Audizione al Parlamento Spagnolo 12 febbraio 2013

Dichiarazione introduttiva al Congreso de los Diputados de España
Intervento di Mario Draghi, Presidente della BCE,
Incontro con i membri del Parlamento,
Madrid, 12 febbraio 2013

Caro Presidente Posada,

Onorevoli Parlamentari,

Vorrei ringraziarvi di cuore per il vostro gentile invito a comparire di fronte questa Commissione del Parlamento.

In qualità di Presidente della Banca centrale europea (BCE), è un onore avere l’opportunità di discutere le grandi sfide dell’economia dell’area euro e di spiegare le azioni politiche più importanti che stiamo assumendo in risposta a tali sfide.

Dopo aver delineato ciò che abbiamo fatto, sarò molto interessato a sentire le vostre opinioni – su l’economia europea, sulle politiche della BCE e sul disegno futuro della nostra unione economica e monetaria. Alla fine di questa sessione, spero che avremo raggiunto una buona comprensione reciproca – che ci permetterà, nei nostri rispettivi mandati istituzionali, di compiere ulteriori progressi nell’affrontare la duplice sfida di rafforzare la nostra unione e tornare a una crescita sana e stabile.

Nel corso degli ultimi anni, abbiamo visto quanto profondamente le economie dei paesi dell’area dell’euro siano interconnesse. Si tratta di un drammatico promemoria di quanto le politiche economiche in un paese abbiano effetti significativi su altri paesi.

In qualità di rappresentanti democraticamente eletti del popolo spagnolo, voi siete i responsabili della politica economica interna. Tuttavia, nell’esercizio di tali funzioni, come tutti gli altri parlamenti nazionali dell’area euro, voi influenzate il funzionamento della nostra unione economica e monetaria nel suo complesso. Come ha detto il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, i parlamenti nazionali sono diventati istituzioni europee. E’ importante che tutti noi riconosciamo questi interessi reciproci.

Nelle mie osservazioni introduttive oggi, vorrei concentrarmi su tre temi: lo stato dell’economia, la politica monetaria della BCE e la visione di lungo termine per la nostra unione economica e monetaria. Sarò poi lieto di sentire le vostre opinioni e le vostre domande.

Aggiustamento nell’economia dell’area euro

Vorrei cominciare con la situazione generale. Come sapete, l’economia dell’area dell’euro sta attraversando una importante fase di aggiustamento. Questo processo è necessario, ma è particolarmente doloroso e prolungato in quelle zone dove gli sbilanciamenti delle politiche economiche hanno creato vulnerabilità. Particolari difficoltà in alcuni paesi dell’area dell’euro derivano dai grandi squilibri dei settori altamente indebitati e da finanze pubbliche in disordine.

Ma stiamo vedendo i primi risultati positivi dell’aggiustamento. Per esempio, i paesi della zona euro hanno quasi dimezzato il deficit di bilancio dal 6,2% del PIL nel 2010 a circa 3,3% nel 2012. Al netto degli interessi, il disavanzo primario della zona euro nel suo insieme è praticamente pari a zero. Questo contrasta con gli Stati Uniti e il Giappone, che ha registrato disavanzi primari di circa il 6% del PIL nel 2012.

Molti paesi della zona euro stanno affrontando i loro squilibri esterni, tra questi la Spagna, il cui disavanzo delle partite correnti è sceso sostanzialmente – da quasi il 10% nel 2008 a circa l’1% nel 2012. Secondo gli ultimi dati, le esportazioni del vostro paese sono aumentate in modo notevole – di circa il 20% in volume tra il 2009 e l’anno scorso. C’è stato un aumento simile in Portogallo e, in misura minore, in Irlanda.

Nello stesso periodo, la quota delle esportazioni sul PIL è aumentata di circa 10 punti percentuali in Spagna, Irlanda e Portogallo. Le esportazioni stanno fornendo un forte contributo positivo alla crescita economica. Queste economie stanno anche vedendo un calo dei costi unitari del lavoro (unit labour costs), il che permetterà di migliorare la loro competitività e fornità loro una piattaforma per una crescita sostenibile.

