Conferenza stampa 4 settembre 2014

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Francoforte, 4 settembre 2014

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Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il Vice-Presidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto alla nostra conferenza stampa. Passiamo ora a riferire sui risultati della riunione odierna del Consiglio direttivo, cui ha partecipato anche il vicepresidente della Commissione, Mr Katainen.

Sulla base delle nostre regolari analisi economica e monetaria, il Consiglio direttivo ha deciso oggi di abbassare il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali (MRO) dell’Eurosistema di 10 punti base allo 0,05% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale (MLF) di 10 punti base allo 0,30%. Il tasso sui depositi presso la banca è stato abbassato di 10 punti base a -0.20%. Inoltre, il Consiglio direttivo ha deciso di avviare l’acquisto di attività del settore privato non finanziario. L’Eurosistema acquisterà un ampio portafoglio di titoli asset-backed securities (ABS)  semplici e trasparenti, con un sottostante costituito da crediti nei confronti del settore privato non finanziario dell’area euro, nel quadro di un ABS purchase programme (ABSPP). Ciò riflette il ruolo del mercato degli ABS per agevolare nuovi flussi di credito all’economia e segue l’intensificazione dei lavori preparatori in materia, già deciso dal Consiglio direttivo nel mese di giugno. In parallelo, l’Eurosistema acquisterà anche un ampio portafoglio di covered bond denominati in euro emessi da MFI domiciliate nella zona euro nel quadro di un nuovo covered bond purchase programme (CBPP3). Gli interventi nel quadro di questi programmi avranno inizio nel mese di ottobre 2014. I dettagli di questi programmi saranno resi noti dopo la riunione del Consiglio direttivo del 2 ottobre 2014. Le misure appena decise, insieme alle TLTROs che saranno condotte in due settimane, avranno un impatto considerevole (sizeable) sul nostro bilancio.

Queste decisioni si aggiungeranno alla gamma di misure di politica monetaria adottate negli ultimi mesi. In particolare, essi sosterranno la nostra forward guidance sui tassi di riferimento della BCE e rifletteranno il fatto che ci sono differenze significative e crescenti nel ciclo di politica monetaria tra le principali economie avanzate. Essi rafforzeranno ulteriormente il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria e sosterranno l’offerta di credito all’economia. Nella nostra analisi, abbiamo preso in considerazione la prospettiva globale sottotono per l’inflazione, il recente indebolimento della spinta alla crescita della zona euro e la protratta debolezzza delle dinamiche monetaria e del credito. Le decisioni di oggi, insieme con le altre misure in vigore, sono state prese in funzione del saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio-lungo termine, in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2%. Propagandosi nell’economia tali misure contribuiranno ad un ritorno dei tassi di inflazione a livelli più vicini al 2%. Se fosse necessario far fronte a ulteriori rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione, il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a utilizzare,  nell’ambito del suo mandato, ulteriori strumenti non convenzionali.

Vorrei ora spiegare la nostra valutazione in maggior dettaglio, a partire dall’analisi economica. Dopo quattro trimestri di moderata espansione, il PIL reale dell’area euro, nel secondo trimestre di quest’anno è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Anche se in parte riflette fattori una tantum, questo risultato è stato più debole del previsto. Per quanto riguarda il terzo trimestre, i dati dei sondaggi disponibili fino ad agosto, pur rimanendo coerenti con una modesta espansione, indicano una perdita di slancio della crescita ciclica.

La domanda interna dovrebbe essere sostenuta dalla gamma delle nostre misure di politica monetaria, dal miglioramento delle condizioni finanziarie, dai progressi compiuti nel consolidamento fiscale e nelle riforme strutturali, e dai prezzi dell’energia più bassi a sostegno del reddito disponibile reale. Inoltre, la domanda per le esportazioni dovrebbe beneficiare della ripresa globale. Allo stesso tempo, è probabile che la ripresa continui a essere frenata dall’alta disoccupazione, dalla notevole capacità inutilizzata, dalla crescita ancora negativa dei prestiti delle MFI al settore privato, e dai necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato. In prospettiva, i fattori chiave e le ipotesi su cui si basano i modelli delle prospettive di crescita vanno attentamente monitorati.

Questi elementi si riflettono nelle Proiezioni macroeconomiche per l’area euro dello staff della BCE di settembre 2014, che prevedono il PIL reale annuale in aumento del 0,9% nel 2014, dell’1,6% nel 2015 e dell’1,9% nel 2016. Rispetto alle Proiezioni macroeconomiche di giugno 2014, le proiezioni di crescita del PIL reale per il 2014 e il 2015 sono state riviste al ribasso, mentre la proiezione per il 2016 è stata rivista al rialzo.

Il Consiglio direttivo vede i rischi che circondano le prospettive economiche per l’area euro al ribasso. In particolare, la perdita di slancio economico può frenare gli investimenti privati​​, e gli intensificati rischi geopolitici potrebbero avere un ulteriore impatto negativo sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Un altro rischio al ribasso dipende da riforme strutturali insufficienti nei paesi dell’area euro.

