Conferenza stampa 4 luglio 2013

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vice-Presidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 4 luglio 2013

Video, Versione inglese, Salta alle Domande e risposte

Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il vicepresidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto nella nostra conferenza stampa. Passiamo ora a riferire sull’esito della riunione odierna del Consiglio direttivo, a cui ha partecipato anche il vicepresidente della Commissione, Mr Rehn.

Sulla base delle nostre regolari analisi economica e monetaria, abbiamo deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE (key ECB interest rates). Le informazioni pervenute hanno confermato la nostra valutazione precedente. Le pressioni sui prezzi nell’area dell’euro dovrebbero rimanere contenute nel medio termine. In linea con questo quadro le dinamiche monetarie e, in particolare, la dinamica del credito rimangono sottotono. Le aspettative di inflazione per l’area euro continuano ad essere saldamente ancorate in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Allo stesso tempo, gli ultimi rilevamenti degli indicatori di fiducia hanno mostrato qualche ulteriore progresso rispetto ai livelli più bassi. La nostra politica monetaria mira a mantenere l’accomodamento reso possibile dalla prospettiva di stabilità dei prezzi e a promuovere condizioni di mercato monetario stabile. In tal modo supporta una ripresa dell’attività economica nel corso dell’anno e nel 2014. Guardando al futuro, il nostro orientamento di politica monetaria resterà accomodante per tutto il tempo necessario. Il Consiglio direttivo prevede che i tassi di interesse di riferimento della BCE rimarranno ai livelli attuali o a livelli inferiori per un periodo prolungato di tempo. Questa previsione si basa sulla prospettiva di un andamento sottotono dell’inflazione nel medio termine, data la vasta debolezza dell’economia reale e la dinamica monetaria sottotono. (The Governing Council expects the key ECB interest rates to remain at present or lower levels for an extended period of time. This expectation is based on the overall subdued outlook for inflation extending into the medium term, given the broad-based weakness in the real economy and subdued monetary dynamics – Forward guidance – NdT). Nel prossimo periodo monitoreremo tutte le informazioni in arrivo sugli sviluppi economici e monetari e valuteremo l’eventuale impatto sulle prospettive per la stabilità dei prezzi.

Permettetemi ora di spiegare la nostra valutazione in modo più dettagliato, a partire dall’analisi economica. Il PIL reale è diminuito dello 0,3% nel primo trimestre del 2013, a seguito di una contrazione dello 0,6% nell’ultimo trimestre del 2012. Allo stesso tempo, le condizioni del mercato del lavoro restano deboli. I recenti andamenti degli indicatori congiunturali, in particolare quelli basati sui dati dei sondaggi, indicano qualche ulteriore miglioramento rispetto ai livelli più bassi. Guardando avanti nel corso dell’anno e per il 2014, la crescita delle esportazioni dell’area euro dovrebbe beneficiare di una graduale ripresa della domanda mondiale, mentre la domanda interna dovrebbe essere sostenuta dalla politica monetaria accomodante e dai recenti aumenti di reddito reale a causa dell’inferiore inflazione. Inoltre, nonostante i recenti sviluppi, i miglioramenti complessivi nei mercati finanziari visti dalla scorsa estate si faranno strada attraverso l’economia reale, e altrettanto dovrebbero fare i progressi compiuti nel consolidamento fiscale. Detto questo, le restanti necessarie correzioni dei bilanci nei settori pubblico e privato ​​continueranno a pesare sull’attività economica. Nel complesso, l’attività economica nell’area dell’euro dovrebbe stabilizzarsi e recuperare nel corso dell’anno, anche se a un ritmo sommesso.

I rischi per le prospettive economiche per l’area dell’euro continuano ad essere orientati verso il basso. Il recente inasprimento delle condizioni dei mercati monetari e finanziari e le incertezze correlate hanno il potenziale di influenzare negativamente le condizioni economiche. Altri rischi al ribasso includono la possibilità di una domanda nazionale e globale più deboli del previsto e l’attuazione lenta o insufficiente delle riforme strutturali nei paesi dell’area euro.

