Conferenza stampa 6 novembre 2014

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 6 novembre 2014

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Dichiarazione introduttiva

Signore e signori, il Vice-Presidente ed io siamo molto lieti di darvi il benvenuto alla  conferenza stampa. Passiamo a riferire sui risultati della riunione odierna del Consiglio direttivo, cui ha partecipato anche il vicepresidente della Commissione, Mr Dombrovskis.

Sulla base delle nostre regolari analisi economica e monetaria, e in linea con la nostra forward guidance, abbiamo deciso di mantenere invariati i tassi di riferimento della BCE. Dando seguito alle decisioni del 2 ottobre 2014, il mese scorso abbiamo iniziato l’acquisto di covered bonds in base al nuovo programma. Presto inizieremo anche ad acquistare ABS. I programmi avranno una durata di almeno due anni. Insieme con la serie delle TLTROs (targeted longer-term refinancing operations) che si svolgeranno fino al giugno 2016, questi acquisti di asset avranno un impatto considerevole sul nostro bilancio, che dovrebbe muoversi verso le dimensioni che aveva all’inizio del 2012.

Le nostre misure miglioreranno il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, aiuteranno le condizioni di finanziamento nell’area euro, faciliteranno la concessione di crediti all’economia reale e genereranno ricadute positive verso altri mercati. In tal modo renderanno più accomodante la politica monetaria, sosterrano la forward guidance sui tassi di riferimento della BCE e rafforzeranno le significative e crescenti differenze nel ciclo di politica monetaria tra le principali economie avanzate.

Con le misure messe in atto, la politica monetaria ha risposto alle prospettive di bassa inflazione, a un indebolimento della dinamica di crescita e a dinamiche monetarie e creditizie sottotono. La nostra politica monetaria accomodante sosterrà il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio-lungo termine, in linea con il nostro obiettivo di avere tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2%. Penetrando nell’economia, le nostre misure di politica monetaria contribuiranno ad un ritorno dei tassi di inflazione su livelli più vicini al nostro obiettivo.

Tuttavia, in prospettiva, tenendo conto delle nuove informazioni e analisi, il Consiglio direttivo seguirà da vicino e valuterà continuamente l’adeguatezza della sua politica monetaria. Nel caso in cui si renda necessario far fronte a ulteriori rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione, il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a utilizzare ulteriori strumenti non convenzionali, nell’ambito del suo mandato. Il Consiglio direttivo ha incaricato lo staff della BCE e i competenti comitati dell’Eurosistema di assicurare la tempestiva preparazione di ulteriori misure da attuare, se necessario.

Permettetemi ora di spiegare la nostra valutazione in modo più dettagliato, a partire dall’analisi economica. Il PIL reale dell’area euro nel secondo trimestre di quest’anno è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, con revisione al rialzo rispetto alla stima precedente. Dai mesi estivi, i nuovi dati e i sondaggi hanno complessivamente indicato un indebolimento nella dinamica di crescita della zona euro. Queste informazioni sono state ora integrate nelle più recenti previsioni delle istituzioni pubbliche e private, che hanno rivisto al ribasso la crescita del PIL reale fino al 2016, mantenendo ancora una prospettiva di ripresa economica ma modesta. Questo quadro è sostanzialmente in linea con l’attuale valutazione del Consiglio direttivo. Da un lato, la domanda interna dovrebbe essere sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria, dai miglioramenti in atto delle condizioni finanziarie, dai progressi compiuti nel risanamento dei conti pubblici e nelle riforme strutturali e dalla riduzione dei prezzi dell’energia a sostegno del reddito disponibile reale. Inoltre, la domanda per le esportazioni dovrebbe beneficiare della ripresa globale. D’altro lato, è probabile che la ripresa continui ad essere frenata da un alto tasso di disoccupazione, da una consistente capacità inutilizzata, ed dai necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato.

I rischi per le prospettive economiche dell’area euro sono ancora orientati al ribasso. In particolare, l’indebolimento nella dinamica di crescita della zona euro, insieme agli intensificati rischi geopolitici, potrebbero smorzare la fiducia e, in particolare, gli investimenti privati. Inoltre, gli insufficienti progressi nelle riforme strutturali nei paesi dell’area euro costituiscono un fattore di rischio al ribasso per le prospettive economiche.