Secondo la stima rapida di Eurostat, l’inflazione HICP nell’area euro è stata dello 0,3% nel mese di agosto 2014, dopo lo 0,4% nel mese di luglio. Il calo riflette principalmente una minore inflazione dei prezzi dell’energia, mentre gli altri componenti principali sono rimasti sostanzialmente invariati in forma aggregata. I tassi di inflazione sono ormai rimasti bassi per un considerevole periodo di tempo. Come detto, le decisioni di oggi, insieme con le altre misure in vigore, sono state adottate per sostenere il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione nel medio-lungo termine, in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2%. Sulla base delle informazioni attuali, l’inflazione dovrebbe rimanere a bassi livelli nei prossimi mesi, per poi aumentare gradualmente durante il 2015 e il 2016.

Le Proiezioni macroeconomiche dello staff della BCE di settembre 2014 prevedono per l’area euro l’inflazione HICP annua allo 0,6% nel 2014, all’1,1% nel 2015 e all’1,4% nel 2016. Rispetto alle Proiezioni macroeconomiche del giugno 2014, la proiezione per il 2014 è stata rivista al ribasso, mentre le proiezioni per il 2015 e il 2016 sono rimaste invariate.

Il Consiglio direttivo, tenendo conto delle misure decise oggi, continuerà a seguire da vicino l’andamento dei prezzi nel medio termine. In questo contesto, ci concentreremo in particolare sulle eventuali ripercussioni di un peggioramento della dinamica di crescita, sugli sviluppi geopolitici, sul tasso di cambio e sul pass-through (la diffusione nell’economia reale) delle nostre misure di politica monetaria.

Passando all’analisi monetaria, i dati di luglio 2014 continuano a indicare una crescita modesta dell’aggregato monetario ampio (M3), con una crescita annua dell’1,8% nel mese di luglio, rispetto all’1,6% di giugno. La crescita dell’aggregato monetario ristretto M1 si attesta al 5,6% nel mese di luglio, dal 5,4% di giugno. L’incremento della posizione netta sull’estero delle MFI, riflettendo in parte il continuo interesse degli investitori internazionali in attività dell’area dell’euro, è rimasto un importante fattore di sostegno alla crescita di M3.

Il tasso di variazione dei prestiti alle società non finanziarie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è rimasto negativo a -2,2% nel mese di luglio, invariato rispetto al mese precedente. Tuttavia, i riscatti netti sono stati di nuovo consistenti nel mese di luglio. I prestiti alle società non finanziarie continuano a riflettere il rapporto ritardato con il ciclo economico, il rischio di credito, i fattori di offerta del credito e l’aggiustamento in corso dei bilanci del settore finanziario e non finanziario. Il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è stato dello 0,5% nel mese di luglio, sostanzialmente invariato dall’inizio del 2013.

Sullo sfondo di una crescita del credito debole, la BCE sta ultimando la valutazione complessiva dei bilanci delle banche, che è di importanza fondamentale per superare i vincoli di offerta del credito.

In sintesi, la verifica incrociata dei risultati dell’analisi economica con i segnali provenienti dall’analisi monetaria ha portato il Consiglio direttivo a decidere delle misure per fornire un ulteriore accomodamento della politica monetaria e per sostenere l’erogazione di prestiti all’economia reale.

Per quanto riguarda le riforme strutturali, sono stati compiuti passi importanti in diversi Stati membri, mentre in altri tali misure devono ancora essere legiferate e attuate. Questi sforzi devono ora trovare slancio per conseguire maggiore crescita sostenibile e occupazione nell’area euro. Sono necessarie specifiche riforme strutturali nei mercati dei prodotti e del lavoro, nonché azioni volte a migliorare il contesto imprenditoriale. Per quanto riguarda le politiche di bilancio, il complessivo risanamento di bilancio negli ultimi anni ha contribuito a ridurre gli squilibri. I paesi dell’area euro non dovrebbero disfare i progressi compiuti nel consolidamento fiscale e dovrebbero procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita. Il Patto agisce come un’ancora per la fiducia, e la flessibilità esistente nel rispetto delle regole permette di affrontare i costi di bilancio delle principali riforme strutturali e di sostenere la domanda. C’è anche margine per raggiungere una composizione più favorevole alla crescita delle politiche di bilancio. L’attuazione piena e coerente dell’attuale quadro di sorveglianza fiscale e macroeconomica della zona euro è fondamentale per abbattere i rapporti debito pubblico elevato, aumentare la crescita potenziale e la resilienza dell’area euro agli shock.

Ora siamo a vostra disposizione per le domande.

 

pc

 

Domande e risposte

1 (Brian Blackstone, WSJ) La prima domanda: la decisione sui tassi d’interesse e sui programmi di acquisto di ABS e covered bonds è stata unanime?
La seconda domanda riguarda i suoi precedenti commenti sul fatto che, a tutti gli effetti, eravate al limite inferiore sui tassi di interesse. Avete tagliato ulteriormente i tassi di interesse. C’è il rischio che ciò metta un po’ a repentaglio la credibilità della vostra forward guidance e delle comunicazioni sulle prospettive di politica monetaria agli occhi dei mercati finanziari e del pubblico?