Come dichiarato nei mesi precedenti, il tasso di inflazione dovrebbe essere soggetto a una certa volatilità durante tutto l’anno a causa soprattutto di effetti base. Secondo la stima preliminare dell’Eurostat, l’inflazione HICP nell’area euro è stata di 1,6% nel giugno 2013, rispetto al 1,4% di maggio. Questo aumento riflette un effetto base al rialzo in relazione all’evoluzione dei prezzi dell’energia dodici mesi prima. Tuttavia, le pressioni sui prezzi dovrebbero rimanere contenute nel medio periodo, riflettendo la debolezza della domanda aggregata e il ritmo modesto della ripresa. Le aspettative di inflazione a medio termine rimangono saldamente ancorate in linea con la stabilità dei prezzi.

I rischi per le prospettive sui prezzi dovrebbero essere ancora sostanzialmente bilanciati nel medio termine, con rischi al rialzo connessi ad aumenti più forti del previsto dei prezzi amministrati e delle imposte indirette, così come dei prezzi delle materie prime, e rischi al ribasso derivanti da un’attività economica più debole del previsto.

Passando all’analisi monetaria, i dati più recenti confermano che le dinamiche monetaria e, in particolare, del credito restano sottotono. La crescita annua dell’aggregato monetario ampio (M3) è diminuita in maggio al 2,9%, dal 3,2% di aprile. Inoltre, la crescita annua di M1 è scesa al 8,4% a maggio, dal 8,7% di aprile. Il tasso di variazione annuo dei prestiti al settore privato è rimasto negativo. Mentre il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è rimasto al 0,3% a maggio, sostanzialmente invariato rispetto al volgere dell’anno, il tasso di variazione dei prestiti alle società non finanziarie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) si è ulteriormente indebolito a -2,1% a maggio, dal -1,9% di aprile. Come nel mese di aprile, forti riscatti netti mensili di maggio erano concentrati sui prestiti a breve termine, forse riflettendo la riduzione della domanda di capitale circolante in un contesto di ordini deboli in primavera. Più in generale, la dinamica debole dei prestiti continua a riflettere soprattutto l’attuale fase del ciclo economico, il rischio di credito accresciuto e il continuo consolidamento dei bilanci del settore finanziario e non finanziario.

Dall’estate del 2012 notevoli progressi sono stati compiuti per migliorare la situazione di finanziamento delle banche e, in particolare, per rafforzare la base dei depositi interni in un certo numero di paesi stressati. Ciò ha contribuito a ridurre il ricorso al finanziamento dell’Eurosistema, il che si riflette nei rimborsi in corso degli LTRO triennali (three-year longer-term refinancing operations). Al fine di garantire una trasmissione adeguata della politica monetaria per le condizioni di finanziamento nei paesi dell’area euro, è essenziale che la frammentazione dei mercati creditizi dell’area euro continui a diminuire e che la resilienza delle banche sia rafforzata dove necessario. Ulteriori decisivi passi per la creazione di un’unione bancaria contribuiranno a raggiungere questo obiettivo. In particolare, il futuro SSM (Single Supervisory Mechanism) e SRM (Single Resolution Mechanism) sono cruciali per reintegrare il sistema bancario e richiedono pertanto una rapida attuazione.

In sintesi, l’analisi economica indica che l’evoluzione dei prezzi dovrebbe rimanere in linea con la stabilità dei prezzi nel medio termine. La verifica incrociata con i segnali provenienti dall’analisi monetaria conferma questo quadro.

Per quanto riguarda le altre politiche economiche, il Consiglio direttivo prende atto delle iniziative prese dal Consiglio europeo del 27-28 giugno 2013 in materia di disoccupazione giovanile, di investimento e di finanziamento delle piccole e medie imprese, così come delle raccomandazioni, da parte del Consiglio europeo, specifiche per paese del semestre europeo 2013. Il Consiglio direttivo sottolinea che l’attuazione di queste raccomandazioni è essenziale per contribuire ad una ripresa sostenibile nell’area euro. Inoltre, il nuovo quadro di governance europea per le politiche fiscali ed economiche deve essere applicato in modo costante e sforzi molto più determinati dovrebbero essere perseguiti per portare avanti le riforme strutturali per favorire la crescita e l’occupazione. A tale riguardo, il Consiglio direttivo le ritiene particolarmente importanti per la competitività e la capacità di adattamento nei mercati del lavoro e dei prodotti. Infine, il Consiglio direttivo accoglie con favore una serie di passi verso il completamento della Unione Bancaria, come mosse nella direzione giusta, ma chiede anche che siano attuate rapidamente.

Ora siamo a vostra disposizione per le domande.

