si è intensificata opportunamente quando i problemi di MPS sono diventati acuti. Ciò è coerente con la valutazione complessivamente positiva sulla conformità della Banca d’Italia ai principi del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria efficace. Guardando al futuro, sarà importante per MPS dar corso ai suoi piani di ristrutturazione al fine di ripristinare la sua salute e la sua redditività”. Non dimenticate che sono stato io a firmare entrambe le ispezioni. Ed è stata la Banca d’Italia che ha dato la maggior parte delle carte e della documentazione alla magistratura. Il punto è che in caso di frode, le autorità di vigilanza di norma non hanno poteri di polizia o giudiziari: fanno solo la supervisione. Infine, non voglio prendere posizione sulle elezioni italiane, ma si dovrebbe certamente scontare molto di ciò che si sente e legge sui blog, ecc. come parte del normale rumore che le elezioni producono.

6 – Mr. Draghi, possiamo fare un’altro giro sull’Irlanda? Perché io penso che ci sia molto interesse …

Draghi – So che quello che sto dicendo non è soddisfacente, ma è molto difficile per me dire qualcosa di diverso. Ma vada avanti…

… Giusto per cercare di capire un po’. La BCE deve firmare ogni quindici giorni per l’assistenza d’emergenza di liquidità (Emergency Liquidity Assistance, ELA). E’ qualsiasi cosa sia successa o meno in Irlanda qualcosa che la BCE deve ancora firmare ogni quindici giorni? Oppure ci sono dei cambiamenti fondamentali nel modo in cui il Governo irlandese si propone di far fronte a questo debito?
E una seconda domanda sulla possibilità di tassi di interesse negativi: lei ha detto a dicembre che siete tecnicamente pronti per questo. Ma questo dibattito sembra completamente ammutolito. Lo avete riconsiderato, siete preoccupati che forse le banche non siano pronte per questo? O è un qualcosa che siete ancora pronti ad usare se decidete che è necessario ad un certo punto?

Sull’Irlanda, posso solo ripetere quello che ho detto prima: che il Consiglio direttivo ha preso atto. Una cosa, però, che posso aggiungere è che non c’è più ELA. Quindi questo è un passo positivo, ma non posso andare oltre perché, come ho detto, questo è interamente nelle mani del Governo irlandese e la Central Bank of Ireland.

Questo significa che …

Penso che lo dovreste chiedere a loro, davvero.

Questo significa che le obbligazioni sovrane che stanno sostituendo le cambiali …

Mi sta chiedendo dettagli che non posso dare, che non sono in grado di darvi.

Se obbligazioni sovrane sono state sostituite delle cambiali, sarebbero accettabili come garanzia presso la BCE?

Non credo che sarebbe giusto per me commentare ciò che il Governo di un altro paese o una Banca centrale nazionale stanno facendo, o stanno per fare.
Sui tassi negativi, francamente, il Consiglio direttivo non ha modificato la posizione che ho presentato alla conferenza stampa lo scorso anno, quindi resta come ho detto l’ultima volta.

7 – Purtroppo, ho un’altra domanda sull’Irlanda. Lei ha detto che si tratta di una decisione del Governo irlandese e, probabilmente, della Banca Centrale d’Irlanda, e non un vostro problema. Ma, a un certo punto, credo che potrebbe ancora essere un problema dell’Eurosistema perché, se ho capito bene, la Banca centrale d’Irlanda è ora in possesso di una cambiale, o qualcosa d’altro, forse titoli di stato di durata maggiore, che dovrebbero essere parte dei cosiddetti ANFA assets. So che ci sono alcune regole che mettono dei limiti superiori a tali attività in modo che, ad un certo punto di quest’anno, dovrete guardare a questo limite. Avete delle proposte per la Central Bank of Ireland per ridurre questo?

Draghi – Sta correndo troppo veloce, troppo in avanti. Ci sarà certamente un esame della situazione a tempo debito. Non sto dicendo che questa è l’ultima parola su questo argomento. Sto solo dicendo che, oggi, il Consiglio direttivo all’unanimità ha preso atto dell’operazione irlandese. Quindi devo dire che questa non è certo l’ultima parola. Torneremo su questo.