Nonostante questi segnali di miglioramento, l’aggiustamento non ha ancora avuto un impatto visibile sulla vita quotidiana delle persone. La frustrazione in alcune parti della popolazione è dunque comprensibile. Gli sforzi di riforma richiedono tempo per rivelare i loro effetti benefici – e devono raggiungere una massa critica prima di portare ad una svolta fondamentale nelle prospettive economiche.

Le priorità del programma di riforma restano la correzione degli sbilanciamenti e il ripristino della capacità dell’economia di creare valore, reddito e posti di lavoro. I governi devono perseverare nel cammino verso una crescita sana e stabile. I parlamenti nazionali sono fattori chiave per questo processo, in particolare nel comunicare efficacemente al pubblico gli obiettivi finali.

Nel dire tutto questo, io sono acutamente consapevole dei notevoli costi sociali che l’aggiustamento comporta, soprattutto per coloro che hanno perso il lavoro. Sono molto consapevole di questa dimensione umana della crisi, in particolare le difficoltà di molti dei vostri elettori. Ma le riforme non devono essere considerate in modo isolato: il loro obiettivo è creare economie più forti, meglio funzionanti e, sì, anche più equie, a vantaggio di tutti i cittadini.

I paesi che attuano le riforme dolorose ma necessarie non si devono sentire stati lasciati a se stessi. Creazione di un futuro più stabile e prospero per l’Europa è l’obiettivo che accomuna tutti i paesi dell’area dell’euro. Per progredire, abbiamo bisogno di un senso di direzione condiviso, un senso di coesione tra paesi e di un senso di solidarietà all’interno delle società.

Il senso condiviso di direzione si esprime nel porre le basi per una crescita sostenibile. In alcuni paesi, questo implica ri-orientare i principali motori della crescita verso i settori produttivi. Implica anche recuperare competitività contenendo o riducendo i costi attraverso una combinazione di produttività accelerata e moderazione salariale.

Il senso di coesione è espresso all’interno del mercato unico, della moneta unica e delle comuni istituzioni europee nell’assicurare buon governo e, quando necessario, assistenza reciproca e sostegno.

Il senso di solidarietà all’interno delle società deve essere espressa facendo in modo che l’onere non sia sostenuto in modo sproporzionato da alcuni settori o gruppi di persone.

La politica monetaria della BCE

Vorrei ora passare alle azioni politiche specifiche che la BCE ha adottato in risposta alle sfide poste dall’economia dell’area dell’euro.

Ci sono due elementi chiave. Il primo è stata la riduzione del tasso di riferimento allo 0,75%, un livello mai visto prima in alcun paese dell’area dell’euro. Il tasso di interesse sul mercato interbancario overnight è ora ancora più basso, vicino allo zero.

Il secondo elemento è consistito nell’offrire alle banche un accesso senza restrizioni ai finanziamenti della banca centrale attraverso le nostre attività sia a breve che a lungo termine. Questa politica ha fatto sì che le banche non hanno dovuto ridurre senza ragione i propri bilanci in un momento in cui i finanziamenti del mercato erano diventati non disponibili o troppo costosi. Questo ha evitato un potenziale scenario deflazionistico, in modo da garantire l’obiettivo primario della BCE, cioè mantenere la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro.

Allo stesso tempo, questa politica ha attenuato i vincoli di finanziamento per le banche che decidono di rinnovare o ampliare i loro prestiti alle imprese e alle famiglie. Ciò elimina un ostacolo alla crescita. Dal momento che tre quarti del finanziamento esterno delle imprese nella zona euro deriva da banche, abbiamo bisogno che esse forniscano un sano approvvigionamento di credito per sostenere gli investimenti e la creazione di posti di lavoro.

Abbiamo fornito alle banche la certezza che, con adeguate garanzie, possono attingere a volumi illimitati di liquidità della Banca centrale al nostro tasso di interesse chiave. Di fatto ci siamo sostituiti al mercato interbancario: quando tale mercato ha smesso di funzionare, la nostra azione ha permesso alle banche di continuare a concedere prestiti. La dimensione complessiva delle nostre operazioni di rifinanziamento è aumentata da meno di 450 miliardi di euro, prima della crisi, a oltre 1.2 trilioni di euro, al suo apice.

