Intervista al De Financiële Telegraaf

Intervista De Financiële Telegraaf
Mario Draghi, Presidente della BCE,
Frankfurt, 21 giugno 2014

Versione inglese

Il Presidente Draghi durante l'intervista a De Telegraaf

Il Presidente Draghi durante l’intervista a De Telegraaf

 

Quando Mario Draghi ha assunto l’incarico di Presidente della Banca centrale europea, nel novembre 2011, è entrato nell’occhio del ciclone. L’area euro era in piena crisi. Dopo la destabilizzazione finanziaria in Grecia, Portogallo e Irlanda, anche paesi più grandi come Spagna e Italia rischiavano il contagio e il collasso. Il panico si stava diffondendo, sia tra i politici che tra gli investitori.

Al suo primo giorno in carica come Presidente della banca centrale, l’italiano ha dovuto adottare misure di crisi. Le preoccupazioni più gravi sono acqua passata ora, ma l’Europa sta ancora vivendo difficoltà economiche. Draghi rimane esteriormente calmo nonostante le turbolenze che ha dovuto affrontare. Ha mai avuto dubbi sull’assumere questo incarico? “No, no, non ho mai esitato. Le cose accadono.”

Mario Draghi, 66 anni, ha ancora altri cinque anni e mezzo a Francoforte. Ha incontrato i giornalisti del De Telegraaf per un’intervista esclusiva al 35° piano della torre della BCE. A breve si trasferirà nella nuova splendente sede della BCE, ma al momento è ancora circondato da ciò che i suoi predecessori, Jean-Claude Trichet e Wim Duisenberg, gli hanno lasciato. “Solo i libri sono diversi – quelli sono miei.”

Gli fa piacere prendere posizione nel dibattito olandese sull’euro. Non dà molto peso ai politici che promettono il paradiso al di fuori della moneta unica europea. “Alcune persone pensano che dovremmo tornare indietro nel tempo, a trenta o quaranta anni fa. Io preferisco andare avanti.” E questo significa anche continuare a costruire l’Unione monetaria, perché non è affatto stata completata.

Il Ministro Dijsselbloem ha recentemente dichiarato che la crisi è finita. Qual è la sua opinione?

“La ripresa è ora in corso da circa nove mesi. E’ ancora debole e distribuita in modo irregolare nell’area euro. Ed è vulnerabile. Possono accadere incidenti nell’economia globale in grado di cambiare rapidamente la situazione, che si tratti di perturbazioni nei mercati finanziari, o di rischi geopolitici. Inoltre, la disoccupazione è ormai stabilizzata da circa sei mesi. Molto lentamente sta scendendo. Anche nei paesi colpiti dalla crisi come il Portogallo. Ma il livello della disoccupazione è ancora molto elevato. E ciò di per sè pone un rischio per la ripresa perché abbassa la domanda dei consumatori.”

Quindi definisce ripresa ogni crescita sopra lo zero?

“No, ma l’attività economica si sta progressivamente, anche se lentamente, consolidando. La fiducia, sia dei produttori che dei consumatori è stata piuttosto positiva in tempi recenti. Tuttavia, nel primo trimestre di quest’anno abbiamo visto una crescita più lenta.”

I problemi in Iraq stanno facendo salire i prezzi del petrolio. Quanto pesa questo rischio?

“Il nostro mandato è garantire la stabilità dei prezzi. Se l’inflazione nel medio termine è superiore all’obiettivo di mantenerla vicina ma inferiore al 2%, siamo preoccupati. Ma siamo anche preoccupati se è di gran lunga inferiore. Ci chiediamo costantemente come mai l’inflazione sia così bassa nella zona euro. Inizialmente, è stata provocata dai bassi prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari. In seguito però i prezzi in dollari di questi prodotti si sono stabilizzati, ma l’euro si è apprezzato, facendo scendere l’inflazione ancora di più. Prezzi del petrolio più elevati hanno sicuramente un impatto sull’inflazione, almeno se non si verifica un ulteriore apprezzamento dell’euro. Ma è anche una buona notizia per i paesi che producono energia, come i Paesi Bassi con il gas.”

Almeno se l’inverno non è troppo mite, perché quello è costato un bel po’ all’Olanda, in termini di vendite di gas a inizio anno.