Secondo la stima rapida dell’Eurostat, l’inflazione HICP nell’area euro è stata dello 0,4% nel mese di ottobre 2014, dopo lo 0,3% nel mese di settembre. Rispetto al mese precedente, ciò riflette principalmente un contributo un po’ meno negativo dei prezzi dell’energia e aumenti annuali leggermente più forti dei prezzi degli alimentari. Un calo dei prezzi dei beni industriali è stato in parte compensato da un aumento dei prezzi dei servizi. Sulla base delle attuali informazioni e dei future per l’energia, l’inflazione dovrebbe rimanere sugli attuali bassi livelli anche nei prossimi mesi, per poi aumentare gradualmente durante il 2015 e il 2016. Questo è anche il quadro offerto delle più recenti previsioni, che ora integrano il recente crollo dei prezzi del petrolio.

Il Consiglio direttivo continuerà a seguire con attenzione i rischi per le prospettive di andamento dei prezzi nel medio termine. In questo contesto, ci concentreremo in particolare sulle eventuali ripercussioni della bassa dinamica di crescita, degli sviluppi geopolitici, del tasso di cambio e dei prezzi dell’energia, e sulla propagazione delle nostre misure di politica monetaria.

Passando all’analisi monetaria, i dati di settembre 2014 continuano a indicare una crescita contenuta dell’aggregato monetario ampio (M3), con il tasso di crescita che tuttavia sale moderatamente al 2,5% nel mese di settembre, dopo il 2,1% nel mese di agosto. La crescita annua di M3 continua ad essere sostenuta dalle sue componenti più liquide, con l’aggregato monetario ristretto (M1) in crescita a un tasso annuo del 6,2% nel mese di settembre.

Il tasso di variazione dei prestiti alle società non finanziarie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è rimasto negativo a -1,8% in settembre, dopo il -2,0% di agosto e il -2,2% di luglio. In media negli ultimi mesi, i riscatti netti sono scesi dai livelli storicamente elevati registrati un anno fa. I prestiti alle società non finanziarie continuano a riflettere il rapporto ritardato con il ciclo economico, il rischio di credito, i fattori di offerta del credito e l’aggiustamento in corso dei bilanci del settore finanziario e non finanziario. Il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie (corretti per cessioni e cartolarizzazioni) è stato dello 0,6% in settembre, dopo lo 0,5% di agosto. In linea con una certa stabilizzazione dei flussi di credito, l’indagine sul credito bancario per l’area euro di ottobre ha registrato un allentamento netto dei criteri di concessione dei prestiti alle imprese e alle famiglie. Allo stesso tempo, si deve tener presente che il livello degli standard di credito è molto rigido se guardato in prospettiva storica. A seguito del completamento della Valutazione Globale della BCE, ci si può aspettare che un ulteriore rafforzamento dei bilanci delle banche contribuisca alla riduzione dei vincoli nell’offerta di credito e faciliti una maggiore concessione di credito.

In sintesi, la verifica incrociata dei risultati dell’analisi economica con i segnali provenienti dall’analisi monetaria conferma le recenti decisioni prese dal Consiglio direttivo di fornire ulteriore accomodamento alla politica monetaria e sostenere l’erogazione di prestiti all’economia reale.

La politica monetaria è focalizzata sul mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo e la sua posizione accomodante contribuisce a sostenere l’attività economica. Tuttavia, al fine di rafforzare l’attività di investimento, promuovere la creazione di posti di lavoro e aumentare la crescita della produttività, altre politiche devono dare il loro decisivo contributo. In particolare, l’approvazione legislativa e l’attuazione di riforme dei mercati dei prodotti e del lavoro, nonché le azioni volte a migliorare il contesto imprenditoriale per le imprese devono ricevere più slancio in diversi paesi. L’effettiva attuazione delle riforme strutturali aumenterà le aspettative di redditi più elevati e incoraggerà le imprese ad aumentare gli investimenti e ad anticipare la ripresa economica. Per quanto riguarda le politiche di bilancio, i paesi con squilibri di bilancio residui non devono disfare i progressi già compiuti e devono procedere in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita. Nel corso delle procedure del quadro concordato, il Patto dovrebbe rimanere l’ancora per la fiducia in finanze pubbliche sostenibili. La flessibilità esistente nel rispetto delle regole dovrebbe consentire ai governi di affrontare i costi di bilancio delle principali riforme strutturali, di sostenere la domanda e di ottenere una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita. Un’attuazione piena e coerente dell’attuale quadro di sorveglianza fiscale e macroeconomica della zona euro è fondamentale per abbattere gli elevati rapporti del debito pubblico sul PIL, per aumentare la crescita potenziale e la capacità di resilienza dell’economia agli shock.

Ora siamo a vostra disposizione per le domande.