Domande e risposte

1 –  Mr Draghi, mentre voi eravate in riunione un’altra banca centrale a Londra riuniva il  suo comitato decisionale e, in rottura con la tradizione precedente, abbiamo avuto da Mr Carney, il nuovo governatore, delle forward guidance (linee guida sulle decisioni future) molto chiare. Mi domando se, dal momento che la Bank of England ha ora cambiato il suo stile di comunicazione, non sia tempo anche per la Banca centrale europea (BCE) di arrivare a una nuova politica sulla comunicazione. E’ chiaro dai commenti di Mr Carney e dalla reazione dei mercati che ha mosso i mercati e la curva della moneta. E’ tempo che mettiate da parte la barriera del non pre-commit?   

Draghi – Se fa questa domanda non ha ascoltato la mia dichiarazione introduttiva.

… suonava come lo statement che ho ascoltato in giugno

… Sì, per questo dico che non ha ascoltato attentamente. Il Consiglio direttivo ha preso la decisione senza precedenti di dare una forward guidance in un modo più preciso di quanto abbia mai fatto in passato. Nella mia dichiarazione introduttiva dico: “Il Consiglio direttivo prevede che i tassi di interesse di riferimento della BCE – cioè tutti i tassi di interesse rimarranno ai livelli attuali o a livelli inferiori per un periodo prolungato di tempo.” E’ la prima volta che il Consiglio direttivo dice qualcosa del genere. E, per inciso, ciò che Mark Carney ha detto a Londra è solo una coincidenza.

… forse può aiutarci a capire meglio: quando dice “un periodo prolungato di tempo” si tratta di un periodo da 12 a 18 mesi?

… dice “per un periodo prolungato di tempo”

2 –  Il Consiglio direttivo ha discusso nel suo meeting la possibilità di offrire una forward guidance più concreta, magari collegando la linea di politica monetaria a certi indicatori economici?
E secondo lei una forward guidance più formale sarà effettiva davvero soltanto quando i tassi di interesse avranno toccato il fondo?

Draghi – La risposta alla sua prima domanda è sì. Abbiamo discusso diverse forme di forward guidance e il mio statement dice cosa guarderemo. Lo posso rileggere. Dice: “Il Consiglio direttivo prevede che i tassi di interesse di riferimento della BCE – quindi compreso il tasso sui depositi – rimarranno ai livelli attuali o a livelli inferiori per un periodo prolungato di tempo. Questa previsione si basa sulla prospettiva di un andamento sottotono dell’inflazione nel medio termine – quindi guarderemo alle prospettive di inflazione nel medio termine – data la vasta debolezza dell’economia reale – quindi guarderemo alla debolezza dell’economia reale – e la dinamica monetaria sottotono.” Guarderemo a questi tre fattori, il che è coerente con la nostra strategia a due pilastri (two-pillar strategy) e del tutto coerente con le nostre funzioni di reazione. Queste sono le cose a cui abbiamo guardato e che ci hanno condotti a convenire su questa piuttosto specifica forward guidance. E, incidentalmente, il Consiglio direttivo è stato unanime su questa formulazione.

3 – Mr Draghi, due domande. La prima: può darci qualche aggiornamento sulle consultazioni per il mercato degli ABS?
La seconda: diversi economisti hanno sostenuto che il programma OMT è morto o è limitato nella sua efficiacia perchè un programma EFSF/ESM che metta in azione l’OMT non sarebbe mai approvato dal Bundestag. Questo può portare alla domanda: il suo impegno a fare tutto il necessario per salvare l’euro va oltre l’OMT o è l’OMT solo una espressione di quell’impegno? Forse può commentare su questo.

Draghi – Sul mercato degli ABS la BCE ha ora un ruolo consultivo. Come ho già detto in altre occasioni, la BCE fa parte di un gruppo di lavoro con la Banca europea per gli investimenti (BEI). Ci sono diversi aspetti del mercato ABS che hanno bisogno di essere curati prima che diventi una possibilità realistica, ed entrambe le istituzioni stanno lavorando attivamente su questo. Vedremo cosa viene fuori da questo lavoro e poi ci faremo un’idea.
Per quanto riguarda il programma OMT, è pronto per essere attivato. Le condizioni sono note ed è efficace come backstop (rete di sicurezza) come sempre.

4 – Mr Draghi, mi permetta di farle una domanda relativa alla famosa questione dei derivati ​​del Tesoro italiano. Ora, a prescindere se lei ha avuto un ruolo in questo e senza tener conto se ci sono 8 o 16 miliardi di euro perdite, come futuro “Regulator Maximus” della Unione bancaria, pensa che sia una prassi prudente che le tesorerie nazionali investano i soldi dei  contribuenti in strumenti derivati, in scommesse da gioco d’azzardo?