Draghi – La risposta alla prima domanda è no, non è stata una decisione unanime. E la risposta alla seconda domanda è no, non c’è un tale rischio, perché avevamo detto, sui tassi di interesse, che eravamo al limite inferiore a tutti gli effetti pratici, ma che ci potevano essere aggiustamenti tecnici, ed è quello che abbiamo fatto. E ora siamo al limite inferiore, dove aggiustamenti tecnici non sono più possibili.

2(Eva Taylor, Reuters) Mr Draghi, lei ha detto che le nuove misure e le TLTROs avranno un impatto considerevole sul bilancio. Potrebbe darci una indicazione più chiara di quanto si aspetta sia l’impatto delle nuove misure?
E la mia seconda domanda è, dopo il suo discorso a Jackson Hole, avete discusso di QE oggi?

Draghi – Sulla prima questione, sapete, questo è un pacchetto di misure piuttosto complesso. Ci sono le TLTROs che si dispiegheranno su più operazioni inizialmente in due anni, poi per altri due anni. E questa è una cosa. Poi c’è il programma di acquisto ABS, che è in un certo senso è un nuovo programma. Poi parte il programma di acquisto di covered bonds, che, come sapete, non è una novità, ma i fini del presente programma sono molto diversi da quelli dei programmi precedenti. Tutto questo rende molto complicato dare una stima precisa dell’impatto che tali operazioni avranno sul nostro bilancio, soprattutto in una  fase in cui nessuna di queste operazioni è ancora stata intrapresa. Quindi potremo essere più precisi una volta che saranno partite le TLTROs, almeno le prime due TLTROs. L’obiettivo, però, è duplice. Primo, aumentare le misure che producono allentamento del credito per il settore bancario — settore bancario, che, come sapete, rappresenta oltre l’80% del totale dell’intermediazione creditizia nell’area euro. Secondo obiettivo è estendere in modo significativo le dimensioni del nostro bilancio verso quelle dell’inizio del 2012.
Sì, si è discusso di QE. Alcuni membri del Consiglio direttivo erano a favore di fare di più di quanto ho appena presentato, e alcuni erano a favore di fare meno. Quindi la nostra proposta sta al centro della strada. Ma, per rispondere alla sua domanda, sì, se ne è parlato. Un più ampio programma di acquisto di asset è stato discusso, e alcuni governatori hanno messo in chiaro che vorrebbero fare di più.

3(Jack Ewing, NYT) Mi domando se ci può chiarire la sua definizione di quantitative easing. Deduco dalla risposta all’ultima domanda che la dimensione di questo programma non lo qualifica ancora come quantitative easing, e forse ci può chiarire a che punto dovremo iniziare a chiamarlo quantitative easing.
La seconda domanda è: ho visto varie stime delle dimensioni del mercato dei titoli ABS nella zona euro. Sarei interessato a conoscere la vostra stima e se ciò mette un qualche tipo di limite superiore a cosa è possibile fare con il programma di cui ha appena parlato.

Draghi – Sulla prima cosa, la definizione di QE non è in realtà legata alla sua dimensione, ma piuttosto alle sue modalità. Quindi QE è un acquisto diretto di attività. Per fare un esempio: invece di accettare tali asset come garanzia per i prestiti, la BCE acquista direttamente tali beni. Questo è QE. È iniettare denaro nel sistema. Il QE può essere su asset privati o su titoli sovrani, o su entrambi. Le misure di oggi sono prevalentemente orientate al credit easing. Tuttavia, è chiaro che avremo acquisti diretti di ABS, le tranche senior e la mezzanine solo se vi è una garanzia. In altre parole, è molto simile a quello che la Fed ha fatto alcuni anni fa. Quindi c’è anche questo componente.
Per rispondere alla sua domanda sulle dimensioni del mercato degli ABS: è molto difficile. Siamo passati attraverso diverse cifre. Alcune sono anche trapelate fuori, ed è inutile penso discuterne. Ci sarebbe piaciuto darvi una cifra, ovviamente. Ai fini della comunicazione, è molto meglio essere chiari, ma in questa fase in particolare, è molto difficile valutare le dimensioni. Vorrei inoltre aggiungere una cosa, perché l’ABS può sembrare una novità. E in effetti, la modalità è nuova perché faremo acquisti diretti di ABS, ma gli ABS sono stati ricevuti come collaterale per i prestiti della BCE per almeno dieci anni, quindi la BCE sa molto bene come prezzare e come trattare gli ABS, soprattutto perché abbiamo — e questa è un’altra ragione che rende difficile in questo momento ogni quantificazione precisa — abbiamo ristretto il nostro programma di acquisto ai soli ABS semplici e trasparenti. Ne abbiamo parlato più volte. E qui rientra in gioco la componente di credit easing, perché vogliamo che tali ABS siano utilizzati per estendere il credito all’economia reale.

4(Claire Jones, FT) Prima domanda: ha detto che la decisione di oggi non è stata unanime. Può dirci qualcosa di più circa la portata e la natura del dissenso?
Anche nella risposta precedente ha ricordato che la BCE ha già un sacco di esperienza nella gestione di titoli asset-backed perché sono accettati come garanzia. Dato ciò, l’assunzione di BlackRock cosa aggiunge al processo di elaborazione del programma?