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Domande e risposte

1(Johanna Treeck, MNI) È stata modificata la dichiarazione introduttiva, che è firmata da tutto il Consiglio direttivo, per includere un riferimento alla dimensione del bilancio. Questo significa che ora avete un obiettivo ufficiale di bilancio?
Seconda domanda: sappiamo tutti che la BCE in generale preferisce prendere decisioni con un forte consenso, ma sembrerebbe ovvio che quanto più vi avventurate in un territorio inesplorato, tanto più sarà difficile arrivare a un tale consenso. Quindi mi chiedo se lei personalmente vede fondamentali ostacoli al prendere decisioni a maggioranza semplice, per esempio in materia di acquisti di titoli di Stato.

Draghi – Risponderò a entrambe le domande leggendo la dichiarazione perché le risposte sono contenute là. Per la prima domanda, cioè se ora abbiamo un obiettivo di bilancio, leggo: “Insieme con la serie delle TLTROs che si svolgeranno fino al giugno 2016, questi acquisti di asset avranno un impatto considerevole sul nostro bilancio, che dovrebbe muoversi verso le dimensioni che aveva all’inizio del 2012.” E giustamente lei ha osservato che questa dichiarazione introduttiva è stata firmata dall’intero Consiglio direttivo all’unanimità.
Sulla seconda domanda, vada al quarto paragrafo della dichiarazione introduttiva. Lei ha chiesto se troveremo sempre più ostacoli nel prendere le misure necessarie con vasto consenso. Proseguendo nella dichiarazione introduttiva: la prima parte dice che abbiamo preso diverse misure, queste misure dovrebbero avere un impatto considerevole, e ci aspettiamo di spostare il bilancio verso le dimensioni dell’inizio 2012, quindi diciamo quali buone cose queste misure produrranno. Ma poi diciamo: “Tuttavia, in prospettiva, tenendo conto delle nuove informazioni e analisi, il Consiglio direttivo seguirà da vicino e valuterà  continuamente l’adeguatezza della sua politica monetaria. Nel caso in cui si renda necessario …” Perché dovrebbe rendersi necessario? Ci sono due eventualità a cui guardiamo. La prima eventualità è che le attuali misure non siano sufficienti. La seconda eventualità è se le prospettive di medio termine per l’inflazione dovessero peggiorare. In questi casi “ … il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a utilizzare ulteriori strumenti non convenzionali, nell’ambito del suo mandato“. E qui c’è la frase che dice che oggi “Il Consiglio direttivo ha incaricato lo staff della BCE e i competenti comitati dell’Eurosistema di assicurare la tempestiva preparazione di ulteriori misure da attuare, se necessario.” E questo è stato sottoscritto dall’intero Consiglio direttivo.

2(Brian Blackstone, WSJ) Può spiegare un po’ meglio la frase aggiunta sull’incarico allo staff della BCE e ai competenti comitati? Gli è stato dato il compito di occuparsi di qualcosa con l’aspettativa che effettivamente lo dovranno fare, perché altrimenti sono cose a cui probabilmente hanno pensato da lungo tempo. Questo non è un problema nuovo. Quindi questa preparazione avviene con l’aspettativa di agire effettivamente?
Inoltre vorrei tornare al bilancio, perché lei sembra di aver cambiato tono sul bilancio negli ultimi due mesi. Ha cominciato dicendo “orientarlo verso i livelli di inizio 2012”, poi il mese scorso ha detto “non concentratevi troppo sul bilancio di per sé”, ora è di nuovo “ritorno verso i livelli di inizio 2012”. Ci può spiegare il motivo di questa evoluzione nella descrizione degli obiettivi di bilancio?