Draghi – A prescindere dal mio coinvolgimento, penso che dovrei affrontare questo. Per inciso, non è la prima volta che lo faccio – deve essersi già occupato di questa notizia in precedenza, vale a dire tre anni fa, sei anni fa, e nove anni fa. Per quanto riguarda le operazioni che sono state effettuate mentre io ero al Tesoro, si tratta di operazioni che sono chiuse e sono state elogiate da Eurostat e dalla Commissione europea in diverse dichiarazioni pubbliche. Non hanno abbellito le cifre, perché non si può abbellire ciò che è già noto. Le cifre erano state tutte comunicate in anticipo, messe a bilancio secondo le norme vigenti al tempo e sono state tutte realizzate nell’interesse del Tesoro italiano. Qualsiasi tesoreria che agisce nell’interesse del suo paese esegue questa operazione. Questo è il motivo per cui sono fatte. Come si può vedere nel comunicato stampa della Commissione dell’epoca, fa parte della gestione attiva del debito pubblico, ovunque si ritenga di metterlo in vendita. Detto questo, è assolutamente essenziale avere la massima trasparenza. Credo che ieri e oggi lei abbia avuto occasione di leggere ciò che il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha detto al Parlamento italiano. Faccio rinvio a quell’intervento. Ma vorrei ribadire quello che ha detto, che sono essenziali l’assoluta trasparenza e un’adeguata rendicontazione.

… la chiamerebbe prudenziale?

… quando il Tesoriere lo ritiene, sì. Si tratta di una forma di assicurazione. Ad esempio, se emetti in valuta estera, vuoi coprirti contro il rischio di cambio.

5 – Quando fa riferimento a un periodo prolungato di tempo, potrebbe darci una guidance un po’ più precisa su quanto tempo? Almeno sei mesi, almeno dodici mesi… Potrebbe essere molto di più o potrebbero essere anni? Inoltre, cosa deve accadere perché voi abbandoniate questa politica e come faremo a sapere che ciò sta per accadere? A questo proposito, è stata una decisione unanime e perché avete pensato che questo era il modo migliore di dare una forward guidance, rispetto alle altre modalità di cui, ha detto, avete discusso oggi?

Draghi – Ho detto che un esteso periodo di tempo è un esteso periodo di tempo: non è di sei mesi, non è di dodici mesi – è un esteso periodo di tempo.

… è più lungo

… No, non ho detto questo. Oltre al senso della lunghezza del tempo, dovete anche guardare ai tre insiemi di variabili economiche, vale a dire: le prospettive a medio termine per l’inflazione, l’economia e la dinamica monetaria. Dinamica monetaria significa aggregati monetari e flussi di credito. Oggi il Consiglio direttivo ha iniettato un pregiudizio verso il basso (downward bias) dei tassi di interesse per il prossimo futuro, legato alla sua valutazione di questi tre insiemi di variabili. La decisione è stata unanime, il che è molto importante.

6 – In primo luogo, è stata una “decisione unanime” solo quella sulla forward guidance o anche quella sui tassi di interesse?
In secondo luogo, questa nuova politica sulel forward guidance cambia la vostra apertura ad altre misure, in particolare al tasso di deposito negativo. È ancora sul tavolo? Siete ancora aperti all’idea quanto prima? Che cosa cambia al riguardo?

Draghi – Per quanto riguarda la prima domanda, abbiamo avuto un’ampia discussione su un possibile taglio dei tassi di interesse. Siamo passati attraverso una serie di argomenti, alcuni favorevoli e altri meno favorevoli. Per citare alcuni di loro: c’è stata una certa stretta nelle principali variabili monetarie. E, come ho già detto nella relazione introduttiva, sono deboli anche le dinamiche monetarie sia in M3 che nei flussi di credito. D’altro canto, il nostro scenario di base, che prevede una graduale ripresa verso fine dell’anno, sembra essere gradualmente confermato da una serie di indicatori soft che sono girati in positivo. C’erano molti argomenti in una direzione o in un’altra e, dopo questo ampio dibattito, siamo praticamente arrivati ​​a un accordo unanime sulla forward guidance. Vorrei inoltre aggiungere che 50 punti base non è il limite inferiore. Mi è stato chiesto da qualcuno prima. E che restiamo aperti a tagliare altri tassi di riferimento, mi pare di aver accennato a questo prima. La formula recita: “i tassi di interesse di riferimento della BCE” – compreso il tasso sui depositi presso la banca. Inoltre, vorrei aggiungere che la liquidità rimarrà abbondante e confermo quanto abbiamo detto l’ultima volta e quanto alcuni di noi hanno detto anche in varie dichiarazioni pubbliche, e cioè che, tutto sommato, la nostra uscita (dalla politica economica eccezionalmente accomodante per la crisi) è molto lontana.

