La BCE di nuovo in soccorso del mercato

The Long View: BCE di nuovo in soccorso del mercato
Perché le preoccupazioni per la zona euro non sono finite
da John Authers
Financial Times – 5 Luglio 2013

Il 4 di luglio, la data più gioiosa nel calendario americano, è di solito il momento in cui gli Stati Uniti celebrano la loro indipendenza dalla Gran Bretagna. Quest’anno, c’è stato un capovolgimento. Mentre gli americani hanno preso un giorno di riposo, le banche centrali del Regno Unito e della zona euro hanno dichiarato la loro indipendenza dagli Stati Uniti.

Sia la Banca centrale europea che la Banca d’Inghilterra nelle loro riunioni mensili di politica monetaria hanno cambiato le loro pratiche storiche, e hanno annunciato intenzioni di politica monetaria a lungo termine. Entrambe hanno fatto sapere che i tassi resteranno bassi per più di quanto gli investitori avessero previsto. Di conseguenza, sia la sterlina che l’euro sono scesi, mentre i mercati azionari del Regno Unito e della zona euro sono balzati in alto.

Questo potrebbe non sembrare rivoluzionario, ma lo è. Ai banchieri centrali piace tenere i mercati nel dubbio e odiano impegnarsi in anticipo. Ma la BCE e la BoE si sono sentite obbligate a reagire agli eventi di due settimane prima, quando Ben Bernanke, capo della Federal Reserve, aveva annunciato un calendario per il tapering, cioè per rimuovere gradualmente lo stimolo che da vari anni sta iniettando nell’economia degli Stati Uniti. Il mercato è rimasto negativamente sorpreso dall’annuncio che lo stimolo potrebbe finire del tutto già alla metà del prossimo anno.

Il rapporto sul lavoro negli US di venerdì, rivelando che il mercato del lavoro degli Stati Uniti ha continuato a rafforzarsi più delle attese, ha rafforzato il  messaggio. Nonostante l’economia statunitense resti debole, se il suo mercato del lavoro continua a migliorare a questo ritmo è probabile che lo stimolo della Fed si concluda la prossima estate. In risposta, i rendimenti dell’obbligazionario sono in forte salita in tutto il mondo. Può essere che Bernanke volesse questa reazione, anche se il suoi colleghi della Fed hanno successivamente minimizzato le sue osservazioni. Ma quello che oggi è fuor di dubbio è che il mercato è andato molto al di là di quanto la BoE e la BCE possano tollerare.

Per contrastare l’aumento dei tassi, la BCE ha detto che “si aspetta di tenere i suoi tassi di riferimento ai livelli attuali o a livelli più bassi per un lungo periodo di tempo”, mentre il nuovo governatore della BoE, Mark Carney, ha detto che “l’aumento implicito” nei tassi “non è giustificato dai recenti sviluppi dell’economia nazionale”. In altre parole, il mercato aveva portato i rendimenti dei titoli troppo in alto.

Come conseguenza di ciò, anche se la Fed sta ancora acquistando obbligazioni, mentre il bilancio della BCE si contrae, il rendimento extra sul Bund tedesco ha raggiunto il suo punto più alto dall’inizio della crisi rispetto ai titoli del Tesoro degli Stati Uniti.

C’è dell’ironia in tutto questo. Quando la Fed lanciò il suo programma di acquisti di obbligazioni all’inizio del 2009 – in fondo un modo per stampare moneta – il resto del mondo, si lamentò per la “guerra monetaria”. I bassi tassi USA rendevano il dollaro debole, e agevolavano le esportazioni americane. In risposta altri paesi tagliarono i loro tassi. In effetti, la Fed ha esportato i suoi bassi tassi di interesse. Ora il problema si è invertito. La Fed sta esportando tassi più elevati, e la BCE e la BoE sono state costrette ad essere più accomodanti.

Si può scommettere con sicurezza sulla prolungata debolezza della sterlina e dell’euro, già vicino ai minimi dell’anno. Dal momento che le loro banche centrali appaiono molto più accomodanti della Fed, queste monete non possono che indebolirsi nei confronti del dollaro.

Una seconda scommessa, un po’ meno sicura, è sulle azioni europee. Il denaro facile è un bene per le azioni, e questi annunci sosterranno i mercati azionari, che in Europa sono stati anemici.

Ma ci sono delle cautele. Nel Regno Unito, la grande preoccupazione è che il mercato immobiliare è vicino alla bolla. Aggiungere stimolo quando i prezzi delle case sono già elevati – e sono a livelli estremi a Londra, se non nel resto del paese – è una pessima idea. Un’economia debole e una bolla immobiliare non vanno bene insieme.

Nella zona euro, il problema è la risoluzione della crisi del debito sovrano, che è stata sospesa da quando la BCE lo scorso luglio ha promesso di fare “tutto il possibile” per salvare l’euro. Ma questa promessa non risolve due problemi critici.

In primo luogo, le banche detengono enormi quantità di debito dei propri governi. Questo collegamento deve essere reciso, concordando un modo per salvare le banche  senza mettere pressione sulle finanze pubbliche. Questo significa probabilmente perdite per i creditori delle banche. I negoziati verso l’unione bancaria hanno il compito di risolvere questo problema, e sono tortuosi.

In secondo luogo, i mercati devono essere convinti che il credito di un paese della zona euro è buono quanto quello di un altro. Ciò significa che i paesi devono essere pronti a sostenersi l’un l’altro, aprendo la prospettiva di spese per i paesi come la Germania e di perdita di sovranità per quelli che potrebbero avere bisogno di aiuto, come il Portogallo. È un problema politico acuto.

Questa settimana ha dimostrato che la BCE è ancora in grado di annullare tali preoccupazioni. Una crisi politica in Portogallo ha messo in discussione la sopravvivenza del suo governo di coalizione, e del suo programma di austerità economica. Ma le perdite del mercato azionario si sono invertite dopo la conferenza della BCE.

Mentre le borse europee sono sostenute dalle banche centrali, è una cattiva idea scommettere contro di loro. Ma nel lungo termine, le ragioni di preoccupazione per la zona euro e per la Gran Bretagna non sono cancellate. E il fatto che esse si dividono il mondo con una Fed che ora sta parlando in modo da far salire i tassi non fa che aumentare il pericolo.


Fonte: The Long View: BCE di nuovo in soccorso del mercato

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