Draghi – Sul secondo punto, posso solo dire che c’è una dichiarazione esplicita che aggiunge qualcosa a quello che eravate abituati a leggere in precedenza. È chiaramente ri-affermato che il Consiglio direttivo è unanime e che fa anche un passo avanti. Diamo un’occhiata a tutte queste misure: queste misure certamente influenzeranno sia la dimensione che la composizione del nostro bilancio, e quindi richiedono molta attenzione. Se nota, non è solo lo staff della BCE, ma anche i competenti comitati dell’Eurosistema — per rispondere all’idea del kitchen cabinet [consiglio di cucina, cioè gruppo ristretto di consiglieri non ufficiali con cui il titolare di una carica tende a condividere di preferenza i problemi – NdT]. Quindi una varietà di persone sarà coinvolta in questa analisi. Per inciso, alcuni dicono di essere stati molto sorpresi dal riferimento al kitchen cabinet, dicono: “pensavo che il vostro fosse piuttosto un restaurant cabinet“. Una grande quantità di gente è sempre stata coinvolta nella preparazione di queste misure, ma questa volta abbiamo voluto fare in modo che la cosa appaia in modo chiaro.
Sulle dimensioni del bilancio, francamente io non mi sono mosso molto. In realtà si tende a dimenticare che contano la dimensione e la composizione. Perché a seconda della sua composizione, ogni iniezione di liquidità avrà un effetto diverso, come abbiamo visto in altri esperimenti, e questo conta. Per esempio nel nostro caso particolare, conta per il credit easing [allentamento monetario ottenuto attraverso un aumento dei prestiti – NdT], dato lo stato di frammentazione del nostro sistema bancario. È per questo che nel nostro caso la composizione è particolarmente importante. Altri paesi hanno dimostrato altri canali attraverso cui hanno effetto le dimensioni del bilancio, con le loro ricadute in altri mercati; in particolare l’esperienza giapponese è abbastanza eloquente, con le sue conseguenze su vari mercati. Un altro punto a cui si dovrebbe guardare è la correlazione che esiste tra le dimensioni del bilancio e le aspettative di inflazione. Posso aver dato l’impressione sbagliata di fare marcia indietro, ma non penso di aver … qui c’è quello che ho detto al Parlamento europeo. Ho detto: “si prevede di spostarlo verso la dimensione che aveva all’inizio del 2012”. Questo al Parlamento europeo in occasione dell’ultima udienza.
Sulla successiva domanda: abbiamo deciso di chiedere loro, si incontreranno e ci lavoreranno. Penso che i nostri comitati e il nostro staff hanno una buona credibilità nella realizzazione di ciò che gli viene chiesto di fare. Dice “la tempestiva preparazione di ulteriori misure da attuare, se necessario“.

3(Claire Jones, FT) La scorsa settimana o giù di lì, abbiamo visto la Fed terminare il suo quantitative easing, e abbiamo anche visto la Banca del Giappone ingigantire i suoi acquisti di asset. Sarebbe interessante avere una indicazione da lei su come questo influenzi il suo pensiero sul QE, su  come agire o se ci sono delle lezioni da trarre dalle esperienze di queste due banche centrali…

Draghi – Quindi sta chiedendo quali lezioni possiamo trarre dalle altre banche centrali? …

… Sì, se ce ne sono. O se il fatto che la Banca del Giappone ingigantisca i  suoi acquisti influenza il suo pensiero o meno.
In secondo luogo, alcuni report giornalistici dicono che c’è discordia tra alcuni membri del Consiglio direttivo sul suo stile di leadership e in particolare sul fatto che lei ha fatto commenti senza che loro necessariamente lo sapessero in anticipo. Potrebbe commentare su questi report e su come influenzano la costruzione del consenso per il quantitative easing?

Sulla prima domanda, certo tutte le lezioni sono importanti da tutto il mondo, ma quando si guarda alle altre banche centrali, in altre giurisdizioni, si deve tener conto della profonda diversità delle situazioni, delle condizioni iniziali. Tra l’altro, oggi abbiamo discusso abbastanza ampiamente l’esperienza di altre banche centrali, come abbiamo discusso ampiamente la dimensione del bilancio insieme con la debolezza delle prospettive attuali, sia per PIL che per l’inflazione. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che gli effetti del QE sono diversi a seconda delle condizioni iniziali. Nel caso, ad esempio, degli Stati Uniti e del Regno Unito, si possono osservare molte differenze. Una differenza è nella dimensione: hanno triplicato o quadruplicato il loro bilancio. In secondo luogo, la struttura dei loro mercati dei capitali. In terzo luogo, si tende a dimenticare che tutti e tre i paesi, Stati Uniti, Regno Unito e Giappone, avevano deficit di bilancio che erano più volte quello dell’eurozona. In quarto luogo, la composizione di questi interventi è stata diversa tra le diverse giurisdizioni e, per quanto riguarda Stati Uniti e Regno Unito, il momento in cui questi interventi hanno avuto luogo era diverso, gli spread e i tassi di interesse erano molto più alti. Quindi c’è materia per i comitati e per lo staff della BCE per riflettere su tutto questo, su quali siano le condizioni ed i canali di trasmissione in cui le misure supplementari, se necessarie, sarebbero efficaci. Quindi le lezioni di altri paesi e altre giurisdizioni sono molto importanti nel senso che ci fanno pensare a come sfruttare al meglio le misure che potremmo prendere, se necessario.
Sui report giornalistici, lasciatemi dire anzitutto che è abbastanza normale non essere d’accordo sulle cose. Succede in tutto il mondo. Basta leggere le recenti dichiarazioni su quando alzare i tassi di interesse negli Stati Uniti da parte dei membri del FOMC. Succede nel Regno Unito, come in Giappone. Quindi questo è parte della normale diversità. La migliore risposta a questo è data dal fatto che la dichiarazione introduttiva che vi ho appena letto, che contiene novità direi piuttosto importanti rispetto al passato, è stata approvata e sottoscritta all’unanimità.
Scusate… penso sia importante aggiungere un’altra cosa. Quando ci differenziamo nei nostri punti di vista e nelle nostre politiche, non esiste alcuna linea di separazione nord / sud  — che è un’altra ossessione di alcuni di voi. Non c’è coalizione, affatto. Mi piacerebbe farvi un sacco di esempi, purtroppo non credo di poterlo fare, in cui ci sono differenze di punti di vista che attraversano i confini nord / sud. Questa è la cosa buona del nostro Consiglio direttivo: i membri operano a titolo personale e sono indipendenti.