Draghi – Sulla portata del dissenso, posso dire che c’era una larga maggioranza a favore del programma, e sul contenuto della discussione ho già dato alcune indicazioni prima.
Su BlackRock: un conto è accettare ABS in garanzia, altra cosa è progettare un programma di acquisti diretti, ed è in questo che BlackRock Solutions ci sarà utile. Come è stato annunciato qualche tempo fa, sono stati assunti dalla BCE attraverso una gara d’appalto (competitive tender) nel rispetto delle regole vigenti. C’è stato un appalto nella forma di una procedura competitiva negoziata senza pubblicazione di bando. Tale procedura è prevista dal Rules of Procurement della BCE, articolo 6.1, in linea con la European Public Procurement Directive. È pratica comune negli Stati membri dell’UE. Il loro contributo sarà di consigliare nello sviluppo di un programma di acquisto di ABS. Posso andare avanti con la procedura di gara, se siete interessati. La BCE ha invitato un certo numero di società di consulenza a prendere parte alla gara, ecc., ma solo per rassicurare che le regole sono state seguite.

5 (Jean-Philippe Lacour, Les Echos) La mia prima domanda è più per la comprensione su questo programma di covered bonds e ABS da lanciare. Ci sarà sterilizzazione degli acquisti di questi asset? Avete in mente di farlo o non è rilevante, perché abbiamo sentito parlare di sterilizzazione degli acquisti di altri tipi di attività, come ad esempio l’SMP. Quindi non è una domanda, ma forse può chiarire questo.

Draghi – Allora l’inflazione era al 3% … Legittima domanda…
[NdT – ovviamente non ci sarà alcuna sterilizzazione di questi programmi, dato che mirano a far salire l’inflazione]

… E la seconda domanda, dopo aver annunciato una serie di misure in giugno, tre mesi fa, ora state agendo di nuovo, in un modo sorprendente per quanto riguarda i tassi di interesse, e quindi forse ci può essere l’impressione che la BCE agisce in modo frettoloso. Quindi può forse commentare questo o dirci, perché questi passi ora e non tutto tre mesi fa?

Questa è una domanda molto naturale, uno si chiede: cosa è cambiato da allora? Quello che è successo nel mese di agosto è che abbiamo visto un peggioramento delle prospettive di inflazione a medio termine. Abbiamo visto un movimento al ribasso di tutti gli indicatori delle aspettative di inflazione su tutte le scadenze. Come ho avuto modo di dire a Jackson Hole, una delle misure più utilizzate, l’inflazione 5 anni /5 anni, era caduto ricordo di 18 punti base, appena al di sotto del 2%. Dopo il discorso, alcune di questi misuratori è tornato su. Alcuni sono tornati al loro livello originario, ma la maggior parte non l’ha fatto.
A questo si aggiunga che direi la maggior parte, se non tutti, i dati che usciti nel mese di agosto, sia hard che soft, su PIL e inflazione, come ho detto nella dichiarazione introduttiva, hanno mostrato che la ripresa stava perdendo slancio.  Così il Consiglio direttivo ha deciso soprattutto completare e rafforzare le misure decise nel mese di giugno. In questo senso, gli acquisti diretti di ABS potrebbero essere considerati una misura che rafforza le TLTROs. Sostanzialmente, questo è il motivo. E anche la variazione del tasso di interesse, direi che il motivo principale è di assicurarsi che non ci sono più equivoci sul fatto che abbiamo raggiunto il limite inferiore. Ora siamo al limite inferiore. Questa la risposta al suo punto, che è una domanda davvero legittima.

6(Alessandro Speciale, Bloomberg News)  Due domande. La prima è sui programmi di acquisto che ha annunciato. Ci sono ulteriori dettagli su che tipo di ABS progettate di acquistare? Mutui, mutui residenziali, o solo per le SMEs?
Sul taglio dei tassi, potrebbe indicare cosa si aspetta di ottenere con il taglio dei tassi? Renderà le TLTROs più attraenti? Questo è quello che io penso, ma è la domanda vorrei porre.

Draghi – L’acquisto di ABS riguarderà sia ABS esistenti che di nuova creazione e includerà anche l’immobiliare, gli RMBS, gli ABS real estate. E includerà una gamma piuttosto ampia di ABS contenenti prestiti all’economia reale.
L’altra domanda riguarda il tasso di interesse. Beh, è una decisione di politica monetaria normale, con effetti secondo la solita linea di pensiero, ma in questo caso segnala chiaramente alle banche che stanno per partecipare alle TLTROs che non devono aspettarsi un ulteriore abbassamento del tasso di interesse, in modo che non esitino a partecipare alle TLTROs per questo motivo, aspettando un tasso di interesse più basso per il futuro.