… e la mia seconda domanda sul tasso di deposito negativo.

… credo di averlo detto. Ok, lo dico ancora una volta. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE restino ai livelli attuali o inferiori. Uno dei tassi di interesse di riferimento della BCE è il tasso di interesse sui depositi presso la banca. Quindi questa decisione, questa forward guidance, non preclude alcuna decisione in merito. Restiamo aperti a questa possibilità. Siamo tecnicamente pronti ed è stato incluso nelle opzioni future.

7 – Sento che oggi è un momento storico, perché ci è stato detto per dieci anni o più “we never pre-commit” (non ci pre-impegnamo). Lo diceva il suo predecessore e anche lei ha usato la stessa espressione. Lei ci ha spiegato le ragioni alla base di questa decisione. Ma perché fare questa mossa oggi? Perché questa tempistica? Ora non siamo in una crisi acuta.
La seconda domanda è sulla Grecia. Qual è la sua opinione in merito ad alcune aspettative dei mercati che forse il debito greco dovrebbe essere ristrutturato di nuovo, in termini di haircut, perché è l’unico modo per mantenerlo sostenibile?

Draghi – Sulla seconda questione, una revisione è attualmente in corso e non sarebbe opportuno da parte mia commentare su speculazioni sull’esito. La Grecia continuerà con la sua politica economica. Ha raggiunto progressi significativi – basta confrontare la situazione attuale con quella di due, tre o quattro anni fa. Penso che dobbiamo riconoscere questo progresso.
Sul primo punto, crediamo che le prospettive sull’inflazione nel medio termine siano tali da giustificare questo nuovo modo di comunicare, questa forward guidance. Giustifica la  comunicazione di un downward bias dei tassi di interesse.

8 – Tornando ai tre pilastri, che avete detto guideranno la politica monetaria, mi sbaglio pensando che ci sia un accento sull’economia maggiore che in passato? Sembra che per anni abbiamo sentito parlare di inflazione, l’inflazione, l’inflazione e ora si sta parlando un po’ di più dell’economia.
E, seconda domanda, quali indicatori economici saranno più importanti per voi? Disoccupazione? PIL? Forse può approfondire un po’ su questo.

Draghi – vorrei sottolineare che il nostro obiettivo è mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine. Ho sottolineato più volte che la stabilità dei prezzi va in entrambe le direzioni. L’economia è una parte di questo. Noi alla BCE abbiamo sempre visto la crescita come basata sulla stabilità dei prezzi. Guardiamo l’inflazione, guardiamo l’economia reale e guardiamo anche la dinamica monetaria. E questo è sempre stato parte della nostra struttura di politica monetaria. E’ quello che una volta si chiamava la struttura a due pilastri. Non vorrei diffondermi in questa fase su quali indicatori e quali dati precisi guardiamo.

9 – Ha detto che non vuole elaborare in questo momento su che dati guardate. Avete discusso la possibilità di legare la vostra forward guidance a specifiche cifre? E, in caso affermativo, potrebbe accadere in futuro di avere informazioni più specifiche su questo?

Draghi – Posso rispondere su come il Consiglio direttivo sente oggi. Credo che il Consiglio direttivo ritenga di aver già fatto un passo in avanti molto significativo. E, francamente, è troppo presto per speculare su ulteriori sviluppi della comunicazione, oggi.

10 – Può farci capire meglio cosa è accaduto nell’ultimo mese da farvi cambiare strategia di comunicazione? Un mese fa lei parlava della BCE come banca centrale conservatrice. Parlava dei benefici della bassa inflazione: si può acquistare più roba. E ora sta in certo senso andando in una direzione diversa, almeno sul fronte della comunicazione.
E in che misura gli sviluppi nel mercato obbligazionario, soprattutto dopo le discussioni sul graduale rientro dal quantitative easing (tapering) del Federal Reserve System, influenzano il vostro processo decisionale? E c’è il rischio che le banche centrali di tutto il mondo, inclusa la BCE, siano troppo influenzate dagli andamenti dei mercati finanziari, quando forse i mercati hanno bisogno di trovare un nuovo equilibrio, data la ripresa dell’economia globale?