4 – (Alessandro Speciale, Bloomberg News) Vorrei tornare al problema dell’espansione del bilancio che avete citato. Se poteste darci qualche dettaglio su come si prevede di realizzare questa espansione, intendo nel mix delle politiche attuali che la BCE ha approvato e sta attuando.
Inoltre ci ha appena detto che le piacerebbe darci più esempi di come avvengono le discussioni in seno al Consiglio direttivo. Inizierete la pubblicazione dei resoconti da gennaio, quindi ci può dare qualche dettaglio su quanto questi verbali riveleranno, se ci saranno nomi, conteggio dei voti e a che livello di dettaglio saranno?

Draghi – Quindi ha posto due domande, la riguarda le misure che abbiamo preso già. Come sapete, si tratta di una combinazione di tre misure. Le  cosiddette TLTROs, gli acquisti di covered bond, e il programma di acquisto di ABS. Siamo abbastanza sicuri che l’impatto sulla dimensione del nostrobilancio sarà sufficiente e significativa. Vorrei qui sottolineare il messaggio principale: il nostro bilancio continuerà ad espandersi nei prossimi mesi, mentre i bilanci di altre banche centrali sono destinati a contrarsi a causa delle diverse politiche e dei cicli economici. Questo è il messaggio più importante che posso dare per quanto riguarda le prospettive future. Ho detto in passato che siamo su percorsi di politica monetaria  divergenti e questo è solo uno degli elementi di questo scenario di base. E poi, naturalmente, ci siamo chiesti, siamo sicuri? Ebbene, ci possono essere due eventualità che possono spingerci a fare di più, ed è quanto il paragrafo che ho appena letto implica. Le due eventualità sono: [1] che le misure adottate non producano sufficienti effetti. Noi crediamo di sì. Siamo assolutamente fiduciosi che bastino. E [2] le prospettive potrebbero peggiorare. Quindi questo è il messaggio principale. Il nostro bilancio continuerà ad espandersi in tutte le direzioni, sia tramite le misure che abbiamo già preso, e/o tramite le misure che potremmo dover prendere, se necessario.
Sui verbali. Alcuni di questi recenti report, cui si è accennato poco fa, menzionavano qualcosa accaduto a cena. Beh, in realtà qualcuno ha detto che è stata una delle migliori discussioni che abbiamo mai avuto, forse la migliore discussione che abbiamo mai avuto, perché abbiamo discusso dei resoconti pubblici. (Non ci piace chiamarli verbali) È stata davvero una discussione molto ricca, ad esempio, sul fatto che contengano o meno i nomi. Ci sono alcuni aspetti chiave in questa discussione: uno è la necessità di preservare l’indipendenza per i membri del Consiglio direttivo. Il secondo è la necessità di preservare la sincerità negli scambi. Il terzo, che è probabilmente il più importante, è di dare informazioni ai mercati su come interpretare al meglio le nostre decisioni di politica monetaria. Quindi abbiamo discusso di questo, sulla base di un ottima bozza di lavoro preparata dallo staff della BCE, in particolare dal Segretariato, che desidero ringraziare. Saremo pronti per la prossima riunione di dicembre per una discussione approfondita, in cui saremo in grado di prendere le decisioni finali. Dopo la cena e la discussione di ieri sera, siamo ad un punto piuttosto avanzato e ben preparato.