7(Annette Weisbach, CNBC) Due domande. Considerando che le aspettative di inflazione nelle proiezioni del vostro staff non si sono spostate per il 2015 e 2016: perché non si sono mosse se vedete una chiara tendenza di calo dell’inflazione in futuro?
La seconda domanda è sulle sue richieste di usare più margini di manovra fiscale, e sulle risposte da parte dei governi. È vero che c’era una certa frustrazione in alcuni governi, o è stato male interpretato?

Draghi – Sulla prima questione, le proiezioni dello staff prevedono un ritorno di inflazione e una tendenza al rialzo sostanzialmente basati sulla ripresa economica, sul tasso di cambio, sugli effetti della nostra politica monetaria e di migliori prospettive per la domanda globale. Queste tutto sommato sono le ipotesi sottostanti, e, in alcuni casi, mi pare che prevedano anche un aumento del prezzo degli alimentari. Quindi queste previsioni si basano su ipotesi, le ipotesi abituali. La tendenza al ribasso a cui stiamo assistendo quest’anno è vista come una deviazione temporanea da una linea di base che vedrà le aspettative di inflazione risalire verso il 2%, ma non al 2%, nel 2016.
Sì, lei ha assolutamente ragione: ci sono state molte interpretazioni su quello che ho detto, ma in realtà pensavo di essere stato estremamente chiaro a Jackson Hole. Provo una sorta di recap, senza rileggervi … —  in realtà, mi aspettavo una domanda del genere, e ho pensato di leggere il discorso di nuovo, ma ve lo risparmio.
L’idea è che ci sono tre strumenti per riaccendere la crescita. Le riforme strutturali, la politica fiscale e la politica monetaria. Durante quella presentazione, ho iniziato con la politica monetaria, sono passato alla politica fiscale, ma poi ho concluso che non vi è alcuno stimolo fiscale e monetario che possa produrre alcun effetto, senza ambiziose e importanti e forti riforme strutturali. Quindi, in un certo senso, il punto chiave è fare riforme strutturali.
Sulla politica fiscale, ho detto quattro cose. La prima è che — e l’ho ripetuto nella dichiarazione introduttiva di oggi — il Patto di stabilità e crescita è la nostra àncora di fiducia. Le regole non devono essere violate. La seconda è che, nell’ambito delle norme vigenti, c’è una certa flessibilità, ma nel rispetto delle regole, e anche, vorrei aggiungere, che queste discussioni sulla flessibilità non devono essere tali da minare l’essenza del Patto di stabilità e crescita. All’interno del Patto di stabilità e di crescita, si potrebbero fare cose favorevoli alla crescita che contribuiscano anche al risanamento di bilancio, e ho dato un esempio di un taglio delle tasse in pareggio di bilancio. Ridurre le tasse che sono particolarmente distorsive, dove i moltiplicatori a breve termine siano più alti, e taglio delle spese nelle parti più improduttive, quindi nella spesa pubblica corrente.
Ho anche detto — e questa è la terza parte — che dovremmo avere un dibattito sulla politica di bilancio della complessiva area euro. E, infine, ho fatto un punto — in realtà era un riferimento a un programma lanciato dal nuovo presidente della Commissione, Mr. Juncker — su un grande programma di investimento pubblico o privato ​​all’interno dell’Unione, e per cui è stata data una cifra di 300 miliardi di euro. Questo è quello che ho detto.
Vorrei aggiungere una cosa dal punto di vista del rafforzamento della fiducia. In molte parti dell’area dell’euro, ci sono diversi motivi per cui la crescita non torna, ma uno è che manca fiducia. Mancanza di fiducia nel futuro, mancanza di fiducia nelle prospettive, nelle prospettive economiche, di questi paesi. Dal punto di vista della fiducia, sarebbe molto meglio se ci fosse prima una seria discussione sulle riforme strutturali e poi una discussione sulla flessibilità. Questa è l’idea, che è un suggerimento, ma questo è quello che ho detto a Jackson Hole. Quindi se ci sono state sovra- o sotto-interpretazioni, non è colpa mia. Penso che il messaggio sia stato molto chiaro.

8(Alessandro Merli, Ilsole24ore) Lei ha detto più volte, quando si parlava di questi programmi di acquisto di ABS negli ultimi mesi, che erano necessari cambiamenti regolamentari. Ora si va avanti con il programma. Significa che vi aspettate che queste modifiche normative siano attuate molto presto, o che ritenete necessario andare avanti indipendentemente da questi cambiamenti?
L’altra domanda riguarda la parte fiscale del suo discorso a Jackson Hole ed i contatti che ha avuto con diversi leader prima e dopo l’intervento. Ha avuto qualche rassicurazione da parte dei governi che sono pronti a fare quello che, in un certo senso, lei ha chiesto loro di fare, cioè le riforme strutturali e gli aggiustamenti fiscali, il che includerà, quando si parla di politica di bilancio complessiva del’area euro — se comprendo bene — anche qualche azione da parte dei paesi in surplus, o dei paesi che hanno già fatto il loro consolidamento?