Perché vi hanno fatto una richiesta? Perché siete stati interpellati a tale proposito? Ovviamente avrebbero potuto farlo senza che il Consiglio direttivo dicesse sì o no, quindi perché chiedono comunque?

Loro hanno intrapreso un’azione. E questo è tutto.

8 – Mr. Draghi, la prossima settimana verrà a per riferire al Congresso spagnolo. Può darci un’idea del messaggio che sta per dare alla popolazione spagnola e al governo spagnolo?

Draghi – Non vorrei rovinare tutto! Sarò là, ma devo dire che sarà più per ascoltare. E io certamente spiegherò la politica monetaria della BCE, il suo impatto sulla zona euro nel suo complesso, gli effetti della frammentazione, la situazione dei sistemi bancari nell’area dell’euro, la situazione dei mercati finanziari e quali sono le prospettive per la ripresa. Non mi soffermerò sulla politica economica interna e non voglio esprimere giudizi in merito. E per me, ovviamente, si tratta di una opportunità unica di ascoltare dai legislatori di Spagna loro punto di vista sulla situazione economica in Spagna, ma anche sulla zona euro.

9 – Forse si potrebbero commentare i passi di Francia e Germania verso la separazione delle banche, o sui piani di ripresa più forti. Che cosa ha intenzione di fare al riguardo? Visto che la BCE è la banca delle banche, si deve sentire la lobby che ritiene questi passaggi sbagliati, o presi troppo in fretta? Forse potrebbe rassicurare le banche?
E una seconda domanda sugli esperti della BCE per quanto riguarda la regolamentazione, alcuni studi indicano che ci saranno circa 2000 assunzioni – o qualcosa tra 500-2000. Potrebbe forse chiarire questo aspetto?

Draghi – Sulla prima questione: a questo punto stiamo ancora seguendo gli sviluppi nazionali a distanza. Sappiamo anche che la Commissione europea presenterà un regolamento su questo. Accogliamo con favore la Relazione Liikanen, in base alla quale le attività di trading particolarmente rischiose sono in una certa misura state delimitate. E’ abbastanza ovvio che non possiamo permetterci di avere legislazioni separate: alla fine dovremo convergere su una regola per tutta l’area euro, ed eventualmente per tutta l’Unione europea. Questo sarebbe nell’interesse di tutti. Vorrei anche aggiungere che le varie iniziative non differiscono tra loro in modo così radicale da escludere questa possibile convergenza. Quindi, siamo in attesa della Commissione europea, e poi esprimeremo un parere legale al riguardo, quindi ci saranno altre opportunità.
Sull’SSM, lasciami andare per gradi, perché a volte ci sono accelerazioni improvvise nella percezione di quanto l’SSM è stato realizzato. Prima di tutto, l’atto giuridico di istituzione dell’SSM non è ancora stato approvato. In secondo luogo, la consultazione con il Parlamento europeo è ancora in corso. Una volta che il regolamento sarà in vigore, la BCE presenterà una relazione trimestrale al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione europea sui progressi compiuti nella sua attuazione operativa. E questa relazione sarà pubblica. Nel frattempo, non possiamo prendere decisioni vincolanti, organizzative o amministrative, fino a quando il testo di legge non è stato approvato. Di conseguenza, le conclusioni sono premature. Prendiamo ad esempio un argomento che è fonte di attrazione infinita: il numero del personale. Il numero del personale dipenderà dalla struttura stessa e quindi non può essere definito ancora correttamente. La BCE ha commissionato al Promontory Financial Group uno studio su una possibile organizzazione della funzione di vigilanza futura. Si tratta di uno studio, ma non sarà l’ultimo studio che commissioneremo. E’ una delle tante proposte, per cui è destinata a cambiare. Tuttavia, abbiamo iniziato a condurre i lavori preparatori, e questo in stretta collaborazione con le autorità nazionali. Permettetemi di dire una cosa importante, comunque. Le banche centrali nazionali e le autorità di vigilanza sono veramente molto collaborative in questo lavoro preparatorio. Hanno un atteggiamento molto costruttivo, sono desiderosi di agire per costruire questa nuova istituzione e si sono offerti volontariamente per aiutarci attraverso lo scambio di competenze e di personale.