5(Tony Connelly, RTE Ireland) La BCE ha pubblicato oggi una serie di lettere relative a uno scambio tra l’ex presidente Jean-Claude Trichet, e il ministro delle Finanze irlandese, al momento del salvataggio finanziario irlandese. Mi stavo chiedendo se lei potesse descrivere esattamente quali erano all’epoca le preoccupazioni della BCE sull’esposizione per la liquidità d’emergenza ( ELA – Emergency Liquidity Assistance) che era stata estesa alle banche irlandesi, e anche, come risponde all’accusa secondo cui la BCE ha di fatto puntato una pistola alla testa del governo irlandese, minacciando di lasciare che le banche si schiantassero se l’Irlanda non fosse entrata un piano di salvataggio?

Draghi – Una risposta breve potrebbe essere: basta leggere le quattro lettere, che raccontano tutta la storia. La decisione di chiedere un programma è stata una decisione del governo. Non è stata la BCE a  costringere il governo a farlo, ma credo che le quattro lettere in realtà mostrano esattamente il tipo di dialogo che ha avuto luogo tra il governo e l’allora presidente della BCE, Jean-Claude Trichet. Quindi per me, c’è ben poco da aggiungere a questo.

6(Alessandro Merli, Il Sole 24 ore) Solo due chiarimenti. Quando dice di aver incaricato lo staff della BCE e i comitati dell’Eurosistema, avete dato loro un termine entro il quale presentare questo lavoro?
L’altra precisazione, lei fa sempre riferimento all’inizio del 2012. Ciò è stato interpretato in modo diverso perché, naturalmente, l’inizio del 2012 è un lungo periodo di tempo: c’è stato un momento in cui il bilancio era al suo apice, circa 3 trilioni di euro, e altri momenti in cui era inferiore a quel livello. Si è detto tra 750 miliardi di euro e 1 trilione di euro sopra al livello attuale. Potrebbe chiarire questo punto?

Draghi – Sulla seconda domanda, l’inizio del 2012 significa marzo 2012, vale a dire subito dopo il secondo LTRO.
Sul termine: tradizionalmente non diamo scadenze ai nostri comitati e al nostro staff. Quando gli si chiede, lavorano e producono. Il che è normale, anzi non direi normale: alcune persone danno sempre una scadenza. Ma nel nostro caso, non siamo mai stati delusi dalla tempestività con cui lo staff e comitati hanno risposto. Più seriamente: sappiamo che i rischi sono verso il basso e sappiamo che dobbiamo essere preparati. Sia lo staff della BCE che i comitati lo sanno molto bene.

7(Arthur Beesley, The Irish Times) Mi riferisco di nuovo alle lettere, Mr Draghi. Lei era membro del Consiglio direttivo nel 2010. Secondo lei è stato appropriato che Mr Trichet minacciasse il ritiro del sostegno di emergenza alle banche irlandesi in quel momento? Perché sappiamo che c’erano gravi preoccupazioni in giro sulla stabilità della zona euro in generale, e tali preoccupazioni hanno portato alla decisione di non … o alla riluttanza ad accettare di bruciare gli obbligazionisti senior delle banche. Quindi, se la BCE non aveva intenzione di bruciare gli obbligazionisti bancari senior, sembra molto improbabile che la BCE avrebbe mai ritirato l’ELA. Ma questo è esattamente quanto Mr Jean-Claude Trichet disse che avrebbe fatto se non ci fosse stato piano di salvataggio.

Draghi – Ho detto più volte, anche per altri paesi, che è un grosso errore guardare agli eventi passati con gli occhi di oggi. Si dovrebbe tornare indietro e prendere in considerazione quale era la situazione a quel tempo. Non direi che è stata una decisione di Mr Trichet. È stato un dialogo tra il governo e la BCE, e una decisione del governo. La questione è se in quel momento, con il tipo di informazioni di cui si disponeva in quel momento, tale decisione era giustificata o meno. Gli eventi successivi, la straordinaria prestazione d’Irlanda — il prossimo anno l’Irlanda sarà l’economia in più rapida crescita in Europa, nell’area euro certamente — sembrano dire che, dopo tutto, che la decisione non è stata così stupida. [Qui Draghi fa proprio quello che ha appena definito un grosso errore: giudica la situazione  irlandese del novembre 2010 col senno di poi – NdT]

… Seconda domanda: chi secondo lei sarebbe nella posizione migliore per rappresentare la BCE in occasione della prossima inchiesta parlamentare sul crollo bancario irlandese? Jean-Claude Trichet, sembra probabile, sarà invitato. Pensa che sarebbe una buona idea per il Mr Trichet presentarsi?

Non abbiamo discusso di questa questione. Non dimenticate mai che la BCE è responsabile dinanzi al Parlamento europeo, non necessariamente davanti ai parlamenti nazionali. Abbiamo accettato gli inviti che i parlamenti nazionali ci hanno gentilmente esteso, ma la nostra controparte normale è il Parlamento europeo.