Draghi – Sulla prima parte: abbiamo deciso di andare avanti con questo programma. Certamente non vogliamo imporre un calendario alle autorità di regolamentazione, che sono indipendenti. Una certa regolamentazione è già cambiata, tra l’altro, in meglio, nel senso che tratta gli ABS di un certo tipo meglio, in modo meno discriminatorio rispetto a strumenti simili come i covered bond, ma questi cambiamenti non sono sufficienti. Così abbiamo deciso di andare avanti, ma certamente alcuni di questi cambiamenti saranno necessari per ricostruire un mercato che potrebbe essere, soprattutto in Europa, un importante canale di intermediazione creditizia. Sto dicendo soprattutto in Europa, perché qui siamo completamente concentrati sul canale dei prestiti bancari, e questo potrebbe, da un lato accompagnare il canale del credito tradizionale, ma dall’altro potrebbe tornare quello che era prima della crisi. La cartolarizzazione ha una pessima nomea, ma a causa di ciò che è stato cartolarizzato. Non c’è necessariamente solo cattiva cartolarizzazione. Ci potrebbe essere una buona cartolarizzazione, a seconda di quello che la gente scambia, quanto rischio viene mantenuto e così via. Ed è quello a cui miriamo con la Banca d’Inghilterra: ricostruire questo mercato, ma per farlo, occorre non solo la presenza delle banche centrali, ma anche le modifiche normative che sarebbero giustificate.
Sul secondo punto, la risposta è: no davvero. No, non ho intenzione di parlare con i leader per chiedere rassicurazioni su cosa hanno intenzione di fare. Questo non è il dialogo istituzionale in corso. Il punto che ho cercato di spiegare a Jackson Hole è il seguente. Non si può davvero parlare di una ‘negoziazione’ (bargain), come ho letto in alcune parti, un ‘grande negoziato’. Il punto, per un banchiere centrale, è che è molto difficile per noi raggiungere l’obiettivo di un tasso di inflazione inferiore ma prossimo al 2% solo con la politica monetaria. C’è bisogno di crescita. È necessario ridurre la disoccupazione. Per farlo occorrono altre cose, e questo è quello che ho detto. Occorre la politica fiscale. E sono necessarie prima di tutto le riforme strutturali. Quindi, in questo senso, qui non c’è alcun ‘grande negoziato’, solo ognuno di noi deve fare il proprio lavoro.

9(Suzanne Lynch, Irish Times) Due domande. In primo luogo sul tema delle misure favorevoli alla crescita e del margine di manovra. Ha incontrato il presidente Francois Hollande questa settimana in Francia. Ci sono indicazioni da lui che la Francia sta per intraprendere misure più favorevoli alla crescita? Lei ha citato nelle sue osservazioni introduttive che alcuni Stati membri non hanno attuato riforme strutturali. La Francia è uno di questi?
In secondo luogo, lei dovrebbe incontrare il ministro delle finanze irlandese martedì prossimo. Irlanda vuole rimborsare in anticipo la quota del prestito IMF del suo piano di salvataggio. Sono gli istituti di credito europei a loro agio nell’assumersi il rischio, l’intero rischio, del fatto che l’Irlanda ripaghi i prestiti?

Draghi – Beh, prendiamo atto di questo. Esamineremo nel Consiglio direttivo. E noi certamente monitoreremo molto, molto da vicino ciò che viene fatto con la vendita delle attività, in modo che ciò che chiamiamo, le preoccupazioni di finanziamento monetario siano adeguatamente e significativamente prese in considerazione. Questa è la risposta alla seconda domanda.
Sulla prima questione: il contenuto principale della riunione con il presidente Hollande è stato un esame della situazione economica nella zona euro. Quindi mi  sarebbe difficile commentare le prospettive delle riforme strutturali in tale paese. Ma è chiaro a tutti che il desiderio di intraprendere queste riforme cìè, e ne abbiamo preso atto e lo accogliamo con favore.

10(Lituania TV) Ho una domanda sul mio paese, la Lituania. La Lituania entrerà nella zona euro il prossimo anno, e oggi l’economia soddisfa i criteri di Maastricht molto bene, ma l’anno prossimo ci sono alcuni rischi che la Lituania possa spendere più di quello che effettivamente può a causa delle sanzioni alla  Russia, per budget più alti sulla difesa e così via. In che modo pensa che la Lituania si possa proteggere dallo spendere troppo e aumentare il deficit?
E la seconda parte riguarda l’inflazione. La gente è già preoccupata che i prezzi sono in aumento. Come vede l’inflazione il prossimo anno in Lituania, rispetto alla media della zona euro?

Draghi – Prima di tutto lasciatemi dire quanto il Consiglio direttivo accoglie con favore la Lituania nella zona euro. E il Consiglio direttivo della BCE è consapevole degli straordinari progressi compiuti dalla politica economica in Lituania nel corso degli ultimi anni. Abbiamo detto questo in tutte le occasioni possibili, perché è vero. È anche vero che negli anni precedenti all’entrata — negli ultimi quattro o cinque anni — ci sono stati segni di instabilità dei prezzi e nella politica economica. Quindi, in questo senso, è molto importante che siano mantenuti i  progressi compiuti dalla Lituania prima di entrare l’euro. La Lituania sarà un partner, come tutti gli altri, sarà soggetta alle stesse regole degli altri. Questo è molto importante perché — credo che ho detto questo nella dichiarazione introduttiva — i progressi che la Lituania ha raggiunto non devono essere disfati.