“Sì, certo. Non è rimarchevole che il significativo calo dell’attività economica nei Paesi Bassi nel primo trimestre sia dovuto principalmente a questo fatto? Molte persone non si rendono conto di quanto è grande il settore energetico. Per inciso, si deve riconoscere che una inflazione molto bassa, pur essendo generalmente negativa per la crescita, specialmente nella zona euro, supporta i redditi reali disponibili. Questo è uno dei motivi per cui i consumi nella zona euro sono in aumento.

Rispetto a Regno Unito e Stati Uniti, l’attività economica in Europa è ancora piuttosto debole.

“La nostra ripresa è più arretrata di quella di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone. Ecco perché la BCE ha adottato una serie di misure di politica monetaria il 5 giugno: un tasso di interesse più basso (e per le banche un tasso di deposito negativo), finanziamenti alle banche mirati alla fornitura di credito, i cosiddetti TLTROs e la preparazione di un programma per l’acquisto dei prestiti alle imprese cartolarizzati, gli asset-backed securities (ABS). Nello scorso mese di aprile, ho detto in un discorso ad Amsterdam che tre situazioni potrebbero indurre la BCE a intervenire. Una era un inasprimento ingiustificato della politica monetaria che si rifletta in un aumento dei tassi di interesse a breve termine. Questo potrebbe portare alti tassi di interesse a medio termine, e quindi avere un impatto anche la crescita economica e la stabilità dei prezzi. La seconda era un ulteriore deterioramento dei prestiti. Questione a cui facciamo attenzione perché il prestito è ormai debole da molto tempo. La terza situazione era un deterioramento delle prospettive per la stabilità dei prezzi nel medio termine.”

E tutte e tre si sono verificate allo stesso tempo?

“No, abbiamo agito in risposta principalmente alle prime due. Non abbiamo visto alcuna deflazione nel senso di calo dei prezzi sull’intero spettro nella zona euro, con famiglie e imprese che rinviano i consumi e gli investimenti, perché in attesa di prezzi più bassi. Quello che vediamo è che la bassa inflazione persiste per lungo tempo. Se dura troppo a lungo, l’aggiustamento nei paesi in crisi è reso più difficile. In una situazione di bassa inflazione, i salari in questi paesi devono diminuire realmente in termini assoluti, al fine di migliorare la loro competitività.”

Conta il fatto che il debito pesa di più quando l’inflazione è bassa?

“Certo, il che è un’altra conseguenza ancora della bassa inflazione. La riduzione dei livelli di indebitamento, che è di grande importanza in gran parte della zona euro, diventa più difficile in caso di bassa inflazione. “

Debito privato e pubblico?

“Sì, sia il debito privato che quello pubblico.”

Il tassi di interesse bassi sono dannosi per i risparmiatori e per le pensioni. Come  risponderebbe a tale preoccupazione?

“E’ una preoccupazione molto comprensibile. Molte polizze vita e fondi pensione promettevano un valore di gran lunga superiore nel momento in cui sono stati sottoscritti.”

Per quanto tempo i tassi di interesse continueranno a rimanere bassi?

“Abbiamo prolungato l’accesso delle banche alla liquidità illimitata fino alla fine del 2016. Questo è un segnale. Il nostro programma a sostegno dei prestiti bancari alle imprese continuerà per quattro anni. Ciò significa che i tassi di interesse rimarranno bassi per un periodo più lungo. Ma successivamente aumenteranno quando la ripresa si sarà consolidata.”

Se gli Stati Uniti alzeranno i tassi di interesse già nella primavera del 2015, l’Europa dovrà aspettare fino a primavera 2017?

“Dovremo aspettare per vedere cosa succede, ma l’estensione alla fine del 2016 è un segnale. Per inciso, gli Stati Uniti hanno ridotto le cifre di crescita del primo trimestre. “

In previsione della cattiva performance dei fondi pensionistici, la gente spende meno perché deve mettere di più da parte.