8(Annette Weisbach, CNBC) Signor Presidente, ho due domande. È stata discussa nel corso della riunione del Consiglio direttivo anche la possibilità di acquistare corporate bonds (obbligazioni societarie)?
La mia seconda domanda è sui commenti di Ben Bernanke. Ha detto, ad un evento, che la zona euro si troverebbe ad affrontare ostacoli o problemi giuridici e politici in caso di attuazione del QE. Condivide la sua visione, almeno fino a quando la Corte di giustizia europea non darà una sentenza definitiva sull’OMT?

Draghi – La risposta alla prima domanda è no, non abbiamo discusso di strumenti specifici perché, dovete capire, abbiamo trascorso diverse ore a discutere come far funzionare il programma ABS. Abbiamo appena preso queste misure. E non solo questa, e siamo fiduciosi che queste misure avranno un impatto sulle dimensioni del nostro bilancio e anche sulle aspettative di inflazione a medio termine. Quindi sarebbe stato almeno prematuro avere altre discussioni.
Sul secondo punto: no. Noi pensiamo che, se agiamo all’interno del nostro mandato, siamo in grado di utilizzare una varietà di strumenti. E la cosa importante è rimanere sempre all’interno del nostro mandato. Noi crediamo che se non è finanziamento monetario, è nel nostro mandato. [Da notare la vuotezza tautologica della risposta: “se agiamo nel nostro mandato … è nel nostro mandato” – NdT]

9(Eva Taylor, Reuters) Ho un’altra domanda sulla cena di ieri sera. Potrebbe forse dirci se ci sono state discussioni bilaterali per affrontare alcune delle preoccupazioni che alcuni membri del Consiglio direttivo possono aver avuto?
E la mia seconda domanda è, si sente dire che non ci sarà una ripartizione degli oneri nel programma di ABS. E mi chiedevo perché no.

Draghi – Lei è uno dei co-autori del report di Reuters, se non sbaglio…

… Sì sono io, certo.

… Bene. Per quanto ne so no, non è stata sollevata alcuna preoccupazione. Tutta la cena è stata presa da questa discussione. Ed è il motivo per cui è stata un successo. È stata una discussione molto ricca e interessante, e molto schietta. Ma queste preoccupazioni non sono state sollevate, per quanto ne so, almeno.

… Mi riferivo piuttosto al post-cena, a discussioni bilaterali.

… Beh, io non sono onnipresente. Non so quello che altri possono dire. Non ho visto niente. Quindi, per quanto ne so, la cena è andata come previsto. E in realtà è andata meglio del previsto.
La seconda domanda era sulla condivisione del rischio nel programma ABS? Vi è la condivisione dei rischi, è normale.

… condivisione del rischio, sì, ma la ripartizione degli oneri? Voglio dire, state acquistando per conto della BCE. Ma le perdite e gli utili saranno  condivisi tra le banche centrali nazionali?

… Sì

… E dopo un anno, li rivaluterete? Saranno poi le banche centrali nazionali a comprare? O semplicemente la BCE?

Allora questa è una questione diversa. Iniziamo, come sapete, con l’outsourcing degli acquisti con i gestori patrimoniali esterni, ma certamente non escludiamo o scartiamo la partecipazione delle banche centrali nazionali in questo programma. E infatti, ci ora cerchiamo di vedere quali le banche centrali sono pronte, in quanto tempo, per adeguare il quadro che abbiamo oggi, che è stato concepito e preparato solo per i manager esterni, per includere anche le banche centrali nazionali che potrebbero essere pronte e disposte a farlo.

10(Jean-Philippe Lacour, Les Echos) Signor Presidente, c’è una lunga discussione sulla dimensione del bilancio. Ma la mia domanda è, all’interno di questo cuscino, tramite diversi strumenti — TLTROs e misure di QE-lite: acquisti di ABS, corporate bonds e altri asset per il QE — voglio chiederle se questi tipi di misure siano più adatti a prevenire l’ulteriore calo dell’inflazione, piuttosto che far crescere effettivamente i prezzi, perché l’abbassamento dei tassi di interesse al livello inferiore non innesca più inflazione. Insomma, la mia domanda in una parola è: il QE innescare davvero l’inflazione? O piuttosto impedisce un calo ulteriore della bassa inflazione che abbiamo in quel momento?