Abbiamo anche fornito alle banche la garanzia di poter contare sulle nostre operazioni di rifinanziamento per lunghi periodi. La durata massima di tali operazioni è aumentata da tre mesi a tre anni. Senza le operazioni di rifinanziamento a 2-3 anni avviate alla fine del 2011 e all’inizio del 2012, si poteva verificare  una stretta creditizia di impatto superiore.

Attraverso queste misure, la BCE ha affrontato con decisione le pressioni sulla liquidità in cui si sono trovate le banche dell’area euro. Qui in Spagna, ad esempio, il supporto di liquidità al sistema bancario corrisponde attualmente a un quarto del PIL del paese, circa otto volte rispetto a prima della crisi.

Per garantire la realizzazione dell’obiettivo primario della BCE di salvaguardare la stabilità dei prezzi, è stato essenziale creare un ambiente in cui la liquidità non fosse un ostacolo alla creazione di credito. Ma la liquidità non è l’unico fattore che determina la capacità e la disponibilità delle banche a concedere prestiti a imprese e famiglie. Ci sono due ulteriori fattori: la disponibilità di capitale da parte delle banche, e la percezione generale sul rischio nell’economia.

L’apporto di capitale non è tra i compiti di una banca centrale. E’ compito degli azionisti garantire che le banche siano solvibili e in grado di sostenere il loro core business. Quando il settore privato non è in grado o non vuole fornire capitale, spetta alle autorità di bilancio – governi e parlamenti – di decidere se e come agire.

Qui in Spagna le autorità sono state proattive, anche in condizioni difficili, hanno intrapreso un ambizioso programma di risanamento finanziario con l’assistenza dei loro partner europei. Il programma – che sta procedendo nei tempi previsti – ha rimosso dai bilanci delle istituzioni bancarie più deboli gli asset tossici, che erano stati un peso per il loro business. Il programma ha ricapitalizzato queste istituzioni con fondi freschi e gettato le basi per il loro ritorno a una condizione sana e al prestito attivo.

La percezione generale del rischio è il determinante terzo di credito. Come qualsiasi altra banca centrale, la BCE non può controllare il rischio microeconomico – come le banche valutano se un potenziale mutuatario mancherà di rimborsare un prestito.

Il rischio microeconomico è legato alle condizioni prevalenti nello specifico settore in cui un’impresa opera o alla struttura dei costi dell’impresa e alla sua capacità di innovare e creare valore. E’ compito delle politiche strutturali, settoriali e fiscali facilitare la riallocazione delle risorse alle attività che hanno un reale valore economico.

Da parte sua, la BCE contribuisce attivamente ad una riduzione del rischio macroeconomico: stabilizzando con fermezza le aspettative di inflazione, fornisce un ancoraggio nominale per l’economia nel suo complesso. Questo è importante per tutte le decisioni di prestito, in particolare per il finanziamento di progetti di investimento a lungo termine.

La nostra decisione la scorsa estate di preparare le OMTs (Outright Monetary Transactions) nei mercati dei titoli di Stato può essere visto in questa luce. Le OMTs sono progettate per concentrarsi su obbligazioni con una scadenza residua fino a tre anni, con l’obiettivo di mantenere stabili le aspettative di inflazione a medio termine, evitando una rottura nella trasmissione della politica monetaria che sarebbe estremamente dannosa.

La BCE può prendere in considerazione le OMTS solo se ci sono grossi problemi nella trasmissione della politica monetaria e se vi è una rigorosa ed efficace condizionalità, collegata a un adeguato programma dello European Stability Mechanism (ESM).

Ci sono due ragioni per questo quadro di condizionalità. In primo luogo, le OMTs sono uno stop contro la speculazione distruttiva: non sono un sussidio per finanziare un governo. Le OMTs dovrebbero rimuovere solo la parte del tasso di interesse a cui i governi ottengono prestito dovuta a infondate aspettative di scenari distruttivi per l’area dell’euro.