10 – Vorrei tornare sulla questione del Monte dei Paschi. Si tratta di un segnale di allarme sul fatto che forse la Banca centrale non è il migliore supervisore per tutte le banche dell’area dell’euro. Posso immaginare che nel 2014 o 2015 se accadesse qualcosa del genere, vi trovereste di fronte a un sacco di domande e questo potrebbe danneggiare la credibilità della BCE nella funzione di conduzione della politica monetaria.
Voglio anche tornare su suoi punti in tema di tassi di cambio. Lei dice che non è un obiettivo statutario, ma è un canale attraverso il quale la politica monetaria si trasmette all’economia. Ma allora cosa c’è di  sbagliato, in un contesto di bassa inflazione, ad assumere politiche che potrebbero avere l’effetto di abbassare il tasso di cambio, aiutando a creare posti di lavoro nel settore manifatturiero, nel settore delle esportazioni? L’economia dell’area euro è ancora in recessione e la disoccupazione è a un livello record, probabilmente potrebbe essere aiutata.

Draghi: Permettetemi di rispondere prima alla seconda domanda. Il Consiglio direttivo è convinto che stiamo già attuando politiche compatibili con la stabilità dei prezzi e con la creazione di posti di lavoro. Se si guarda a tutte le misure che abbiamo preso nel 2012 si è costretti a giungere a questa conclusione. Non stiamo facendo esattamente le stesse cose che vengono fatte dalla Federal Reserve in America, voglio dire, il quadro istituzionale è diverso. Ma la BCE difficilmente può essere accusata fare una politica non accomodante, e l’ho detto molte volte oggi, è accomodante, rimaniamo in piena aggiudicazione e siamo pronti a fornire tutta la liquidità richiesta. Ora abbiamo cambiato le regole sul collaterale in modo da consentire alle banche di inviare i prestiti che fanno come garanzia per il finanziamento. Ci resta però la domanda sul perché i flussi di credito sono ancora così sottotono nonostante le molte cose che abbiamo fatto. E ci sono molte risposte, una delle quali è abbastanza ovvia, ed è la prima che mi viene in mente: la domanda è molto debole. Ma ci sono anche altre considerazioni a cui vogliamo guardare, tra cui la frammentazione tra grandi imprese e SME. Anche in questo caso, il fatto che usiamo i crediti aggiuntivi come ulteriore garanzia significa che abbiamo affrontato i problemi di finanziamento – non possiamo affrontare la carenza di capitale e non possiamo affrontare l’avversione al rischio che ha davvero raggiunto livelli elevati. Quindi, la risposta a questa domanda è che continueremo a fare tutto il possibile per garantire che i flussi di credito riprendano, all’interno del nostro mandato, naturalmente, che è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Allo stesso tempo, crediamo che tutte le azioni che abbiamo intrapreso, alla fine, si faranno strada attraverso l’economia, tanto che si prevede una ripresa, una graduale ripresa, nella seconda parte di quest’anno.

(risate – autrice di una precedente domanda) … ha appena risposto alla mia domanda, nel secondo semestre?