Draghi – Siamo convinti che le misure che abbiamo preso avranno un impatto sulle aspettative di inflazione a medio termine. Questo di certo, sia perché sono misure di credit easing e mirano a ridurre la frammentazione, e perché migliorano le condizioni di finanziamento, e perché ci saranno ricadute su tutti gli altri mercati, e perché introducono una struttura di finanziamento più equilibrata per le banche, e così via. E anche perché, francamente, ci aspettiamo un ampliamento dei mercati che in questo momento sono bloccati, come il mercato degli ABS. E ci aspettiamo anche un’espansione del mercato dei covered bonds. Ho già detto in passato che l’entità complessiva investibile di tali titoli è di circa 1 trilione di euro. Ma questo non va preso come dato di riferimento, per due motivi. Prima di tutto, perché parte di questo è retained, cioè non messo in vendita, ma anche per il motivo opposto, perché questi mercati sono destinati a rispondere positivamente in termini di dimensioni alle nostre azioni. In altre parole, vedremo più emissione di covered bonds e ABS.
Per inciso, per quelle persone che dicono che l’acquisto in ABS ridurrà la BCE a diventare una bad-bank [Si tratta di commentatori tedeschi come H.W. Sinn e Jurgen Stark – NdT] — dalle vostre espressioni vedo che siete stufi di questi argomenti, ma penso che vale la pena rimarcarlo di nuovo. Prima di tutto (sono numeri che posso avervi dato anche in passato): il tasso di default di tutti gli strumenti di finanza strutturata in Europa tra il 2007 e il 2013 è stato dell’1,5%, rispetto al 18,4% degli Stati Uniti, perché gli Stati Uniti hanno avuto il caso dei sub-prime, mentre i sub-prime non esistevano in Europa, quindi è come paragonare mele e pere. Ma guardiamo non all’universo intero della finanza strutturata, ma solo agli ABS che acquistiamo noi: per gli RMBS, il tasso di default è 0,1%, per gli ABS del credito al consumo, è 0,04%. Inoltre è con grande soddisfazione che oggi posso leggere a queste persone che c’è un documento di rating di Fitch il cui titolo dice “La BCE prende un rischio di credito minimo con gli ABS”, e considera i nostri criteri conservativi. Come esempio ipotetico — soprattutto per quelli che dicono che la BCE è una bad bank — se fossero stati utilizzati gli stessi criteri per selezionare le obbligazioni ammissibili tra quelle presenti prima dell’inizio della crisi, le perdite sulla restante vita dei crediti sarebbero state meno dello 0,001%. Queste cifre faranno cambiare idea a queste persone? La risposta è no. Perché, come ha detto qualcuno, quando la prova incontra la fede, non ha possibilità (when evidence meets faith, it doesn’t stand a chance).

… la mia seconda domanda è: Noyer, il governatore della Banca di Francia, ha espresso una certa opposizione al modo in cui l’acquisto di ABS è stato messo in outsourcing. La questione è superata? Puoi approfondire su questo?

È con soddisfazione che posso dire che è finita. Abbiamo trovato un modo molto ragionevole per procedere. C’è un impegno in buona fede da entrambe le parti per cambiare la struttura di governance in tempo per avere anche la Banque de France a bordo. Dal lato della Banque de France, dovranno essere pronti per allora. Nel frattempo cominciamo con la governance attuale perché vogliamo iniziare questo programma, ma non c’è assolutamente alcun ostacolo ad avere Banque de France, o qualsiasi altra banca centrale nazionale, che sia pronta a partecipare al programma.

11(Mark Schieritz, Die Zeit) Ho una domanda sull’ultima frase del secondo paragrafo, sul bilancio. Mi chiedevo se sia una proposizione normativa o positiva. In altre parole, il Consiglio direttivo sottoscrive l’aspettativa che questa espansione accadrà, oppure vuole che questa espansione accada?

Draghi – Pensa che dica di volere che questa espansione accada? Dice quello che si legge, che “dovrebbe muoversi verso le dimensioni che aveva all’inizio del 2012”, che è esattamente la frase che ho usato durante l’audizione del Parlamento europeo.

… Esatto, non dice “vogliamo che il bilancio si espanda a questa dimensione”

… No, dice che si prevede che le misure che abbiamo preso producano un effetto di tali dimensioni sul bilancio. E poi si dice, tuttavia, se questo non bastasse — e questo è il paragrafo successivo — abbiamo incaricato lo staff  della BCE e i comitati competenti di avviare i preparativi….

Graeff – Vorrei ringraziare tutti voi per essere venuti a queste conferenze, alcuni di voi per lunghi anni. In realtà sono quasi 20 anni dal giorno della prima conferenza stampa della EMI. E la successiva conferenza stampa nel mese di dicembre si terrà presso la nostra nuova sede.

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