11(Giovanna Pancheri, Sky Tg 24) Due domande per il presidente Draghi. In primo luogo, lei sta suggerendo riforme strutturali. La maggior parte delle persone potrebbe dirle che hanno costi sociali, e alcuni capi di Stato e di governo potrebbero anche dire costi elettorali. Quindi non sarebbe utile un controllo più europeo sulle riforme, come già facciamo sugli obiettivi di bilancio?
Seconda domanda. Prima di incontrare il presidente Hollande quest’estate lei ha anche incontrato il primo ministro italiano. Come sapete, l’Italia è un paese in deflazione in questo momento, con una situazione di crescita difficile, e il governo sta cercando di intraprendere un importante percorso di riforme. Così posso chiederle sul contenuto del suo incontro con il signor Renzi, e se avete discusso anche delle riforme da fare in futuro?

Draghi – La risposta alla seconda domanda è facile. La nostra conversazione rimane riservata, quindi non ho nulla da aggiungere a questo.
Il primo punto è una domanda importante. Le riforme strutturali hanno un costo, e anzi molti costi di fatto. Ma non è la mancanza di crescita un costo in sé? Ed è quello che stiamo vedendo adesso. Abbiamo visto un alto tasso di disoccupazione, in alcuni paesi il più alto nella storia, bassa crescita per molti anni, un livello di crescita e di produzione che, in alcuni paesi, è lontano da quello che era nel 2007 In alcuni paesi i salari reali dei nuovi entranti nel mercato del lavoro sono ai livelli registrati alla fine degli anni ’80, ’80 del secolo precedente. Quindi non è anche questo un costo? Penso che sia la prima parte della risposta.
La seconda parte è una corda che ho sfiorato in passato, dicendo: non sarebbe meglio avere nel campo delle riforme strutturali lo stesso tipo di — è molto diverso, naturalmente — ma un quadro simile a quello che abbiamo per la disciplina di bilancio? Questo avrebbe diversi vantaggi. Prima di tutto, non intendevo dire che i paesi dovrebbero perdere sovranità, ma dovrebbero condividere la sovranità, come hanno fatto con la politica monetaria. Prima di avere l’euro molte banche centrali — forse tutte con l’eccezione di una — avevano perso completamente la sovranità nazionale. La creazione della BCE e dell’euro ha dato un quadro in cui tutti questi paesi hanno potuto effettivamente condividere la sovranità nella realizzazione della politica monetaria della zona euro. E in un certo senso è molto più la stessa cosa con il processo che stiamo discutendo. Quindi non è una perdita di sovranità nazionale, che non esiste o è molto limitata ora, ma in realtà è un condividere insieme le regole comuni. E questo avrebbe, a mio avviso, diversi vantaggi: prima di tutto un processo politico forse più facile di quanto sarebbe se avvenisse solo a livello nazionale. Ma avere regole comuni significherebbe anche avere un mercato che, in un certo senso, aumenta le opportunità, ad esempio per la mobilità dei lavoratori nello scegliere il posto dove andare a lavorare, e così via. Si possono fare tanti esempi del perché questa condivisione di sovranità potrebbe migliorare le prospettive.

12(Martin Baccardax, MNI Europe) Mr Draghi, due domande se posso.
In primo luogo, in questo momento, descriverebbe le aspettative di inflazione come ancorate?
E in secondo luogo, può spiegare quello che sembra una contraddizione: ha detto che c’era l’unanimità nel Consiglio direttivo per l’utilizzo di misure non convenzionali  ma oggi non ha avuto l’unanimità. Potrebbe rispondere su questo, per favore?

Draghi – Le aspettative di inflazione, abbiamo visto, sono ancora ancorate. Ma ultimamente abbiamo visto il rischio di ribasso crescere, che è il motivo per cui abbiamo deciso di rafforzare le misure decise a giugno e di integrarle con altre.
Il secondo punto: l’unanimità e l’accordo non sono un assegno in bianco, del tipo “a prescindere da cosa faremo, saremo unanimi”. Siamo unanimi nell’intento, ma quando arriva il momento di decidere esattamente quali misure prendere ci possono essere differenze di visione. Quindi non penso che sia davvero contraddittorio.

13 – (Mark Schroers, Boersen-Zeitung) Prima domanda sul programma di acquisto degli ABS. Se ho capito bene, lei ha detto che gli ABS immobiliari saranno inclusi. Mi chiedo perché, dato che i prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono state escluse dalle TLTROs.
E la seconda domanda è, onestamente non capisco perché chiamate l’abbassamento del tasso di interesse solo un adeguamento tecnico. Non credo che abbiate definito la mossa simile del mese di giugno come un adeguamento tecnico.