Draghi – Ciò che è successo nell’ultimo mese è la stretta monetaria che ha avuto luogo in diversi segmenti della curva dei tassi di interesse, in presenza di una persistente debolezza nel complesso dell’economia, a dispetto del fatto che i nuovi soft indicators sembrano puntare, certo non verso un miglioramento drammatico, ma almeno verso un ritmo più lento di peggioramento dell’economia. Voglio dire un ritmo più lento di peggioramento degli indicatori stessi. In altre parole, l’economia continua a calare, ma lo fa a un ritmo più lento. Questo è quello che è successo, e questo è ciò che ci dato da pensare. Non stiamo reagendo alle decisioni di politica monetaria di altre banche centrali. Vogliamo chiarire il più possibile la nostra valutazione delle prospettive a medio termine per l’inflazione e quali saranno le nostre funzioni di reazione.

11 – Mr Draghi, come ha appena ripetuto, il recente inasprimento monetario globale e le condizioni dei mercati finanziari e le incertezze correlate hanno il potenziale per influenzare negativamente le condizioni economiche. Così, forse sono un po’ semplicistico, ma dato che  tutto è stato causato dalla comunicazione della Fed sul tapering, sembra ora che voi stiate reagendo alle comunicazioni di un’altra banca centrale. Mi sembra che state reagendo a loro, non che ci sia in questo colpa o agenzia… Voglio dire che è l’unica cosa che è cambiata nei mercati. Loro hanno reagito a questo e ora voi vi trovate a dover reagire a questo, mi sembra.
La seconda domanda, penso lei già la conosce. Sta diventando tradizionale. E’ sulla documentazione legale dell’OMT. Posso leggerle quello che ha detto il mese scorso, ma sono sicuro che se lo ricorda. Quindi, dove si trova?

Draghi – Sulla prima questione: noi agiamo nella giurisdizione della politica monetaria dell’euro, guardiamo gli andamenti monetari, guardiamo le prospettive di inflazione nel medio periodo, guardiamo la situazione dell’economia, guardiamo i flussi di credito che continuano ad essere più deboli. E prendiamo le nostre decisioni. Non è che reagiamo alle comunicazioni di altre banche centrali, semplicemente reagiamo a ciò che cambia il nostro scenario di medio termine. Uno dei punti di discussione è come reagire a un aumento della volatilità, causato non da nostre azioni ma da qualcos’altro che accade nel resto del mondo. E’ un cambiamento transitorio, una volatilità solo a breve termine, o siamo in presenza di significativi cambiamenti permanenti? E questo è ciò che giustifica la nostra forward guidance oggi. Questa è la risposta alla sua domanda. E come ho detto prima, durante la discussione se tagliare o meno i tassi di interesse oggi, sono usciti molti di questi argomenti. Ed è per questo che la decisione di dare questa forward guidance senza precedenti è stata unanime.
Il secondo punto: la documentazione legale dell’OMT sarà pronta quando OMT starà per essere attivato. Qual è il vantaggio di averla adesso? C’è gente che ci sta lavorando. Quindi, le rispondo come l’ultima volta. Sarà pronta quando l’OMT sarà pronto per essere attivato.

… questa è una precisazione importante. Lo pubblicherete quando qualcuno chiede di attivarlo e non prima?

… sì, forse. E’ stato bravo a rendere sexy una domanda noiosa, ma in realtà non è tra le nostre priorità. O meglio: rispondere alla sua domanda non è una delle nostre priorità ora. Così, quando OMT sarà pronto per essere attivato la documentazione verrà pubblicata.

12 – Il Portogallo ieri è stato attaccato dai mercati ed è in corso una crisi politica. Qual è esattamente il problema? C’è stata troppa austerità o dovrebbe forse Portogallo fare di più?
Inoltre ha parlato di alcuni rischi derivanti dalla forza dell’euro. La disturba in questo momento? So che non avete obiettivi per il valore dell’euro, ma vorrebbe chiarire cosa intende quando parla di rischi derivanti dalla forza dell’euro?