Nella seconda metà, sì. Ho detto che mi dispiace di non sapere l’ora esatta, ma posso dirvi che sarà intorno alla seconda metà di quest’anno.
Quanto alla sua prima domanda: come ho detto fin dall’inizio – e ripeto quello che ho detto alla prima conferenza stampa, quando non era ancora certo che sarebbe stato effettivamente chiesto alla BCE di assumere la vigilanza bancaria – “il quadro della vigilanza deve essere efficace e garantire un controllo coerente. Le decisioni della vigilanza e le politiche monetarie devono essere chiaramente separate”. Questo è molto importante, e lo abbiamo detto fin dall’inizio. Ho detto molte altre cose, ma ve le risparmio. Quindi, sono d’accordo con lei che la separazione è essenziale, ma francamente non sono d’accordo con lei che MPS e il futuro SSM siano collegati in alcun modo possibile, a parte che io sono l’ex governatore della Banca d’Italia e attualmente presidente della BCE . Ma dopo avervi mostrato che la Banca d’Italia ha agito correttamente e in modo tempestivo, non vi è alcuna connessione. Ma questo punto che lei ha sollevato – e che molti suoi colleghi hanno sollevato negli articoli dei vari giornali che hanno coperto questo argomento negli ultimi giorni – è molto importante; è molto importante che la governance di questa nuova istituzione sia davvero fortemente separata, in modo da essere anche percepita come separata. Quindi non so se il modello possa essere come quello degli Stati Uniti, dove avete la Fed, la Fed di New York e la Fed di Washington, o se ci siano altri modelli, ma sono assolutamente convinto di questo. Sono pienamente d’accordo con la maggior parte dei giornalisti qui che hanno scritto su questo argomento.

11 – Mi chiedevo se c’è già una lezione da imparare dallo scandalo Monte dei Paschi, per esempio, che alla Banca d’Italia dovrebbe essere dato il potere di rimuovere i capi delle banche.

Draghi – Certo, la creazione di un supervisore comporterà profondi cambiamenti legislativi a livello nazionale, uno dei quali riguarda i poteri che le autorità di vigilanza devono avere per essere efficaci. E uno di questi poteri è il potere di – prima di tutto – giudicare se un top manager di una banca è adeguato al compito. Il secondo è il potere di rimuovere il manager se c’è la sensazione che, per vari motivi, non è più adeguato. Penso che sia una componente essenziale dei poteri che le autorità di vigilanza devono avere. In questo momento non tutte le autorità di vigilanza hanno questi poteri, ma certamente alcune di loro li hanno. E penso che, se non altro, una delle cose che questa storia dimostra è che avere più poteri avrebbe aiutato, anche se, quando si ha a che fare con comportamenti fraudolenti, non si sa mai.

12 – Volevo sapere se la decisione sul tasso di interesse è stata unanime.
La mia seconda domanda riguarda Mr. Weidmann, che il mese scorso ha detto che considera l’indipendenza delle banche centrali in certa misura minacciata in tutto il mondo. Ha menzionato in particolare il Giappone, e ha anche messo in guardia dal rischio di una guerra valutaria internazionale. Condivide questa preoccupazione?

Draghi – La decisione di non modificare i tassi di interesse è stata unanime. Naturalmente, ci sono state indicazioni e discussioni su come migliorare le condizioni finanziarie, ma questo è tutto.
Sulla seconda domanda, credo di aver detto quello che avevo da dire su tassi di cambio e guerre valutarie. Penso che dovremmo avere in mente una cosa: le variazioni dei tassi di cambio che vediamo oggi non sono vere modifiche deliberate dei tassi di cambio, come quelle che abbiamo visto molti anni favale a dire svalutazioni competitive deliberate. Sono piuttosto l’effetto di politiche macroeconomiche che hanno lo scopo di riaccendere le economie. Ad esempio la promessa di tenere i tassi di interesse molto bassi per un tempo molto, molto lungo. Ad esempio, l’adozione di un obiettivo di inflazione – tutto è relativo, naturalmente – lontano dai tassi di inflazione correnti. Tuttavia, se queste politiche producono sui tassi di cambio effetti che non riflettono il consenso raggiunto al G20, ne dovremo discutere.
Una cosa ancora a cui non ho risposto: penso che l’indipendenza della Banca centrale sia il complemento necessario della credibilità della Banca centrale nel quadro del mandato sulla stabilità dei prezzi. Le tre cose vanno insieme. Se si minaccia uno dei tre valori, si minano anche gli altri. Quindi Mr. Weidmann ha assolutamente ragione ad essere preoccupato per l’indipendenza della Banca centrale.