Draghi – Sul primo punto, lei ha assolutamente ragione a sollevarlo. C’è una apparente contraddizione qui, ma in effetti non esiste. Ciò che faremo acquistando titoli ABS sarà di creare spazio libero nel bilancio dei venditori. I venditori potrebbero non essere solo le banche, tra l’altro; potrebbero essere anche gli investitori istituzionali. Liberiamo spazio e quindi non è affatto scontato che il venditore userà questo denaro per re-investire nel settore immobiliare. Il venditore userà questo denaro secondo le sue decisioni di business in quel momento. Ecco perché non c’è una contraddizione tra la nostra decisione di non finanziare nuovi prestiti al settore immobiliare con le TLTRO. Ecco come si spiega.
Lo definisco un adeguamento tecnico. In realtà, il motivo per cui uso questa espressione è che, per tutti gli scopi pratici, eravamo già sul fondo inferiore. Così c’era davvero aspettarsi alcun grande cambiamento nel tasso di interesse. Ma ha ragione, forse la mia definizione limita eccessivamente il movimento che abbiamo avuto.

14(Panaiotis Koutumanos) Ho due domande. La prima: l’azione politica più forte, e il tipo di cose che ha detto a Jackson Hole e ancora oggi in forma di riforme strutturali e programmi di crescita sono condizione ‘sine qua non’ verso il QE? E la mia seconda domanda è: i tassi a nuovi minimi storici e le TLTROs non rendono gli ABS ancora meno attraenti?

Draghi – Va bene, sulla prima questione, sa che la risposta non è facile. In primo luogo, non c’è ‘negoziazione’ qui: non vi è alcuna trattativa in corso. Questo non sarebbe istituzionalmente corretto. Noi facciamo politica monetaria e gli altri fanno altre politiche. Secondo: il nostro stimolo monetario sarà efficace senza riforme strutturali? L’ultima volta ho fatto un esempio: possiamo dare tutto il maggior stimolo monetario che vogliamo, la disponibilità di credito che vogliamo, ma se la persona che ha in mente di utilizzare tale credito per un nuovo business deve attendere otto mesi prima che lui/lei possa aprire questa nuova attività, e poi una volta aperta deve pagare un sacco di tasse, questa persona non chiede credito. Quindi la presenza di riforme strutturali, l’effettiva attuazione di tali riforme, è importante per l’efficacia della politica monetaria. E, tra l’altro, anche per quella fiscale — per alcune politiche fiscali di sicuro — soprattutto per il taglio delle tasse. Terzo punto, abbiamo un mandato e il mandato è mantenere l’inflazione nel medio termine al di sotto ma prossima al 2%. L’inflazione, l’inflazione headline alla fine del 2011 era al 3%, ora è a 0,3%. L’inflazione core, cioè al netto di alimentari ed energia, era 1,7% nel luglio 2012, ora è 0,9%. Quindi abbiamo dovuto rispettare il mandato. Questo è il nostro dovere.
Ora, la seconda domanda: sicuramente il programma ABS inizia in un momento in cui il ciclo economico è molto moderato, a dir poco, e i tassi sono molto bassi. In altre parole, come canale di finanziamento gli ABS dovrebbero diventare sempre più attraente man mano che i tassi cresceranno. Sulle TLTROs: non proprio, non vedo i due programmi cannibalizzarsi l’un l’altro, sono piuttosto complementari perché l’acquisto di ABS libererebbe spazio per i bilanci delle banche per una maggiore partecipazione all’TLTRO in una varietà di modi. Non vedo proprio conflitto. Ci può essere qui e là, ma a prima vista le due cose sembrano andare insieme.

15(Claudia Aebersold Szalay, Neue Zürcher Zeitung) Mr. Draghi, non c’è il rischio che la BCE, sottolineando così tanto il rischio di bassa inflazione, possa con ciò essa stessa innescare un dis-ancoraggio delle aspettative?

Draghi – Questa è in realtà una domanda che ci siamo posti noi stessi. Ma la risposta a questa domanda è: è la verità un rischio? In altre parole, pensiamo davvero che dicendo alla gente cose diverse dalla verità questo influenzi il loro comportamento? E la risposta è no. Pensiamo di dover dire le cosa come sono. Noi non vediamo deflazione. Abbiamo visto, è un dato di fatto, bassa inflazione per lungo tempo. Come ho detto più volte, più lungo è il periodo di bassa inflazione più alti sono i rischi di dis-ancoraggio. C’è anche un altro aspetto. La gran parte del calo dell’inflazione — come ho detto prima, dal 3% di fine 2011 allo 0,3% attuale — è dovuto al calo di energia e prezzi alimentari nella prima parte, e all’apprezzamento del tasso di cambio nella seconda parte. Poi, ci siamo chiesti, dato che chiaramente c’erano stati diversi errori di previsione, se fossero errori di previsione basati su errori fatti nel valutare l’impatto dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari. La risposta in generale è stata sì, per un certo periodo di tempo. Ma negli ultimi tempi gli errori di previsione dipendono, ancora da errori su alimentari ed energetici, ma anche da altri fattori. E tra questi fattori la depressione economica e la disoccupazione stanno giocando un ruolo sempre maggiore, più significativo. Quindi, in questo senso, i rischi a cui vogliamo reagire ora dipendono da fattori non sono esogeni all’economia dell’area dell’euro. E in questo senso è molto importante che diciamo le cose come stanno.

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