Draghi – Non sono sicuro di aver realmente parlato di rischio proveniente dalla forza dell’euro. Ma, sul secondo punto, come ho detto più volte, il tasso di cambio non è uno dei nostri obiettivi. Il tasso di cambio è importante per la stabilità dei prezzi e per la crescita. Inoltre i tassi di cambio non sono questione dipendente da un unico fattore, per cui basta fare clic su qualcosa e si modifica il tasso di cambio. Il tasso di cambio si forma nel mercato. C’è una dichiarazione del G20 in riferimento a tassi di cambio e mi fermo qui.
Che altro ha chiesto sul Portogallo?

… Portogallo, troppa austerità?

… Penso che il Portogallo ha raggiunto risultati notevoli. E’ stato sicuramente un percorso doloroso, ed i risultati che sono stati raggiunti sono stati significativi e notevoli, se non eccezionali. Penso che dovremmo dare credito per questo al governo e soprattutto al ministro Gaspar, che ha appena rassegnato le dimissioni. Siamo anche rassicurati dal nuovo ministro e da tutto ciò che sappiamo di lei, tra cui la sua personalità. Lei ha frequentato regolarmente riunioni dell’Eurogruppo. Quindi, da questo punto di vista, il Portogallo è in mani sicure. Non voglio commentare sugli sviluppi politici in Portogallo, perché non è il mio lavoro farlo e perchè sono in evoluzione.

13 – Non pensa che ci sia un pericoloso disallineamento nell’Unione bancaria negli ultimi sviluppi, perché si sta procedendo con la supervisione e si inizierà ad analizzare i bilanci delle banche quest’inverno, penso, ma allo stesso tempo non abbiamo idea di quando il meccanismo unico di vigilanza sarà attivo. E i governi sono ora invitati a fornire un backstop (rete di sicurezza) in un momento molto difficile. Molti governi sono in una profonda recessione, e devono combattere questo, quindi per loro forse sarebbe molto difficile costruire un backstop per le banche in difficoltà. Non pensa che questo è pericoloso?

Draghi – Beh, in realtà non è pericoloso, ma è qualcosa che dobbiamo avere nella nostra agenda. In altre parole, il meccanismo unico di vigilanza (SSM), dovrà essere a posto e il meccanismo di risoluzione unico (SRM) dovrà anche essere a posto perché entrambi siano efficaci. Penso che sono stati compiuti notevoli passi dalle riunioni del Consiglio Ecofin e anche dal Consiglio europeo di recente. Sui backstop ho detto più volte che non vogliamo ripetere gli errori del passato. Se una giurisdizione, se un paese, se un’area monetaria si imbarca su una asset quality review o in uno stress test, o in un qualsiasi esame dello stato di salute di un sistema bancario, il cui risultato potrebbe essere quello di individuare deficit di capitale, è assolutamente indispensabile che i mercati e le autorità di vigilanza e i governi sappiano cosasi farà su queste carenze. Non possiamo effettuare questi test senza avere una risposta su cosa succede se identifichiamo dei deficit di capitale. Quindi è assolutamente vitale che i backstop siano identificati ex ante, prima che ci impegniamo in questi test. Questo è ciò che, penso, il Consiglio europeo ha riconosciuto nelle sue conclusioni. E quindi sono abbastanza convinto che non ripeteremo gli errori che abbiamo fatto due anni fa.

14 – Mr Draghi, i ministri delle finanze hanno convenuto che l’ESM dovrebbe essere solo l’ultima risorsa per ricapitalizzare le banche e si sono accordati di avere un tetto, almeno inizialmente, di 60 miliardi di euro per tale ricapitalizzazione dall’ESM. Pensa che sarà sufficiente o pensa che sia una somma troppo piccola?