Ma i nostri interventi sono possibili solo se è fermamente escluso il rischio di fiscal dominance. Ciò richiede la certezza che i governi mantengano la disciplina di bilancio e che le continuino le riforme per correggere le debolezze di fondo. Solo una rigorosa ed efficace condizionalità è in grado di offrire questo tipo di assicurazione.

La seconda ragione per la condizionalità è che un programma ESM è un catalizzatore per le riforme. Può  modificare le prospettive economiche di un paese verso un maggiore potenziale di crescita, integrando la politica monetaria nei suoi sforzi per sostenere l’economia.

Nei mesi scorsi, abbiamo assistito ad un graduale allentamento delle condizioni finanziarie. Gli spread sui titoli sovrani e societari sono crollati. I corsi azionari hanno recuperato. Le banche hanno riguadagnato l’accesso al mercato. E il denaro è ritornato nei mercati del debito europei.

Le politiche della BCE hanno giocato un ruolo fondamentale in questo miglioramento, come l’azione risoluta da parte dei governi, dei parlamenti e del settore privato. Tutti devono perseverare in questi sforzi per sostenere la fiducia. La BCE, da parte sua, continuerà a garantire la stabilità dei prezzi, come ha fatto negli ultimi 13 anni.

La visione di lungo termine

Vorrei ora passare in breve alla visione di lungo termine per l’Europa. Come sapete, è ampiamente riconosicuto che la nostra unione monetaria deve essere integrata da una unione finanziaria, un’unione fiscale, una vera unione economica e, infine, una più profonda unione politica.

Il progetto più urgente – l’unione finanziaria – sta prendendo forma tangibile. La BCE è destinata a diventare il supervisore unico per gran parte del settore bancario dell’area dell’euro. Siamo pronti a lanciare i nostri preparativi interni non appena il Parlamento europeo e il Consiglio europeo raggiungeranno un accordo sulla legislazione. E’ in cantiere anche la proposta di un quadro di risoluzione unico. Prese insieme, queste due riforme ristabiliranno la fiducia nel settore bancario dell’area dell’euro.

E’ anche essenziale che sia completata unione economica creando le condizioni affinché ciascun paese trovi il suo posto nell’economia di libero mercato che è l’area dell’euro, e sfrutti i suoi vantaggi comparativi per creare posti di lavoro e la crescita. Questo è il significato di un buon funzionamento dell’unione economica. E accadrà soltanto se sarà ripristinata la competitività in tutta l’area dell’euro, se migliorerà il funzionamento dei mercati dei prodotti e del lavoro, e se investiremo in competenze e innovazione.

L’idea di ‘contratti comuni per la competitività e la crescita’ o ‘contratti di riforma’ potrebbe essere molto utile qui per mirare azioni politiche nei settori fondamentali per ripristinare la competitività. Dovremmo anche beneficiare di una revisione approfondita dei mercati dei prodotti e del lavoro per garantire che essi siano compatibili con il funzionamento dell’unione monetaria.

Conclusione

Vorrei concludere. Abbiamo iniziato quest’anno con un contesto finanziario più stabile. Ciò è stato ottenuto grazie agli sforzi di riforma concertati di governi e parlamenti e con azioni decisive delle istituzioni europee.

Come ho detto all’inizio del mio intervento, tutti i parlamenti nazionali dell’area dell’euro influenzano il funzionamento della nostra unione economica e monetaria. La Spagna gioca un ruolo di primo piano in questo processo.

Durante l’attuale fase di aggiustamento economico, la comunicazione tra responsabili delle politiche europei e nazionali e gli sforzi di costruzione del consenso all’interno di collegi elettorali nazionali sono di fondamentale importanza. Questo è il modo migliore per salvaguardare il nostro benessere futuro collettivo.

Grazie per la vostra attenzione. Sarò ora lieto di sentire le vostre opinioni e le vostre domande.


Fonte: sito BCE

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...