“Non vediamo questo comportamento. Non vi è alcuna riduzione di spesa nei paesi più colpiti dai bassi tassi di interesse. Capisco le preoccupazioni per i tassi di interesse bassi, ma d’altra parte, portano maggiori investimenti e crescita più elevata. E dobbiamo tener conto di che tasso di interesse stiamo parlando. Questi prodotti pensionistici investono in titoli di Stato con scadenze lunghe. Molte delle ragioni per cui i tassi di interesse sui titoli di Stato sono bassi non hanno nulla a che fare con la BCE. Sono bassi perché paesi come l’Olanda e la Germania sono diventati dei rifugi sicuri. Prima della crisi, le assicurazioni sulla vita investivano in obbligazioni emesse da tutti i paesi, sia paesi “core” che paesi “non-core”. Gli interessi erano quindi superiori perché comprendevano anche quelli dei paesi non-core. La crisi ha creato una frammentazione finanziaria in cui gli assicuratori hanno utilizzato solo i titoli di stato emessi da loro paesi per adempiere agli obblighi. E questo ha comportato che gli assicuratori del nord si sono ritrovati con rendimenti bassi. I rendimenti nel sud erano particolarmente buoni. Una volta ritornata la fiducia nella zona euro, i paesi del nord non saranno più gli unici rifugi sicuri. Il denaro fluirà di nuovo liberamente e il recupero della fiducia porterà a rendimenti più elevati nei paesi nordici. Oltre a questo, noi dobbiamo condurre la politica monetaria per l’intera area euro. Non possiamo prendere in considerazione solo un unico punto di interesse.”

Comprendete che la gente al nord si sente costretta a pagare per gli errori commessi dal sud?

“Sono ben consapevole di questo conflitto. Qualche mese fa, ho tenuto una conferenza sull’Unione monetaria negli Stati Uniti. Parlai allora di grandi squilibri tra i diversi paesi dell’area euro, grandi debitori e grandi creditori. Dissi che non è mai stato un obiettivo dell’Unione monetaria creare creditori permanenti e debitori permanenti, e che questo doveva cambiare per avere una unione equilibrata. Un americano tra il pubblico ha risposto ‘quello che stai dicendo non regge perché qui negli Stati Uniti, lo Stato dell’Oklahoma è sempre stato un debitore, mentre New York è sempre stato un creditore, e questa non è una ragione di preoccupazione per noi. Allora perché dovreste preoccuparvene voi?’ Credo che questo tocchi il cuore della questione. I debiti dei cittadini statunitensi sono tutti trattati allo stesso modo, indipendentemente da dove vengono.”

Perché gli Stati Uniti sono una unione politica.

“Infatti. Gli olandesi hanno un problema a pagare per i greci, ma non a pagare per gli altri olandesi. Ma diamo un’occhiata a quel ‘pagare’. Non è affatto chiaro quello che alcuni paesi hanno veramente pagato per gli altri paesi. In Grecia, c’è stata una ristrutturazione del debito detenuto dal settore finanziario, ma non c’è stato altro default. Ai paesi dell’area euro è costato molto di più salvare le proprie banche.”

La Grecia sarà mai in grado di ripagare il suo debito?

“Se la Grecia continua con le riforme strutturali, rimette ordine nelle sue finanze pubbliche e migliora la sua competitività, la crescita riprenderà. Se ciò accade, la Grecia sarà in grado di ripagare. La Grecia ha meno servizio sul debito del Belgio nei prossimi cinque anni. Gran parte del debito greco ha un tasso di interesse molto basso e scadenze molto lunghe.”

La BCE ha adottato varie misure, ma non ha intrapreso alcun quantitative easing, cioè non ha acquistato bond. Che cosa deve accadere prima che si inizi a farlo?

“Sarebbe la risposta alla terza ipotesi di cui ho parlato ad Amsterdam, un deterioramento delle aspettative di inflazione nel medio termine. Al momento, però, ci stiamo concentrando sulle misure annunciate il 5 giugno. “

E’ legale per la BCE comprare titoli di Stato? C’è ancora un procedimento giudiziario in corso sulla questione.

“Questo è certamente possibile all’interno del nostro mandato, vale a dire se gli acquisti sono finalizzati a garantire la stabilità dei prezzi. Noi non siamo invece autorizzati a fornire agli Stati membri finanziamento monetario. “

Era molto felice dell’unanimità della decisione adottata il 5 giugno. Sarebbe possibile una decisione unanime anche sul quantitative easing?