Draghi – Consentitemi un commento in generale sui backstop. In linea di principio, abbiamo diversi backstop. Abbiamo i backstop nazionali e abbiamo la possibilità, per i paesi membri, di chiedere un programma ESM. E il programma ESM significa che il paese – come la Spagna, per esempio, e la Spagna è un buon esempio – potrebbe ottenere i soldi dall’ESM per ricapitalizzare le sue banche all’interno di un programma ESM. E, per inciso, credo che il risultato di questo test è stato molto soddisfacente e potrebbe effettivamente costituire un buon esempio. Il terzo backstop è la ricapitalizzazione diretta da parte dell’ESM. Ora, la mia comprensione delle discussioni che si stanno svolgendo all’Eurogruppo è che questa ricapitalizzazione diretta ESM diventerà disponibile solo dopo che la BCE avrà assunto i suoi compiti di vigilanza unica nell’area dell’euro. Quindi, per il momento, questo non sarebbe disponibile come backstop ex ante, cioè prima di procedere alla asset quality review.
Sulla quantità precisa, non posso fare alcun commento: prima di tutto perché si tratta di una decisione degli Stati membri, e, secondo, perché è una decisione che deve essere calibrata nei confronti delle eventuali carenze che possono venire fuori. Ma, come ho detto, altri due backstop sono potenzialmente utilizzabili per soddisfare le carenze che possono emergere dalla asset quality review.
Un’ultima parola su questo: alcuni pensano che, non appena c’è una carenza di capitale nel sistema bancario, vengano utilizzati subito i backstop. Ma non è così. Quando c’è una carenza di capitale in una banca, la prima cosa che un supervisore fa è quella che viene chiamata “supervisory action”, cioè chiede alla banca e agli azionisti se vogliono aumentare il capitale. Poi chiede alla banca di vedere se può vendere alcune parti o fonderle e così via. Quindi, ci sono diverse azioni che sono normalmente intraprese prima di pensare di utilizzare un backstop.

15 – Ho solo una domanda veloce sulle OMT, dato che siamo quasi un anno dopo il suo celebre discorso del “whatever it takes”. Penso avesse anche lo scopo di dare tempo ai governi per il consolidamento fiscale, per il rafforzamento della competitività, e per rafforzare il quadro di governance della zona euro. E’ soddisfatto di quanto è successo nel corso di quest’ultimo anno? O siete frustrati perché non c’è stato più progresso, per esempio in termini di unione bancaria o riforme strutturali?

Draghi – Beh, prima di tutto, devo dire che è “whatever it takes, within our mandate” (tutto il necessario, all’interno del nostro mandato). In secondo luogo, lo scopo dell’OMT non era  integrare l’azione di governo o sostituirsi all’azione di governo. L’OMT è stato progettato e pensato per affrontare rischi sistemici nell’area dell’euro. Quindi non è giusto dire che l’OMT ha diminuito gli incentivi. Questi sono quelli che io chiamo gli “heroes of the counterfactual” (eroi del controfattuale): se l’OMT non ci fosse stato, allora tutti i governi si sarebbero comportati molto bene, e ora avremmo l’unione bancaria saldamente in piedi, con i tre pilastri già decisi e legiferati. Questo controfattuale è un grande lusso. Ma guardiamo i fatti. Il fatto è che l’OMT è universalmente riconosciuto aver prodotto benefici per tutti. E questo è il punto. Ora, ci sono stati governi che hanno utilizzato il loro tempo bene e altri meno bene, ma è completamente nella loro responsabilità. Non è che OMT ha cambiato queste cose. L’OMT affronta altri obiettivi.

16 – Il Portogallo sta attraversando una crisi politica, come sa. Pensa che potrebbe beneficiare del programma OMT?

Draghi – Sapete quali sono le condizioni dell’OMT e non ho intenzione di ripeterle oggi. Sapete qual è lo scopo dell’OMT. L’ho appena detto: è pensato per affrontare i rischi sistemici dell’area dell’euro.

17 – Una domanda di follow-up per quanto riguarda l’unanimità in seno al Consiglio direttivo su questa nuova dichiarazione di mantenere i tassi di interesse ai livelli attuali o inferiori per un periodo prolungato di tempo. Sono un po’ sorpreso perché, dal lato della Deutsche Bundesbank, per esempio, il presidente aveva detto in alcune interviste che è pericoloso per mantenere i tassi a un tale livello basso per un lungo periodo di tempo. E ora avete questa discussione …

Draghi – La decisione è stata unanime ed è stata presa da tutti. Abbiamo avuto una grande discussione sul taglio dei tassi di interesse oggi, come ho detto, ma non su questo punto particolare che lei solleva. Detto questo, penso che siamo tutti d’accordo che i bassi livelli dei tassi di interesse comportano gravi rischi per la stabilità finanziaria. Non vi è alcun disaccordo su questo. Ma, in questo momento, non vediamo questi rischi, mentre vediamo tutti i fattori che ci hanno portato ad esprimere questa nuova forward guidance.

Fonti: Video, Versione inglese, Salta alle Domande e risposte

Annunci

Una risposta a “Conferenza stampa 4 luglio 2013

  1. Pingback: Conferenza stampa 7 novembre 2013 | BCE·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...