13 – Per quanto riguarda il Monte dei Paschi, mi stavo chiedendo se c’è un’altra lezione che i decisori politici europei possono apprendere, e mi riferisco in questo caso ai meccanismi di liquidazione delle banche. C’è un piano per la liquidazione delle banche che è stato discusso a Bruxelles. Pensa che, alla luce di situazioni bancarie come quella del Monte dei Paschi, dovrebbe essere preso in considerazione un sistema più efficace per la liquidazione delle banche?

Draghi – Non voglio fare commenti su specifiche banche, ma il Monte dei Paschi di Siena non è stato per nulla liquidato. La risposta alla sua domanda è che avere un meccanismo unico di liquidazione (Single Resolution Mechanism, SRM) è molto importante. Vorrei subito chiarire che non si tratta di un meccanismo di salvataggio (bailing-out), ma di un meccanismo di liquidazione. Le banche potrebbero e dovrebbero essere liquidate in modo uniforme nell’area euro  o potenzialmente e preferibilmente in seno all’Unione europea. Questo significa che gli Stati membri dell’Unione europea avrebbero le stesse leggi di liquidazione. Ciò significa che la stessa categoria dei creditori sarebbe salvata in tutto il territorio dell’Unione europea o nella zona euro. Significa che, quando una banca fallisce, anche se è grande, c’è un meccanismo pronto a intervenire. Si avrebbe un meccanismo che può intervenire per liquidare una banca, ottenendo due obiettivi: in primo luogo, senza usare i soldi dei contribuenti, cioè senza salvataggio esterno dei soci o dei creditori di vario genere e, secondo, senza che capiti quello che abbiamo sperimentato con Lehman Brothers, vale a dire la rottura di alcuni elementi essenziali del nostro sistema dei pagamenti. Ecco perché è così importante. E al giorno d’oggi per molte banche dell’area euro l’attività transfrontaliera è così estesa che abbiamo bisogno di passare da un meccanismo di liquidazione puramente nazionale a uno sovranazionale.

14 – Ho notato che non può entrare nei dettagli dell’accordo sulla banca irlandese, ma posso chiederle  dal momento che è stato fatto un accordo che sgraverà il Governo irlandese e il popolo irlandese da un grande peso in termini di rimborso del debito quale impatto lei si aspetta che abbia in relazione al mercato obbligazionario irlandese, allo sforzo irlandese per uscire dal programma di salvataggio per il settore bancario, e alla reputazione dell’Irlanda sui mercati finanziari, ma anche in termini di risparmio? Dato che la BCE fa parte della troika che sta supervisionando il salvataggio irlandese, c’è qualche precondizione o qualcosa del genere in relazione a come ci si aspetta che il Governo irlandese usi il denaro del salvataggio? E, infine, sono sicuro che alle persone in Irlanda piacerebbe davvero sapere come mai, secondo lei, c’è voluto così tanto tempo per raggiungere un accordo.

Draghi – Lei parla di un accordo, ma ho detto che non c’è stata alcuna decisione oggi. Noi abbiamo semplicemente preso atto. E questo è tutto quello che posso dire oggi. Tuttavia, posso dire che gli sforzi del Governo irlandese in questa direzione, ma ancora più importante, i progressi sul fronte della politica economica e sul fronte della politica finanziaria, sono ciò che conta davvero, alla fine, per ristabilire la reputazione dell’Irlanda nel mercati finanziari. Nel complesso, le prospettive sono molto positive.

…  poiché la BCE fa parte della troika, ha qualche idea o qualche preconcetto su come il risparmio dovrebbe o potrebbe essere utilizzato dal governo irlandese? Ci si aspetta che sia usato per pagare il debito più velocemente? O spetta a loro usarlo nel modo che desiderano?

Sta facendo domande a cui davvero non posso rispondere, non solo perché oggi abbiamo solo preso atto di questo, ma anche perché si tratta di questioni di politica interna su cui in realtà il Presidente della BCE non ha voce in capitolo.


Fonti: Video, Versione inglese

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Una risposta a “Conferenza stampa 7 febbraio 2013

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