“Qualsiasi ipotesi sarebbe prematura. Il QE può includere non solo i titoli di Stato, ma anche i prestiti al settore privato. Ne discuteremo quando sarà il momento. “

Il suo ‘whatever it takes’, per salvare l’euro ad ogni costo, al momento dell’annuncio di un nuovo programma di acquisto di titoli di Stato, segna il punto di svolta nella crisi dell’euro. Pensa che non ce ne sia più bisogno?

(Sorride) “A differenza sia degli acquisti iniziali di titoli di Stato (SMP) che di un possibile QE, il programma OMTs mira ad un rischio molto specifico, vale a dire al cosiddetto tail risk che la zona euro vada a pezzi.

Avete mai temuto che potesse accadere?

“Nel luglio 2012 c’erano più che sufficienti motivi di preoccupazione. Nella mia breve dichiarazione a Londra, ho detto che uno degli errori che molte persone fanno è di sottovalutare il capitale politico che è stato investito nell’euro. Ero molto consapevole di questo fatto. Poco prima di quella dichiarazione, i leader politici si erano pienamente impegnati sull’euro al vertice europeo in cui è stata creata l’Unione bancaria.”

L’OMT è una specie di bomba nucleare, una minaccia che non sarà mai utilizzata?

“I mercati hanno reagito in modo tale che non è stato necessario utilizzare il programma. I differenziali tra i tassi di interesse sulle obbligazioni dei paesi meridionali dell’area euro e della Germania si sono ridotti fortemente. Un risultato impossibile da ottenere con qualsiasi altra misura di politica monetaria. “

E’ rimasto sorpreso da questo effetto?

“Per la magnitudo dell’effetto? Sì, certamente. Siamo rimasti tutti sorpresi.”

O eravate sollevati per il fatto di aver semplicemente dovuto promettere un’azione senza dover andare fino in fondo?

“Per essere credibili, dovevamo essere sicuri di poter effettivamente utilizzare lo strumento. Non stavamo bluffando, certamente no. “

L’altro lato della medaglia è che avete comprato così tanto tempo per i politici che non hanno più dovuto attuare le riforme rapidamente. Vedete anche quest’altra parte?

“Sì e no. Abbiamo il mandato di salvaguardare la stabilità dei prezzi. Noi non siamo responsabili per come i politici fanno uso del tempo che hanno. Non voglio mescolare le responsabilità della banca centrale con quelle dei governi. Ma guardate la portata delle riforme intraprese dai governi dal 2012. Bisogna ammettere che sono stati compiuti notevoli progressi. Prendete la Spagna, per esempio, che ha ristrutturato il suo settore bancario e riformato il mercato del lavoro. Il Portogallo è un altro esempio e l’Irlanda ancora un altro. E anche in Grecia i progressi sono stati notevoli. “

Lei ha detto più volte che l’euro è un progetto irreversibile. E’ comprensibile che lei lo dica, ma non sta ai politici decidere?

“Il nostro mandato è di garantire la stabilità dei prezzi. C’erano prove più che sufficienti che un crollo dell’euro avrebbe messo in pericolo la stabilità dei prezzi, e quindi la nostra azione era perfettamente all’interno del nostro mandato.”

Lei ha salvato l’euro. In tal modo, non ha preso una decisione politica?

“No, certamente no. La questione non è affatto politica. La mia dichiarazione nel luglio 2012 era finalizzata alla stabilità dei prezzi. C’era una incertezza ingiustificata sul futuro dell’euro, non incertezza politica, ma finanziaria. Aspettative speculative ingiustificate di un break-up dell’euro si erano auto-alimentate in una spirale viziosa per diversi mesi. Avevano prodotto un livello molto elevato di tassi di interesse. Questi tassi stavano danneggiando l’economia reale e il settore bancario. La conseguenza poteva essere una nuova crisi del credito e il deterioramento della nostra politica monetaria, e quindi della nostra capacità di mantenere la stabilità dei prezzi. Spesso è stata criticata come decisione politica, ma ciò semplicemente non è vero. “

Molto è stato fatto per colmare le lacune nell’Unione economica e monetaria, regole di bilancio più severe e una unione bancaria. È tutto a posto adesso?

“L’unione bancaria è un importante passo avanti nella direzione di un’unione monetaria più completa. La crisi ha dimostrato che le politiche economiche di un paese hanno un chiaro impatto sugli altri paesi. La politica economica non può essere una questione puramente nazionale. Per la politica fiscale c’è già un certo livello di disciplina a livello di Unione. Ma gli squilibri più marcati tra i paesi dell’area euro sono dovuti alla mancanza di riforme strutturali in alcuni paesi. Il prossimo passo da intraprendere è sottoporre anche le riforme strutturali a una disciplina a livello di Unione. “

Il coordinamento della politica economica attuale nella zona euro è solo un primo passo?

“Sì, infatti, è solo un primo passo.”

Quale sarà il secondo passo?

“Questa è una questione che deve decidere la politica. Nel caso degli accordi di bilancio, la sovranità è stata condivisa tra gli Stati membri. Questo dovrebbe avvenire anche per il mercato del lavoro, la competitività, la burocrazia, gli accordi sul mercato interno. La sovranità va condivisa ad un livello diverso dall’ambito nazionale. Ma qui mi fermo. Perché ora ci sono diverse opzioni e sta alla politica scegliere: si potrebbero concedere maggiori poteri alla Commissione europea o agli Stati membri in seno al Consiglio europeo, oppure creare nuove istituzioni europee. E non sta a me decidere. “

La tesi di alcuni politici che l’EMU è completa quindi non è corretta?

“No, per una perfetta unione monetaria è necessario molto di più.”

È necessaria una autorità di bilancio a livello dell’area dell’euro, un fondo di compensazione per i paesi deboli?

“Questa è una questione altamente politica. Il rispetto delle norme vigenti sarebbe sufficiente. Ma è chiaro che il mio predecessore, Trichet, ha fortemente sostenuto una autorità di bilancio.”

Tornando al suo esempio dello Stato di Oklahoma, non sarebbe una forma di solidarietà finanziaria ciò che è necessario nella zona euro?

“C’è almeno una differenza. Gli Stati Uniti sono un solo paese, l’area euro non lo è. Data la struttura più complessa, dobbiamo cercare un design che assicuri al meglio che la politica economica è considerata di interesse comune. “

Comprendete le preoccupazioni per un tale trasferimento di poteri? L’esito delle elezioni europee può anche essere visto in tale contesto. Avete una soluzione a questo problema?

“Siamo davvero così sicuri che sarebbe stato meglio se tutti noi avessimo avuto ancora la nostra moneta? Avremmo fatto meglio negli ultimi dieci, quindici anni? Nel 1970, 1980 e 1990, abbiamo sperimentato un gran numero di svalutazioni monetarie, spesso con il risultato dell’alta inflazione. Al momento abbiamo un grado formidabile di stabilità dei prezzi, un basso tasso di inflazione. Il che offre enormi opportunità di crescita e di creazione di posti di lavoro. Non è colpa dell’euro se la politica economica è andata storta in alcuni paesi. Ma facciamolo, per favore, un tale dibattito. È importante in quanto tale. Alcune persone pensano che dovremmo tornare indietro di trenta o quaranta anni, ma io preferisco andare avanti. “

Capite che la gente vede l’euro come la causa della crisi e della disoccupazione?

“La crisi e la disoccupazione sono il risultato di una grave crisi finanziaria e in parte anche di politiche economiche sbagliate. L’euro può averle mascherate ma non le ha causate. Dobbiamo porre fine alla crisi dell’Unione monetaria e permetterle di creare di nuovo benessere e posti di lavoro. “

Suona formidabile, ma tutti i numerosi vertici dell’UE sulla crescita e la creazione di posti di lavoro non hanno portato a nulla. Cosa va fatto?

“Questa è una questione complicata. Non possiamo accettare il presente perché al momento abbiamo bassa crescita e insufficiente creazione di posti di lavoro. D’altra parte, non dovremmo sognare un passato che non può essere ricreato e che non possiamo in alcun modo considerare come migliore. Dobbiamo lavorare per il futuro, per ottenere non solo stabilità, ma anche crescita e occupazione. “

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...